Buongiorno sono Angelo ho 58 anni della provincia di Monza e Brianza ,e dopo 4 mesi di c.v. con 2 te
Buongiorno sono Angelo ho 58 anni della provincia di Monza e Brianza ,e dopo 4 mesi di c.v. con 2 tentativi andati a male mi hanno messo il lista per intervento laser turp solo che la lista di aattesa è di un anno volevo sapere se conoscete strutture pubbliche con lista più corta. E cosa può succedere avendo il c. v. per un periodo così lungo considerando che ho già fatto un'infezione al testicolo e mi è venuto l'acido urico cosa di cui non soffrivo prima. Grazie mille.
2 risposte
Il catetere va mantenuto ben pulito e cambiato periodicamente, altrimenti favorisce le infezioni. SUlla questione delle liste, tutte le strutture pubbliche hanno i medesimi problemi, ma se la questione diventa urgente ha diritto a farla risolvere in intramoenia a carico del SSN. L'aumento dell'acido urico circolante non ha nulla a che fare con il catetere, ma è una quesitone dismetabolica che va definita e poi trattata adeguatamente: se è comparsa solo solo, significa solo che il suo equilbrio metabolico presentava problemi che sono peggiorati e che sono anche alla base dei suoi problemi infiammatori pelvico-prostatici.
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Buonasera Angelo, capisco bene la sua preoccupazione. Purtroppo le liste di attesa per interventi di prostata nel sistema pubblico possono arrivare anche a molti mesi, soprattutto quando l’intervento è programmato e non urgente. In Lombardia ci sono diversi centri pubblici o convenzionati che eseguono chirurgia prostatica endoscopica o laser (TURP, HoLEP, ThuLEP), che sono tecniche mini-invasive per trattare l’ipertrofia prostatica. Tenere il catetere vescicale per un periodo lungo, come nel suo caso, purtroppo può comportare alcuni fastidi o complicazioni. La presenza del catetere per molti mesi può favorire infezioni urinarie, irritazione della vescica e talvolta anche infezioni che possono estendersi ai testicoli o all’epididimo, come probabilmente è già successo a lei. Inoltre il catetere può facilitare la formazione di sedimenti urinari o calcoli e alterare un po’ la composizione delle urine, per cui non è raro che compaiano anche valori alterati negli esami, come ad esempio l’acido urico. Detto questo, molte persone rimangono con il catetere anche per periodi prolungati in attesa dell’intervento, purché venga gestito correttamente e controllato nel tempo. È importante fare controlli periodici delle urine, monitorare eventuali segni di infezione (febbre, bruciore, urine torbide o maleodoranti) e mantenere una buona idratazione. Quindi sì, il catetere a lungo termine può dare qualche problema, ma con controlli regolari e una buona gestione si può generalmente arrivare all’intervento senza complicazioni importanti. Se però le infezioni dovessero diventare frequenti, è sempre opportuno segnalarlo all’urologo perché potrebbe valutare una priorità maggiore per l’intervento.
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