Buongiorno ho 43 anni soffro di prostatite cronica abatterica. Tutto iniziato tre anni con prostatoc
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Buongiorno ho 43 anni soffro di prostatite cronica abatterica. Tutto iniziato tre anni con prostatocistite con ematuria con inserimento catetere. Ok questi due anni fatto tran rettale, citoscopia, uroflussimetria, tampone uretrale, spermiogramma e spermiocultura e tutte le altre analisi annesse. Risultato tutto negativo, prostata nei limiti. Cmq terapia antibiotica e cortisone con integratore permixon. Due anni per risolvere questo problema nulla. Anno scorso ho fatto le onde d'urto e si è decongestionata. Quest' anno dopo aver iniziato a correre sul tapis roulant è successo che dopo un rapporto dove l eiaculazione era nella norma è incominciato ad uscire altro sperma ma pieno di sangue tutto post eiaculazione, fortunatamente senza ostruzione del flusso urinario. Si ricomincia con l antibiotico e cortisone ed ovviamente astinenza per evitare altro sangue che ostruisca le vie urinarie ed in più fisioterapia per pavimento pelvico. Sono in astinenza da due mesi per questo, adesso rimango con un forte dolore all inguine continuo, sparisce solo quando sono sdraiato. Altro andrologo ed urologo ( sono all' undicesimo) , terapia con cortisone. Tutte le terapie non sono andate a buon fine. Si inizia con un buon risultato e Poi quella è la cura ma tutto rimane come prima e non si sanno spiegare come possa succedere. Alla fine vengo cmq sbolognato per mancanza di efficienza sui risultati. Sto facendo Nuoto in questo momento. La minzione va benissimo, nella defecazione esce molto liquido opalescente. Attualmente Levoxacin e cortisone ,+ permixon. Sto pensando che forse vada tolta? Non ne ho idea. Alimentazione buona , non bevo ,non fumo e mi permetto un mini caffè la mattina. Il resto tutto nella norma. Chi può aiutarmi? Ho un fascicolo di analisi ma dopo tre anni sono da punto a Capo. Grazie
Lascia molto perplessi il suo report relativo alla totale negatività degli esami a fronte del suo quadro e della terapia successiva che, su quanto affermato, non aveva e non ha senso. Ovviamente non si risolve nulla a botte di antibiotico (va impiegato se e solo se si dimostra una significativa presenza batterica nel secreto prostatico estratto e solo per lo stretto tempo necessario) e meno che mai a botte di cortisone che è un farmaco decisamente sproporzionato rispetto al problema e che riduce la capacità reattivo-riparativa. Meno che mai poi l'anti-androgeno (permixon e simili) che riducendo la disponibilità di DHT riduce capacità riparativa della ghiandola. Ho l'impressione che in fatto o sono stati sottovalutati i dati o questi sono stati decisamente incompleti o non adeguati e si è inseguito e si insegue solo il sintomo. Certo è che quella prostata, visto che sanguina alla ejaculazione, ha non pochi problemi e non è detto che derivino da ragioni solo locali. Ora va ripresa in mano la situazione con un ottimo andrologo che riveda tutto quanto ha fatto e poi svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno) per poi attivare la adeguata strategia terapeutica senza minimizzare alcun dato.
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Buonasera, nella sua condizione di sospetto dolore pelvico cronico, gli antibiotici non vanno impiegati. Ogni antibiotico deve essere dato con cognizione di causa, cioè se gli esami colturali sono positivi per batteri. L’emospermia indica comunque la presenza di una infiammazione o di un “trauma” prostatico. La fisioterapia è molto importante in tali condizioni, ma deve essere abbinata ad una terapia farmacologica adeguata (no antibiotici). Si affidi ad un urologo che si occupa quotidianamente di tali condizioni, in modo da rivalutare il tutto e cercare una terapia efficace.
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