Buongiorno ho 43 anni e da tre anni soffro di tachicardia sinusale inappropriata che mi ha portato c

3 risposte
Buongiorno ho 43 anni e da tre anni soffro di tachicardia sinusale inappropriata che mi ha portato con il tempo a diventare una vera fobia con attacchi di panico. Attacchi di panico curati con Paroxetina per due anni con un ottimo controllo della sintomatologia , tanto che ho iniziato gradualmente a sospendere , un mese fa termina sono ricominciati i sintomi di panico e nel non riuscire a fare le cose giornaliere più banali un incubo . Due professionisti mi hanno dato due strade da percorrere e io ora sono ancora più confusa . 1 strada riprendere Paroxetina per poi raggiungere una stabilità e passsre a Sertralina ( visto che Paroxetina mi ha fatto aumentare di peso di 10kg e totale assenza di stimoli sessuali ) opzione 2 passare direttamente a escitalopram. I miei dubbi sono la Paroxetina so che a livello cardiaco non da alcun problema sia per il qt sia per aumento della frequenza anzi è anche molto sedativa . Escitalopram e dose dipendente per il qt. Questo nel prenderlo mi mette un po’ di ansia visto già che soffro di queste tachicardie e fobie a livello cardiaco . Avrei voluto farcela da sola . Ma più passano i giorni e più non sto bene ! Ps questo ricaduta potrebbe essere un effetto della sospensione della Paroxetina che passerà se resisto secondo voi ? O comunque devo riprendere una terapia . Grazie per chi mi mi aiuterà
Dott. Raffaele Falato
Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico di medicina generale
Firenze
Gentile utente, la ricomparsa dei sintomi dopo sospensione può indicare la necessità di riprendere la terapia. L’escitalopram è generalmente ben tollerato, ma va valutato con attenzione in presenza di tachicardia sinusale, soprattutto con ECG recente. Ne parli con il suo specialista per una scelta condivisa e sicura.

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

La ricaduta dei sintomi di panico e la difficoltà nelle attività quotidiane dopo un mese dalla sospensione della paroxetina sono probabilmente legate a un effetto di rimbalzo, comune con una riduzione troppo rapida degli SSRI.

La paroxetina, che le dava stabilità senza problemi cardiaci, può causare aumento di peso e calo della libido, mentre l’escitalopram ha un rischio minimo di prolungamento del QT a dosi standard, non significativo nella tachicardia sinusale.

Il consiglio è di effettuare una visita specialistica diretta, magari anche chiedendo un secondo parere, per poter analizzare con "ordine" tutta la sua storia clinica e mettere a punto la terapia a lei più appropriata.

Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto
Dott.ssa Fausta Micanti
Psichiatra, Psicoterapeuta
Napoli
Sicuramente va impostata una terapia che raggiunga i livelli ematici sufficienti e che non abbia controindicazioni cardiache. Sarebbe importante associare un trattamento psicoterapuetico

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