Buongiorno ho 43 anni e il mio problema inizia il 19.12.2023 con un ascesso ad una cisti sacrococcig

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Buongiorno ho 43 anni e il mio problema inizia il 19.12.2023 con un ascesso ad una cisti sacrococcigea, inciso in pronto soccorso con “abbondante fuoriuscita di pus”. Ho preso Augmentin per 10gg e ho medicato quotidianamente la ferita da incisione fino alla sua chiusura.
Il 15.01.2024 ho notato gonfiore al testicolo destro, con dolore al tatto, e due giorni dopo ho fatto ecografia che ha riscontrato flogosi funicolo spermatico e infiammazione dell’epididimo dx con modesto idrocele. Il 18.01.24 su prescrizione medico di base ho iniziato Unidrox e Oki per 7gg. Nessun miglioramento circa il gonfiore, ma meno dolorabilita’ al tatto. Il 01.02.2024 visita urologica, conferma epididimite e prescrive Unixime e Orudis per 7gg, poi protratti a 10gg. Nessun miglioramento, anzi, il 12.02.24 il problema si estende al testicolo sx, con pesantezza, calore, ispessimento scrotale e rossore. Mi reco al PS e confermano dopo ecografia solo epididimo dx infiammato, e lieve idrocele a dx e sx. Torno dall’urologo il 15.02 e mi da Rocefin e Deltacortene. Dal 16.02 i dolori “salgono” a tutta la zona basso-addominale con bruciori intensi, contrazioni a livello pelvico e pubico e difficoltà ad urinare, nonostante i farmaci.
Il 20.02.24 finisco Rocefin e Deltacortene (scalato come da indicazioni mediche) e il 21.02.24 finalmente riesco a stare in piedi, e faccio risonanza magnetica con contrasto pelvi e testicoli, su indicazione dell’urologo, che non riscontra nulla di anomalo. Il 23.02 faccio analisi del sangue, tutto ok a parte lieve innalzamento linfociti 47% e pcr 0,72% Il 23.02 e il 1.03 faccio urinocoltura, entrambe le volte negativa.
Per finire fatto oggi anche ecografia addome completo, con reni e tutto il resto ok, con conferma infiammazione epididimo dx e idrocele a dx e sx, e ora anche varicocele dx (novità!!!)
Non ho mai avuto febbre in questi mesi.
Ora, dopo aver speso una fortuna, tutto privatamente, il testicolo destro e’ sempre gonfio, più in alto del solito verso il pube, non dolente se non alla pressione, ma gonfio al tatto e alla vista, e il sinistro è sempre pesante, e specialmente pomeriggio/sera la situazione diventa fastidiosa, con arrossamento e ispessimento scrotale, bruciore, calore e “caduta” dei testicoli (soprattutto il sx) verso il basso. L’urologo dice che non devo preoccuparmi, ma è quasi due mesi che non posso guidare né stare in piedi a lungo, non posso avere rapporti con mia moglie perché temo di peggiorare la situazione, e vivo in tuta steso sul divano, con evidenti problemi lavorativi e di produttività. Oltre che avere astenia ed uno stato depressivo per la mancata risoluzione del problema, e ancor più per non averne individuato la causa.
Continuo a fare spessissimo la pipì, senza bruciori, trasparente ma maleodorante, e da qualche giorno vado a defecare anche 4-5 volte al giorno, poco dopo aver mangiato. Dopodomani rivedrò l’urologo ma non credo abbia rimedi da propormi.
Domande:
Può l’ascesso sacrococcigeo aver innescato tutto questo?
E’ possibile visto il problema con le feci frequenti che il pus della cisti sia andato nel sangue e sia in atto un principiò di sepsi?
Avete consigli da darmi? (Spermiocoltura…altri esami…?)
Se trattasi di epididimite abatterica come la curo? (…è perché mi hanno imbottito di antibiotici…)
GRAZIE
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' possibile che la cisti sacrococcigea, nonostante il drenaggio effettuato, si sia complicata verso l'interno e sostenga un pesante stato infiammatorio pelvico che sta coinvolgendo l'area genitale. Se è una situazione insaccata è possibile che non dia segnali per ora generali, anche perché tra antibiotici, antinfiammatori e cortisone è stata abbattuta ogni reattività generale che quindi rischia di risltare falsamente negativa. Poi nulla vita che la questione genitale sia solo tale (pelvico-prostatica e testicolare) e che sia stata tutta sottovalutata o minimizzata. Può altresì essere coinvolto l'intestino con profonde alterazioni del microbiota dettate dal bombardamento antibiotico così da sostenere lo squlibrio complessivo. Occorre rivedere tutto con molta attenzione ed esami eseguiti altrettanto attentamente altrimenti non si riuscirà ad evidenziare le ragioni del quadro e ad imopstare la adeguata terapia.

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