ho 30 anni. Da molti anni soffro di una serie di sintomi costanti e invalidanti a seguito di un trau
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ho 30 anni. Da molti anni soffro di una serie di sintomi costanti e invalidanti a seguito di un trauma acustico subito nel marzo del 2017.
I miei sintomi includono: disequilibrio costante; vertigine soggettiva quando sto particolarmente male, raramente vertigine oggettiva; mioclono palatale, senso di confusione, pienezza auricolare (scomparsa a seguito dell’inserimento bilaterale di drenaggio transtimpanico di tipo T-tube a febbraio 2023); scoppiettio all’orecchio e suono come di accattorciamento (scomparsi nell’orecchio sinistro a seguito di tenotomia del muscolo stapedio e del tensore del timpano a novembre 2024); pressione auricolare e fortissima otalgia (entrambe scomparse nell’orecchio sinistro a seguito della tenotomia); scoppiettio al naso; dolore costante e molto forte alle tempie, alla nuca, sopra e dietro le orecchie; orecchie congeste, iperacusia; difficoltà nel percepire la posizione del mio corpo nello spazio e la posizione degli oggetti; nausea costante e vomito quando sto molto male.
I miei sintomi peggiorano praticamente con ogni azione che svolgo, specialmente quando cammino, quando parlo o mastico, quando faccio sforzi o movimenti improvvisi.
Quando mi stendo su un fianco, dopo circa mezz’ora sento come la pressione dell’orecchio rivolto verso l’alto fluire verso l’orecchio posto sul cuscino. In queste occasioni sento migliorare i sintomi dell’orecchio rivolto verso l’alto e ho un po’ di sollievo.
Inizialmente i sintomi riguardavano principalmente l’orecchio sinistro e in minor misura quello destro, ma dopo un anno dal trauma acustico entrambe le orecchie hanno presentato sintomi della stessa intensità.
Per via di tutti questi miei sintomi non posso parlare, camminare o masticare a lungo. Non posso guidare. Se provo a studiare o leggere devo fermarmi subito perché non riesco a continuare.
Il trauma acustico è stato causato dalla rottura di una cassa collegata a un microfono, la quale ha prodotto un suono acuto che è durato due ore. Il suono infastidiva tutti nella stanza, ma a me molto di più.
Dopo quelle due ore sono uscito dalla stanza e subito ho avvertito una forte vertigine, cessata dopo circa un’ora.
Nella settimana successiva sono stato bene, fatta eccezione per alcuni episodi di disequilibrio e di difficoltà nella percezione del mio corpo e degli oggetti nello spazio.
Dopo circa dieci giorni dal trauma acustico ho fatto un viaggio di circa due ore in auto, e quando sono sceso dal veicolo ho improvvisamente accusato tutti i sintomi che ho ancora adesso. Quella sera ho anche assistito a un concerto.
Ho effettuato diversi esami, i quali hanno mostrato: insufficienza tubarica, timpani blu, timpani retratti, verticalizzazione della staffa, leggera ipoacusia (40 dB per le 4000 Hz), ipertrofia dei turbinati, assenza del riflesso stapediale.
La prima TAC che ho effettuato (ottobre 2017, massiccio facciale e rocche petrose, senza mezzo di contrasto) non ha riscontrato anomalie, fatta eccezione per un sottile strato mucoso in corrispondenza della staffa).
Le seguenti TAC e RMN, con e senza mezzo di contrasto, non hanno riscontrato alcun problema.
Mi è stato diagnosticato un probabile collegamento tra il mioclono palatale e il muscolo stapedio, vista la connessione tra il muscolo tensore del velo palatino, il muscolo stapedio e il muscolo tensore del timpano. Infatti i miei timpani sono retratti, e sto peggio quando parlo o mastico.
Ho assunto decine e decine di farmaci di ogni tipo, ma nessuno mi ha dato alcun beneficio.
L’ibuprofene allevia un po’ i sintomi.
Avendo difficoltà a dormire per via dei miei disturbi, prendo il clonazepam da tre anni, ma il mioclono palatale non è mai rallentato.
Ho effettuato terapie con Politzer e insufflazioni, e anche la dilatazione delle tube di Eustachio tramite balloon (a giugno 2018), ma non ho avuto alcun beneficio.
Nel giugno 2019 ho subito una miringotomia con l’inserimento di un drenaggio transtimpanico di tipo classico, nel solo orecchio sinistro. Durante l’intervento è fuoriuscito del muco molto vischioso. Nei giorni successivi all’intervento si sentiva il suono di aria fuoriuscire dal drenaggio. Ma neanche questo intervento ha prodotto alcun effetto.
Nel febbraio 2023 ho subito l’inserimento di un drenaggio di tipo T-tube in entrambe le orecchie. L’intervento, condotto senza anestesia ha permesso al chirurgo di rilevare l’assenza di riflesso stapediale, nonché la fuoriuscita di strani fluidi, che non sono però stati fatti analizzare.
Questo intervento ha fatto cessare del tutto l’ovattamento, anche se avverto ancora un senso di congestione auricolare.
Nel novembre 2024 ho subito al solo orecchio sinistro una tenotomia ai tendini del muscolo stapedio e del muscolo tensore del timpano. L’intervento ha eliminato l’otalgia e lo scoppiettio. Tuttavia persiste il forte dolore nell’area attorno l’orecchio.
I miei sintomi includono: disequilibrio costante; vertigine soggettiva quando sto particolarmente male, raramente vertigine oggettiva; mioclono palatale, senso di confusione, pienezza auricolare (scomparsa a seguito dell’inserimento bilaterale di drenaggio transtimpanico di tipo T-tube a febbraio 2023); scoppiettio all’orecchio e suono come di accattorciamento (scomparsi nell’orecchio sinistro a seguito di tenotomia del muscolo stapedio e del tensore del timpano a novembre 2024); pressione auricolare e fortissima otalgia (entrambe scomparse nell’orecchio sinistro a seguito della tenotomia); scoppiettio al naso; dolore costante e molto forte alle tempie, alla nuca, sopra e dietro le orecchie; orecchie congeste, iperacusia; difficoltà nel percepire la posizione del mio corpo nello spazio e la posizione degli oggetti; nausea costante e vomito quando sto molto male.
I miei sintomi peggiorano praticamente con ogni azione che svolgo, specialmente quando cammino, quando parlo o mastico, quando faccio sforzi o movimenti improvvisi.
Quando mi stendo su un fianco, dopo circa mezz’ora sento come la pressione dell’orecchio rivolto verso l’alto fluire verso l’orecchio posto sul cuscino. In queste occasioni sento migliorare i sintomi dell’orecchio rivolto verso l’alto e ho un po’ di sollievo.
Inizialmente i sintomi riguardavano principalmente l’orecchio sinistro e in minor misura quello destro, ma dopo un anno dal trauma acustico entrambe le orecchie hanno presentato sintomi della stessa intensità.
Per via di tutti questi miei sintomi non posso parlare, camminare o masticare a lungo. Non posso guidare. Se provo a studiare o leggere devo fermarmi subito perché non riesco a continuare.
Il trauma acustico è stato causato dalla rottura di una cassa collegata a un microfono, la quale ha prodotto un suono acuto che è durato due ore. Il suono infastidiva tutti nella stanza, ma a me molto di più.
Dopo quelle due ore sono uscito dalla stanza e subito ho avvertito una forte vertigine, cessata dopo circa un’ora.
Nella settimana successiva sono stato bene, fatta eccezione per alcuni episodi di disequilibrio e di difficoltà nella percezione del mio corpo e degli oggetti nello spazio.
Dopo circa dieci giorni dal trauma acustico ho fatto un viaggio di circa due ore in auto, e quando sono sceso dal veicolo ho improvvisamente accusato tutti i sintomi che ho ancora adesso. Quella sera ho anche assistito a un concerto.
Ho effettuato diversi esami, i quali hanno mostrato: insufficienza tubarica, timpani blu, timpani retratti, verticalizzazione della staffa, leggera ipoacusia (40 dB per le 4000 Hz), ipertrofia dei turbinati, assenza del riflesso stapediale.
La prima TAC che ho effettuato (ottobre 2017, massiccio facciale e rocche petrose, senza mezzo di contrasto) non ha riscontrato anomalie, fatta eccezione per un sottile strato mucoso in corrispondenza della staffa).
Le seguenti TAC e RMN, con e senza mezzo di contrasto, non hanno riscontrato alcun problema.
Mi è stato diagnosticato un probabile collegamento tra il mioclono palatale e il muscolo stapedio, vista la connessione tra il muscolo tensore del velo palatino, il muscolo stapedio e il muscolo tensore del timpano. Infatti i miei timpani sono retratti, e sto peggio quando parlo o mastico.
Ho assunto decine e decine di farmaci di ogni tipo, ma nessuno mi ha dato alcun beneficio.
L’ibuprofene allevia un po’ i sintomi.
Avendo difficoltà a dormire per via dei miei disturbi, prendo il clonazepam da tre anni, ma il mioclono palatale non è mai rallentato.
Ho effettuato terapie con Politzer e insufflazioni, e anche la dilatazione delle tube di Eustachio tramite balloon (a giugno 2018), ma non ho avuto alcun beneficio.
Nel giugno 2019 ho subito una miringotomia con l’inserimento di un drenaggio transtimpanico di tipo classico, nel solo orecchio sinistro. Durante l’intervento è fuoriuscito del muco molto vischioso. Nei giorni successivi all’intervento si sentiva il suono di aria fuoriuscire dal drenaggio. Ma neanche questo intervento ha prodotto alcun effetto.
Nel febbraio 2023 ho subito l’inserimento di un drenaggio di tipo T-tube in entrambe le orecchie. L’intervento, condotto senza anestesia ha permesso al chirurgo di rilevare l’assenza di riflesso stapediale, nonché la fuoriuscita di strani fluidi, che non sono però stati fatti analizzare.
Questo intervento ha fatto cessare del tutto l’ovattamento, anche se avverto ancora un senso di congestione auricolare.
Nel novembre 2024 ho subito al solo orecchio sinistro una tenotomia ai tendini del muscolo stapedio e del muscolo tensore del timpano. L’intervento ha eliminato l’otalgia e lo scoppiettio. Tuttavia persiste il forte dolore nell’area attorno l’orecchio.
La sua storia è lunga e piuttosto particolare, non è possibile la visione di assieme, se non analizzando tutti i reperti. L'impressione che si ha è che ha realizzato una sensibilità esagerata agli stimoli acustici, assai difficile da eliminare.
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