Maschio 31 anni. Gent.mi Dottori, il giorno di Natale avevo esposto il mio problema in seguito a

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Maschio 31 anni.

Gent.mi Dottori,
il giorno di Natale avevo esposto il mio problema in seguito a dei problemi di erezione dopo aver preso una botta al pene.
Mi era stato detto che molto probabilmente non è niente di grave ed effettivamente le erezioni sono ritornate nel complesso normali.

Premettendo che ho già un appuntamento dall' andrologo di fiducia venerdì prossimo, vorrei esporre un altro problema che ha iniziato a verificarsi sempre in seguito alla botta.

Ho un bruciore forte al pene che non riesco a localizzare.
Non riesco a capire se prenda il canale urinario, la zona attorno e la punta del pene e/o il glande e/o i corpi cavernosi.
Ce l'ho praticamente tutto il giorno e pur non impedendomi di fare le cose normalmente, mi infastidisce un po'.
Questo bruciore a volte si trasforma in formicolio che riguarda 'l'asta ' a riposo.

Durante la giornata urino più del solito (la notte però quasi mai) e pur sembrando a vista d'occhio normale, sembra di espellere urina 'schiumosa' tramite getto anomalo. Pur non vedendo niente di particolare.
Anche lo sperma e il momento dell' eiaculazione sembrano diversi dal solito.
Faccio presente che urinando e eiaculando però non sento nè dolore nè bruciore.

Un'altra cosa che ho notato è che ho bruciore e dolori anche alle ginocchia e ogni tanto alle coscke.

Non ho una partner e non ho rapporti occasionali, ho mangiato in questo periodo più dolci del solito e generalmente mangio molta cioccolata, tengo spesso le gambe accavallate e utilizzo spesso detergenti per lavarmi l'intimo.
Vivo con 2 coinquiline e mi è capitato a volte da seduto di andare contro la tavoletta del water e nelle settimane scorse al lavoro ho tenuto spesso la pipì per parecchi minuti.

Così a prima vista, cosa potrebbe essere?
Si può escludere il diabete?
Possibile che un'eventuale cistite duri parecchie settimane?
Come dovrei comporarmi aspettando l'appuntamento dall'andrologo?

Vi ringrazio nuovamente

Cordiali saluti
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un quadro che potrebbe nel complesso derivare da una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica per quale diversi aspetti del suo stile di vita e della sua alimentazione possono essere fattori di rischio nell'indurla e sostenerla. L'andrologo dovrà svolgere i dovuti esami a partire da quelli genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) per poi decidere se e come agire ulteriormente. In attesa si rilassi, regoli meglio la sua alimentazione e tenga una buona diuresi con acqua, frutta e verdura.

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