Buongiorno. Sono un ragazzo di circa 20 anni che fin da quando ha iniziato a praticare attività sess

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Buongiorno. Sono un ragazzo di circa 20 anni che fin da quando ha iniziato a praticare attività sessuale (autonoma e di coppia) ha sempre avuto problemi nel mantenimento dell'erezione. Nessun problema nel raggiungimento di essa, ma con un immediato deflusso di sangue e conseguente perdita di dignità del pene. L'unico modo che ho per raggiungere l'orgasmo é un continuo ed ininterrotto stimolo meccanico, anche la minima interruzione di quest'ultimo comporta la perdita dell'erezione. L'ipotesi che mi pare più plausibile é quella di mancata occlusione delle vene predisposte alla fuga di sangue dai corpi cavernosi. Ho già fatto un ecodoppler penieno dinamico, a seguito del quale mi é stato detto che le mie arterie peniene stanno benissimo ma che con quel tipo di esame non si é potuto vedere nulla riguardo alle vene. Mi é stata prescritto l'utilizzo occasionale di Cialis, che però non sortisce alcun effetto sulla durata dell'erezione. Posso gentilmente chiedervi come muovermi in questo momento? Ho l'impressione di non venire realmente ascoltato in quelle che sono le mie sensazioni a riguardo data la mia giovane età e che si etichetti sempre il tutto come banale ansia da prestazione (ho anche seguito un percorso psicoterapeutico ma con nessun risultato sulla natura fisica della mio problema). Non vorrei fare un'altra visita andrologia spendendo 150€ o aspettando 6 mesi per un nulla di fatto per l'ennesima volta. Vi ringrazio molto.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Premesso che non è vero che un doppler penieno dinamico non possa valutare la carenza di tenuta vascolare cavernosa, evidentemente il problema non dipende da tale tenuta ma da tutt'altri fattori mai valutati e che non possono essere risolti, come lei ha evidenziato, con i vasodilatatori (cialis e simili). Inoltre lei è abbastanza giovane per poter pensare ad attuali questioni vascolari generali (da verificare in ogni caso), ma è più facile che sussistano questioni sia generali stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, sia genitali. Può anche essere che la questione ansiogena non sia estranea, ma prima di tale etichetta vanno escluse le altre ragioni... purtroppo la questione non la risolve la visita andrologica, che serve per gestire il problema, ma la adeguata e corretta esecuzione dei dovuti esami che in gran parte sono a suo carico e non del SSN. Quindi è lei che deve decidere se affrontare come si deve il problema a partire da una valutazione preliminare andrologica attenta ed adeguata per poi svolgere gli esami necessari e poi solo arriverà la terapia.

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