Buongiorno, in caso di celiachia, intolleranza al lattosio e sensibilità al nichel quali farine rim

10 risposte
Buongiorno,
in caso di celiachia, intolleranza al lattosio e sensibilità al nichel quali farine rimangono sicure? Quali discutibili o da evitare assolutamente?
Dott.ssa Francesca Altavilla
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Lecce
Buonasera, può prendere la farina di riso e anche quella di amaranto, quinoa e sorgo che sono naturalmente senza glutine e a basso contenuto di nichel.

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Dott. Michele Murgia
Biologo nutrizionista, Nutrizionista, Tecnico radiologo
Sassari
Buongiorno a lei, In caso di celiachia, intolleranza al lattosio e sensibilità al nichel, le farine generalmente più sicure sono quelle naturalmente senza glutine, prive di lattosio e con basso contenuto di nichel.
Tra queste rientrano la farina di riso, la farina di mais, la farina di tapioca o manioca, la fecola di patate e la farina di sorgo. È consigliabile scegliere sempre prodotti certificati senza glutine ed evitare le versioni integrali, poiché più ricche di nichel.
Dott. Antonio Molinari
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Campagna
Farina di riso ,fecola di patate, farina di tapioca, quelle più sicure.
Farina di grano saraceno, sorgo e miglio, da valutare in base alla personale sensibilità

Da evitare: farina di grano, di legumi, di castagne.
Dott.ssa Elisa Giussani
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Caronno Pertusella
Buongiorno, le faccio un rapido riepilogo:
SÌ (senza glutine e a basso nichel)
- Riso bianco
- Patate / fecola
- Tapioca
- Amido di mais
DIPENDE (dipende dalla tolleranza individuale, contengono quantità variabili di nichel)
- Mais
- Sorgo
- Teff
- Castagne
NO (nichel alto)
- Grano saraceno
- Avena
- Legumi
- Quinoa, miglio, amaranto
- Tutte le farine integrali
Le tabelle del nichel non sono standardizzate: la dieta va sempre adattata alla soglia personale.
Dott.ssa Eleonora Bruno
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Gaeta
Buongiorno,
in presenza di celiachia + intolleranza al lattosio + sensibilità al nichel, la scelta delle farine non può essere generalizzata.

Alcune farine senza glutine sono tecnicamente sicure, ma ricche di nichel o altamente fermentabili, quindi mal tollerate.
Altre risultano più digeribili solo se usate con criterio, per tipo, quantità e frequenza.

È fondamentale distinguere:
• farine sicure ma da modulare
• farine discutibili
• farine da evitare nelle fasi attive
Una valutazione nutrizionale personalizzata consente di evitare esclusioni inutili e ridurre i sintomi in modo efficace.
Un caro saluto.
Dott.ssa Roberta Altomare
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Carini
salve il riso va benissimo sotto forma di chicchi, pasta, spaghetti o farina. Le altre (quinoa, amaranto, saraceno, mais) contengono nichel quindi meglio non consumarle quotidianamente
Dott.ssa Francesca Cozzolino
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Napoli
Buonasera, la farina di riso su tutte, ma anche manioca
Dott.ssa Elisa Rota
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Ferrara
Salve, per intolleranza al glutine scelga solo farine certificate "Gluten Free". Solitamente non ci sono tracce di lattosio nelle farine, fatta eccezione per quelle aromatizzate, ma può controllare in etichetta se è presente o no il lattosio. Per il nichel la situazione è diversa, dipende dalla sua "tolleranza alla dose", per sicurezza può evitare farine di legumi, castagne e carrube. Mi auguro che queste indicazioni la possano aiutare.
Dott. Luca D'Angelo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Flero
Buongiorno, in caso di celiachia, intolleranza al lattosio e sensibilità al nichel, le farine sicure sono quelle naturalmente prive di glutine e a basso contenuto di nichel, come riso, mais, tapioca, sorgo e amaranto. Farine di avena certificata senza glutine possono essere tollerate se non ci sono problemi con avena stessa, mentre farine di grano, orzo, segale, farro o kamut sono da evitare assolutamente per la celiachia. Alcune farine integrali o di legumi (lenticchia, ceci, soia) possono contenere nichel elevato e vanno valutate con cautela. Per costruire una dieta equilibrata e sicura, le consiglio una visita nutrizionale, online o in studio.
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
la farina che in genere resta più prudente da usare è la farina di riso, purché sia certificata senza glutine, perché il riso è tra i cereali permessi nella celiachia e, nelle diete a basso nichel, i cereali raffinati sono di solito più gestibili rispetto a integrali, legumi e frutta secca.

Per il lattosio, invece, il punto critico non è tanto la farina semplice in sé, quanto i mix e i preparati commerciali, perché alcuni prodotti senza glutine possono contenere ingredienti del latte, mentre altri sono esplicitamente dichiarati senza lattosio.

Come base più sicura partirei da farina di riso e da miscele molto semplici, con pochi ingredienti e senza derivati del latte in etichetta, controllando sempre la dicitura "senza glutine”.
Le farine che definirei più discutibili sono quelle che vanno bene per la celiachia ma non sempre sono le più comode con la sensibilità al nichel, cioè mais, quinoa, amaranto, sorgo, teff e in generale vari pseudocereali o miscele alternative: sul fronte glutine possono essere consentiti, ma sul fronte nichel la tolleranza è più individuale e le indicazioni non sono sempre uniformi.

Se la sensibilità al nichel dà sintomi, in una fase iniziale eviterei anche farine integrali, farine di soia e di legumi, farine di frutta secca, avena, miglio e grano saraceno, perché molte fonti sulle diete a basso nichel le collocano tra gli alimenti con contenuto più alto o comunque più problematici.

Sull’avena c’è anche un’ulteriore cautela: per il celiaco è ammessa solo se certificata senza glutine e in condizioni specifiche di remissione clinica, quindi nel suo caso non la considererei una scelta di partenza.

La vera difficoltà è il nichel, perché non esiste una dieta completamente priva di nichel e il contenuto degli alimenti può variare anche in base alla provenienza; per questo conviene ragionare per tolleranza personale, sintomi e prove pratiche, invece che per divieti assoluti su tutto.

Un cordiale Saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo Nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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