- Esperienze negative in AG e ansia peri-operatoria - Gentili dottori, Vi scrivo per richiedere

3 risposte
- Esperienze negative in AG e ansia peri-operatoria -

Gentili dottori,
Vi scrivo per richiedere un consulto che spero possa calmare la mia ansia peri-operatoria, legata esclusivamente all'anestesia generale.

Ho una storia di numerosi interventi chirurgici in AG (ho la NF1).

Durante un intervento di qualche anno fa sono quasi certo di essermi svegliato durante l'operazione (senza dolore ma terrificante, durato pochi secondi, ricordo i discorsi che faceva il team).

Circa due mesi fa ho subito un intervento medio-lungo ma decisamente semplice. Nella notte successiva all'intervento ho avuto un attacco di panico scatenato da un improvviso ricordo vivido e sensoriale. Stavo dormendo e devo aver avuto un episodio di apnea culminato in un forte russare che mi ha svegliato di soprassalto.

(Di solito non russo e non ho diagnosi di apnee, BMI nella norma, saturazione sempre buona. Probabilmente l'apnea è stata causata dell'elastomero con la morfina.)

L'episodio notturno mi ha fatto ricordare chiaramente una sensazione di soffocamento, credo avvenuta durante la fase di risveglio dall'anestesia. Ricordo di aver percepito l'inserimento in urgenza in bocca di un oggetto duro e gommoso (come una diga dentale) la manipolazione delle labbra e di un dolore al labbro superiore (in effetti mi sono svegliato con una piccola lesione in quel distretto) e delle voci molto alte, con tono agitato e perentorio.

Dovendo sottopormi ad altri interventi in futuro, e dato che sto accumulando ansia, mi farebbe molto piacere chiarire alcuni punti:

1. Quanto è comune un risveglio difficile che richieda l'uso urgente di un qualche presidio così rapidamente, e quanto è comune che venga percepito dal paziente in modo così traumatico; si tratta di una complicanza dovuta ad un risveglio troppo veloce?

Sono consapevole che, se avvenuto, si tratta di un evento di sicurezza risolto, ma il trauma purtroppo c'è. Sapere che, se dovesse ricapitare mentre sono cosciente, è una cosa routinaria mi darebbe una certa serenità.

2. È normale essere coscienti durante l'estubazione e ricordarlo, o è solo una mia confabulazione? Si viene sempre estubati con un comando diretto?

3. Dopo il primo intervento, decisamente complicato e molto molto lungo, mi sono risvegliato sereno, al calduccio, felice, senza dolori (nonostante mi avessero rimosso 8kg di lesione) e con una piacevolissima sensazione come di essere innamorato. Quasi tutti gli altri risvegli sono stati orrendi, con tremori, freddo, dolore, ansia, difficoltà a mantenermi cosciente e a respirare, anche dopo interventi minori.

Mi chiedo: come mai il mio miglior risveglio è stato quello avvenuto dopo uno degli interventi più complessi che ho subito? Secondo voi è possibile, recuperando la cartella anestesiologica, creare una sorta di "gold standard personalizzato" da consegnare agli anestesisti che mi assisteranno per i futuri interventi?

4. Ho chiesto un BIS qualche anno fa, ma mi han detto che in Italia nelle strutture pubbliche non si usa. È davvero così?

Grazie mille per il vostro lavoro e il vostro servizio.
Dott. Cristiano Piangatelli
Terapista del dolore, Anestesista
Ancona
1) Risveglio “difficile” e percezione traumatica
Episodi di awareness intraoperatoria con ricordo esplicito sono rari: circa 0,1–0,2% in chirurgia generale; più frequenti in procedure ad alto rischio (urgenze, politrauma, cardiochirurgia).
È invece relativamente comune che il paziente ricordi frammenti della fase di emergenza (risveglio), quando l’anestesia viene progressivamente alleggerita.
Durante il risveglio può essere necessario:
posizionare cannula orofaringea (Guedel)
eseguire manovre di supporto vie aeree
stimolare verbalmente il paziente
Questo non indica errore, ma gestione routinaria di una transizione delicata.
Non è tipicamente dovuto a “risveglio troppo veloce”, ma a equilibrio tra sicurezza respiratoria e profondità anestetica.
Il trauma psicologico è riconosciuto in letteratura; merita attenzione pre-operatoria dedicata.
2) Coscienza durante estubazione
Sì, è frequente e intenzionale che il paziente sia:
cosciente o semicosciente

in grado di seguire un comando (“apra gli occhi”, “respiri profondamente”)

L’estubazione avviene a paziente reattivo, per ridurre rischio di inalazione e complicanze respiratorie.
Ricordarla non è anomalo né patologico.
3) Perché un risveglio ottimo dopo intervento maggiore?
Possibili fattori:
Uso di anestesia bilanciata con oppioidi a lunga durata (es. remifentanil + morfina/hydromorfone titolata)
Maggiore attenzione al comfort post-operatorio (PCA, riscaldamento attivo, antiemetici, prevenzione brividi con meperidina o clonidina)
Migliore analgesia multimodale
Maggiore esperienza del team in centro ad alta complessità
Nei piccoli interventi spesso si tende a “sottostimare” la qualità del risveglio.
Sì: è corretto recuperare la cartella anestesiologica.
Creare un profilo anestesiologico personalizzato (farmaci, dosaggi, tempi, modalità di emergenza, gestione analgesica) è pratica altamente raccomandabile.

4) BIS in Italia

Il BIS (Bispectral Index) è utilizzato routinariamente in molti centri italiani, soprattutto:
chirurgia maggiore
pazienti ad alto rischio
casi con precedente awareness
centri di alta expertise
Le linee guida internazionali (es. American Society of Anesthesiologists) raccomandano il monitoraggio della profondità nei pazienti a rischio.
In un paziente con precedente sospetta awareness, è appropriato richiederlo.
Indicazioni operative
Affidarsi a centri ad alta expertise anestesiologica
Richiedere:
colloquio preoperatorio approfondito
monitoraggio BIS
protocollo analgesico multimodale
gestione ansia preoperatoria (es. midazolam 0,02–0,05 mg/kg EV titolato)
Valutare supporto psicologico se sintomi post-traumatici persistono.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott. Jacopo Musolino
Terapista del dolore, Anestesista, Internista
Chieti
Gentile, la sua testimonianza è molto preziosa e tocca corde profonde che noi medici, in particolare chi si occupa di anestesia e terapia del dolore, dobbiamo sempre tenere in considerazione. Capisco perfettamente come il sommarsi di interventi chirurgici, soprattutto in una condizione complessa come la Neurofibromatosi di tipo 1, possa generare un carico di ansia legato al senso di perdita di controllo. Quello che descrive come un risveglio traumatico, con la sensazione di soffocamento e la percezione di manovre concitate, trova una spiegazione tecnica che spero possa restituirle un senso di sicurezza per il futuro.
L'oggetto "duro e gommoso" che ha sentito inserire in bocca è quasi certamente una cannula di Guedel o un "bite-block". Non si tratta di un presidio d'urgenza estrema, ma di uno strumento di routine che utilizziamo per evitare che il paziente, durante la fase di risveglio, morda accidentalmente il tubo tracheale o la propria lingua a causa di riflessi involontari. Anche le voci che ha percepito come alte o perentorie fanno parte della normale pratica clinica: in quella fase abbiamo bisogno di stimolare il paziente in modo deciso per assicurarci che riprenda il respiro spontaneo e risponda ai comandi semplici. Quello che per noi è un protocollo di sicurezza standard, per chi si sta svegliando può purtroppo tradursi in una percezione di pericolo o di urgenza, specialmente se il piano di sedazione si sta alleggerendo rapidamente.
Per quanto riguarda il ricordo dell'estubazione, è importante sapere che non è affatto una confabulazione. Idealmente, l'estubazione avviene quando il paziente è in grado di proteggere le proprie vie aeree ma è ancora in uno stato di sonnolenza profonda; tuttavia, la sensibilità individuale varia enormemente. Alcune persone mantengono una memoria nitida del comando "apra gli occhi" o della sensazione del tubo che viene sfilato. Non è un errore tecnico, ma una caratteristica del suo modo di metabolizzare i farmaci anestetici. Il fatto che il suo risveglio migliore sia avvenuto dopo l'intervento più lungo e complesso ha una spiegazione logica: in chirurgie di quel tipo utilizziamo spesso una combinazione di farmaci più profonda e un controllo del dolore estremamente raffinato, magari con l'ausilio di farmaci che lasciano una sensazione di euforia o di profondo benessere, come certi dosaggi di oppioidi o di anestetici specifici che mimano una sensazione di "innamoramento".
È assolutamente possibile, anzi direi auspicabile, creare un suo "gold standard personalizzato". Recuperare le cartelle anestesiologiche dei precedenti interventi ci permette di vedere esattamente quali molecole hanno funzionato bene su di lei e quali invece le hanno causato tremori, freddo o risvegli agitati. Consegnare una sintesi di questi dati all'anestesista che la prenderà in carico è un atto di grande consapevolezza che ci aiuta a personalizzare il piano farmacologico sulle sue specifiche esigenze neuro-metaboliche. Infine, vorrei rassicurarla sul monitoraggio della profondità dell'anestesia, come il BIS: non è affatto vero che nelle strutture pubbliche italiane non si utilizzi. È uno strumento presente in moltissime realtà, specialmente quando si eseguono anestesie totalmente endovenose o in casi selezionati. Può e deve richiederlo durante il colloquio pre-operatorio; l'anestesista valuterà l'appropriatezza del suo utilizzo per garantirle la massima serenità e prevenire episodi di consapevolezza intraoperatoria.
Resto a sua disposizione se desiderasse approfondire come, attraverso la medicina funzionale, possiamo preparare il suo organismo a gestire meglio lo stress chirurgico e la disintossicazione dai farmaci nei prossimi interventi.
Dr. Pietro De Donno
Terapista del dolore, Anestesista
Maglie
Il mio consiglio è di scegliere un Ospedale con anestesisti con competenze tali da venire incontro alle vostre esigenze. Sta descrivendo chiaramente uno stato di coscienza intraoperatorio. Per quanto riguarda la coscienza subito dopo il risveglio è normale conservare dei ricordi. La differenza nei vostri risvegli è dovuta al differente anestesista.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.