Buongiorno ho 55 anni ho una Ipb da qualche anno ,il valore del PSA è sempre stato intorno ai 3.5/4.

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Buongiorno ho 55 anni ho una Ipb da qualche anno ,il valore del PSA è sempre stato intorno ai 3.5/4.0 l'anno scorso a maggio dopo rmn con pirads 3 eseguo biopsia prostatica fusion con risultato ASAP ,ripeto rmn a 6 mesi stesso risultato pirads 3 ,riescono biopsia fusion risultato negativa ,il psa però dopo la prima biopsia è salito a 7 .50 e cosi è adesso dopo la seconda biopsia a 3 mesi di distanza , chiedo se è normale o può essere un falso negativo il risultato,prendo peaprostil e xatral da qualche anno .Grazie per la risposta
Dott. Simone Morra
Urologo, Andrologo, Chirurgo
Napoli
Buongiorno,
la situazione che descrive è complessa ma non rara nella pratica clinica, quindi cerchiamo di analizzarla con calma.
Lei parte da una storia di ipertrofia prostatica benigna con PSA storicamente intorno a 3,5–4 ng/mL. La risonanza multiparametrica ha evidenziato una lesione PIRADS 3, cioè una categoria intermedia, di dubbio significato clinico. La prima biopsia fusion ha dato esito di ASAP (atypical small acinar proliferation), che non è un tumore ma una proliferazione ghiandolare sospetta che richiede necessariamente un nuovo campionamento. La seconda biopsia fusion, ripetuta correttamente, è risultata negativa. Questo è un elemento importante.
Per quanto riguarda il PSA salito a 7,5 dopo la prima biopsia e rimasto su quel valore anche dopo la seconda, è bene sapere che la biopsia prostatica può determinare un aumento del PSA anche significativo. In genere l’incremento dura alcune settimane, ma in alcune situazioni, soprattutto se la prostata è voluminosa o infiammata, il valore può rimanere elevato più a lungo. Inoltre, due biopsie ravvicinate possono aver alimentato una componente infiammatoria persistente che mantiene il PSA alto.
Un altro elemento da considerare è il volume prostatico. Se la prostata è aumentata di dimensioni, il PSA può salire per motivi puramente volumetrici. In questi casi è molto utile valutare la densità del PSA (rapporto PSA/volume prostatico), che spesso è più indicativa del solo valore assoluto.
Venendo alla sua domanda sul “falso negativo”: nessuna biopsia ha una sensibilità del 100%, ma la biopsia fusion su lesione PIRADS 3 riduce significativamente il rischio di errore di campionamento. Inoltre, una seconda biopsia negativa dopo un precedente ASAP è un dato rassicurante. Le lesioni PIRADS 3 hanno una probabilità relativamente bassa di tumore clinicamente significativo, molto inferiore rispetto a PIRADS 4 o 5.
In questo momento la questione centrale non è tanto il numero 7,5 in sé, ma capire:
- se il PSA è stabile o in ulteriore crescita,
- qual è il volume prostatico,
- se esistono segni di prostatite,
- quale sia la densità del PSA.
La terapia con Xatral (alfuzosina) non modifica il PSA. Peaprostil non ha un impatto clinicamente rilevante sul valore del PSA.
Il passo più corretto ora è una rivalutazione urologica con PSA ripetuto a distanza di qualche settimana, possibilmente associando anche indici aggiuntivi come PHI o 4Kscore, se ritenuto opportuno, e una valutazione attenta del volume prostatico. In molti casi, dopo biopsie ripetute, si opta per un monitoraggio attivo piuttosto che per ulteriori campionamenti immediati, salvo variazioni significative.
In sintesi, l’aumento del PSA dopo due biopsie può essere spiegabile e la doppia negatività istologica, dopo un ASAP iniziale, è un elemento rassicurante. Non parlerei automaticamente di falso negativo, ma di una situazione che va monitorata con metodo e serenità.
Cordiali Saluti

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