Buongiorno,vi scrivo per questo calvario che ormai mi affligge da piu' di 6 mesi.E' iniziato

4 risposte
Buongiorno,

vi scrivo per questo calvario che ormai mi affligge da piu' di 6 mesi.

E' iniziato tutto la scorsa estate quando improvvisamente un giorno mi sono svegliata con delle vertigini pazzesche che mi hanno destabilizzato moltissimo in quanto non ne avevo mai sofferto prima. La sensazione era un grande senso di instabilita' quando camminavo e una sensazione di testa leggera, da sdraiata o seduta invece non le avvertivo. Altri sintomi erano (e sono purtroppo: sensazioni di battiti/pulsazioni alla testa/tempie e dolori intercostali sotto il seno a destra). Spaventata dopo qualche giorno mi sono recata in pronto soccorso e mi hanno fatto vari test: esami del sangue, ECG e TAC alla testa, non e' venuto fuori niente. Ho fatto poi delle visite specialistiche con 3 diversi otorini che non hanno riscontrato niente di anomalo. Il terzo otorino non riscontrando niente ha ipotizzato che fosse tutto un problema di somatizzazione da ansia (ho passato un periodo stressante lo scorso anno e sono un soggetto un po' ansioso a dire la verita'), allora mi ha prescritto di prendere il Citalopram iniziando da un dosaggio basso fino ad arrivare e stabilizzarmi a 8 gocce, cosa che ho fatto da inizi ottobre fino a Natale. Durante l'assunzione i sintomi sono spariti ma ho sottovalutato l'efficacia del SSRI perche' pensavo che i sintomi fossero passati semplicemente perche' fosse passato un po' di tempo e che quindi fossero svaniti da soli.

Quindi, ho sospeso in modo faidate l'assunzione (l'ho fatto quindi abbastanza velocemente nell'arco di 10 giorni riducendo di volta in volta il dosaggio) e ho da subito avvertito i sintomi tipici da sospensione (nausea, sensazione di scosse alla testa, ecc) ma questi sono spariti dopo 2 settimane. Dopo un po' ho ricominciato ad avvertire le "pseudovertigini" anche se in forma diversa e se vogliamo anche peggiore: ora i capogiri li avverto anche da seduta mentre lavoro al pc o mentre guardo il cellulare, le pulsazioni alla testa sono ritornate e anche i dolori intercostali.

Ora, mi chiedo: sto avendo una ricaduta dei sintomi perche' la terapia e' stata troppo breve (per colpa mia perche' ho deciso da sola di sospendere l'antidepressivo, ricordo che ho preso il farmaco per meno di 3 mesi) e quindi l'unica opzione e' riprenderlo per un periodo piu' consistente e sotto osservazione medica? Ormai sto andando avanti con questi sintomi da quasi 2 mesi e la mia qualita' della vita sta diventando pessima.

Inoltre, tutti questi sintomi strani che ho (capogiri/vertigini/instabilita' uniti a pulsazioni alla testa e dolori intercostali) possono essere tutti attribuibili ad un disturbo d'ansia che ormai ha preso un circolo vizioso e dal quale non riesco ad uscirne?

Vi ringrazio molto in anticipo
Cordialmente,
Francesca
Dott. Piergiorgio Biondani
Sessuologo, Psichiatra, Medico di medicina generale
Bussolengo
Gentile signora,
molto probabilmente la sospensione del farmaco è stata prematura.In considerazione dei buoni risultati precedentemente ottenuti potrebbe essere opportuna una ripresa della terapia,sotto stretto controllo del suo medico di fiducia.
Circa le cause scatenanti una simile situazione, si può dire che spesso sitratta di un insieme di fattori (stress,postura,malocclusioni dentarie,affaticamento,o difetti della vista....) che, messi assieme, determinano uno stato di sofferenza delle strutture encefaliche deputate al mantenimento dell'equilibrio.

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Buonasera.
E' evidente che il Cipralex, per quanto a bassa posologia, avesse iniziato a risolvere la sua sintomatologia; pertanto la sospensione precoce ha determinato il ripresentarsi della stessa. E' pertanto opportuno che lei si rivoga ad un neurologo/psichiatra per ridiscutere della sua sintomatologia e della terapia farmacologica da intraprendere. Le sconsiglio di riprendere il Cipralex prima di aver consultato il suo medico di fiducia: rischia di entrare nel circolo vizioso dell'automedicazione con farmaci che sono da assumere su prescrizione e controllo specialistico; potrebbe farsi più del male che del bene.
Cordialità
Dr. Francesco Luzzana
Medico di medicina generale, Ecografista, Chirurgo generale
Milano
Buongiorno Francesca,

capisco quanto questa situazione possa essere difficile da affrontare e quanto possa influire sulla sua qualità di vita. Dai sintomi che descrive e dal decorso della situazione, è possibile che l’ansia giochi un ruolo significativo, soprattutto considerando la risposta positiva che ha avuto al Citalopram e la ricomparsa dei sintomi dopo la sospensione.

Tuttavia, prima di trarre conclusioni definitive, è importante fare una valutazione più approfondita per escludere altre cause e trovare la strategia migliore per aiutarla a stare meglio. Le consiglio di fissare un appuntamento con il suo medico per parlarne di persona, così da valutare se sia opportuno riprendere il trattamento farmacologico o se possano esserci altre soluzioni efficaci per gestire i sintomi, come un supporto psicologico o tecniche di rilassamento.

Nel frattempo, cerchi di monitorare i sintomi senza allarmarsi troppo: il circolo vizioso dell'ansia tende a rinforzarsi proprio quando ci si concentra eccessivamente su di essi.
Dr. Luca Pellegrini
Medico di medicina generale
Lissone
I sintomi che descrivi — vertigini, instabilità, pulsazioni alla testa e dolori intercostali — possono essere legati a un disturbo d’ansia, soprattutto se escludendo cause organiche importanti tramite esami medici e valutazioni specialistiche.

È comune che una sospensione rapida di un antidepressivo a breve termine possa portare a una ricomparsa dei sintomi e a disturbi da sospensione temporanei. La sospensione fai-da-te può far sembrare peggiorati i sintomi, anche se il farmaco aveva già dato beneficio.
1. Non riprendere il farmaco da sola: la decisione su eventuale ripresa e dosaggio va fatta con il medico curante o uno psichiatra.
2. Valutare un percorso terapeutico completo che può includere terapia farmacologica regolare sotto controllo, tecniche di gestione dell’ansia e supporto psicologico.
3. Tenere un diario dei sintomi può aiutare il medico a capire meglio i pattern e a personalizzare la terapia.
è fondamentale non auto-sospendere né auto-riassumere farmaci e seguire un piano personalizzato con il professionista

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