Gentile Dottore, sono una giovane ragazza alla quale poco più di un anno fa è stato diagnosticato u
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Gentile Dottore,
sono una giovane ragazza alla quale poco più di un anno fa è stato diagnosticato un episodio primario di HSV-1 genitale.
Nel frattempo credo di aver avuto diverse recidive, sicuramente dovute allo stress del mio stile di vita da studentessa lavoratrice.
Pensando alle manifestazioni, ho avuto le classiche vescicole a grappolo solo nell'episodio primario. Successivamente, imparando a conoscere il mio corpo, ho ricorrentemente avvertito a livello vulvare la sensazione di "scosse", "punture d'ago" e prurito, nessuna vescicola visibile o avvertibile. In concomitanza avverto un linfonodo inguinale, sempre con la stessa localizzazione, infiammarsi, aumentare di volume e diventare dolente. Inoltre, avverto la creazione di diversi, oppure molti, "brufoletti" (li definiscono così perché ci assomigliano sia al tatto che per aspetto) nella parte più interna dei glutei. Al tatto, avverto una sensazione che definirei "pungente". In seguito, non mi sento meglio per diverse settimane. Ci tengo a sottolineare che non ho mai avuto sintomatologia di questo tipo prima della diagnosi di HSV-1 genitale. In particolare, così come l'ho descritta, è stata molto accentuata in concomitanza con la mia positività da covid. Gli episodi nei quali ho deciso di trattare la recidiva, ho contattato il medico generale per iniziare la terapia sistemica con antivirale, utilizzando anche aciclovir locale in pomata.
Da qualche tempo, sono seguita da un ginecologo, il quale mi raccomanda fortemente, qualora sospettassi una recidiva, di recarmi prima da lui per una visita, evitando così di intraprendere inutilmente la terapia.
Nell'ultima settimana sono tornata ad avvertire i sintomi che ho sopra descritto, così mi sono fatta visitare, anche con colposcopio. Il tutto risulta molto frustrante poiché io avverto di non stare bene con il mio corpo, eppure il ginecologo dice che i miei genitali sono "puliti" e che dal punto di vista medico non ci sono tracce di herpes, dunque, non mi somministra la terapia. E' frustrante perché non riesco a farmi capire, all'apparenza pare che io voglia per forza risultare di avere un problema che apparentemente non c'è. In particolare mi viene riferito che il senso di fastidio e disagio che avverto, dipenda dal fatto che, testualmente "localizzo il mio stress lì". Inoltre, che i brufoletti glutei siano semplicemente un'irritazione cutanea, magari dovuti anche alla sudorazione estiva.
Questa situazione è davvero deleteria per me, poiché mi scontro tra ciò che avverto nel mio corpo e ciò che i medici mi riferiscono. A tal proposito, sentendo di non riuscire ancora a gestire la situazione, non me la sento di avere un compagno.
Mi chiedo, perché non riesco ad avere una risposta ai miei sintomi? Perché non è possibile inquadrarli? Perché non è possibile considerarli come la manifestazione di una recidiva?
Ringrazio in anticipo. Cordialità.
sono una giovane ragazza alla quale poco più di un anno fa è stato diagnosticato un episodio primario di HSV-1 genitale.
Nel frattempo credo di aver avuto diverse recidive, sicuramente dovute allo stress del mio stile di vita da studentessa lavoratrice.
Pensando alle manifestazioni, ho avuto le classiche vescicole a grappolo solo nell'episodio primario. Successivamente, imparando a conoscere il mio corpo, ho ricorrentemente avvertito a livello vulvare la sensazione di "scosse", "punture d'ago" e prurito, nessuna vescicola visibile o avvertibile. In concomitanza avverto un linfonodo inguinale, sempre con la stessa localizzazione, infiammarsi, aumentare di volume e diventare dolente. Inoltre, avverto la creazione di diversi, oppure molti, "brufoletti" (li definiscono così perché ci assomigliano sia al tatto che per aspetto) nella parte più interna dei glutei. Al tatto, avverto una sensazione che definirei "pungente". In seguito, non mi sento meglio per diverse settimane. Ci tengo a sottolineare che non ho mai avuto sintomatologia di questo tipo prima della diagnosi di HSV-1 genitale. In particolare, così come l'ho descritta, è stata molto accentuata in concomitanza con la mia positività da covid. Gli episodi nei quali ho deciso di trattare la recidiva, ho contattato il medico generale per iniziare la terapia sistemica con antivirale, utilizzando anche aciclovir locale in pomata.
Da qualche tempo, sono seguita da un ginecologo, il quale mi raccomanda fortemente, qualora sospettassi una recidiva, di recarmi prima da lui per una visita, evitando così di intraprendere inutilmente la terapia.
Nell'ultima settimana sono tornata ad avvertire i sintomi che ho sopra descritto, così mi sono fatta visitare, anche con colposcopio. Il tutto risulta molto frustrante poiché io avverto di non stare bene con il mio corpo, eppure il ginecologo dice che i miei genitali sono "puliti" e che dal punto di vista medico non ci sono tracce di herpes, dunque, non mi somministra la terapia. E' frustrante perché non riesco a farmi capire, all'apparenza pare che io voglia per forza risultare di avere un problema che apparentemente non c'è. In particolare mi viene riferito che il senso di fastidio e disagio che avverto, dipenda dal fatto che, testualmente "localizzo il mio stress lì". Inoltre, che i brufoletti glutei siano semplicemente un'irritazione cutanea, magari dovuti anche alla sudorazione estiva.
Questa situazione è davvero deleteria per me, poiché mi scontro tra ciò che avverto nel mio corpo e ciò che i medici mi riferiscono. A tal proposito, sentendo di non riuscire ancora a gestire la situazione, non me la sento di avere un compagno.
Mi chiedo, perché non riesco ad avere una risposta ai miei sintomi? Perché non è possibile inquadrarli? Perché non è possibile considerarli come la manifestazione di una recidiva?
Ringrazio in anticipo. Cordialità.
Gentile Sig.ra purtroppo mi pare di capire che non abbiamo una diagnosi. Cioè la sua convinzione che i sintomi siano dovuti all'Herpes non trova riscontro clinico. E' un bel problema perché uno dei due si sbaglia e non è che io a distanza e senza visitarla abbia la possibilità di dare un parere più attendibile. Il mio consiglio è di chiedere un secondo parere, senza farsi prendere dall'ansia ed evitando di "suggerire" la diagnosi allo specialista. Lasci che sia lui ad esprimere un parere. Cordiali saluti.
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