Buongiorno, sono un ragazzo di 27 anni, vengo da una famiglia decisamente ordinaria con qualche rap
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Buongiorno,
sono un ragazzo di 27 anni, vengo da una famiglia decisamente ordinaria con qualche rapporto più complicato di altri, ma non ci sono stati episodi di particolare gravità nella mia adolescenza o infanzia ad eccezione della separazione dei miei genitori, che comunque credo sia slegata a ciò per cui chiedo un consulto. Mia sorella, inoltre, sta reagendo bene ad una cura per la schizofrenia che ha cominciato dopo aver presentato alcuni sintomi di delirio; ci sono stati altri casi nella famiglia paterna, quindi c'è predisposizione genetica in famiglia.
Ho una personalità decisamente logica e molta curiosità intellettuale, mentre ho fatto fatica ad entrare in connessione con la mia emotività senza cercare strategia di nascondimento per essere funzionale, cosa che mi è sempre premuta molto; ho sempre vissuto come volevo piuttosto che come sentivo, ma ne ero felice e spesso le due parti si allineavano. Ho sempre avuto un umore leggermente oscillante, ma lo vivevo bene e lo consideravo parte di me. Posso dire di essere stato decisamente sereno e felice di ciò che facevo e come lo facevo fino circa ai 22-23 anni.
Ad un certo punto, non ricordo quando, andando in palestra, ho cominciato a sviluppare fastidio alla schiena (dietro la spalla sinistra). Inizialmente mi rivolgevo a fisioterapisti, poi ortopedici, poi posturologi.. il fastidio veniva fuori ogni volta che mi allenavo, a dire il vero qualche volta sì e qualche volta no, ma nessuno trovava niente/tutti trovavano qualcosa di diverso, anche di preoccupante, che mi suscitava angoscia, ma che puntualmente non si rivelava risolutivo. Questo era l'unico problema laterale ad una vita molto serena. Durante il covid questa cosa è cresciuta, per la prima volta ho cominciato a diventare ossessivo. Nello stesso momento ho perso moltissimo interesse per quello che facevo, studiavo filosofia, ed adoravo. Ho cominciato ad allenarmi sempre in modi diversi, a fare stretching, a cercare protocolli, lo facevo sempre di più e il fastidio non se ne andava. Ho cominciato a fissarmi con il mio corpo e sentirmi limitato se confrontato con gli altri. Il covid è stato terribile in termini di ossessività, per la prima volta ho saputo cosa volesse dire perdere la lucidità. Da lì in poi il tracollo: ho continuato ad allenarmi per tutti gli anni seguenti ed ogni volta che arrivava il fastidio cercavo di fare dei movimenti, degli allungamenti che per me avevano il senso di sciogliere la tensione muscolare, sono continuati i fisioterapisti, i tipi di allenamento semore diversi. Questa cosa stava assorbendo sempre più le mie attenzioni e gli dedicavo sempre più tempo. Ho cominciato a guardare i giorni come giorni in cui c'era e giorni in cui non c'era il fastidio, la sua presenza o meno caratterizzava proprio uno stato mentale diverso, un atteggiamento con gli altri diverso, e anche con i miei interessi. Prima erano 28 giorni sani e 2 di fastidio, poi 20 e 10, poi una settimana si ed una no, cominciando sempre quando mi allenavo e diminuendo per poi sparire quando prendevo dei giorni di pausa. Ad un certo punto si trattava di vivere o no vivere, i giorni in cui mi era concesso e quelli in cui non mi era più concesso. Per me continuava comunque ad essere dolore. Ad un certo punto mi sono rivolto ad un fisioterapista che mi ha consigliato un singolo esercizio, nell'arco di una settimana, il problema è diventato molto meno presente, per poi quasi svanire. Ero sconvolto. Nello stesso momento però non so se poco prima o poco dopo, un nuovo fastidio a destra (non avevo mai avuto problemi), stessa ossessività, subito un'attenzione importante quanto quella che dedicavo al problema di prima, stesse dinamiche on e off, il fisioterapista mi consiglia di rivolgermi ad uno psicologo o uno psichiatra, perché lì non c'era nulla. Lo psichiatra mi prescrive una cura ma non voglio cominciare, ormai non vivo quasi più, passo intere giornate a cercare di sciogliermi la tensione nella schiena, sto a letto, l'unica cosa che continuo a fare è allenarmi e cercare di risolvere il mio fastidio, i giorni buoni ormai sono 3-4 al mese. Ad un certo punto vengo a sapere di un rapporto sessuale della mia ragazza con un altro ragazzo avvenuto in un momento precedente quando ci eravamo lasciati e perdo completamente la testa (la cosa che più mi ha colpito è che già in precedenza erano successe cose di questo tipo, mentre stavamo insieme quindi ben più gravi, ma mi avevano toccato pochissimo, ero stato estremamente comprensivo ed ero tranquillo). Inizio ad avere pensieri ossessivi tutto il tempo, immagino lei che consuma tale rapporto, voglio sapere tutto di lui, lo giudico, mi faccio raccontare tutti i dettagli per ore e giorni e voglio saperne sempre di più, e intanto il fastidio alla schiena sempre presente e i "movimenti" per scioglierlo continuamente quasi come una stereotipia. Ho cominciato la cura, Sertralina, non funzionava granchè e ho sperimentato per la seconda volta la mania e la depressione post-mania (mi era successo con iniezioni di cortisone qualche mese prima). Esaltazione, sicurezza, guida spericolata, moltissime parole velocemente, seguite da depressione completamente inspiegabile, rabbia verso i miei cari, paranoie. Aggiunge aripiprazolo e tempo un mese la mente è vuota, il disturbo alla schiena è sparito, ma prendo tra tutto 10kg, perdo molti capelli in maniera improvvisa, ho sempre costantemente sonno, non riesco a stare fermo, è praticamente impossibile, e, soprattuto, la mia sessualità non esiste più (era una della cosa che mi piaceva di più della vita). Non mi sento più la persona che conoscevo, la via così non mi piace. Dimezzo le dosi, l'effetto terapeutico persiste, gli effetti collaterali anche. Scalo la dose come da istruzioni e smetto. Dopo una settimana in cui mi sento molto meglio vado in palestra, tutto torna, schiena, ossessioni sessuali sulla mia ragazza. Sono passati 5 mesi da quando ho smesso i farmaci, li ho passati praticamente a letto, ho avuto crisi di nervi, ho cominciato a farmi del male, ossessionato dalla schiena e dalla mia relazione. Un mese fa' ho raggiunto un punto di non ritorno, avevo l'ansia (prima non sapevo neanche cosa fosse) costante, ho cominciato ad avere episodi di pseudo narcolessia. Ho provato a fare tutto il possibile: ho lasciato la mia ragazza e ho smesso di fare palestra. Dopo una decina di giorni tutto il mondo di ossessioni legati a lei non esiste più, l'ansia è minore, non mi addormento più. La schiena invece continua, adesso anche se non mi alleno più. Non faccio altro che trascinarmi, solo, costringermi ad andare a lavoro e cercare di non assecondare il bisogno di sistemarmi la schiena come da indicazioni di terapia cognitivo comportamentale, ma non riesco, medito, ma non basta, ho perso ogni interesse e i abbandonato ogni tipo di progetto che avevo, forse adesso c'è anche un problema di depressione. La terapia piscologica mi rassicura ma non serve veramente per il problema.
C'è un'altra cosa, la mia sessualità non è mai tornata. Non ho problemi psicologici legati ad essa, nel senso che posso avere un rapporto, ho desiderio mentale, ma sento 1/5 del piacere che sentivo prima, gli orgasmi sono semi-muti, quasi meglio una tisana, e le mie reazioni fisiologiche sono molto più lente, non ho più il bisogno fisico, non mi interessa più. E questo è un altro incubo, che a giudicare dal discorso sulla PSSD che sta emergendo di recente mi mette i brividi, senza contare che con un profilo ossessivo così c'è alta probabilità che io non venga preso sul serio su questi aspetti, come è già accaduto.
Credo di non riuscire a farcela senza farmaci, solo che ho paura e poca fiducia, sento pareri così contrastanti da diversi specialisti, e per esempio, non posso che escludere tutti coloro che non prendono sul serio il discorso sulla sessualità. Il mio psichiatra vorrebbe provare un approccio completamente diverso e cominciare con il litio, vedere come mi sento con quello. Non so, mi sembra di procedere davvero a tentoni e di tirare un dado dalle mille facce per vedere cosa esce fuori. Se avete avuto il tempo e la pazienza di leggere tutto vi chiedo cortesemente un parere, sia sulla situazione sia sulla terapia proposta. O qualsiasi altro consiglio.
Grazie mille per il vostro tempo.
sono un ragazzo di 27 anni, vengo da una famiglia decisamente ordinaria con qualche rapporto più complicato di altri, ma non ci sono stati episodi di particolare gravità nella mia adolescenza o infanzia ad eccezione della separazione dei miei genitori, che comunque credo sia slegata a ciò per cui chiedo un consulto. Mia sorella, inoltre, sta reagendo bene ad una cura per la schizofrenia che ha cominciato dopo aver presentato alcuni sintomi di delirio; ci sono stati altri casi nella famiglia paterna, quindi c'è predisposizione genetica in famiglia.
Ho una personalità decisamente logica e molta curiosità intellettuale, mentre ho fatto fatica ad entrare in connessione con la mia emotività senza cercare strategia di nascondimento per essere funzionale, cosa che mi è sempre premuta molto; ho sempre vissuto come volevo piuttosto che come sentivo, ma ne ero felice e spesso le due parti si allineavano. Ho sempre avuto un umore leggermente oscillante, ma lo vivevo bene e lo consideravo parte di me. Posso dire di essere stato decisamente sereno e felice di ciò che facevo e come lo facevo fino circa ai 22-23 anni.
Ad un certo punto, non ricordo quando, andando in palestra, ho cominciato a sviluppare fastidio alla schiena (dietro la spalla sinistra). Inizialmente mi rivolgevo a fisioterapisti, poi ortopedici, poi posturologi.. il fastidio veniva fuori ogni volta che mi allenavo, a dire il vero qualche volta sì e qualche volta no, ma nessuno trovava niente/tutti trovavano qualcosa di diverso, anche di preoccupante, che mi suscitava angoscia, ma che puntualmente non si rivelava risolutivo. Questo era l'unico problema laterale ad una vita molto serena. Durante il covid questa cosa è cresciuta, per la prima volta ho cominciato a diventare ossessivo. Nello stesso momento ho perso moltissimo interesse per quello che facevo, studiavo filosofia, ed adoravo. Ho cominciato ad allenarmi sempre in modi diversi, a fare stretching, a cercare protocolli, lo facevo sempre di più e il fastidio non se ne andava. Ho cominciato a fissarmi con il mio corpo e sentirmi limitato se confrontato con gli altri. Il covid è stato terribile in termini di ossessività, per la prima volta ho saputo cosa volesse dire perdere la lucidità. Da lì in poi il tracollo: ho continuato ad allenarmi per tutti gli anni seguenti ed ogni volta che arrivava il fastidio cercavo di fare dei movimenti, degli allungamenti che per me avevano il senso di sciogliere la tensione muscolare, sono continuati i fisioterapisti, i tipi di allenamento semore diversi. Questa cosa stava assorbendo sempre più le mie attenzioni e gli dedicavo sempre più tempo. Ho cominciato a guardare i giorni come giorni in cui c'era e giorni in cui non c'era il fastidio, la sua presenza o meno caratterizzava proprio uno stato mentale diverso, un atteggiamento con gli altri diverso, e anche con i miei interessi. Prima erano 28 giorni sani e 2 di fastidio, poi 20 e 10, poi una settimana si ed una no, cominciando sempre quando mi allenavo e diminuendo per poi sparire quando prendevo dei giorni di pausa. Ad un certo punto si trattava di vivere o no vivere, i giorni in cui mi era concesso e quelli in cui non mi era più concesso. Per me continuava comunque ad essere dolore. Ad un certo punto mi sono rivolto ad un fisioterapista che mi ha consigliato un singolo esercizio, nell'arco di una settimana, il problema è diventato molto meno presente, per poi quasi svanire. Ero sconvolto. Nello stesso momento però non so se poco prima o poco dopo, un nuovo fastidio a destra (non avevo mai avuto problemi), stessa ossessività, subito un'attenzione importante quanto quella che dedicavo al problema di prima, stesse dinamiche on e off, il fisioterapista mi consiglia di rivolgermi ad uno psicologo o uno psichiatra, perché lì non c'era nulla. Lo psichiatra mi prescrive una cura ma non voglio cominciare, ormai non vivo quasi più, passo intere giornate a cercare di sciogliermi la tensione nella schiena, sto a letto, l'unica cosa che continuo a fare è allenarmi e cercare di risolvere il mio fastidio, i giorni buoni ormai sono 3-4 al mese. Ad un certo punto vengo a sapere di un rapporto sessuale della mia ragazza con un altro ragazzo avvenuto in un momento precedente quando ci eravamo lasciati e perdo completamente la testa (la cosa che più mi ha colpito è che già in precedenza erano successe cose di questo tipo, mentre stavamo insieme quindi ben più gravi, ma mi avevano toccato pochissimo, ero stato estremamente comprensivo ed ero tranquillo). Inizio ad avere pensieri ossessivi tutto il tempo, immagino lei che consuma tale rapporto, voglio sapere tutto di lui, lo giudico, mi faccio raccontare tutti i dettagli per ore e giorni e voglio saperne sempre di più, e intanto il fastidio alla schiena sempre presente e i "movimenti" per scioglierlo continuamente quasi come una stereotipia. Ho cominciato la cura, Sertralina, non funzionava granchè e ho sperimentato per la seconda volta la mania e la depressione post-mania (mi era successo con iniezioni di cortisone qualche mese prima). Esaltazione, sicurezza, guida spericolata, moltissime parole velocemente, seguite da depressione completamente inspiegabile, rabbia verso i miei cari, paranoie. Aggiunge aripiprazolo e tempo un mese la mente è vuota, il disturbo alla schiena è sparito, ma prendo tra tutto 10kg, perdo molti capelli in maniera improvvisa, ho sempre costantemente sonno, non riesco a stare fermo, è praticamente impossibile, e, soprattuto, la mia sessualità non esiste più (era una della cosa che mi piaceva di più della vita). Non mi sento più la persona che conoscevo, la via così non mi piace. Dimezzo le dosi, l'effetto terapeutico persiste, gli effetti collaterali anche. Scalo la dose come da istruzioni e smetto. Dopo una settimana in cui mi sento molto meglio vado in palestra, tutto torna, schiena, ossessioni sessuali sulla mia ragazza. Sono passati 5 mesi da quando ho smesso i farmaci, li ho passati praticamente a letto, ho avuto crisi di nervi, ho cominciato a farmi del male, ossessionato dalla schiena e dalla mia relazione. Un mese fa' ho raggiunto un punto di non ritorno, avevo l'ansia (prima non sapevo neanche cosa fosse) costante, ho cominciato ad avere episodi di pseudo narcolessia. Ho provato a fare tutto il possibile: ho lasciato la mia ragazza e ho smesso di fare palestra. Dopo una decina di giorni tutto il mondo di ossessioni legati a lei non esiste più, l'ansia è minore, non mi addormento più. La schiena invece continua, adesso anche se non mi alleno più. Non faccio altro che trascinarmi, solo, costringermi ad andare a lavoro e cercare di non assecondare il bisogno di sistemarmi la schiena come da indicazioni di terapia cognitivo comportamentale, ma non riesco, medito, ma non basta, ho perso ogni interesse e i abbandonato ogni tipo di progetto che avevo, forse adesso c'è anche un problema di depressione. La terapia piscologica mi rassicura ma non serve veramente per il problema.
C'è un'altra cosa, la mia sessualità non è mai tornata. Non ho problemi psicologici legati ad essa, nel senso che posso avere un rapporto, ho desiderio mentale, ma sento 1/5 del piacere che sentivo prima, gli orgasmi sono semi-muti, quasi meglio una tisana, e le mie reazioni fisiologiche sono molto più lente, non ho più il bisogno fisico, non mi interessa più. E questo è un altro incubo, che a giudicare dal discorso sulla PSSD che sta emergendo di recente mi mette i brividi, senza contare che con un profilo ossessivo così c'è alta probabilità che io non venga preso sul serio su questi aspetti, come è già accaduto.
Credo di non riuscire a farcela senza farmaci, solo che ho paura e poca fiducia, sento pareri così contrastanti da diversi specialisti, e per esempio, non posso che escludere tutti coloro che non prendono sul serio il discorso sulla sessualità. Il mio psichiatra vorrebbe provare un approccio completamente diverso e cominciare con il litio, vedere come mi sento con quello. Non so, mi sembra di procedere davvero a tentoni e di tirare un dado dalle mille facce per vedere cosa esce fuori. Se avete avuto il tempo e la pazienza di leggere tutto vi chiedo cortesemente un parere, sia sulla situazione sia sulla terapia proposta. O qualsiasi altro consiglio.
Grazie mille per il vostro tempo.
Salve,
È una sintomatologia complessa quella che descrive, non esiste una sola strategia terapeutica. Si affidi allo specialista che la segue e non sottovaluti la possibilità di affiancare una psicoterapia .
Una buona serata
È una sintomatologia complessa quella che descrive, non esiste una sola strategia terapeutica. Si affidi allo specialista che la segue e non sottovaluti la possibilità di affiancare una psicoterapia .
Una buona serata
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Vorrei aiutarti ad analizzare più dettagliatamente la tua situazione clinica e le possibili strade terapeutiche. La tua storia mostra una progressione interessante: da un disturbo inizialmente focalizzato su sensazioni somatiche (il dolore alla schiena) si è evoluto in un quadro più complesso che include elementi ossessivi, oscillazioni dell'umore e alterazioni della sfera sessuale.
Il fatto che il fastidio alla schiena sia diminuito o scomparso in alcuni momenti specifici (come dopo l'esercizio suggerito dal fisioterapista o durante il trattamento farmacologico) suggerisce una forte componente psicosomatica. Questo non significa che il dolore non sia reale - lo è assolutamente - ma che il meccanismo che lo mantiene potrebbe essere principalmente psicologico.
La comparsa di episodi maniacali in risposta sia al cortisone che alla Sertralina è un segnale clinico molto significativo. Questo pattern di risposta suggerisce una vulnerabilità del sistema di regolazione dell'umore che è tipica del disturbo bipolare. In questi casi, l'uso di antidepressivi da soli può essere problematico e potenzialmente destabilizzante.
La proposta di utilizzare il litio ha diversi punti a favore: è uno stabilizzatore dell'umore che ha dimostrato efficacia sia nel prevenire le oscillazioni dell'umore che nel ridurre i pensieri ossessivi. Inoltre, ha proprietà anti-suicidarie ben documentate e, cosa importante nel tuo caso, tende a causare meno problemi sulla sfera sessuale rispetto agli SSRI. Il litio richiede però controlli regolari dei livelli ematici e della funzionalità tiroidea e renale.
Per quanto riguarda la PSSD, è una condizione che sta ricevendo sempre maggiore attenzione scientifica. La tua esperienza di diminuzione della sensibilità e del piacere sessuale merita di essere presa sul serio e considerata nella scelta del trattamento.
Un approccio terapeutico completo potrebbe includere:
Terapia farmacologica con litio, iniziando con dosaggi bassi e monitorando attentamente la risposta
Terapia cognitivo-comportamentale specifica per il DOC, con particolare attenzione all'ERP
Tecniche di mindfulness e meditazione come supporto, ma non come unico trattamento
Eventuale graduale reintroduzione dell'attività fisica, ma con un approccio molto strutturato e supervisionato. Scoprire pure una spiritualità cristaina potrebbe darti delle grandi possibilità di guarigione...
La scelta di interrompere la relazione e l'attività fisica mostra una buona capacità di prendere decisioni difficili per il tuo benessere. Tuttavia, a lungo termine, l'obiettivo dovrebbe essere quello di poter riprendere le attività che ti davano piacere e soddisfazione, ma in modo più equilibrato e sano.
Hai considerato la possibilità di cercare un secondo parere da uno psichiatra specializzato in disturbi dello spettro bipolare e DOC? Potrebbe essere utile per confermare o rifinire l'approccio terapeutico proposto.
Il fatto che il fastidio alla schiena sia diminuito o scomparso in alcuni momenti specifici (come dopo l'esercizio suggerito dal fisioterapista o durante il trattamento farmacologico) suggerisce una forte componente psicosomatica. Questo non significa che il dolore non sia reale - lo è assolutamente - ma che il meccanismo che lo mantiene potrebbe essere principalmente psicologico.
La comparsa di episodi maniacali in risposta sia al cortisone che alla Sertralina è un segnale clinico molto significativo. Questo pattern di risposta suggerisce una vulnerabilità del sistema di regolazione dell'umore che è tipica del disturbo bipolare. In questi casi, l'uso di antidepressivi da soli può essere problematico e potenzialmente destabilizzante.
La proposta di utilizzare il litio ha diversi punti a favore: è uno stabilizzatore dell'umore che ha dimostrato efficacia sia nel prevenire le oscillazioni dell'umore che nel ridurre i pensieri ossessivi. Inoltre, ha proprietà anti-suicidarie ben documentate e, cosa importante nel tuo caso, tende a causare meno problemi sulla sfera sessuale rispetto agli SSRI. Il litio richiede però controlli regolari dei livelli ematici e della funzionalità tiroidea e renale.
Per quanto riguarda la PSSD, è una condizione che sta ricevendo sempre maggiore attenzione scientifica. La tua esperienza di diminuzione della sensibilità e del piacere sessuale merita di essere presa sul serio e considerata nella scelta del trattamento.
Un approccio terapeutico completo potrebbe includere:
Terapia farmacologica con litio, iniziando con dosaggi bassi e monitorando attentamente la risposta
Terapia cognitivo-comportamentale specifica per il DOC, con particolare attenzione all'ERP
Tecniche di mindfulness e meditazione come supporto, ma non come unico trattamento
Eventuale graduale reintroduzione dell'attività fisica, ma con un approccio molto strutturato e supervisionato. Scoprire pure una spiritualità cristaina potrebbe darti delle grandi possibilità di guarigione...
La scelta di interrompere la relazione e l'attività fisica mostra una buona capacità di prendere decisioni difficili per il tuo benessere. Tuttavia, a lungo termine, l'obiettivo dovrebbe essere quello di poter riprendere le attività che ti davano piacere e soddisfazione, ma in modo più equilibrato e sano.
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