Ho 20 anni, sono un maschio e volevo un parere su un mio comportamento che continua da anni. Premet

20 risposte
Ho 20 anni, sono un maschio e volevo un parere su un mio comportamento che continua da anni.
Premetto che sono una persona che tende a vivere le situazioni in modo ansioso ma senza esternarlo per via del mio carattere piuttosto discreto.
Mi capita di alzarmi di notte, in una fase in cui non sono coscente, urlando a squarciagola terrorizzato e cercando di scappare da qualcosa(?) correndo. Al mio risveglio presento una forte tachicardia e confusione. Ho notato che questi eventi capitano sistematicamente quando dormo fuori casa oppure quando mangio molto pesante alla sera.
Volevo conoscere la vostra opinione perché si tratta di un evento che che mi prova fortemente, quello che provo è terrore puro. Forse non ho dato l'idea ma è di un'intensità spaventosa e spesso mi capita di farmi male, soprattutto alle mani.
Grazie dell'attenzione.
Dott. Ubaldo Balestriere
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Ciao,
e grazie per aver condiviso la tua esperienza. Quello che descrivi, come risvegli notturni con terrore intenso, urla e tentativi di fuga, possono essere episodi spesso associati a stanchezza, ansia o pasti pesanti, e può essere particolarmente intenso quando si dorme fuori casa.
Dal punto di vista psicocorporeo, questi episodi rappresentano momenti in cui corpo e mente reagiscono a tensioni o ansia accumulata. Non è un “difetto” del tuo carattere, ma un segnale che il tuo organismo cerca di scaricare energia emotiva non elaborata.
Alcuni accorgimenti possono già aiutare: cenare leggero e almeno 3 ore prima di andare a dormire, creare rituali serali di rilassamento e respirazione, e lavorare su ansia e gestione dello stress durante il giorno.
Se vuoi, possiamo lavorare insieme in terapia per capire meglio questi episodi, imparare a gestirli e ridurne l’intensità, utilizzando approcci psicocorporei e tecniche di consapevolezza.

Un cordiale saluto,
Ubaldo Balestriere

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Dott.ssa Samuela Carmucco
Psicologo, Psicoterapeuta
Palermo
Salve, arriva profondamente il suo senso di terrore e paura, ed è comprensibile.
Quello che le accade la notte pare indicare un malessere più profondo che vorrebbe essere identificato, ascoltato, compreso ed elaborato in uno spazio di cura psicoterapica.
Dott.ssa Marina Bonadeni
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, si tratterebbe di capire cosa sta vivendo in questo periodo della sua vita per comprendere le cause di questi picchi d'ansia che potremmo definire ansia di stato che si innestano su un'ansia di tratto e anche di capire le cause di quest'ultima. Potrebbe rivelarsi necessario elaborare eventuali traumi dell'infanzia relativi a una mancata sintonizzazione con le figure di riferimento oppure potrebbe esserci un temperamento di nascita tale che ha determinato il configurarsi di un vissuto d'ansia permanente, o altro ancora. Le direi che non ci si può sbilanciare ulteriormente, ma sarebbe necessario intraprendere un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale evoluzionista.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Marina Bonadeni
Dott.ssa Jasmine Scioscia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, fare una diagnosi cosi su due piedi non è possibile, mi dica lei ha avuto per caso qualche trauma pesante nella sua vita che sa o che le hanno raccontato?
Sarebbe auspicabile fare degli approfondimenti su più livelli, anche il fatto che poi prova terrore (che è un'emozione di disagio secondo il modello che utilizziamo noi), mi faccia sapere se vuole cosi da cercare di darle una situazione diagnostica più precisa.
Cordialmente
Dr. Jasmine Scioscia
Dott. Giulio Ciccia
Psicologo, Psicoterapeuta
Bergamo
Buongiorno non escluderei che la sintomatologia riportata sia assimilabile ad attacchi di panico notturni, che possono sopraggiungere durante il sonno. spesso questi sintomi sono accompagnati da una certa fatica a svegliarsi, restando in una sorta di dormi-veglia in cui ci si sente immobili e incapaci di reagire, mentre si è ancora immersi nelle immagini dei sogni, perlopiù disturbanti. le domando inoltre se questi episodi di terrore siano accompagnati da altri sintomi perlopiù di tipo ansioso durante il giorno, cosa che le permetterebbe di inserirli in un quadro più complesso di disturbo d'ansia. la cosa spiegherebbe le ragioni del ripresentarsi dei sintomi quando dorme fuori casa, il primo tipo di ansia che noi tutti sperimentiamo da piccoli è quella denominata "da separazione", e ha a che fare con la fatica a separarsi dall'oggetto d'amore (di solito il care giver), ma anche dai luoghi che per noi rappresentano una forma di sicurezza. una consultazione psicologica potrebbe essere utile per comprendere quale sia la cornice di tale sintomatologia e se si accompagni a life events disturbanti o a tracce mnestiche di qualche evento traumatico o stressogeno del passato. sarà poi il professionista a valutare se lei necessiti di un ulteriore invio psichiatrico qualora i sintomi non rientrassero. infine è certo consigliabile mantenere una dieta leggera prima di coricarsi. se vuole mi tenga aggiornato anche attraverso i canali che questa piattaforma mette a disposizione. cordialità
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Da ciò che descrivi sembra che tu possa avere episodi compatibili con parasonnie, in particolare con episodi di “terrore notturno” o risvegli confusionali. Sono fenomeni che si verificano nella fase di sonno profondo e che possono comportare urla, fuga o comportamenti motori automatici, spesso con ricordo parziale o assente al risveglio.

Il fatto che questi episodi siano più frequenti fuori casa o dopo cene molto pesanti è coerente con ciò che si osserva spesso nelle parasonnie: stress, cambiamento dell’ambiente di sonno, stanchezza o pasti abbondanti possono fungere da fattori scatenanti.

Anche l’ansia che riferisci può contribuire ad aumentare la frequenza o l’intensità di questi episodi. Tuttavia, per quanto possano avere una base benigna, il fatto che tu riporti terrore intenso, tachicardia marcata e possibilità di farti male rende importante non trascurare il problema.

Per un inquadramento più preciso e per valutare eventuali interventi (strategie comportamentali, gestione dell’ansia, igiene del sonno o altre opzioni), è consigliabile rivolgersi a uno specialista: uno psicologo-psicoterapeuta o un medico specializzato nei disturbi del sonno potrà aiutarti a chiarire la situazione e a trovare strumenti mirati per ridurre questi episodi.

Cordiali saluti,
Dottoressa Silvia Parisi – Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giulia Virginia La Monica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trento
Gentile Utente,
Le posso, dato il contesto, consigliare un confronto professionale per indagare sia l'igiene del sonno che eventuali triggers nel quotidiano, tentativi risolutivi o comportamenti che si attuano con la speranza di compensare, percezioni ecc e quindi impostare un intervento mirato.
Un saluto
Dott.ssa Silvia Bellini
Psicoterapeuta, Psicologo
Entratico
Gentilissimo,
grazie per aver descritto con tanta precisione ciò che ti accade. È comprensibile che queste esperienze notturne ti spaventino: svegliarsi di notte, urlando e correndo, provando “terrore puro” è qualcosa che può scuotere profondamente chiunque. Il fatto che tu sia riuscito a raccontarlo con così tanti dettagli dimostra una grande capacità di osservazione e il desiderio di capire.
Quello che descrivi somiglia molto a fenomeni notturni conosciuti come “pavor nocturnus” o terrori notturni”. Sono episodi in cui, in una fase del sonno profondo, il cervello vive una sorta di allarme improvviso: il corpo si attiva, il cuore accelera, si può urlare, correre, piangere, ma in realtà si è ancora in una fase di non piena coscienza. Non si tratta di “impazzire” né di debolezza caratteriale, ma di una risposta automatica del sistema nervoso.

Il fatto che tu abbia notato dei fattori scatenanti – come dormire fuori casa o mangiare molto pesante la sera – è molto importante: significa che sei già capace di riconoscere i segnali e i contesti che aumentano il rischio. Stress, ansia, variazioni ambientali e digestione difficoltosa possono tutti contribuire a innescare questi episodi.

Quello che ti accade non è colpa tua, e non significa che tu abbia “qualcosa di grave” per forza. Tuttavia è giusto prenderlo sul serio, soprattutto se rischi di farti male. Ti suggerirei di parlarne con il tuo medico di fiducia o con uno specialista del sonno: possono aiutarti a capire meglio il fenomeno, valutare eventuali esami e offrirti strategie per ridurne frequenza e intensità.

Nel frattempo, può essere utile:

cercare di ridurre pasti molto pesanti o alcolici la sera,

creare una routine di rilassamento prima di dormire (respirazione lenta, luce soffusa),

mantenere orari regolari di sonno e, se possibile, dormire in un ambiente che ti faccia sentire sicuro.

So che provare terrore nel sonno può farti sentire fragile, ma non sei solo e non è una tua debolezza. Con il giusto supporto medico e qualche accorgimento potrai capire meglio e ridurre questi episodi.

Ti ringrazio per aver scritto e per la fiducia.

Con vicinanza,
Silvia Dott.ssa Bellini
Dott.ssa Chiara Gagliano
Psicologo, Psicoterapeuta
Mantova
Ciao,
quello che descrivi sembra essere un’esperienza molto intensa e spaventosa, soprattutto considerando la frequenza e l’impatto che ha su di te. È comprensibile che possa lasciarti confuso e provato.
Senza entrare nel merito di diagnosi specifiche (per le quali sarebbe necessario un colloquio approfondito), posso dirti che episodi come quelli che descrivi possono talvolta essere collegati a fattori come stress, ansia, stanchezza, cambiamenti d’ambiente o abitudini alimentari. In alcuni casi si tratta di fenomeni legati al sonno che meritano comunque un’attenzione professionale, soprattutto se ti espongono al rischio di farti male.
Un percorso psicoterapeutico può aiutarti a comprendere meglio i meccanismi che alimentano questi episodi, a gestire l’ansia e a trovare strategie per prevenirli o ridurne l’intensità. Tecniche come l’ipnosi e altre metodiche di rilassamento profondo, che utilizzo nel mio lavoro, possono rivelarsi molto utili in questi casi.

Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Gagliano
Psicoterapeuta – Tecniche di rilassamento e ipnosi
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente,
grazie per aver condiviso la tua esperienza. Ciò che descrivi è certamente molto spaventoso ed è comprensibile che ti terrorizza così profondamente.
Anche se possono esserci diversi fattori (come stress, ansia, stanchezza, alimentazione o dormire in ambienti nuovi), l’intensità con cui tu vivi questi episodi merita attenzione e ascolto. In un percorso psicoterapeutico a orientamento fenomenologico-esistenziale, più che “etichettare” il sintomo, si lavora insieme per comprendere come vivi queste esperienze, che significato hanno nella tua storia, e trovare modalità per affrontarle e ridurre l'impatto sulla tua vita.
Se vuoi, sono disponibile per un primo colloquio, in uno spazio sicuro e senza giudizio, per esplorare insieme ciò che sta accadendo. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi, sono disponibile anche per terapie online, ed ho aderito al programma del "bonus psicologo". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno gentile paziente,
andrebbe approfondito quel che le accade con un colloquio finalizzato a capire di più.
Se poi vuole anche risolvere questi problemi, occorre fare una psicoterapia, anche breve.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dr. Gianmarco Capasso
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Bologna
Gentile utente,

la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con così tanta chiarezza. Comprendo quanto possano essere intensi e spaventosi gli episodi che descrive e quanto possano lasciarla provato sia fisicamente che emotivamente.

Dalle sue parole sembra che gli eventi di cui parla si verifichino durante il sonno, in condizioni particolari (cambio di ambiente o pasti pesanti), e che lei non sia pienamente cosciente in quei momenti. In un’ottica cognitivo-costruttivista, questi fenomeni possono essere interpretati come una risposta del suo sistema nervoso a uno stato di iperattivazione emotiva: ansia, cambiamenti di contesto o stimoli fisici (come alimentazione pesante) possono contribuire ad aumentare il livello di attivazione interna, che durante il sonno può esprimersi con reazioni di fuga o paura intense, simili a episodi di “terror notturno” o parasonnie.

Pur non potendo fare diagnosi in questo spazio, la frequenza, l’intensità e il rischio di farsi male che lei descrive meritano attenzione. Le consiglierei di parlarne con il suo medico di fiducia o con uno specialista del sonno (neurologo o psicologo esperto in disturbi del sonno), così da poter valutare insieme eventuali esami o interventi mirati. Parallelamente, un percorso psicologico può aiutarla a lavorare sui fattori di ansia di fondo, gestire meglio l’attivazione emotiva e individuare strategie preventive (routine serali, tecniche di rilassamento, igiene del sonno).

Il fatto che lei abbia osservato i fattori scatenanti è già un passo importante: questa consapevolezza sarà molto utile per il professionista che la seguirà.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la sua descrizione sembra rientrare nel quadro dei cosiddetti “terror notturni” o parasonnie, fenomeni che possono comparire soprattutto in persone giovani, caratterizzati da risvegli parziali con intensa paura, tachicardia e comportamenti motori come fuggire o urlare. Sono diversi dagli incubi perché avvengono in una fase del sonno non REM, in cui non si è pienamente coscienti. Il fatto che gli episodi si verifichino più spesso fuori casa o dopo pasti pesanti suggerisce che lo stress, i cambiamenti ambientali e la digestione possano rappresentare fattori scatenanti, amplificando una predisposizione già presente. Anche l’ansia che lei descrive può contribuire a rendere questi episodi più frequenti o intensi. Può essere utile rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta per esplorare il ruolo dell’ansia e imparare tecniche di regolazione come la Mindfulness, che può ridurre la tensione generale e migliorare la qualità del sonno. In parallelo, sarebbe opportuno un consulto medico, ad esempio con uno specialista del sonno, per valutare la necessità di esami diagnostici e per escludere altre cause organiche. Se dovesse notare un aumento degli episodi, lesioni importanti o pensieri autolesivi, le consiglio di rivolgersi con tempestività a un professionista sanitario. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Valentina Aprile
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, potrebbe trattarsi di una parasonnia quale il Pavor nocturnus. E' decisamente comprensibile che la provi fortemente. Sarebbe utile rivolgersi ad uno specialista per valutare quali sono le cause che lo determinano, che possono variare da soggetto a soggetto. Una volta individuate le cause lo specialista potrà sicuramente indicarle la terapia più adatta.
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentilissimo grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo quanto ci riporta, e posso solo immaginare lo stato psico fisico che vive quando accadono questi risvegli così angoscianti. Per certi aspetti, sembrerebbero essere quasi paragonabili al pavor notturno che spesso caratterizza il sonno dei bambini, eventi che si verificano soprattutto in momenti particolarmente stressanti per esse o con grandi cambiamenti. Darle una risposta senza conoscere bene le sue abitudini e lei ovviamente è rischioso, e credo che intraprendere dei colloqui di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti quanto le accade, individuando insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare tutto questo.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Dott. Andrea Marinelli
Psicoterapeuta, Psicologo
Bologna
Gentile utente, le sue parole comunicano un forte turbamento, come comprensibile. Afferma di non essere cosciente durante questi episodi, perciò immagino che la dinamica le sia stata raccontata da suoi conoscenti e questo mi fa supporre che questi agiti influenzino anche la sua sfera relazionale e sociale.
Come immaginerà, per comprenderli a fondo e magari prevenirli in futuro, è necessario parlarne durante un colloquio. Dalla sua condivisione, ci sono molti spunti che le voglio attenzionare: intanto l’espressione “scappare da qualcosa” è suggestiva. Le capita mai di provare sensazioni simili, quando è sveglio? La paura, che nomina più volte, durante e successivamente a questi episodi, è la prima emozione legata alla sopravvivenza. Potrebbe essere utile comprendere se questi agiti possono rappresentare una forma di “allarme” o “protezione” rispetto a qualche pericoloso. Inoltre, accorgersi che questi eventi avvengono con frequenza fuori casa è un’osservazione acuta e preziosa che potrebbe, durante una seduta di psicoterapia, portarci ad approfondire le qualità dei suoi contesti di vita significativi. Cosa significare per lei “essere fuori casa?”. Le lascio questi spunti con l’augurio di ritrovare la serenità quanto prima. Cordialmente, dottor Andrea Marinelli
Gentile utente,
comprensibilmente la situazione la prova fortemente. Siccome sembra che tali eventi possano essere un problema per la sua incolumità sarebbe consigliabile parlarne innanzitutto con il suo medico in modo che possa valutare il quadro e decidere se intervenire con farmaci o integratori o con maggiori approfondimenti.
Inoltre, siccome i disturbi del sonno possono essere anche sintomi legati alla sfera psicologica potrebbe valutare se intraprendere un percorso personale con un/a terapeuta.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Schirato
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Vicenza
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con chiarezza e sincerità quello che sta vivendo.
Capisco quanto possano essere spaventosi questi episodi notturni e quanto la lascino con la sensazione di terrore e disorientamento. Da come li descrive, potrebbero essere legati a fenomeni del sonno, come le parasonnie, che non sono rari ma meritano attenzione. Le suggerirei di parlarne con il suo medico e di affrontare in un percorso di terapia le componenti di ansia e i fattori che possono scatenarli. Il fatto che ne stia cercando comprensione, è già un passo importante di cura verso se stesso. Se vuole io posso essere disponibile sia in presenza sia online.
Le auguro buona continuazione,
Dott.ssa Cristina Schirato
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.mo, per poterle offrire una risposta concreta è necessaria una consultazione che consenta di comprendere meglio l'esperienza che descrive. SG
Dott.ssa Maria Betteghella
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Salerno
Gentile paziente, ha reso l'idea, ed è infatti molto problematico ciò che descrive.
Andrebbe indagato in un primo colloquio lo stato della sua vita al momento, se ha avuto recenti traumi e compreso questo disturbo del sonno alla luce della sua esistenza.
Buona fortuna.

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