Buongiorno, ho 36 anni e mi è stato diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo. Vengo cura

2 risposte
Buongiorno,

ho 36 anni e mi è stato diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo.

Vengo curato con risperidone e citalopram.

Sono 4 mesi che sto seguendo la terapia, inclusa anche la terapia cognitivo comportamentale.

Ieri ho avuto una giornata piena di immagini mentali intrusive di tagli.

Normalmente ho sempre delle immagini mentali di cadute dall'alto, di tagli e a volte derealizzazione con pensieri di solipsismo.

Inoltre da quando sto facendo le sedute di terapia cognitivo comportamentale mi è venuta la fobia dell'altezza.

Ultimamente da 2 giorni mi sveglio impaurito non so per cosa e mi resta la paura persistente per tutto il giorno, anche se diminuisce nel corso della giornata.

Non so più che cosa fare, perchè i farmaci sembrano non funzionare.

Secondo voi c'è speranza che guarisca?
Dr. Francesco Mango
Psichiatra, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Manfredonia
Nel percorso psicoterapico possono presentarsi momenti con aumento della sintomatologia, ma non per questo bisogna interrompere il percorso o sospendere la terapia farmacologica. Consiglio di discutere con il suo terapeuta di quanto accade e trovare insieme la soluzione. Le evidenze scientifiche riportano ottimi tassi di miglioramento nella terapia combinata farmacologica +psicoterapia.

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Dr. Riccardo Santini
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, comprendo quanto possa essere difficile affrontare questi sintomi, soprattutto dopo diversi mesi di terapia farmacologica e psicoterapeutica. Il disturbo ossessivo-compulsivo può richiedere tempo per rispondere in modo significativo al trattamento, e non sempre il miglioramento è lineare. Il fatto che stia sperimentando un’intensificazione di alcune immagini intrusive e una nuova fobia potrebbe essere legato all’elaborazione dei contenuti ossessivi durante la terapia cognitivo-comportamentale, il che non è insolito.

Se dopo quattro mesi di assunzione il citalopram e il risperidone non sembrano dare i risultati sperati, potrebbe essere utile valutare con il Suo psichiatra un eventuale aggiustamento della terapia farmacologica. Talvolta, nel trattamento del DOC, si opta per un aumento del dosaggio dell’SSRI, la sostituzione con un altro farmaco della stessa classe o l’introduzione di un potenziatore come la clomipramina o il pregabalin, a seconda del quadro clinico individuale.

Il fatto che si svegli con una paura persistente, pur senza un oggetto specifico, potrebbe essere un’espressione di ansia generalizzata o di un’iperattivazione del sistema nervoso. Anche questo può essere affrontato attraverso un affinamento della terapia farmacologica e strategie specifiche in terapia cognitivo-comportamentale.

La guarigione nel DOC non è sempre intesa come una scomparsa totale dei sintomi, ma piuttosto come la capacità di gestirli in modo efficace, riducendone l’intensità e l’impatto sulla qualità della vita. È importante non perdere la speranza: molte persone trovano beneficio con il giusto equilibrio tra terapia farmacologica e psicoterapica. Le consiglio di confrontarsi con il Suo psichiatra per discutere eventuali aggiustamenti terapeutici e di continuare con costanza il percorso psicoterapeutico, che spesso richiede tempo per mostrare miglioramenti stabili.

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