Buongiorno, Mi sono permessa di scrivere perché temo che ciò che mi sia accaduto possa rientrare ne
Buongiorno, Mi sono permessa di scrivere perché temo che ciò che mi sia accaduto possa rientrare nella violenza psicologica, e chiedevo una conferma. Ho 27 anni e da poco ho deciso di condividere momenti intimi con un uomo scapolo sulla quarantina, con cui da qualche tempo sono in confidenza: lo conosco da anni e, così credevo, c'era sempre stata stima e interesse reciproco, a tal punto da indurmi di recente a vivere delle esperienze sessuali con lui (in maniera condivisa). Nonostante in un primo periodo si fosse mostrato sempre premuroso e attento alle mie esigenze (personali soprattutto), di recente ha avuto un cambiamento che mi ha destabilizzata. Questo cambiamento è avvenuto per gradi. In uno dei nostri incontri, gli avevo sottolineato da parte mia il desiderio di non ricevere insulti offensivi nell'intimità, in seguito ad alcune sue esternazioni: lui non ha rispettato questa mia richiesta, procedendo ad offendermi ulteriormente per non poterlo soddisfare come si aspettava. Abbiamo avuto una discussione, ma ho pensato che sarebbe stata risolta presto. Le reazioni sono peggiorate quando gli avevo chiesto se avesse riflettuto sull'accaduto: da quel momento ha smesso di chiamarmi, in una specie di silenzio punitivo, per poi iniziare poco dopo a blandirmi con parole gentili per cercare di attirarmi (cosa che rifiutavo), alternate ad insulti e umiliazioni su quanto io sia stupida e inutile, per non riuscire a venire incontro alle sue aspettative. Sono stata definita in maniera volgare come una "specie di prostituta", sentendomi dire che la mia sola capacità e il mio unico fine sono quelli di soddisfarlo quando lo desidera, e che non dovrei avere pretese. Mi aveva chiesto anche foto intime che gli ho negato, da fare "al bisogno". I commenti sulla mia inutilità e stupidità sono proseguiti anche durante semplici telefonate, nelle quali spesso il suo tono era aggressivo, e ho voluto così comunicare di voler prendere le distanze. Ho motivato la mia scelta con il fatto di non sentirmi rispettata, e mi sono sentita dire che sono infantile ed immatura, con annessi i soliti commenti umilianti su quanto io valga poco. Non ho mai ricevuto stalking o minacce da questa persona, però sto soffrendo e mi sento annichilita. Ieri sera c'è stata di nuovo una discussione, e mi sono sentita dire che dovrei "crescere" perché non ho accettato di essere trattata in questo modo. Sono stata molto male per questi comportamenti, oltre che per la loro improvvisa insorgenza, soprattutto perché credo che anche in un rapporto fondato sul piacere reciproco debba esserci rispetto e gratitudine per ciò che si vive e si riceve. Forse sono io a sbagliare a credere questo? Possibile che alcune persone ritengano davvero che avere un rapporto senza impegno con una donna significhi poterla umiliare e considerare alla stregua di un giocattolo? Sono molto destabilizzata e purtroppo fatico a parlare di questa esperienza perché avverto forte senso di vergogna. Oltre a chiudere le comunicazioni, cosa posso fare per sentirmi meglio? Mi fidavo di questa persona anche per la delicatezza con cui si rivolgeva a me inizialmente, e non capisco tutto questo.
25 risposte
Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione riportata. Purtroppo i tentativi di soluzione messi in atto finora non hanno condotto ai risultati sperati. Credo che possa essere per lei utile un consulto psicologico al fine di esplorare ulteriori strategie da poter mettere in atto e soprattutto cercare il significato di alcuni eventi accaduti. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL
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Salve, mi spiace per la situazione che sta vivendo. Sono d’accordo con il collega, credo che in questo momento lei debba concentrarsi di più su se stessa. Ha pensato a un consulto psicologico? Buona giornata. Dott. Fiori
Gentile utente, mi dispiace molto per la situazione che sta vivendo e comprendo il suo disagio. Sicuramente un consulto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere questi suoi vissuti, in un ambiente sicuro e protetto in cui può sentirsi libera di esprimersi. Se vuole, rimango a disposizione anche online. Saluti, Dott.ssa Giulia Liorni
Buonasera, mi dispiace per la situazione che sta affrontando, immagino quanto sia difficile vedere questa persona (di cui si fidava e che conosce da anni) parlarle in questo modo. Potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico, in modo da rielaborare i suoi vissuti emotivi alla luce di quanto sta accadendo. Se vuole sono a disposizione, anche online. Un saluto Dott.ssa Virginia Palombi
Salve. Non c'è nulla di sbagliato, né di infantile nel chiedere rispetto. Poiché questa situazione l'ha messa in crisi, valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa stimolare la fiducia in sé per chiarire cosa vuole in futuro. Distinti saluti
Gent.ma, può chiudere il rapporto, lasciarsi alle spalle questa esperienza e la persona con cui l’ha vissuta. Se invece si trova in conflitto con sé stessa, se non riesce a sciogliere questo legame perché si sente nonostante tutto attratta per diverse ragioni da queste esperienze, se sente di voler vivere meglio la sua vita affettiva e di relazione, se teme che simili situazioni dolorose si possano ripetere uguali in futuro con altri rapporti sentimentali, allora potrebbe chiedere una consultazione per capire meglio la sua situazione e valutare un eventuale lavoro psicoterapeutico. SG
Buongiorno, ciò che è importante è come lei si è sentita: violata psicologicamente. Questo è quello che lei sente e deve essere terribile. Quanto lei chiede per sé stessa, ovvero rispetto, rientra nella cura e nella protezione di sé. Può, se lo desidera, condividere quanto vissuto in uno spazio sicuro di condivisione in modo da trasformare e modificare il senso di vergogna in una risorsa utile al suo benessere. Rimango a disposizione, un caro saluto
Buongiorno, capisco il suo stato d'animo rispetto al suo vissuto e credo sia importante per lei comprendere e rispettare le sue emozioni. Un rapporto di coppia dovrebbe essere basato sul rispetto reciproco e questo suo non non sentirsi rispettata la fa soffrire. Credo sia utile per lei intraprendere un percorso che l'aiuti chiarire e poter liberamente decidere se continuare o meno la relazione intrapresa. Sono disponibile ad un consulto online. Un cordiale Saluto Dr.ssa Lucia Ciarini
Salve, penso che possa essere utile ritagliarsi uno spazio per sé in modo da poter ridare energia alle aree che sono state in qualche modo svalutate sentendosi dire per lungo tempo le cose spiacevoli che ha qui sopra riportato e che in qualche modo hanno impattato su di lei. Cordialmente, dott.ssa Vigani Viola
Buongiorno La situazione le è chiara ma il vissuto non è facile da gestire, si prenda cura di se e si faccia aiutare rivolgendosi ad un psicoterapeuta. Saluti
Salve, mi dispiace molto per il disagio espresso e comprendo quanto possa essere difficile per lei questo momento. Valuti la possibilità di ritagliarsi uno suo spazio d’ascolto, avviando un percorso psicologico che possa esserle di supporto e che la aiuti nell’elaborazione dei suoi vissuti emotivi. Cordialmente, Dott.ssa FM
Gentile utente, convivere con questo senso di umiliazione e vergogna dev'essere davvero doloroso per lei. La sua richiesta di essere rispettata non ha nulla di stupido o infantile, e mi dispiace che aver avuto il coraggio di esternare questa necessità la faccia sentire in qualche modo sbagliata. Ogni relazione può assumere la forma che i suoi componenti - di comune accordo - le vogliono dare, e anche uno scambio puramente sessuale deve essere sano e benefico per entrambi. Le auguro di riuscire ad amarsi abbastanza da riconoscersi sempre i propri diritti, senza per questo sentirsi sbagliata. Dott.ssa Jessica Maranza
Buonasera, mi dispiace profondamente per l'esperienza che ha vissuto e per le emozioni che prova. È stata molto forte e coraggiosa nel decidere di scrivere, ritagliarsi uno spazio, cercare di uscire dal senso di vergogna, che purtroppo molto spesso si prova in situazioni di questo tipo. Lei non ha fatto assolutamente nulla di male o di sbagliato, non ha colpa di nulla né niente per cui vergognarsi. Vivere un'esperienza di aggressioni verbali e psicologiche, svalutazioni ed umiliazioni come è successo a lei, può lasciare svuotate e tristi, tradite e giustamente ferite e arrabbiate. Lei ha riconosciuto il disagio che stava provando, riuscendo ad esprimerlo e a prendere le distanze da questo uomo. Ha fatto la scelta giusta, perché sì, assolutamente, qualsiasi rapporto con un altro essere umano deve essere sempre basato sul rispetto reciproco. Forse in questo momento così delicato, potrebbe esserle di aiuto rivolgersi ad una psicologa, per avere uno spazio di condivisione e sostegno. Se vuole, sono disponibile. Sono ambiti e tematiche di cui mi occupo da diverso tempo. Per qualsiasi necessità, sono qui. Un caro saluto, dott.ssa Alice Carbone
Buongiorno, non c'è dubbio che quando in una relazione ci si sente non rispettati e aggrediti l'unica cosa da fare sia, come lei dice, chiudere le comunicazioni. Purtroppo resta uno strascico, che è il dolore e la delusione, anche la vergogna, come se si fosse colpevoli. Ci si può sentire colpevoli di non aver capito prima che persona fosse e di essersi fatti lusingare da tante attenzioni... Credo che lei debba essere fiera di essersi sottratta, per nulla scontato. Le sue emozioni e sensazioni valgono e sono la sua bussola. Se si accorge che non riesca a superare l'accaduto o che influisce troppo negativamente sulle sue nuive relazioni può chiedere l'aiuto di uno psicologo. Le auguro buoni incontri. Dott.ssa Franca Vocaturi
Buonasera, mi dispiace per la delusione e la vergogna che lei si porta dietro dopo questa relazione. Ha avuto molto coraggio nel chiudere con quest'uomo da cui si sentiva umiliata e a richiedere un aiuto qui. Credo che sia importante capire, attraverso un percorso di psicoterapia, che tipo di dinamiche si sono attivate con questa persona ed elaborare questi vissuti che lei descrive in maniera molto dettagliata. Buon percorso! Dott.ssa Elisa Lai
Salve, la ringrazio innanzitutto per aver voluto condividere con un professionista la sua situazione. Ciò che sta vivendo è senz’altro difficile e sarebbe auspicabile valutare uno spazio di riflessione in cui valutare se e in che modo questa relazione la appaghi, considerato quanto gli atteggiamenti dell’altra persona possano definirsi irrispettosi e, da come li descrive, lesivi. Ha agito correttamente facendo presente il suo bisogno di rispetto, riconoscendo il disagio che stava provando e la matrice da cui scaturiva. Ogni relazione deve necessariamente basarsi sul reciproco rispetto e, quando questo patto non è rispettato, è utile capire se farla proseguire o meno. Resto a disposizione. Le auguro una buona giornata! Dott. Greco
Buonasera. Mi dispiace per la situazione che sta vivendo, immagino sia molto difficile convivere con queste sensazioni così forti. Ha agito nel migliore dei modi portando fuori il suo sano bisogno di rispetto. Ogni relazione, di qualsiasi natura sia, non può prescindere dal rispetto reciproco e dalla sensazione di essere apprezzati. è stata molto coraggiosa a chiudere, perchè in queste situazione è sempre più difficile. Credo sia importante che ora si prenda cura di sè attraverso uno spazio di psicoterapia, in cui possa elaborare questi vissuti così difficili e quegli atteggiamenti che le hanno lasciato poca serenità. Cordialmente, dott.ssa Valentina Maccioni
Buongiorno, credo che sicuramente quello che lei ha vissuto è una forte mancanza di rispetto di lei come donna, dopo tutte le umiliazioni che ha subito le dico che ha preso già un'ottima decisione con il chiudere i rapporti con questa persona, relativamente alla sua domanda su cos'altro lei può fare sicuramente è accrescere la sua autostima e recuperare quella linfa vitale che sicuramente questa situazione spiacevole le ha ridotto, tanto da farla sentire annichilita. Merita di conoscersi e di farsi conoscere solo da persone che veramente dimostrano di volere il suo bene e che di conseguenza le porteranno il rispetto che merita. Se necessita ulteriori chiarimenti o vuole intraprendere questo percorso io sono a disposizione anche per colloqui online
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità la Sua esperienza, e posso solo immaginare quanto possa essere dolorosa e confusa. È chiaro che sta affrontando una situazione particolarmente difficile e destabilizzante, e riconoscere la sofferenza che avverte è un passo fondamentale verso la comprensione di sé e la ricerca di un supporto adeguato. Le dinamiche che descrive, caratterizzate da insulti e umiliazioni in un contesto che dovrebbe essere basato sul rispetto e sul piacere reciproco, sono preoccupanti e possono rientrare in una forma di violenza psicologica. È naturale sentirsi annichilita e confusa quando qualcuno a cui ci si è affidati inizia a comportarsi in modo aggressivo e umiliante, in particolare dopo aver mostrato premura e attenzione. Le emozioni di vergogna e smarrimento sono comuni in situazioni di questo tipo, e merita di trattare le Sue esperienze con gentilezza e comprensione. È fondamentale stabilire i contorni della Sua dignità e il rispetto per sé stessa in ogni relazione, che si tratti di intimità emotiva o fisica. Se sente che questa persona non sta rispettando questi limiti, è essenziale prendersi il tempo per allontanarsi da questa interazione tossica. In questo momento, potrebbe essere utile riflettere sul Suo valore e su ciò che desidera realmente in una relazione. Inoltre, considerare l’opportunità di parlarne con un professionista potrebbe offrirLe uno spazio sicuro per esplorare queste emozioni, aiutarLa ad elaborare quanto vissuto e supportarLa nel ritrovare il benessere. Non esiti a contattarmi per esplorare insieme le possibilità di supporto e rinascita dopo questa esperienza dolorosa. Cordialmente, Dottoressa Laura Lanocita
Gentilissima utente, grazie per aver condiviso questa tua esperienza. Credo che nell'intimità sessuale, occorra avere rispetto reciproco e se questo viene a mancare è bene prendere le dovute distanze, penso serva però possa essere d'aiuto un supporto psicologico per affrontare e superare le umiliazioni che hai ricevuto, e per non ritornare a cercare situazioni che ti riportino a queste umiliazioni. Sono profondamente dispiaciuto per l'esperienza che tu hai vissuto; Ti auguro di ritrovare la serenità e la dignità che meriti.
Grazie per il coraggio che hai avuto nel condividere un aspetto così intimo. Comprendo che tu possa provare vergogna. La vergogna è un’emozione che ha come obiettivo il nascondersi e questo purtroppo non aiuta nel ricevere sostegno, cosa che è utile che tu possa ora avere. Hai fatto quindi molto bene a scrivere qui. Di fatto tu non hai fatto nulla di male. Purtroppo non sempre la persona che si conosce nella fase del corteggiamento è poi la stessa che emerge nell’intimità sessuale. Sebbene nella sessualità non esistano regole se non quelle che vengono poste dalle due persone, da ciò che tu descrivi il confine è andato troppo oltre e il modo in cui tu hai reagito prima e agito dopo è rispettoso di te stessa. Hai comunicato il tuo disagio quando è emerso e hai chiesto ciò che qualsiasi rapporto rispettoso ha da portare con sè naturalmente. Può essere utile che tu possa parlarne con un professionista per elaborare ciò che è successo e lasciar andare il senso di vergogna e le emozioni che ti fanno sentire in questo momento destabilizzata. E magari anche comprendere che cosa ti ha portato a non cogliere dei segnali prima. Così da avere i giusti anticorpi per le prossime volte. Se lo desiderassi, sono disponibile anche online. Un caro saluto. Dott.ssa Simona Vanetti
Gentile paziente , mi dispiace molto per quello che ha dovuto subire . Lei non è sbagliata assolutamente. Anzi, appare come una giovane donna molto in gamba . Dal suo modo di comunicare si denotano tutta una serie di risorse importanti da parte sua che potrebbero essere assolutamente importanti per un percorso di crescita personale . Nella propria intimità, bisogna sentirsi assolutamente a proprio agio e se questo non sta avvenendo come dice, allora fa benissimo a comunicarlo . Non pensi che la differenza d'età possa giustificare determinati comportamenti da parte del suo partner . Le sue parole dimostrano una grande maturità nonostante la sua giovane età . In una coppia si parla e l'altro, se prova sentimenti, sente la responsabilità di prendersi cura della persona che ha accanto .Se questo non avviene, non va bene . Le suggerisco di prendersi cura di sè e di trovare uno spazio di crescita personale in cui poter parlare di come si sente . Perchè le sue emozioni sono importanti e merita una persona che accolga lei e le sue sensazioni . Credo lei abbia bisogno di elaborare la sostanziale differenza tra come la persona si mostra nel pubblico e come nel privato . L'incontro con l'altro spesso può essere difficile perchè poi nella vita intima si giocano tutta una serie di dinamiche che gettano luce su come la persona è . Si faccia supportare in questo percorso di consapevolezza Io sono a disposizione anche online Buone cose
Gentile utente, la ringrazio per questa apertura, che denota numerosi punti di forza: lei si rende già conto di cosa vorrebbe in una relazione di intimità; riesce anche a scandire ciò che le fa male e perché; riesce a vedere cosa le sta lasciando questa relazione, senza illudersi né cedere a questi ricatti. Nello specifico, a mio avviso, si tratta proprio di violenza: la rabbia è un'emozione preziosa, che permette di stabilire nuovi confini nelle relazioni; invece l'aggressività e la violenza, portano alla distruzione delle persone, oggetti o simili. Inoltre visto che le nostre esperienze sono soggettive, può capitare che una manifestazione di rabbia venga interpretata da una persona come aggressiva ma nel momento del confronto, la disponibilità ad accogliere l'altro permette la crescita delle parti coinvolte. Visto ciò che racconta, mi permetto di augurarle un percorso di terapia, che le consentirebbe di affrontare più agevolmente questa fase delicata per riuscire a sentirsi più capace di selezionare le persone e tutelarsi al meglio. Insulti, umiliazioni e “silenzi punitivi” rientrano nell’abuso psicologico e sarebbero deleteri per chiunque. Le esperienze relazionali negative capitano a tutti, ciò che conta è di riuscire a trarre saggezza da esse.
non sei tu quella "sbagliata" e non sei affatto infantile. Quello che hai descritto non è solo un "cambiamento caratteriale", ma un catalogo preciso di dinamiche di violenza psicologica e abuso verbale. Hai avuto il coraggio di dare un nome a ciò che senti e questo è il primo, fondamentale passo per riprenderti la tua dignità. Vorresti che approfondissimo insieme la questione per capire come uscirne? Se vuoi posso accompagnarti in questo percorso
Salve, da ciò che racconta emerge una sofferenza molto comprensibile e, prima di tutto, credo sia importante riconoscere che il suo disagio non nasce soltanto da ciò che è accaduto, ma anche dal forte contrasto tra l'immagine che aveva costruito di questa persona e i comportamenti che si è trovata improvvisamente a subire. Quando ci fidiamo di qualcuno, quando percepiamo rispetto, attenzione e premura, tendiamo naturalmente ad abbassare le difese. Per questo motivo l'impatto emotivo di un cambiamento così marcato può essere particolarmente destabilizzante. Leggendo le sue parole colpisce il fatto che lei abbia espresso con chiarezza un limite personale molto specifico, cioè il desiderio di non ricevere insulti offensivi durante l'intimità. Questo limite, da quanto scrive, non solo non è stato rispettato, ma è stato seguito da ulteriori umiliazioni. Successivamente sembrano essersi alternati momenti di apparente gentilezza e tentativi di riavvicinamento a momenti di svalutazione, insulti e giudizi denigratori sulla sua persona. Da un punto di vista psicologico, più che cercare immediatamente un'etichetta definitiva per descrivere ciò che è successo, può essere utile osservare gli effetti concreti che questi comportamenti hanno avuto su di lei. Lei racconta di sentirsi annichilita, confusa, vergognata e di mettere in dubbio perfino convinzioni che prima considerava naturali, come il diritto a essere rispettata anche all'interno di una relazione non impegnativa. Questo aspetto è particolarmente significativo. Quando una persona arriva a chiedersi se sia sbagliato pretendere rispetto, dopo essere stata ripetutamente insultata e svalutata, significa che qualcosa ha iniziato a incrinare la fiducia nel proprio giudizio e nel proprio valore personale. Non è necessariamente una prova di una specifica forma di violenza psicologica, ma certamente è un segnale che la relazione ha avuto un impatto molto negativo sul suo benessere emotivo. Un elemento che mi sembra importante sottolineare è che il fatto di avere una relazione basata prevalentemente sulla dimensione sessuale non implica affatto la rinuncia alla dignità, ai confini personali o al rispetto reciproco. Sono aspetti che dovrebbero rimanere presenti in qualsiasi tipo di rapporto umano. Il consenso a vivere un'intimità non equivale al consenso a essere insultati, umiliati o trattati come un oggetto. Dal racconto emerge anche un altro aspetto che merita attenzione. Lei continua a interrogarsi sul perché questa persona si sia trasformata così improvvisamente. È una domanda comprensibile, perché la mente tende a cercare spiegazioni quando qualcosa appare incoerente o inspiegabile. Tuttavia, spesso si rischia di rimanere intrappolati nella ricerca di una risposta che forse non arriverà mai in modo soddisfacente. In molti casi il problema non è comprendere perfettamente le motivazioni dell'altro, ma comprendere che effetto quei comportamenti hanno avuto su di noi e perché ci abbiano colpito così profondamente. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe interessante esplorare non soltanto ciò che lui ha fatto, ma anche i pensieri che oggi la accompagnano. Ad esempio il senso di vergogna che descrive, il dubbio di aver sbagliato qualcosa, il bisogno di capire ogni dettaglio della situazione prima di riuscire a lasciarla andare. Molto spesso la sofferenza si mantiene non soltanto per l'evento accaduto, ma per il modo in cui la mente continua a elaborarlo e a cercare di attribuirgli un significato. Mi sembra che lei abbia già compiuto un passo molto importante decidendo di prendere le distanze e di interrompere le comunicazioni. Non è una scelta semplice quando si è investito emotivamente in una persona di cui ci si fidava. Allo stesso tempo, però, potrebbe essere utile concedersi il diritto di riconoscere che il dolore che prova è reale e merita attenzione, senza minimizzarlo e senza giudicarsi per aver creduto inizialmente alla bontà di quella relazione. Se questa esperienza continua a lasciarle un senso di confusione, vergogna o sfiducia verso se stessa, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico. Non tanto per ottenere una sentenza definitiva su chi abbia avuto torto o ragione, quanto per comprendere meglio quali bisogni, aspettative e modalità relazionali siano stati coinvolti in questa vicenda. A volte il lavoro più prezioso consiste proprio nel recuperare fiducia nelle proprie percezioni e nella propria capacità di riconoscere ciò che è accettabile da ciò che non lo è. Da ciò che scrive, non vedo una persona immatura o infantile. Vedo piuttosto una persona che ha chiesto rispetto, che ha cercato il dialogo, che ha provato a capire e che ora sta cercando di dare un senso a un'esperienza che l'ha ferita profondamente. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

















