buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni che è sempre stato ansioso e che assume cipralex da esattamen

3 risposte
buongiorno, sono un ragazzo di 23 anni che è sempre stato ansioso e che assume cipralex da esattamente due anni oggi. Quando ho iniziato a prenderlo soffrivo di forti attacchi di panico, poi nel tempo sono diminuiti nettamente senza sparire completamente ma ok. In questi due anni però sono rimaste/emerse altre condizioni, ovvero la "paura" di stare male fisicamente unita all'emetofobia, che sono parecchio invalidanti nel mio caso. La mia domanda è, in queste condizioni e in generale il cipralex "funziona" ancora dopo 2 anni o è passatemi l'espressione, come mangiare una caramella?. Perchè io ho la percezione di non sentirne più l'efficacia; e soprattutto in che modo si può venirne fuori? Perchè il mio specialista mi ha consigliato un cambio di molecola passando alla duloxetina, però io vorrei provare senza farmaci ed insistere con la terapia COGNITIVO COMPORTAMNETALE ecc. Vi chiedo una mano perchè pur avendo appunto il mio specialista, e avendone sentito già un altro che invece mi ha consigliato la SERTRALINA, sono confuso e vorrei avere più opinioni possibili. vi ringrazio molto
Dott. Giuseppe Tamborini
Psichiatra, Psicoterapeuta
Lecce
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Capisco il dubbio e la fatica che può nascere quando, dopo un primo trattamento farmacologico con un miglioramento solo parziale, vengono proposte molecole differenti. È una situazione in realtà molto comune nella realtà clinica. Non esiste un unico farmaco “giusto” per tutti: ogni persona può rispondere in modo diverso alle diverse molecole. Oggi disponiamo di numerosi antidepressivi efficaci e ben studiati. Le linee guida internazionali indicano come trattamenti di prima linea dei disturbi d’ansia gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, come l’escitalopram e la sertralina) e gli SNRI (inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina, come la duloxetina). Gli SSRI vengono generalmente considerati la scelta iniziale più comune mentre gli SNRI sono anch’essi classificati come prima linea ma spesso utilizzati quando gli SSRI non sono efficaci o ben tollerati, in presenza di specifiche comorbidità (ad esempio dolore cronico), oppure in base alla valutazione clinica individuale. Questo significa che, se una prima molecola ha dato solo un beneficio parziale, il cambio di farmaco non rappresenta un fallimento, ma un normale aggiustamento terapeutico basato sull’esperienza clinica e sulle evidenze scientifiche. La psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), è un trattamento efficace per molti disturbi d’ansia, sia da sola sia in associazione ai farmaci. La farmacoterapia non sostituisce il lavoro psicologico: può piuttosto ridurre il livello di allarme, permettendo un lavoro maggiormente efficace nella psicoterapia.
La relazione di fiducia con lo specialista è parte integrante della cura. È pertanto opportuno che riferisca liberamente eventuali dubbi o preferenze rispetto alle diverse opzioni terapeutiche, incluse la terapia farmacologica e la psicoterapia, allo specialista di riferimento al fine di consentire una valutazione condivisa e clinicamente appropriata delle scelte di trattamento.
Buongiorno, è possibile che magari il cipralex non copra tutti i sintomi. T
I farmaci che ha elencato, pur essendo simili tra loro come indicazioni e meccanismo d'azione, hanno delle differenze che li rendono più o meno appropriati in condizioni diverse.
Per poter indicare quale molecola potrebbe essere più utile nel suo caso, servirebbe una valutazione più approfondita.
Buona giornata.

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