Ho quasi 28 anni e sarebbe la mia prima volta, per questo mi sento molto combattuta. Non l’ho mai fa
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Ho quasi 28 anni e sarebbe la mia prima volta, per questo mi sento molto combattuta. Non l’ho mai fatto perché non ho mai avuto un fidanzato; ho avuto solo una frequentazione in passato.
Da una parte ho paura di starci male, soprattutto perché lui mi ha detto chiaramente che non vuole niente di serio. Dall’altra, però, ho anche paura che rimandare ancora questa esperienza e farla più avanti possa diventare ancora più difficile per me o crearmi altri disagi. In più, ovviamente, la voglia fisica c’è.
Questo nuovo ragazzo mi piace molto fisicamente e mi sento attratta da lui. Proprio per questo ho paura di affezionarmi e poi starci male, quindi sono davvero indecisa su cosa fare. Abbiamo già fatto dei preliminari, ma lui ora vorrebbe andare oltre.
Per questo mi sento molto combattuta e non so bene quale sia la scelta giusta per me
Da una parte ho paura di starci male, soprattutto perché lui mi ha detto chiaramente che non vuole niente di serio. Dall’altra, però, ho anche paura che rimandare ancora questa esperienza e farla più avanti possa diventare ancora più difficile per me o crearmi altri disagi. In più, ovviamente, la voglia fisica c’è.
Questo nuovo ragazzo mi piace molto fisicamente e mi sento attratta da lui. Proprio per questo ho paura di affezionarmi e poi starci male, quindi sono davvero indecisa su cosa fare. Abbiamo già fatto dei preliminari, ma lui ora vorrebbe andare oltre.
Per questo mi sento molto combattuta e non so bene quale sia la scelta giusta per me
Buongiorno, sono la dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa sessuologa.
Quello che senti è molto comprensibile: il punto non è solo “farlo o non farlo”, ma capire se questa scelta, in questo momento, ti farebbe sentire serena oppure esposta a una sofferenza emotiva che già temi. La prima volta non ha un’età giusta, ma dovrebbe avvenire in una condizione in cui ti senti libera, consapevole e sufficientemente tutelata.
Da quello che racconti, l’attrazione fisica c’è, ma c’è anche il timore concreto di affezionarti a una persona che ha già detto di non volere qualcosa di serio. Proprio questo aspetto merita attenzione: se senti che dopo potresti stare male, è importante ascoltarti senza forzarti. Non rimandare per paura, ma nemmeno anticipare per timore di “essere in ritardo”.
La scelta giusta è quella che ti fa sentire più in pace con te stessa, non quella che risponde alle aspettative dell’altro. Se dentro di te senti ancora molta ambivalenza, forse hai bisogno di darti tempo, senza viverlo come un fallimento ma come una forma di rispetto verso di te. Quando una persona si sente molto combattuta, fermarsi un attimo spesso è già una risposta importante. Se questo dubbio ti accompagna da tempo o ti crea disagio, parlarne in uno spazio professionale con una sessuologa o un sessuologo può aiutarti a capire meglio i tuoi bisogni emotivi e sessuali con più chiarezza e serenità.
Quello che senti è molto comprensibile: il punto non è solo “farlo o non farlo”, ma capire se questa scelta, in questo momento, ti farebbe sentire serena oppure esposta a una sofferenza emotiva che già temi. La prima volta non ha un’età giusta, ma dovrebbe avvenire in una condizione in cui ti senti libera, consapevole e sufficientemente tutelata.
Da quello che racconti, l’attrazione fisica c’è, ma c’è anche il timore concreto di affezionarti a una persona che ha già detto di non volere qualcosa di serio. Proprio questo aspetto merita attenzione: se senti che dopo potresti stare male, è importante ascoltarti senza forzarti. Non rimandare per paura, ma nemmeno anticipare per timore di “essere in ritardo”.
La scelta giusta è quella che ti fa sentire più in pace con te stessa, non quella che risponde alle aspettative dell’altro. Se dentro di te senti ancora molta ambivalenza, forse hai bisogno di darti tempo, senza viverlo come un fallimento ma come una forma di rispetto verso di te. Quando una persona si sente molto combattuta, fermarsi un attimo spesso è già una risposta importante. Se questo dubbio ti accompagna da tempo o ti crea disagio, parlarne in uno spazio professionale con una sessuologa o un sessuologo può aiutarti a capire meglio i tuoi bisogni emotivi e sessuali con più chiarezza e serenità.
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Buongiorno, sono il Dott. Calcagno e la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e delicata della sua esperienza. Quello che sta vivendo è assolutamente comprensibile: da una parte il desiderio, la curiosità e l’attrazione, dall’altra il timore di poter soffrire o di fare un passo che non si sente fino in fondo sicura a compiere. Non esiste un tempo “giusto” valido per tutti, né una scelta giusta in assoluto: esiste ciò che è giusto per lei, in questo momento della sua vita. Mi sento di dirle che grazie al lavoro con un sessuologo clinico, potrà dare spazio a entrambe le parti che sente dentro: quella che desidera lasciarsi andare e vivere l’esperienza, e quella che invece ha bisogno di protezione, attenzione, sicurezza e forse anche di un contesto emotivo più stabile. Il fatto che questo ragazzo le abbia chiarito di non voler una relazione è un elemento importante da considerare, soprattutto perché lei stessa riconosce la possibilità di legarsi. Non si tratta di giusto o sbagliato, ma di quanto si senta pronta a vivere un’esperienza che potrebbe essere principalmente fisica, accettandone anche le possibili conseguenze emotive. Prendersi ancora un po’ di tempo non significa “perdere un’occasione”, ma darsi la possibilità di arrivare a una scelta più consapevole e serena. Allo stesso tempo, anche il desiderio fisico è una parte legittima di sé e merita ascolto.
Un cordiale saluto,
Dott. Giuseppe Calcagno
Un cordiale saluto,
Dott. Giuseppe Calcagno
Buongiorno.. quale sarebbe il vantaggio di rinunciare? Comunque, non è necessario ci sia una scelta giusta o sbagliata.. le consiglierei di affrontare la questione in uno o più colloqui, ma una risposta breve e non esaustiva che le do qui è di provare a gerarchizzare le priorità: cosa è più importante per lei al momento? Buona giornata, cordiali saluti!
Quello che descrivi è un vissuto molto comprensibile: da una parte il desiderio e l’attrazione, dall’altra la paura di affezionarti e stare male, soprattutto perché lui non cerca una relazione stabile.
Non esiste una scelta giusta in assoluto, ma quella più rispettosa di te. Può aiutarti chiederti non solo se lo desideri, ma anche come potresti stare dopo.
Non sei in ritardo: ognuno ha i propri tempi. Più che forzarti, prova ad ascoltare ciò che senti e i tuoi bisogni emotivi.
Un caro saluto.
Non esiste una scelta giusta in assoluto, ma quella più rispettosa di te. Può aiutarti chiederti non solo se lo desideri, ma anche come potresti stare dopo.
Non sei in ritardo: ognuno ha i propri tempi. Più che forzarti, prova ad ascoltare ciò che senti e i tuoi bisogni emotivi.
Un caro saluto.
Salve,Capisco bene il suo conflitto: da una parte il desiderio, la curiosità e l’attrazione, dall’altra il bisogno di proteggersi e non farsi male. Sono entrambe parti legittime, e il fatto che lei le senta così chiaramente è già un segnale di consapevolezza.
Più che chiedersi quale sia “la scelta giusta in assoluto”, può essere utile chiedersi quale scelta è più rispettosa di come è fatta lei. Se sente che potrebbe affezionarsi e soffrire sapendo che lui non vuole nulla di serio, questo non è un dettaglio da mettere da parte. La prima volta non è solo un fatto fisico: spesso si intreccia con il piano emotivo, soprattutto quando c’è attrazione.
Allo stesso tempo, non esiste un “ritardo” da recuperare. Non c’è un tempo giusto imposto da fuori: aspettare ancora non la rende sbagliata, così come scegliere di vivere l’esperienza ora non la rende imprudente, se lo fa in modo consapevole.
Forse la domanda più utile è: “Se dopo mi affezionassi e lui restasse distante, come mi sentirei con me stessa?” e “Sto scegliendo per desiderio sereno o per paura di perdere un’occasione?”. Le risposte che emergono da qui di solito sono molto oneste.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa sente più forte dentro di sé e capire quale scelta la farebbe sentire più in pace, al di là della pressione del momento.
Più che chiedersi quale sia “la scelta giusta in assoluto”, può essere utile chiedersi quale scelta è più rispettosa di come è fatta lei. Se sente che potrebbe affezionarsi e soffrire sapendo che lui non vuole nulla di serio, questo non è un dettaglio da mettere da parte. La prima volta non è solo un fatto fisico: spesso si intreccia con il piano emotivo, soprattutto quando c’è attrazione.
Allo stesso tempo, non esiste un “ritardo” da recuperare. Non c’è un tempo giusto imposto da fuori: aspettare ancora non la rende sbagliata, così come scegliere di vivere l’esperienza ora non la rende imprudente, se lo fa in modo consapevole.
Forse la domanda più utile è: “Se dopo mi affezionassi e lui restasse distante, come mi sentirei con me stessa?” e “Sto scegliendo per desiderio sereno o per paura di perdere un’occasione?”. Le risposte che emergono da qui di solito sono molto oneste.
Se vuole, possiamo approfondire insieme cosa sente più forte dentro di sé e capire quale scelta la farebbe sentire più in pace, al di là della pressione del momento.
Quello che descrivi è un conflitto molto comprensibile: da una parte il desiderio, la curiosità e l’attrazione, dall’altra il bisogno di proteggerti emotivamente. Non c’è nulla di “sbagliato” nel fatto che la tua prima volta arrivi a 28 anni, così come non esiste un momento “giusto” valido per tutti: esiste solo il momento che senti giusto per te.
Ci sono alcuni aspetti importanti su cui puoi provare a riflettere:
1. Il significato che dai alla prima volta
Per alcune persone è un’esperienza principalmente fisica, per altre ha un forte valore emotivo. Chiediti: per me cosa rappresenta? Se per te è qualcosa che implica coinvolgimento affettivo, è importante tener conto che lui ha già chiarito di non voler una relazione.
2. La consapevolezza del rischio emotivo
Hai già colto un punto centrale: ti senti attratta e temi di affezionarti. Questo è un segnale da non ignorare. Non significa che devi necessariamente rinunciare, ma è importante essere onesta con te stessa: quanto è probabile che io ci stia male? E quanto mi sento pronta ad affrontarlo, se accadesse?
3. Il desiderio vs il bisogno di “sbloccare” una situazione
La voglia fisica è naturale e legittima. Tuttavia, è utile distinguere tra il desiderio autentico e la paura di “restare indietro” o di complicare le cose rimandando. Fare questa esperienza solo per toglierti un peso o una pressione interna potrebbe non lasciarti una sensazione positiva.
4. Il rispetto dei tuoi tempi
Il fatto che lui voglia “andare oltre” non significa che tu debba sentirti pronta ora. Una scelta sana è quella che nasce da un tuo sentire chiaro, non da una spinta esterna o da urgenza.
In sintesi, non esiste una scelta giusta in assoluto, ma una scelta più coerente con ciò che sei e con ciò che desideri davvero in questo momento. Se senti che il rischio di soffrire è alto, può essere utile rallentare e darti tempo. Se invece senti di poter vivere l’esperienza con maggiore leggerezza e consapevolezza, allora può essere una tua libera scelta.
Vista la delicatezza del tema e il coinvolgimento emotivo che emerge dalle tue parole, potrebbe essere molto utile approfondire questi aspetti con uno specialista, per aiutarti a chiarire meglio i tuoi bisogni e prendere una decisione più serena.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Ci sono alcuni aspetti importanti su cui puoi provare a riflettere:
1. Il significato che dai alla prima volta
Per alcune persone è un’esperienza principalmente fisica, per altre ha un forte valore emotivo. Chiediti: per me cosa rappresenta? Se per te è qualcosa che implica coinvolgimento affettivo, è importante tener conto che lui ha già chiarito di non voler una relazione.
2. La consapevolezza del rischio emotivo
Hai già colto un punto centrale: ti senti attratta e temi di affezionarti. Questo è un segnale da non ignorare. Non significa che devi necessariamente rinunciare, ma è importante essere onesta con te stessa: quanto è probabile che io ci stia male? E quanto mi sento pronta ad affrontarlo, se accadesse?
3. Il desiderio vs il bisogno di “sbloccare” una situazione
La voglia fisica è naturale e legittima. Tuttavia, è utile distinguere tra il desiderio autentico e la paura di “restare indietro” o di complicare le cose rimandando. Fare questa esperienza solo per toglierti un peso o una pressione interna potrebbe non lasciarti una sensazione positiva.
4. Il rispetto dei tuoi tempi
Il fatto che lui voglia “andare oltre” non significa che tu debba sentirti pronta ora. Una scelta sana è quella che nasce da un tuo sentire chiaro, non da una spinta esterna o da urgenza.
In sintesi, non esiste una scelta giusta in assoluto, ma una scelta più coerente con ciò che sei e con ciò che desideri davvero in questo momento. Se senti che il rischio di soffrire è alto, può essere utile rallentare e darti tempo. Se invece senti di poter vivere l’esperienza con maggiore leggerezza e consapevolezza, allora può essere una tua libera scelta.
Vista la delicatezza del tema e il coinvolgimento emotivo che emerge dalle tue parole, potrebbe essere molto utile approfondire questi aspetti con uno specialista, per aiutarti a chiarire meglio i tuoi bisogni e prendere una decisione più serena.
Dottoressa Silvia Parisi
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