Dottori, datemi un vostro parere: sta scappando? Non mi ama più? Buongiorno. Io (31) e il mio ragaz

20 risposte
Dottori, datemi un vostro parere: sta scappando? Non mi ama più?
Buongiorno. Io (31) e il mio ragazzo (34) attualmente siamo in crisi. Ci sonosciamo da 3 anni e mezzo e conviviamo da più di 1. Da due anni circa lui lavora sulle navi da crociera e quindi va via per diversi mesi. L'ho sempre incoraggiato anche perché il suo lavoro gli piace e sulle navi trova soddisfazione. Io ho un posto statale in ospedale e, finalmente dopo mesi, riesco a tornare nella città dove abbiamo preso casa. Il lavoro però mi ha logorato e lui è stato la mia roccia (come io lo sono per lui). Attualmente lui è in mare da circa 2 mesi e la scorsa settimana ci siamo visiti, nonostante stessi veramente male. Ci siamo scambiati regali di natale e mi è sembrato poco entusiasta. Mentre eravamo in giro per la città ho avuto una lipotimia e lui mi ha assistito (aveva lo sguardo terrorizzato). Durante la settimana successiva ho notato che lui si faceva sempre più distante (lo era stato anche prima, ma non così marcatamente) e alla fine gli tiro fuori tutto. Dice che non è giusto dirmi certe cose per telefeno ma io avevo bisogno di spiegazioni (anche perché è l'unico mezzo essendo lui in mare). Mi dice che si sente confuso, che ha bisogno di ricaricarsi, che non sa bene nemmeno lui cosa ha ma che si sente perso. Aggiunge che mi sono lasciata andare e che fisicamente non lo attiro più (+4kg in 3 anni), che non sono la.persona che ha conosciuto 3 anni fa (fino alla settimana prika mi diceva che ci saremmo rimessi in forma entrambi perché anche lui ha messo peso). Gli dico che non posso essere la ragazza di 3 anni perché si cresce e che nemmeno lui può tornare indietro ma che a me piace anche così. Gli dico di prendersi tempo per capire cosa sente e due giorni dopo mi dice che vuole tornare a vivere in sicilia vicino ai suoi (a 1700km da dove abbiamo casa). Mi dice che non è colpa mia e che non c'è nessun altra (lui è stato tradito dalla ex e la cosa lo ha molto ferito). Gli ho detto che va bene che si prenda i suoi spazi e i suoi tempi ma che dobbiamo prendere assieme una decisione in merito alla nostra relazione e che perciò lo aspetto.
Ho fatto bene a dargli tempo o rischio di aspettare in eterno perché così "si fa lasciare" ? ...tengo a lui ma non voglio inseguirlo. Non mi ha più risposto da quando gli ho detto che va bene che si ricarichi.
Avevamo progetti, vedevamo un futuro assieme, che cosa è successo? Nella settimana precedente mi aveva raccontato di due episodi che lo avevano fatto preoccupare (una sua collega riceve una telefonata dove le comunicano la morte del marito e il giorno dopo a lui squilla il telefono -cosa insolita- e va in panico pensando che sia una brutta notizia che riguardi me). Quando ne parlava era molro turbato. Inoltre mi ha detto che sente una gran confusione in testa, che si sente perso. E qualche giorno prima della chiacchierata ho accolto le sue lacrime e un suo pianto mentre eravamo al telefono... era stanco della sua situazione lavorativa, di non avere alternative, ecc.
Come tutte le coppie abbiamo avuto le nostre discussioni, cercando sempre di trovare una soluzione.
Mi parlava di futuro, di figli, tutti i giorni mi diceva che gli mancavo, fino ad un mese fa mi scriveva che lo facevo star bene... Dicembre è stato un mese emotivamente pesante, ma come possono sparire all'improvviso tutti i ricordi assieme belli e brutti?
A giorni inizio un percorso di terapia perché ho bisogno di far chiarezza su di me e di non bloccarmi a pensare cosa stia pensando lui. Voglio vivere, non "morire" dietro alle paranoie di qualcuno.
Vi ringrazio per la risposte.
Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera gentile utente, ciò che descrive è lo smarrimento di fronte a un legame che ha perso improvvisamente la sua terraferma. Il suo compagno sembra prigioniero di una profonda crisi personale che proietta sulla vostra relazione.
Ha fatto bene a lasciargli spazio, ma è vitale che questo tempo non diventi per lei un'attesa immobile. Il suo desiderio di 'non morire' dietro alle paranoie altrui è un potentissimo segnale di salute: è il momento di rimettere al centro la sua vita e la sua libertà.
Se sente il bisogno di fare chiarezza e vuole evitare di rimanere bloccata nel silenzio di lui, la invito a incominciare un percorso di psicoterapia affinché lei possa tornare a sentirsi protagonista del suo presente, ritrovando una serenità che non dipenda dalle risposte che l'altro non riesce a dare. Resto a disposizione per qualsiasi domanda, sono disponibile anche per terapie online. Aderisco al programma "bonus psicologico". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno

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Dott.ssa Francesca Torretta
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Busto Arsizio
Mi dispiace tanto per quello che stai vivendo — è doloroso sentirsi messi in pausa così. Da ciò che racconti, lui sembra molto confuso e sopraffatto, ma questo non significa per forza che non ti ami più. Allo stesso tempo, però, non è giusto che tu resti sospesa all’infinito.

Hai fatto una cosa importantissima: iniziare la psicoterapia. Ti aiuterà a rimettere al centro te stessa, i tuoi bisogni e i tuoi confini, senza inseguire la sua confusione.

Nel frattempo prova a darti un limite di tempo chiaro e non rincorrerlo, ccupandoti di te e della tua serenità, per quanto possibile!

Spero tu possa spero risolvere.
Cordialmente
Dott.ssa Francesca Torretta

Sono qui, se vuoi parlarne ancora
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera, sta soffrendo, ed è naturale che sia così, ma sta anche reagendo. Molto molto bene! Credo, come scrive e si dice anche lei, che la cosa più importante sia concentrarsi su di sé e non su di lui o su cosa pensa lui. E lei lo sta facendo. Ogni crisi può essere un'occasione e lei ha le risorse per affrontare questo momento. Coraggio! Un saluto, Ilaria Innocenti
Dott.ssa Arianna Moroni
Psicoterapeuta, Psicologo
Trieste
Buongiorno, da quello che racconta non emerge una fuga improvvisa né una perdita certa di amore, ma una fase di forte confusione emotiva da parte del suo partner. Il lavoro lontano, la stanchezza, la paura della perdita e lo stress accumulato possono portare alcune persone a prendere distanza e a “spegnersi”, senza una decisione chiara sulla relazione.
Ha fatto bene a concedere spazio, purché questo non diventi un’attesa senza limiti. Dare tempo è sano, restare bloccata nell’incertezza no. Il silenzio e il ritiro sono comunque segnali da osservare, perché anche i comportamenti comunicano.
La scelta di iniziare un percorso di terapia è molto importante. La aiuterà a ridurre ansia e ruminazioni, ricordandosi che non può controllare ciò che pensa lui, ma può prendersi cura di sé e dei propri bisogni. In momenti di crisi di coppia come questo, il punto non è inseguire risposte, ma ritrovare stabilità e chiarezza personale. Cordialmente, AM
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

lei è portatrice di una istanza di coppia, ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con il suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
da ciò che racconta emerge una situazione emotivamente molto complessa, non riducibile a un semplice “non ti ama più” o “sta scappando”.

Il suo compagno sembra attraversare una fase di forte confusione e sovraccarico emotivo: il lavoro lontano, la vita sulle navi, la stanchezza, il senso di precarietà, le paure legate alla salute e alla perdita, insieme a eventi emotivamente forti (il malore, gli episodi raccontati, il pianto, il panico), possono aver attivato una crisi personale prima ancora che di coppia. In questi momenti alcune persone reagiscono ritirandosi, prendendo distanza, cercando “spazio” per non sentire il peso delle emozioni.

Le parole sul suo aspetto fisico, invece, sembrano più una razionalizzazione tardiva o un modo per dare un nome a un disagio interno, piuttosto che la vera causa della crisi. I cambiamenti nel tempo sono fisiologici in una relazione e, da come scrive, fino a poco prima lui continuava a investire emotivamente nel rapporto e nel futuro insieme.

Lei non ha sbagliato a concedergli tempo: è una posizione matura, rispettosa e non inseguente. Tuttavia è importante che questo tempo non diventi indefinito. Dare spazio non significa mettersi in sospeso né rinunciare ai propri bisogni. Una relazione non può reggersi solo sull’attesa silenziosa di uno dei due.

Il fatto che lei abbia già deciso di iniziare un percorso terapeutico è una scelta molto sana: la aiuterà a ricentrarsi su di sé, a chiarire cosa desidera e quali limiti è disposta a tollerare, indipendentemente dalle decisioni di lui.

In sintesi: più che una fuga dall’amore, sembra una fuga da una fatica emotiva che lui oggi non riesce a gestire. Resta però fondamentale, per il suo benessere, non rimanere intrappolata nell’incertezza e poter affrontare questa fase con un supporto adeguato.

Per questo è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, così da tutelare prima di tutto il suo equilibrio emotivo.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve. Si basi su quello che le ha detto, ovvero si sente perso. Non è semplice affrontare da soli un vissuto di tale portata che può dipendere da vari fattori. Noto come lui sia più preoccupato e pauroso, sembra come se un'angoscia molto forte lo confonda e lo faccia sentire appunto perso. Ha reagito a mio parere bene nell'essere accogliente, supportante e nel dargli il suo tempo. Con tutta sincerità credo che in questo momento forse è più il suo partner che lei ad avere bisogno di un supporto psicologico.
Se ha bisogno di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Salvatore Augello.
Dott.ssa Beatrice Merolla
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta cura quello che sta vivendo. Mi dispiace molto, comprendo la paura di perdere una persona alla quale è molto legata e con la quale aveva iniziato a progettare scelte importanti. Non è facile capire quello che sta accadendo, a volte anche una comunicazione chiara reciproca tra i due partner nasconde zone d'ombra che rimarranno celate. Quello che lei può fare è cercare di comprendere il più possibile e familiarizzare con quello che alberga dentro di lei. Si può decidere di aspettare e di lasciare che l'altro abbia il suo tempo per chiarirsi ma è altresì necessario che possiamo stabilire un limite, un confine, che ci preservi e che ci protegga. Se decidesse di intraprendere un percorso psicologico penso che le gioverebbe molto. Le auguro di superare presto questo momento difficile e delicato. Un caro saluto, BM
Capisco il tuo stato d’animo e la confusione che provi. Da quanto descrivi, il tuo ragazzo sta attraversando una crisi personale profonda: confusione, senso di smarrimento, stress lavorativo e bisogno di tornare alle proprie radici. Non si tratta necessariamente di una mancanza d’amore nei tuoi confronti, quanto di un momento in cui fatica a gestire sé stesso e la relazione.

Hai fatto bene a dargli tempo, ma è importante ricordare che l’attesa deve avere dei limiti: puoi permetterti di rispettare i suoi tempi, ma senza rinunciare a prenderti cura di te stessa e dei tuoi bisogni emotivi. Restare sospesa “in eterno” non è sano né per te né per la relazione.

Prendere tempo per riflettere su di te, come stai per fare con la terapia, è fondamentale: ti aiuta a chiarire cosa vuoi davvero, senza restare intrappolata nella paura di perderlo o nella pressione di doverlo sistemare. La priorità ora è la tua stabilità emotiva, mentre lui lavora sulla propria.

In sintesi: non devi inseguirlo, puoi rispettare la sua necessità di spazio, ma non a scapito della tua vita e dei tuoi progetti. La chiarezza arriverà quando entrambi avrete uno spazio per comprendere cosa siete disposti a costruire insieme.
Dott.ssa Paola di Tota
Psicoterapeuta, Psicologo
Brescia
posso solo appoggiare la sua decisione di intraprendere un percorso, che l'accompagnerà in questa fase delicata. Non si può sapere cosa gli passa per la mente, ma lei fa bene a non forzarlo. Chiarisca piuttosto quanto sia ancora importante per lei questa relazione, in quanto mi sembra di aver capito che incida solo marginalmente nella sua quotidianità (nei lunghi periodi di assenza avrà imbastito una sua routine immagino).
Buongiorno. Posso solo immaginare quanto sia doloroso sentirsi dire che pochi chili di differenza possano pesare più di tre anni di vita condivisa. È un’affermazione che ferisce nel profondo, ma è fondamentale vederla per ciò che è: un tentativo maldestro di dare una spiegazione concreta a un malessere interiore che lui non riesce a decifrare.

Come terapeuta cognitivo-comportamentale, osservo nel suo compagno i segnali tipici di chi è arrivato al limite delle proprie risorse emotive. Lo stress delle navi, la paura per la sua salute e i recenti episodi di panico indicano che è in pieno burnout. In questi stati mentali, si tende a cercare un "colpevole" esterno per giustificare il desiderio di fuga; attaccare il suo aspetto fisico o sognare la Sicilia sono scappatoie per non ammettere a se stesso di essere crollato. Non è la mancanza di attrazione il problema, ma la sua attuale incapacità di gestire qualsiasi legame o responsabilità.

Lei ha agito con grande dignità scegliendo di non rincorrerlo. Quando una persona scappa da se stessa, ogni tentativo di trattenerla viene percepito come un peso ulteriore. Il percorso di terapia che sta per iniziare sarà il suo spazio protetto per elaborare questo distacco e per ricordarsi che il suo valore non è misurabile su una bilancia né dipende dalla confusione di un partner in crisi. È giusto che lei scelga di vivere e di non restare sospesa nel vuoto delle sue paranoie. Si concentri sulla sua solidità e sui traguardi che ha raggiunto nel suo lavoro; in questo momento, prendersi cura di sé è l’unico investimento che può portarle vera chiarezza.
Dott.ssa Giulia Bassi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sacrofano
Buongiorno. È chiaro che stai attraversando un momento di estrema sofferenza, aggravato dalla distanza fisica che rende ogni silenzio un vuoto incolmabile. Quello che descrivi non sembra il classico "disamore" che svanisce nel nulla, ma un groviglio psicologico molto più complesso. Pertanto hai preso la decisione migliore possibile. Iniziare un percorso ti servirà a rimettere te stessa al centro, uscendo dal ruolo di "colei che aspetta il verdetto".
Dalle sue parole emerge con chiarezza quanto questa situazione sia dolorosa e destabilizzante, soprattutto perché arriva dopo anni di condivisione, sostegno reciproco e progetti importanti. È comprensibile che oggi si chieda se lui stia “scappando” o se i sentimenti siano cambiati.
Da ciò che descrive, il suo compagno sembra attraversare una fase di forte disorientamento personale, più che una decisione lucida sulla relazione. Stanchezza emotiva, pressione lavorativa, distanza prolungata, paura di perdere le persone amate e un senso di “non avere alternative” possono portare alcune persone a chiudersi, a prendere spazio e a confondere il bisogno di sollievo con l’idea di dover cambiare tutto. Questo non significa automaticamente che non la ami più, ma potrebbe indicare che in questo momento non è in grado di stare in contatto in modo chiaro e responsabile.
Lei ha fatto una cosa sana nel concedergli tempo senza inseguirlo. Dare spazio non è aspettare passivamente, è restare centrata su di sé senza forzare risposte che ora lui non può dare. Il rischio non è “aver sbagliato”, ma semmai rimanere sospesa a tempo indefinito: per questo, è importante che quel tempo abbia anche per lei dei confini interiori, non solo per lui.
Molto significativo è che lei abbia già scelto di iniziare un percorso terapeutico. È esattamente la direzione giusta: non per capire cosa stia pensando lui, ma per restare in contatto con ciò che lei vuole, merita e può tollerare in una relazione. Amare qualcuno non implica annullarsi né restare in attesa mentre l’altro scompare.
I sentimenti e i ricordi non spariscono all’improvviso, ma a volte vengono messi in secondo piano quando una persona è sopraffatta e cerca solo di “non sentire”. Questo spiega la confusione, non giustifica però il silenzio prolungato.
Continui a prendersi cura di sé e della sua vita. Se e quando lui sarà in grado di tornare a parlare, sarà importante capire se può farlo da adulto presente, non da persona in fuga. Lei sta già scegliendo di vivere, non di perdersi nelle paure altrui, ed è una scelta di grande lucidità. In bocca al lupo per tutto.
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Lei ha tutto il diritto di vivere e di preservare se stessa da una relazione che è molto cambiata, forse non per colpa Sua ma perchè il suo ragazzo è fortemente cambiato! La psicoterapia La può aiutare ad accettare questa nuova realtà e a superarla gradualmente. Non credo che possa aiutare il Suo compagno che mi sembra smarrito e depresso. in questo momno penso che ognuno debba pensare a se stesso. cordiali salulti dott.ssa G. Elmo
Dott.ssa Flavia Aronica
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Lido Di Ostia
Buonasera,
iniziare un percorso di psicoterapia potrà offrirle uno spazio sicuro in cui portare questa situazione che, comprensibilmente, può generare molta confusione e fatica emotiva. Sarà importante poter concentrare l’attenzione su di sé, per comprendere più a fondo cosa desidera per la sua vita, cosa è disposta ad accettare e per quanto tempo, soprattutto davanti alla confusione dell’altro.
Il supporto psicologico rappresenta un luogo prezioso in cui dare voce alle sue emozioni, ai suoi valori e ai suoi obiettivi futuri, così da poter costruire un percorso più consapevole e coerente con i suoi bisogni. Da lì potrà prendere forma un lavoro strutturato che la aiuti a fare chiarezza e a orientarsi nelle sue scelte.
Un caro saluto.
Dott.ssa Antonella Guiducci
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
San Mauro Pascoli
Buongiorno. Direi che gli ha offerto tutte le opportunità per poter decidere. Ma ora hai fatto bene a scegliere te stessa, andando in terapia. attendere vorrebbe dire fermare anche te stessa, i tuoi progetti e bloccare i tuoi sentimenti. Non sei responsabile della sua confusione, dopotutto lo hai appoggiato nel suo progetto professionale, e probabilmente non sei tu ma la gestione del suo progetto che spetta solo a lui. Penso anche che abbia proiettato su di te e sulla vostra relazione ciò che non va in lui. A volte ci vuole la responsabilità e il coraggio di poter uscire da situazioni che non piacciono più senza creare illusioni e aspettative. Tu hai avuto il coraggio di scegliere di "vivere" e questo ti deve incoraggiare a continuare nei tuoi progetti. Buona giornata
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Capisco quanto questa situazione la stia mettendo alla prova. Quando un partner, soprattutto a distanza, inizia a mostrare confusione, stanchezza o bisogno di allontanarsi, è naturale che emergano paura, domande e il timore che tutto ciò che avete costruito possa svanire all’improvviso.
Dalle sue parole emerge un insieme di fattori: il lavoro logorante che ha affrontato, la distanza prolungata, il suo malessere fisico durante l’incontro, e allo stesso tempo la forte stanchezza e confusione che il suo compagno sembra vivere da mesi. Non sempre questi segnali parlano di mancanza di amore: a volte indicano semplicemente che una persona è sopraffatta e non riesce più a capire cosa sente, né per sé né per la relazione.
Anche il suo desiderio di “tornare vicino ai suoi” può essere letto come un bisogno di recuperare stabilità, non necessariamente come una fuga da lei. Quando ci si sente persi, si tende a cercare luoghi e persone che diano sicurezza.
Il fatto che lei gli abbia dato tempo non è un errore: è un modo per non forzare una persona che oggi dice di non avere chiarezza. Allo stesso tempo, è importante che questo tempo non diventi un’attesa indefinita che la lascia sospesa. Proteggere sé stessa significa anche stabilire dei limiti: capire quanto è disposta ad aspettare e cosa le serve per non sentirsi “inseguire” qualcuno che oggi non riesce a rispondere.
Le emozioni che descrive – la paura, la confusione, il senso di smarrimento – sono comprensibili. Ma non sono la prova che i sentimenti del suo compagno siano “spariti”: spesso, quando una persona è molto stanca o in crisi personale, perde contatto anche con ciò che prova di buono.
Il percorso di terapia che sta per iniziare può aiutarla proprio in questo: a distinguere ciò che dipende da lei da ciò che appartiene al suo compagno; a non restare bloccata nell’attesa delle sue risposte; a ritrovare un centro stabile da cui capire come muoversi.
Non si tratta di capire “se lui scappa” o “se non ama più”, ma di comprendere come si sente lei dentro una situazione che oggi è incerta e dolorosa
Dott.ssa Chiara Ronchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Dalle sue parole emerge una grande lucidità: “Voglio vivere, non morire dietro alle paranoie di qualcuno”. Questo è un punto molto sano.

Quando una persona dice di sentirsi “confusa”, “persa”, di dover “ricaricarsi”, spesso sta vivendo una crisi personale prima ancora che di coppia. Il lavoro lontano, la stanchezza, la paura di perdere qualcuno (come nei racconti che le ha fatto) possono attivare fragilità profonde.

Una metafora: a volte non si scappa dall’altro, ma dalla propria confusione. E quando si è in mare (letteralmente e simbolicamente), è più difficile orientarsi.

Lei ha fatto bene a non inseguire. Dare spazio non significa aspettare in eterno, ma non forzare una risposta quando l’altro non è in grado di darla.

Il punto ora non è capire cosa pensa lui, ma cosa è sostenibile per lei. Una relazione non si tiene in piedi da soli. Se il tempo diventa silenzio prolungato e assenza di responsabilità condivisa, quella è già una risposta.

Il percorso che sta iniziando può aiutarla a restare centrata su di sé. In una crisi, la domanda più importante non è “Mi ama ancora?”, ma “Io cosa voglio per me?”.
Dott.ssa Immacolata Caldarese
Psicoterapeuta, Psicologo
Salerno
Dal suo resoconto emerge una confusione nella vostra relazione sentimentale, non è chiaro se il vostro rapporto sia di fidanzamento o di convivenza. Lei afferma che convivete da 1 anno ma la vostra modalità di relazione sembra di fidanzamento.
Il fidanzamento è un periodo di conoscenza, di confronti, condivisioni, sperimentazioni che può concludersi con un progetto di vivere insieme o di porre fine alla relazione.
La convivenza avviene attraverso un accordo di vivere insieme in uno stesso spazio con ruoli e funzioni distribuiti su entrambi.
Ora state vivendo un momento di crisi, se siete legati sentimentalmente, siete confusi potreste aiutarvi iniziando un percorso di psicoterapia di coppia, per comprendere come potrebbe evolvere la vostra relazione se continuare o interrompere limitando gli errori che un ipercoinvolgimento emotivo potrebbe arrecare.

Gentile utente,
da ciò che racconta emerge quanto questa relazione sia stata per lei significativa e quanto la situazione attuale la stia facendo sentire confusa e in attesa di risposte. Quando il partner attraversa un momento di forte incertezza o distanza emotiva, è naturale cercare di capire cosa stia accadendo e temere di essere “lasciati andare” senza una spiegazione chiara.

Dalle informazioni che riporta sembra che il suo compagno stia vivendo un periodo di particolare stress e confusione personale, legato probabilmente a diversi fattori (lavoro, distanza, stanchezza emotiva). Tuttavia, purtroppo non sempre è possibile comprendere fino in fondo i motivi dell’altro o avere risposte immediate.

Quello che invece appare molto importante è come questa situazione stia incidendo su di lei. Si trova in un momento delicato, in cui convivono affetto, paura di perdere la relazione e il desiderio di non restare bloccata nell’attesa.

Per questo motivo potrebbe essere utile concedersi uno spazio personale di riflessione e supporto. Un percorso psicologico può aiutarla a elaborare ciò che sta vivendo, comprendere meglio i suoi bisogni e trovare maggiore chiarezza su come affrontare questa fase, indipendentemente dalle decisioni che prenderà il suo partner.

Il fatto che lei stia già pensando di iniziare una terapia è un passo molto importante nella direzione della cura di sé.

Resto a disposizione, un caro saluto.

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