ho paura di quello che i miei genitori possano pensare di me e soprattutto di non accettare il fatto

ho paura di quello che i miei genitori possano pensare di me e soprattutto di non accettare il fatto che io sia bisessuale. sto ancora cercando di comprendere a pieno la mia sessualità ma ho paura di una loro brutta reazione. cosa potrei fare per rivelare a me stessa e a loro il mio orientamento sessuale?

26 risposte


Gentile utente, comprendere il proprio orientamento sessuale può essere un percorso complesso, che comprende anche molti elementi che paiono slegati dalla questione. Lo dice lei, in prima persona: "sto ancora cercando di comprendere ...." quindi le direi di dare la priorità a sé, si conceda del tempo e, perché no, un aiuto esterno, se ne sente la necessità, per conoscersi, scoprirsi e accettarsi. Solo in seguito si potrà preoccupare degli altri. A disposizione per eventuali dubbi o necessità orientative. Tanti auguri dott.ssa Veronica Gorni

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Gentile utente, diciamo che non c'è un manuale di istruzioni per queste cose ma sarebbe importante comprendere gli aspetti soggettivi propri delle persone che le stanno intorno. Per cercare di rispondere alle sue domande, le consiglio una consulenza psicologica ed eventualmente di intraprendere un percorso di supporto psicologico per la fase del coming-out. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Gentile utente, immagino che il periodo che sta vivendo sia fonte di grande stress. Comunicare il proprio orientamento sessuale alla famiglia dovrebbe essere un momento di condivisione piacevole e non che incute timore. Cosa le fa pensare che la sua famiglia reagirà male a questa sua comunicazione? Aldilà dei dubbi e delle paure legittimi, la invito a continuare a scoprirsi come sta facendo già - giorno per giorno - e comunicare questa notizia quando si sentirà abbastanza sicurə da poter accogliere la reazione della sua famiglia (sia essa positiva o negativa). Resto a Sua disposizione qualora avesse necessità di uno spazio sicuro in cui esplorare il suo vissuto, Un caro saluto Dott.ssa Ninonà


Buongiorno, da quello che scrivi ti consiglierei un percorso psicologico con un professionsta esperto di queste tematiche molto delicate. Questa non vuole essere una risposta standard e sterile, ma nasce proprio per la complessità di quello che riporti, a partire dal tuo vissuto personale attuale in cui che tu stessa stai cercando di comprenderti. Parti da te.


Rivelare a se stessi prima che ai propri genitori, come giustamente ha sottolineato, è il primo passo fondamentale ma non sempre facile e immediato. Ognuno ha i suoi tempi e sicuramente essere sostenuti in questo percorso non può che essere di aiuto. In un secondo momento, il terapeuta può essere anche un facilitatore della comunicazione tra lei e i suoi genitori ma personalmente mi concentrerei prima sul lavorare in maniera individuale con lei. A sua disposizione. Dott.ssa Alessandra Albanese


Salve, le consiglio di mettere al centro prima il proprio sè, la propria persona e ciò che desidera..a volte le "etichette" non sempre aiutano a comprendere la complessità e la ricchezza che caratterizzano in maniera originale un individuo. In un secondo momento, se e quando se la sentirà, potrà affrontare tale situazione con i suoi genitori, rispettando prima cosa sente prioritario ed importante. Sono a sua disposizione, su Roma in presenza ed on-line.


Gentile utente, Comprendo il vissuto che ci condividi e il disagio che possa provocare. Qual è il pensiero che potrebbero avere i tuoi genitori che ti spaventa? E se lo pensassero quale reazione pensi avrebbero che ti spaventa? Rivelare qualcosa a qualcuno talvolta può essere complicato, ma può esserlo ancora di più rivelarlo a se stessi. Molto spesso abbiamo bisogno di parlare con noi stessi, di darci del tempo per farci delle domande e realizzare le risposte, per ascoltarci. Comprendo che il vissuto che ci condividi e l’impatto che ha nella tua vita possa essere “pesante” e potrebbe generare ansia, per questo ti consiglio di ascoltarti, di darti del tempo per accogliere ogni tuo pensiero ed emozione, per chiarire ciò che desideri rivelare a te e agli altri. Sono qui se ti andasse di approfondire questi vissuti. Cari saluti, dr.ssa Rita Desiderio


Buonasera, alla sua paura affianco la mia: la sua rivelazione non rappresenterà mica un test di valutazione della competenza genitoriale? Se li scoprisse impreparati riuscirebbe ancora a guardarli con gli stessi occhi? In caso negativo, proporrei di affrontare la richiesta nell'ambito di una terapia familiare, di modo che ognuno abbia la possibilità di comprendersi e ascoltarsi (qualora la cosa non avvenga spontaneamente), nei suoi dubbi e nei suoi stati d'essere. Resto a disposizione per le sue necessità. Dott. Festa Simone


Gentile utente, Esplorare tutti i suoi dubbi, le sue fantasie, le sue emozioni e le sue domande in uno spazio in cui non si senta giudicata può essere la strada per trovare sicurezza e coraggio nelle sue “scelte”. Può trovare una libertà che la liberi dalle aspettative altrui, trovando la capacità di accettare anche le reazioni altrui. Dr.ssa Damiano Maria

Maria Damiano

Maria Damiano

psicoterapeuta

Frattamaggiore

Prenota visita

Gentile utente, il tema dell'orientamento sessuale e dei relativi coming out è molto delicato, soprattutto quando pensiamo che chi ci sta attorno, potrebbe essere poco supportivo o potrebbe non essere disposto ad accoglierci. Le consiglio di dedicarsi del tempo, meglio se con uno psicologo, a lavorare in primis su questo suo aspetto ed eventualmente ricevere supporto per comunicarlo agli altri. Resto a disposizione anche online per un primo videoconsulto gratuito conoscitivo. Un caro saluto Dott.ssa Vita


Gentile utente, il coming-out è sempre un momento molto intenso, ricco di molteplici emozioni. Un turbinio di pensieri e sensazioni. Credo che prima di occuparsi di come gli altri possano accogliere o meno la sua sessualità, credo debba essere importante per lei occuparsi di come si sente lei, come vive questa presa di consapevolezza su di sè. Dopo che avrà affrontato questo suo pezzo potrà insieme ad un professionista anche trattare questo elemento altrettanto importante. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Buonasera, è comprensibile che affrontare la paura del giudizio e della non accettazione da parte dei genitori riguardo alla propria sessualità possa essere un processo difficile e spaventoso. È importante affrontare questa situazione con cautela e considerazione per il proprio benessere emotivo. Prima di tutto, potrebbe essere utile riflettere su come si sente riguardo alla propria sessualità e sui propri sentimenti nei confronti della rivelazione ai genitori. Capire a fondo i propri pensieri e le proprie emozioni può aiutare a prepararsi emotivamente per questo passo importante. Una volta che si sente pronta, potrebbe essere utile trovare un momento e un contesto adatti per parlare con i genitori. Potrebbe essere utile scegliere un momento in cui tutti sono calmi e tranquilli, e avere la possibilità di parlare senza interruzioni o distrazioni. Quando parla con i genitori, potrebbe essere utile essere onesta e aperta riguardo ai propri sentimenti e esperienze, ma anche preparata per affrontare una varietà di reazioni da parte loro. È importante comunicare in modo chiaro e rispettoso, ma anche essere pronti a stabilire dei confini e a proteggere il proprio benessere emotivo nel caso in cui la reazione dei genitori non sia quella desiderata. Inoltre, potrebbe essere utile coinvolgere altre persone di fiducia nel processo, come amici o professionisti della salute mentale, che possano offrire sostegno ed incoraggiamento durante questo momento importante della sua vita. Ricordi che la sua sessualità è parte integrante di chi è e non dovrebbe essere motivo di vergogna o paura. È importante cercare di accettarsi e amarsi per quello che si è, e cercare il supporto e l'empatia di coloro che ci circondano. Se necessario, potrebbe essere utile cercare ulteriore supporto da parte di professionisti della salute mentale, che possono aiutarla a navigare attraverso questo processo in modo più sicuro e confortevole. Se lo desidera sono a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Camilla Persico


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico

Dott. Daniele D'Amico

Dott. Daniele D'Amico

psicologo

Torre del Greco

Prenota visita

Gentile utente la ringrazio per la domanda, pare che lei abbia già centrato il problema, capire se stessi e spiegarlo agli altri, in questo difficile e delicato momento della sua vita le consiglio di farsi supportare da uno specialista e iniziare un percorso di psicoterapia per dare certezza a ciò che sente dentro e trovare il modo giusto per farsi conoscere, non solo in famiglia ma anche nella società. Si dia questa opportunità per ridare colore e serentà a tutto. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, dssa Cristina Sinno

Dott.ssa Cristina Sinno

Dott.ssa Cristina Sinno

psicoterapeuta

Villetta Barrea

Prenota visita

Gentile Utente, mi dispiace per quello che sta passando, le consiglio un percorso psicologico per comprendere il suo orientamento sessuale e riuscire a spiegarlo ai suoi genitori. Un caro saluto, a disposizione, Dott.ssa Francesca Ghislanzoni.


Buongiorno, capisco quanto questa situazione possa destare in lei dubbi e ansie. Per tale ragione la invito a rivolgersi ad uno specialista per iniziare un percorso psicologico. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio


Buongiorno gentile utente, grazie per questa tua condivisione. Rivelare il tuo orientamento sessuale ai tuoi genitori può essere un passo importante e significativo nel tuo percorso di autoaccettazione. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a gestire questa situazione, prova a riflettere su te stessa, scegliere il momento giusto per parlare con i tuoi genitori è essenziale. Cerca di farlo quando tutti sono tranquilli e disponibili a conversare senza distrazioni, sii sincera e aperta quando parli con i tuoi genitori, spiega loro che stai ancora esplorando la tua sessualità e che è importante per te condividere questa parte di te stessa con loro. Preparati alle reazioni, alcuni potrebbero essere sorpresi, confusi o persino inizialmente riluttanti ad accettare la situazione, è importante essere pazienti e rispettare i loro sentimenti, ma anche difendere te stessa e il tuo diritto di essere chi sei. Ricorda che sei amata indipendentemente dalla loro reazione iniziale, ricorda che sei amata dai tuoi genitori, con il tempo, potrebbero avere bisogno di tempo per elaborare e accettare la situazione, ma il loro amore per te dovrebbe rimanere costante. Considera il supporto esterno se hai preoccupazioni sulle reazioni dei tuoi genitori, considera di coinvolgere un amico di fiducia, un altro membro della famiglia o un professionista della salute mentale per avere supporto durante questo processo, soprattutto, sii gentile con te stessa e datti il tempo di elaborare le tue emozioni. La tua sessualità è una parte importante di chi sei, e meritata di essere accettata e rispettata. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo.


Gentile utente, per fare coming out con i suoi genitori bisogna iniziare a scegliere il momento più opportuno siccome può avere un impatto notevole sulla reazione dei suoi cari. Le consiglierei di scegliere un contesto privato ed intimo dove in primis si possa sentire lei al sicuro di potersi esprimere e sentirsi più a suo agio. Dopo di che cercare di creare, dove possibile, un dialogo aperto e sincero. Inoltre è importante prepararsi alle diverse reazioni che si possono incontrare, se dovessero essere negative sarebbe opportuno avere un supporto emotivo da parte di uno psicologo. Resto a sua disposizione Dott.ssa Valentina Pisciotta.


Gentile, comprendo la paura per la condizione in cui si trova. Un percorso psicologico potrebbe senz'altro aiutarla a conoscere a fondo alcuni aspetti e a prendere maggiore consapevolezza di sè. Resto a disposizione. Dott.ssa Palmas


Buona sera gentile utente. Posso immaginare il disagio di cui parla.... dover affrontare il giudizio dei propri genitori e la possibilità di non essere accettati può rappresentare un momento faticoso. Tuttavia, i punti importanti di cui parla nel messaggio sono due e, forse, per il momento, potrebbe riflettere su quale di questi rappresenti effettivamente una priorità per lei. Questa potrebbe essere l'occasione per mettere sè stesso al primo posto e per cercare di conoscersi in questa importante dimensione individuale. A tal riguardo, potrebbe valutare se il percorso con uno psicologo/psicoterapeuta specializzato in questo ambito le potrebbe tornare utile. Consideri che a volte categorizzare e classificare può aiutare nell'incertezza, ma non è altrettanto arricchente quanto conoscere la propria unicità e le proprie peculiarità. Potrebbe dedicarsi del tempo per acquisire maggior chiarezza su questo tema, per poi, se ne avvertirà la necessità, confrontarsi con la propria famiglia. Anche in quel momento tanto importante quanto delicato, il percorso con la figura di un professionista specializzato potrebbe essere di supporto. Resto a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Turchetto

Dott.ssa Letizia Turchetto

Dott.ssa Letizia Turchetto

psicologo

San Donà di Piave

Prenota visita

Mi sembra di capire che lei si stai trovando in un momento molto importante, in cui sta cercando di capire sé stess* e le proprie caratteristiche. E questo è un lavoro delicato e ...coraggioso! In generale non esistono modalità "giuste" di scoprire il proprio orientamento; non c'è obbligo di fare coming-out prima di sentirsi pronti; e non c'è fretta di etichettarsi in modo defintivio. Poterne parlare con un professionista all'interno di un setting in cui lei possa sentirsi accolta e in cui poter, con i giusti tempi e la serenità, di lavorare su di sé e sulla ricerca di un significato alle sue domande potrebbe essere una risposta alla sua domanda. La terapia è uno spazio di accoglienza in cui iniziare un lavoro per cercare un significato alle domande importanti che lei si è sentita di condividere.

Dott. Andrea Cirrincione

Dott. Andrea Cirrincione

psicologo

Serravalle Pistoiese

Prenota visita

Buonasera, Capisco profondamente quanto possa essere difficile e delicato affrontare il timore del giudizio dei propri genitori su un tema così intimo e personale come l’orientamento sessuale. È assolutamente comprensibile che lei tema una reazione negativa, così come è comprensibile che senta la necessità di chiarire innanzitutto a se stessa ciò che sta provando. Vorrei dirle che non esiste alcuna fretta né alcun obbligo di “definirsi” subito. La comprensione della propria sessualità è un percorso individuale, che può richiedere tempo, riflessione, ascolto interiore ed esperienze. Concedersi questo tempo, senza mettersi fretta o pressione, è un gesto di cura e rispetto verso di sé. Spesso la fretta nasce dal desiderio di sentirsi più sicuri o di riuscire a spiegarsi meglio agli altri, ma la priorità dovrebbe essere quella di arrivare a sentirsi autenticamente in sintonia con la propria interiorità. Per quanto riguarda il parlarne con i suoi genitori, credo sia importante che lei possa riflettere con calma sul motivo per cui desidera farlo e su cosa si aspetta da questa conversazione. Capire bene le proprie motivazioni può aiutarla a scegliere se, quando e come affrontare questo momento. Non esiste un unico modo giusto per farlo. Potrebbe valutare di scegliere un momento tranquillo, riservato, in cui ci sia spazio per parlare senza interruzioni o tensioni. Potrebbe decidere se sia meglio parlarne con entrambi o con uno solo dei due, oppure potrebbe valutare l’idea di scrivere una lettera, se ritiene che possa essere più facile e chiaro esprimere in quel modo i propri sentimenti e pensieri. Allo stesso tempo, penso sia importante che possa prepararsi anche all’eventualità che la loro reazione non sia esattamente quella che spera. A volte le persone hanno bisogno di tempo per comprendere e accettare qualcosa che per loro è nuovo, inatteso o che mette in discussione convinzioni consolidate. Questo non significa necessariamente che non le vogliano bene o che il loro affetto nei suoi confronti cambi: spesso è solo un processo che richiede più tempo di quanto si vorrebbe. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina Celi


La paura del giudizio è naturale, soprattutto quando riguarda aspetti così intimi come la sessualità. Prima di pensare a come dirlo agli altri, è fondamentale chiarirlo con te stessa: non serve correre, ma ascoltarti senza pressioni. Il coming out non è un obbligo, è una scelta che deve nascere quando ti senti pronta e sicura. Un buon passo è allenarti a parlare di te in modo semplice, senza giustificazioni, iniziando magari con persone di cui ti fidi. Ricorda: la reazione degli altri non è sotto il tuo controllo, ma il modo in cui tu ti presenti sì. Se la paura resta paralizzante, affrontarla con un professionista può aiutarti a trasformarla in forza.


Buonasera, la prima cosa importante è che non deve chiarire tutto subito: può prendersi tempo per capire meglio la Sua sessualità senza obbligarsi a una definizione immediata. Rivelarlo a se stessa e agli altri non è un esame da superare, ma un percorso. Prima di parlarne con i Suoi genitori, può chiedersi quanto si senta al sicuro, come reagiscono di solito a temi delicati e se avrebbe accanto almeno una persona fidata che possa sostenerLa. Se teme una reazione molto dura, può anche scegliere di aspettare: proteggersi è legittimo. Con se stessa, può aiutarLa scrivere ciò che prova, senza giudicarsi, e dare valore a quello che sente anche se è ancora in evoluzione. Un sostegno psicologico può esserLe utile per fare chiarezza e affrontare questo passaggio con più serenità. Le auguro una buona serata.


Buongiorno, quello che sta vivendo può essere molto delicato, perché sembra che in questo momento ci siano due processi che stanno procedendo insieme: da una parte sta cercando di capire meglio la propria sessualità, dall'altra sta già immaginando quale potrebbe essere la reazione dei suoi genitori. È comprensibile che le due cose si influenzino e che la paura del giudizio renda più difficile ascoltare con tranquillità ciò che sente. La prima cosa importante è che non deve avere necessariamente tutto chiaro subito. Comprendere il proprio orientamento può richiedere tempo e non è obbligata a trovare immediatamente una definizione perfetta o definitiva. Se oggi sente che la parola "bisessuale" descrive abbastanza bene ciò che prova, può utilizzarla. Se nel tempo dovesse capire qualcosa di diverso o di più sfumato, questo non renderebbe meno autentico ciò che sente adesso. In una prospettiva cognitivo comportamentale potrebbe essere utile distinguere ciò che prova realmente da ciò che teme possa accadere. Una cosa è il suo vissuto affettivo e sessuale. Un'altra sono i pensieri che possono comparire, come "non mi accetteranno", "li deluderò", "penseranno male di me", "cambierà il nostro rapporto". Questi pensieri possono generare molta ansia ancora prima che ci sia stata una reale conversazione. Naturalmente questo non significa che le sue paure siano necessariamente infondate. Lei conosce i suoi genitori e potrebbe avere motivi concreti per temere una reazione difficile. Proprio per questo non credo sia utile vivere il coming out come un obbligo da compiere il prima possibile. Rivelare il proprio orientamento dovrebbe essere una scelta sua, fatta quando si sente sufficientemente pronta e quando ritiene che le condizioni siano abbastanza sicure. Prima ancora di parlare con loro, potrebbe essere importante concedersi uno spazio nel quale comprendere meglio se stessa senza dover contemporaneamente prepararsi a difendersi dal loro eventuale giudizio. Potrebbe chiedersi cosa prova verso uomini e donne, quali esperienze o fantasie le hanno fatto pensare alla bisessualità, cosa significa per lei questa possibilità e soprattutto quali emozioni emergono quando prova a riconoscerla pienamente dentro di sé. A volte la difficoltà maggiore non riguarda soltanto il timore della reazione familiare. Può esserci anche una parte interna che ha assorbito nel tempo idee, aspettative o giudizi sull'orientamento sessuale. In quel caso può capitare di chiedersi continuamente se ciò che si prova sia "vero", se sia una fase, se si stia sbagliando oppure se si possa deludere qualcuno semplicemente essendo se stessi. Sarebbe importante osservare questi pensieri senza considerarli automaticamente delle verità. Rispetto ai suoi genitori, potrebbe essere utile valutare prima quanto siano aperti su questi temi. Può ricordare come hanno reagito in passato parlando di persone omosessuali o bisessuali, quali opinioni esprimono e se esiste uno dei due con cui sente maggiore possibilità di dialogo. Non per prevedere con certezza ciò che accadrà, ma per capire se sia preferibile parlarne prima con una sola persona, scegliere un momento particolare o eventualmente aspettare. Se deciderà di parlarne, non deve necessariamente fare un discorso perfetto. Può dire semplicemente che sta comprendendo meglio la propria sessualità e che sente di poter essere attratta sia da uomini sia da donne. Può anche aggiungere che non sta chiedendo loro di capire tutto immediatamente, ma che per lei è importante poter essere sincera. È altrettanto importante ricordare che una prima reazione negativa non sempre coincide con quella definitiva. Alcuni genitori possono reagire inizialmente con sorpresa, paura, confusione o rigidità e avere bisogno di tempo. Questo non significa però che lei debba accettare insulti, umiliazioni o pressioni affinché cambi ciò che prova. Il rispetto dovrebbe rimanere un confine fondamentale. Se teme conseguenze concrete importanti, per esempio essere cacciata di casa, perdere sostegno economico o trovarsi in una situazione di forte conflitto, sarebbe prudente pensare prima alla propria sicurezza e autonomia. Non c'è nulla di vigliacco nel rimandare una rivelazione se farla in questo momento la esporrebbe a conseguenze che non è ancora in grado di gestire. Mi sembra molto importante anche la frase "rivelare a me stessa" il suo orientamento. Forse, prima del confronto con i suoi genitori, c'è da costruire un rapporto più sereno con questa parte di lei. Non è necessario dimostrare nulla a se stessa attraverso esperienze o comportamenti particolari. Può semplicemente permettersi di osservare ciò che sente senza doverlo giudicare o verificare continuamente. Se questa situazione le provoca molta ansia o se si accorge che il timore del giudizio familiare le impedisce di comprendere serenamente ciò che prova, potrebbe essere molto utile un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Non per indirizzarla verso un orientamento piuttosto che un altro, ma per aiutarla a comprendere gli schemi che si attivano quando teme di deludere le persone importanti, il peso che attribuisce alla loro approvazione e il modo in cui questi timori influenzano il rapporto con se stessa. Un percorso potrebbe aiutarla anche a preparare con maggiore serenità l'eventuale conversazione con i suoi genitori, distinguendo ciò che può controllare da ciò che non può controllare. Può scegliere come parlare, quando farlo e quali confini porre. Non può invece decidere in anticipo quale sarà la loro reazione. Credo che il punto più importante sia questo: non è necessario che i suoi genitori comprendano immediatamente tutto perché ciò che lei prova possa essere legittimo. Il loro eventuale tempo di elaborazione appartiene a loro. Il suo compito, in questo momento, potrebbe essere innanzitutto permettersi di conoscersi senza trasformare la propria sessualità in un esame da superare o in qualcosa da giustificare. Può procedere gradualmente, senza forzarsi né a definirsi prima di sentirsi pronta né a raccontarlo prima che lo desideri davvero. La comprensione di sé non ha bisogno di una scadenza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

Cerchi ancora risposte? Fai una nuova domanda

  • • La domanda è anonima

  • • Fai una domanda specifica

  • • La domanda va a specialisti, non a un medico specifico

  • • Non sostituisce la consultazione medica

  • • Non serve per confermare diagnosi

  • • Non pubblichiamo informazioni sul dosaggio dei farmaci


Scegli lo specialista a cui vuoi rivolgere la domanda
Lo useremo solo per notificarti la risposta. Non sarà visibile pubblicamente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.