Buongiorno, scrivo per mio padre 74 anni. Tre mesi fa ha avuto un infarto con 3 angioplastiche e ste

1 risposte
Buongiorno, scrivo per mio padre 74 anni. Tre mesi fa ha avuto un infarto con 3 angioplastiche e stent medicati. Da quel momento ha avuto diverse problematiche a partire da una prostatite (curata per 10 gg con antibiotico levoxacin e topster supposte), una infezione dentale (curata con 6 giorni di antibiotico augmentin) e ora nuovamente sembra un inizio di prostatite, con febbre che l'urologo tratta dai sintomi iniziali con antibiotico bactrim forte, da tre giorni. La febbre un po' continua, come i fastidi alla minzione e la stitichezza. Soffre di ipertensione e sembra che la terapia per ora non funzioni perché durante la giornata è regolare, con qualche momento di massima alta fino 150/160. Ma nel primo mattino è anche più elevata, è arrivata 182. La scorsa notte ha avuto un picco di 200/100 con tantissima debolezza che lo ha portato a stendersi sul pavimento, con tantissima nausea. Ha sempre la nausea, continue eruttazioni e senso di pesantezza, lingua bianca. Quello che vi chiedo è se questo senso di estrema debolezza, tanta nausea e pesantezza potrebbe dipendere dal tantissimi medicinali che prende (Metformina per il diabete, preterax, procaptan, cardioaspirina, brilique, norvasc, Torvast, Terafluss e ora anche bactrim forte). Vi scrivo perché è molto sconfortato, il cardiologo dovrebbe rivedere la terapia, ma in più alla pressione ha questa nausea fissa, non appetito, mangia pochissimo, debolezza. Il 4 ha fatto il pzifer e lunedì dovrebbe avere il richiamo. Non so nemmeno se è opportuno. Mi potreste dare qualche indicazione o consigli? Perché queste continue prostatiti? Perché questa nausea? Perché questa tanta debolezza?
Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Il quadro cardiocoronarico è decisamente problematico e la terapia per esso decisamente impegnativa e quindi ogni altra terapia deve essere attentamente valutata e giustificata con molta cura (per esempio per la prostatite non era e non è il caso del cortisone o topster e gli antibiotici vanno impiegati solo se strettamente necessari e indicati da una coltura del secreto prostatico estratto) per evitare il sovraccarico e lo sfibramento complessivo. Il diabete certamente non aiuta e probabilmente andrebbe anche un poco ripensata la terapia cardiovascolare per renderla "meno invadente", agendo più sullo stile di vita e di nutrizione. Peraltro se questi ultimi due fattori non sono stati modificati a poco servono le terapie farmacologiche. La questione pelvico-prostatica va certamente valutata più a fondo ed inquadrata nella situazione complessiva. Compito non semplice e che richiede un ampio dialogo tra gli specialisti ed un medico che poi coordini il tutto. Il vaccino in seconda dose non dovrebbe dare problemi, ma abbiate la massima attenzione.

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