Egregio Dottore, Ho attualmente una lombosciatalgia resistente alle iniezioni di cortisone (da 2 se
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Egregio Dottore,
Ho attualmente una lombosciatalgia resistente alle iniezioni di cortisone (da 2 settimane).
In base ai segni clinici, il mio medico mi ha detto che verosimilmente vi é un'ernia al disco (ne avevo già fatta una 12 anni fa), da confermare via TAC (fine Febbraio).
Dato che fatico tutt'ora a stare seduto a cena o a pranzo, e quindi di fatto non sono autosufficiente, sono spaventato dai possibili scenari futuri, viste le tempistiche del nostro SSN.
Con la TAC, immagino verrò inviato da un neurochirurgo (,dopo mesi) per la valutazione.
Questo, se persisteranno i sintomi, mi metterà nella lista d'attesa per intervento chirurgico e contestualmente mi invierà presso un centro di terapia del dolore, per vedere se la cosa si risolve con infiltrazioni (di cortisone o di ozono).
Almeno, questo é stato l'iter seguito la scorsa volta, che ha evitato l'intervento.
Mi corregga se sbaglio, ma le infiltrazioni disinfiammano, non favoriscono l'assorbimento o l'essiccazione dell'ernia, giusto?
Bisogna comunque aspettare che questa si ritiri quel tanto che basta da non toccare più il nervo sciatico, se ho capito bene.
Se non succede c'è l'intervento chirurgico.
Allora quale é il vantaggio delle infiltrazioni, se hanno effetto solo antinfiammatorio, analgesico?
Vedo peraltro tempi di recupero molto lunghi.
Potrei anche andare privatamente da un neurochirurgo per una valutazione quando ho la TAC, ma sulle infiltrazioni ho dubbi, e quindi non le farei privatamente visto i costi.
Avrebbe qualche suggerimento su come proseguire, tenendo conto che non sono così competente in materia e potrei essermi sbagliato nelle cose che ho ipotizzato nel messaggio?
Grazie.
Cordiali saluti
Ho attualmente una lombosciatalgia resistente alle iniezioni di cortisone (da 2 settimane).
In base ai segni clinici, il mio medico mi ha detto che verosimilmente vi é un'ernia al disco (ne avevo già fatta una 12 anni fa), da confermare via TAC (fine Febbraio).
Dato che fatico tutt'ora a stare seduto a cena o a pranzo, e quindi di fatto non sono autosufficiente, sono spaventato dai possibili scenari futuri, viste le tempistiche del nostro SSN.
Con la TAC, immagino verrò inviato da un neurochirurgo (,dopo mesi) per la valutazione.
Questo, se persisteranno i sintomi, mi metterà nella lista d'attesa per intervento chirurgico e contestualmente mi invierà presso un centro di terapia del dolore, per vedere se la cosa si risolve con infiltrazioni (di cortisone o di ozono).
Almeno, questo é stato l'iter seguito la scorsa volta, che ha evitato l'intervento.
Mi corregga se sbaglio, ma le infiltrazioni disinfiammano, non favoriscono l'assorbimento o l'essiccazione dell'ernia, giusto?
Bisogna comunque aspettare che questa si ritiri quel tanto che basta da non toccare più il nervo sciatico, se ho capito bene.
Se non succede c'è l'intervento chirurgico.
Allora quale é il vantaggio delle infiltrazioni, se hanno effetto solo antinfiammatorio, analgesico?
Vedo peraltro tempi di recupero molto lunghi.
Potrei anche andare privatamente da un neurochirurgo per una valutazione quando ho la TAC, ma sulle infiltrazioni ho dubbi, e quindi non le farei privatamente visto i costi.
Avrebbe qualche suggerimento su come proseguire, tenendo conto che non sono così competente in materia e potrei essermi sbagliato nelle cose che ho ipotizzato nel messaggio?
Grazie.
Cordiali saluti
Buonasera,
è consigliabile nel Suo caso che pratichi una RM ed una rx lombosacrale con tests in flesso-estensione e con questi esami le conviene consultare un Neurochirurgo di esperienza.
è consigliabile nel Suo caso che pratichi una RM ed una rx lombosacrale con tests in flesso-estensione e con questi esami le conviene consultare un Neurochirurgo di esperienza.
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