- Esperienze negative in AG e ansia peri-operatoria - Gentili dottori, Vi scrivo per richiedere

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- Esperienze negative in AG e ansia peri-operatoria -

Gentili dottori,
Vi scrivo per richiedere un consulto che spero possa calmare la mia ansia peri-operatoria, legata esclusivamente all'anestesia generale.

Ho una storia di numerosi interventi chirurgici in AG (ho la NF1).

Durante un intervento di qualche anno fa sono quasi certo di essermi svegliato durante l'operazione (senza dolore ma terrificante, durato pochi secondi, ricordo i discorsi che faceva il team).

Circa due mesi fa ho subito un intervento medio-lungo ma decisamente semplice. Nella notte successiva all'intervento ho avuto un attacco di panico scatenato da un improvviso ricordo vivido e sensoriale. Stavo dormendo e devo aver avuto un episodio di apnea culminato in un forte russare che mi ha svegliato di soprassalto.

(Di solito non russo e non ho diagnosi di apnee, BMI nella norma, saturazione sempre buona. Probabilmente l'apnea è stata causata dell'elastomero con la morfina.)

L'episodio notturno mi ha fatto ricordare chiaramente una sensazione di soffocamento, credo avvenuta durante la fase di risveglio dall'anestesia. Ricordo di aver percepito l'inserimento in urgenza in bocca di un oggetto duro e gommoso (come una diga dentale) la manipolazione delle labbra e di un dolore al labbro superiore (in effetti mi sono svegliato con una piccola lesione in quel distretto) e delle voci molto alte, con tono agitato e perentorio.

Dovendo sottopormi ad altri interventi in futuro, e dato che sto accumulando ansia, mi farebbe molto piacere chiarire alcuni punti:

1. Quanto è comune un risveglio difficile che richieda l'uso urgente di un qualche presidio così rapidamente, e quanto è comune che venga percepito dal paziente in modo così traumatico; si tratta di una complicanza dovuta ad un risveglio troppo veloce?

Sono consapevole che, se avvenuto, si tratta di un evento di sicurezza risolto, ma il trauma purtroppo c'è. Sapere che, se dovesse ricapitare mentre sono cosciente, è una cosa routinaria mi darebbe una certa serenità.

2. È normale essere coscienti durante l'estubazione e ricordarlo, o è solo una mia confabulazione? Si viene sempre estubati con un comando diretto?

3. Dopo il primo intervento, decisamente complicato e molto molto lungo, mi sono risvegliato sereno, al calduccio, felice, senza dolori (nonostante mi avessero rimosso 8kg di lesione) e con una piacevolissima sensazione come di essere innamorato. Quasi tutti gli altri risvegli sono stati orrendi, con tremori, freddo, dolore, ansia, difficoltà a mantenermi cosciente e a respirare, anche dopo interventi minori.

Mi chiedo: come mai il mio miglior risveglio è stato quello avvenuto dopo uno degli interventi più complessi che ho subito? Secondo voi è possibile, recuperando la cartella anestesiologica, creare una sorta di "gold standard personalizzato" da consegnare agli anestesisti che mi assisteranno per i futuri interventi?

4. Ho chiesto un BIS qualche anno fa, ma mi han detto che in Italia nelle strutture pubbliche non si usa. È davvero così?

Grazie mille per il vostro lavoro e il vostro servizio.
Dott. Cristiano Piangatelli
Terapista del dolore, Anestesista
Ancona
1) Risveglio “difficile” e percezione traumatica
Episodi di awareness intraoperatoria con ricordo esplicito sono rari: circa 0,1–0,2% in chirurgia generale; più frequenti in procedure ad alto rischio (urgenze, politrauma, cardiochirurgia).
È invece relativamente comune che il paziente ricordi frammenti della fase di emergenza (risveglio), quando l’anestesia viene progressivamente alleggerita.
Durante il risveglio può essere necessario:
posizionare cannula orofaringea (Guedel)
eseguire manovre di supporto vie aeree
stimolare verbalmente il paziente
Questo non indica errore, ma gestione routinaria di una transizione delicata.
Non è tipicamente dovuto a “risveglio troppo veloce”, ma a equilibrio tra sicurezza respiratoria e profondità anestetica.
Il trauma psicologico è riconosciuto in letteratura; merita attenzione pre-operatoria dedicata.
2) Coscienza durante estubazione
Sì, è frequente e intenzionale che il paziente sia:
cosciente o semicosciente

in grado di seguire un comando (“apra gli occhi”, “respiri profondamente”)

L’estubazione avviene a paziente reattivo, per ridurre rischio di inalazione e complicanze respiratorie.
Ricordarla non è anomalo né patologico.
3) Perché un risveglio ottimo dopo intervento maggiore?
Possibili fattori:
Uso di anestesia bilanciata con oppioidi a lunga durata (es. remifentanil + morfina/hydromorfone titolata)
Maggiore attenzione al comfort post-operatorio (PCA, riscaldamento attivo, antiemetici, prevenzione brividi con meperidina o clonidina)
Migliore analgesia multimodale
Maggiore esperienza del team in centro ad alta complessità
Nei piccoli interventi spesso si tende a “sottostimare” la qualità del risveglio.
Sì: è corretto recuperare la cartella anestesiologica.
Creare un profilo anestesiologico personalizzato (farmaci, dosaggi, tempi, modalità di emergenza, gestione analgesica) è pratica altamente raccomandabile.

4) BIS in Italia

Il BIS (Bispectral Index) è utilizzato routinariamente in molti centri italiani, soprattutto:
chirurgia maggiore
pazienti ad alto rischio
casi con precedente awareness
centri di alta expertise
Le linee guida internazionali (es. American Society of Anesthesiologists) raccomandano il monitoraggio della profondità nei pazienti a rischio.
In un paziente con precedente sospetta awareness, è appropriato richiederlo.
Indicazioni operative
Affidarsi a centri ad alta expertise anestesiologica
Richiedere:
colloquio preoperatorio approfondito
monitoraggio BIS
protocollo analgesico multimodale
gestione ansia preoperatoria (es. midazolam 0,02–0,05 mg/kg EV titolato)
Valutare supporto psicologico se sintomi post-traumatici persistono.

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