Vi scrivo per mio padre, 71 anni, persona molto attiva fisicamente e lucida/affidabilissima fino a p
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Vi scrivo per mio padre, 71 anni, persona molto attiva fisicamente e lucida/affidabilissima fino a pochi giorni fa.
Purtroppo circa qualche giorno dopo la morte di mia sorella (40 anni) la cui malattia lo ha sconvolto dal primo giorno della diagnosi (tumore metastatico all'esordio) facendolo cadere in uno stato depressivo molto pesante (pianti tutto il giorno, ansia, agitazione, insonnia) per tutta la durata della malattia (soli 3 mesi).
Lui era attaccatissimo a mia sorella, vivevano insieme, ha vissuto la sua vita in funzione della famiglia e per garantirci un bel futuro.
E' come se il suo castello fosse crollato.
Nonostante la sua disperazione in questi mesi in cui lo stato emotivo risultava molto alterato (fatto sta che non l'abbiamo mai fatto andare all'ospedale perché non ci fidavamo di farlo guidare in quello stato di agitazione) non si scordava niente e anzi continuava a fare le commissioni per la casa e per mia nonna, la spesa ecc, tuttavia aveva perso il gusto e il senso della vita, non ha accennato un sorriso per 3 mesi, diceva sempre che la sua vita era finita e che non gli piaceva più fare niente.
Così il 20 febbraio ha iniziato il Citolapram e dopo circa 1 mese e soprattutto dopo che io e mia mamma piano piano eravamo riuscite a trasmettergli positività e fiducia nelle cure, lo vedevo APPENA APPENA meglio.
Fino a che la situazione è precipitata e mia sorella in una settimana se n'è andata, ce l'hanno strappata, come se non fosse mai esistita.
I primi giorni sembrava quasi reggere, poi il patatrac.
Da un giorno all'altro ha iniziato a scordarsi un sacco di cose, dalle azioni quotidiane e dei giorni precedenti, ad informazioni acquisite nel tempo, il suo medico, le medicine che deve prendere e su cui era precisissimo.
Non sa più nulla di quello che è successo a mia sorella.
Ci chiede perché è morta, cosa aveva.
Non si ricorda di essere venuto all'ospedale gli ultimi 2 giorni di vita, del funerale.
Memoria a breve e a lungo termine.
Su molte cose che chiede poi ci arriva da solo, ma più è agitato o in ansia più va in tilt.
Tutto improvvisamente, saprei datarlo.
Lui a volte lo ammette ma se glielo fai notare si arrabbia e dice che non è vero.
Ha già sofferto di depressione in passato a causa dello stress per sua mamma malata.
Ha fatto un ecocolordoppler TSA, è perfetto.
Cosa dobbiamo pensare?
La testa può fare questi scherzi?
In questi 3 mesi ha preso varie benzodiazepine, citalopram e ultimamente il trittico topazole e antipertensivi (questi due da un bel po' di anni).
Può averli presi male quando era agitato?
Interrotti, presi senza cognizione?
Possono causare questi effetti?
O al contrario non bastano + perché potevano far bene quando mia sorella c'era ma poi lei è morta per cui la situazione scatenante è peggiorata?
Lui piange spesso durante il giorno ripetendo in loop "poverina la mia E, era brava, le volevo bene, eravamo una bella famiglia..."
E' una reazione allo shock più grave e grande della vita di una persona di quell'età che viveva per le figlie?
Purtroppo circa qualche giorno dopo la morte di mia sorella (40 anni) la cui malattia lo ha sconvolto dal primo giorno della diagnosi (tumore metastatico all'esordio) facendolo cadere in uno stato depressivo molto pesante (pianti tutto il giorno, ansia, agitazione, insonnia) per tutta la durata della malattia (soli 3 mesi).
Lui era attaccatissimo a mia sorella, vivevano insieme, ha vissuto la sua vita in funzione della famiglia e per garantirci un bel futuro.
E' come se il suo castello fosse crollato.
Nonostante la sua disperazione in questi mesi in cui lo stato emotivo risultava molto alterato (fatto sta che non l'abbiamo mai fatto andare all'ospedale perché non ci fidavamo di farlo guidare in quello stato di agitazione) non si scordava niente e anzi continuava a fare le commissioni per la casa e per mia nonna, la spesa ecc, tuttavia aveva perso il gusto e il senso della vita, non ha accennato un sorriso per 3 mesi, diceva sempre che la sua vita era finita e che non gli piaceva più fare niente.
Così il 20 febbraio ha iniziato il Citolapram e dopo circa 1 mese e soprattutto dopo che io e mia mamma piano piano eravamo riuscite a trasmettergli positività e fiducia nelle cure, lo vedevo APPENA APPENA meglio.
Fino a che la situazione è precipitata e mia sorella in una settimana se n'è andata, ce l'hanno strappata, come se non fosse mai esistita.
I primi giorni sembrava quasi reggere, poi il patatrac.
Da un giorno all'altro ha iniziato a scordarsi un sacco di cose, dalle azioni quotidiane e dei giorni precedenti, ad informazioni acquisite nel tempo, il suo medico, le medicine che deve prendere e su cui era precisissimo.
Non sa più nulla di quello che è successo a mia sorella.
Ci chiede perché è morta, cosa aveva.
Non si ricorda di essere venuto all'ospedale gli ultimi 2 giorni di vita, del funerale.
Memoria a breve e a lungo termine.
Su molte cose che chiede poi ci arriva da solo, ma più è agitato o in ansia più va in tilt.
Tutto improvvisamente, saprei datarlo.
Lui a volte lo ammette ma se glielo fai notare si arrabbia e dice che non è vero.
Ha già sofferto di depressione in passato a causa dello stress per sua mamma malata.
Ha fatto un ecocolordoppler TSA, è perfetto.
Cosa dobbiamo pensare?
La testa può fare questi scherzi?
In questi 3 mesi ha preso varie benzodiazepine, citalopram e ultimamente il trittico topazole e antipertensivi (questi due da un bel po' di anni).
Può averli presi male quando era agitato?
Interrotti, presi senza cognizione?
Possono causare questi effetti?
O al contrario non bastano + perché potevano far bene quando mia sorella c'era ma poi lei è morta per cui la situazione scatenante è peggiorata?
Lui piange spesso durante il giorno ripetendo in loop "poverina la mia E, era brava, le volevo bene, eravamo una bella famiglia..."
E' una reazione allo shock più grave e grande della vita di una persona di quell'età che viveva per le figlie?
Salve, purtroppo è difficile capire che cosa stia succedendo al padre senza una valutazione diretta. Deve essere visto da un medico
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