Buongiorno Gentilissimi Dottori, Vorrei chiederVi come superare il senso di vergogna e di inadeguate

6 risposte
Buongiorno Gentilissimi Dottori, Vorrei chiederVi come superare il senso di vergogna e di inadeguatezza..ho 35 anni e studio ancora all'università..ho lasciato per un periodo gli studi in seguito a dei lutti dei miei nonni e di mia madre e poi per depressione e durante questo periodo la mia famiglia mi fece sentire incapace in quanto mi veniva detto proprio dalla mia stessa famiglia che ormai ero fuori dal giro dell'universita', che vanno avanti nella vita solo quelli laureati a 23- 24 anni perché hanno modo di sperimentare e di fare più cose e poi, pur avendo io buoni voti, mi sono state dette frasi che ritengo cattive "i voti te li tieni per la gloria" "chi ti calcola piu' ormai" "ti prendi la pensione all' università " "dopo i 30 anni non ti prendono a lavorare, non puoi fare neanche i concorsi" "neanche un ragazzo ti può volere perché non sei indipendente".Quando ero in corso un docente mi disse che mi vedeva partecipe a lezione, rispondevo alle domande di lezione, e, nonostante non avessi ancora sostenuto il suo esame, mi chiese di fare la tesi nella sua materia ( anche se io ho pensato di non essere all'altezza, di non essere abbastanza preparata capace per una tesi sperimentale in laboratorio) ma poi dati gli eventi che mi sono successi, sono sparita dall'università..ora, siccome vorrei riseguire il corso di questo docente, provo molto vergogna (penso che sia anche perché sono stata sempre timida, introversa, scarsa autostima nonostante i buoni risultati)in quanto penso che il docente si sia offeso non avendomi più vista per la tesi o temo che vedendomi a lezione possa pensare "questa ancora qua sta"..o che non si ricordi più di me, nemmeno di avermi chiesto la tesi..inoltre temo che quando sosterrò l'esame, chiamando l'appello, dato che sono del vecchio ordinamento, si renda conto della mia vera età e che quindi mi dica che ormai data la mia età non vorrà più che io faccia la tesi con lui e neanche un eventuale dottorato di ricerca (il dottorato credo proprio che sarà impossibile farlo per la mia età ). Vi ringrazio tanto per i vostri consigli e Vi auguro una Buona Giornata.
Dott.ssa Veronica Savio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Medolla
Gentile utente,

la vergogna e il senso di inadeguatezza che descrive non nascono dalla sua età o dal suo percorso, ma dalle ferite lasciate da perdite importanti e da messaggi svalutanti ricevuti nel tempo. Luttti, depressione e interruzioni non sono fallimenti: sono eventi che segnano una vita e che meritano rispetto, non giudizio.

Il percorso universitario non è una gara a tempo. La sua storia, i buoni risultati ottenuti, il riconoscimento ricevuto da un docente parlano di competenze reali, non di incapacità. Molte delle paure che oggi la bloccano (il giudizio del docente, l’età, il “cosa penseranno”) sono comprensibili, ma spesso non corrispondono alla realtà, bensì a un dialogo interno molto severo.

Lavorare sul senso di vergogna, sull’autostima e sul peso delle aspettative familiari può essere fondamentale per permetterle di riappropriarsi del suo percorso e delle sue scelte, senza sentirsi costantemente “in difetto”.

Un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla proprio in questo: ricostruire fiducia in sé, separare la sua identità dai giudizi ricevuti e affrontare le situazioni temute con maggiore serenità.

Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio

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Dott.ssa Flavia Aronica
Psicologo, Psicoterapeuta
Lido Di Ostia
Buonasera,
leggendo il suo messaggio emerge una sofferenza che non riguarda solo il percorso universitario, ma anche le perdite importanti che ha vissuto e il clima emotivo in cui si è trovata negli anni successivi. Esperienze di lutto, depressione e messaggi svalutanti ricevuti dalle persone più vicine possono lasciare segni duraturi e influenzare il modo in cui una persona guarda a sé stessa e al proprio valore.
In situazioni come la sua, un percorso psicologico potrebbe essere di aiuto per esplorare con maggiore calma e profondità alcuni aspetti della sua storia che oggi sembrano renderla molto concentrata sul giudizio esterno e su un senso di inadeguatezza. Spesso, quando si è stati a lungo esposti a critiche o confronti, lo sguardo degli altri diventa il principale punto di riferimento, a discapito di ciò che sentiamo davvero per noi stessi. Un lavoro terapeutico può aiutare gradualmente a spostare l’attenzione dall’esterno verso l’interno, chiarendo quali siano i suoi bisogni, i suoi desideri e i suoi obiettivi.
È importante anche ricordare che non esiste un’unica traiettoria “giusta” di vita. Moltissime persone interrompono e riprendono gli studi dopo anni, per motivi personali, di salute o familiari. Ognuno ha tempi diversi e affronta difficoltà diverse; questo non rende un percorso meno valido né una persona meno capace. Ci sono persone che iniziano o ricominciano cammini importanti anche più avanti negli anni, con esiti significativi e soddisfacenti.
Al di là delle paure legate a come potrebbe essere vista dagli altri, ciò che conta davvero è ciò che per Lei oggi ha senso e gli obiettivi che desidera raggiungere. Un caro saluto.
Dott.ssa Simona Ciaccio
Psicoterapeuta, Psicologo
Robbiate
Buonasera, è difficile dare "consigli" non conoscendoti. Sicuramente un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarti a comprendere l'origine profonda delle emozioni e delle sensazioni che stai vivendo in questo periodo della tua vita, al di là ovviamente degli eventi esterni che non dipendono da noi. Di conseguenza, avresti la possibilità di capire come gestire al meglio questo tipo di situazioni. L'unica cosa che mi sento di dirti è che a volte, anche se è difficile, parlare e spiegare la situazione è la via più "semplice", perchè come capita a tutti, a volte proiettiamo negli altri nostre paure mentre, in realtà, poi le cose vanno bene e non si prospettano gli scenari che avevamo immaginato.
Dott.ssa Rosa Russiello
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arzano
Gentile utente,
non deve essere stato facile avere condiviso una parte di sé nello scrivere.
Lei si porta un bel carico che definisce senso di 'vergogna e inadeguatezza" che la blocca nel passato e non le consente di andare avanti e scoprire chi è e dove vuole andare nella sua vita. Non è mai troppo tardi per questo.
Un percorso di psicoterapia potrebbe essere utile per sostenerla nel lavoro di questi importanti aspetti di sé.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti

Distinti saluti
Dott.ssa Orianna Miculian
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Gentile utente, mi spiace immensamente apprendere che la tua famiglia non ti sia stata di aiuto in un periodo difficile della tua vita e che, al posto di sostenerti, abbia reso il tutto più difficile. Non dare per scontato che anche il 'tuo' professore la pensi allo stesso modo, se gli spieghi le difficoltà che hai avuto potrebbe non aver problemi a farti riprendere il lavoro proposto oppure a proportene uno nuovo se nel frattempo il primo l'ha fatto fare a qualcun altro. E' comprensibile che tu ti senta inadeguata ma prova a dirti 'anche se ho dovuto affrontare dei lutti e un periodo di depressione' pian piano mi avvicino alla laurea. E' sui tuoi pensieri che bisogna lavorare, magari con l'aiuto di un professionista che accolga tutte le tue fatiche e ti aiuti a individuare i pensieri che stanno dietro al tuo malessere, trovando assieme le strategie più adatte per poterli rendere funzionali al tuo benessere,
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian
Dott.ssa Lucrezia Lovisato
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Dalle sue parole emerge un carico emotivo molto importante: i lutti familiari, la depressione, e il dolore di sentirsi svalutata proprio da chi avrebbe dovuto sostenerla.
Da ciò che ha scritto sembra che il suo percorso universitario più che parlare di incapacità, parli di fattori ed eventi che hanno richiesto un tempo per fermarsi per affrontare perdite e sofferenze profonde.
È importante ricordare che i percorsi di studio e di vita non sono tutti uguali e che le interruzioni non cancellano le competenze né l’impegno dimostrato. Le preoccupazioni rispetto al giudizio dei docenti e all’età sono comprensibili, ma spesso si basano su timori che non trovano un riscontro diretto nella realtà dei fatti.
Se sente che questi vissuti la stanno limitando, potrebbe essere utile affrontarli in uno spazio di confronto psicologico, dove lavorare con calma sul rapporto con se stessa e con le proprie scelte, senza fretta né giudizio.

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