L esomeprazolo influisce sul digiuno intermittente?

L esomeprazolo influisce sul digiuno intermittente?

5 risposte


Buongiorno, se lo prende dopo i pasti non interferisce con le ore di digiuno terapeutico basato su dieta liquida.

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Buongiorno No gli inibitori di pompa non influiscono il digiuno intermittente ma a lungo termine possono causare stati carenziali di alcuni nutrienti per cui è opportuna l'assunzione sotto controllo medico


L’esomeprazolo non influisce direttamente sul digiuno intermittente, ma va preso a stomaco vuoto, di solito 30-60 minuti prima di colazione. Quindi, se fai il digiuno e salti la colazione, potresti dover anticipare l’assunzione a un orario fisso del mattino senza cibo dopo per almeno mezz’ora. In pratica: • Puoi continuare il digiuno, ma prendi l’esomeprazolo con un po’ d’acqua appena sveglio, poi aspetta prima di mangiare. Se hai dubbi specifici sull’orario o su sintomi, parlane col medico.


il digiuno intermittente è solo una dieta a restrizione calorica come tante altre. Mangi quel che vuole nella finestra di digiuno, assuma le medicine che deve prendere e non si preoccupi tanto di questa cosa, non prenda sul serio il digiuno intermittente perchè alla fine della giornata ciò che importa, se vuole perdere peso, è se ha consumato piu calorie di quante ne ha assunto


Salve, in generale l’esomeprazolo non interferisce in modo significativo con il digiuno intermittente dal punto di vista metabolico. Si tratta infatti di un farmaco inibitore della pompa protonica, utilizzato per ridurre la secrezione acida dello stomaco, e non apporta calorie né macronutrienti tali da modificare i meccanismi energetici del digiuno. Se viene assunto durante la finestra di digiuno, quindi, non interrompe il digiuno in senso calorico o metabolico, perché non stimola in modo rilevante la secrezione insulinica né fornisce energia all’organismo. L’aspetto più importante riguarda piuttosto la modalità di assunzione del farmaco: l’esomeprazolo è generalmente più efficace se assunto al mattino, a stomaco vuoto, circa 30–60 minuti prima del pasto. In chi pratica il digiuno intermittente questo di solito non rappresenta un problema, perché coincide con la fase di digiuno che precede il primo pasto della giornata. Naturalmente va considerato anche il motivo per cui il farmaco viene assunto. Se il digiuno intermittente dovesse accentuare sintomi come reflusso, gastrite o bruciore, può essere opportuno rivalutare l’organizzazione dei pasti e del digiuno con un professionista. Un confronto con il proprio medico o con un Biologo Nutrizionista può aiutare ad adattare correttamente il protocollo di digiuno alla situazione clinica individuale.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.