Buongiorno, espongo di seguito il mio caso clinico che fino a ora non ha trovato una soluzione conc

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Buongiorno,
espongo di seguito il mio caso clinico che fino a ora non ha trovato una soluzione concreta al problema...

Ho 28 anni e il 05 ottobre ho avvertito un fastidio al testicolo destro con un netto ingrossamento.
Mi reco presso specialista urologo che dopo una visita e palpazione mi diagnostica Epididimite e procede a prescrivermi le seguente terapia:
Rocefin per iniezione per 3 giorni - Ciproxin per 4 giorni.
Terminata la terapia sembrava che la situazione fosse migliorata di parecchio ma dopo qualche giorno i sintomi si ripresentato.

Lo specialista non mi risponde e così decido di affidarmi a un nuovo specialista che a sua volta mi prescrive la seguente terapia:
Cefixime per 10 giorni - Levafloxacina per 15 giorni
E i seguenti esami:
Ecografia scrotale

Procedo con ecografia scrotale con esito seguente:
Entrambi i didimi hanno dimensioni aumentate (DL ca 46 mm a destra, ca 41 mm a sinistra) ed ecostruttura disomogenea, ipoecogena con diffuse microcalcificazioni contestuali (orchite?). Si segnala varicocele bilaterale, più evidente a destra.
Non si osserva idrocele. Lo spessore delle tuniche scrotali è aumentato.

Durante la nuova cura mi reco all'ospedale per ulteriore visita e accertamenti dove mi viene consigliato di effettuare esame per Parotite, Esami del sangue, esami urinocoltura, esame culturale dello sperma.
Faccio tutti gli esami e l'esito è negativo per tutto e non risultano esserci valori sballati.

Termino la cura ma il problema persiste e decido di affidarmi a un nuovo specialista il quale mi prescrive una terapia antibiotica con Amikacina per 15 gg. Inoltre mi consiglia di effettuare esami per marchers tumorali (che risultano negativi) e esami per infiammazioni (che risultano normali).
La nuova terapia con Amikacina è stata la prima a migliorare nettamente la problematica in corso. L'urologo che me l'ha prescritta però non è soddisfatto della situazione in quanto persiste il gonfiore del testicolo destro e la consistenza è molto dura. Non ci sono tracce di eventuale tumore ma continuo ad avvertire fastidio e gonfiore a distanza di giorni dalla conclusione della terapia antibiotica.

L'urologo non riesce a capacitarsi del fatto che a cura ultimata ed esami che non evidenziano nessuna "irregolarità" persistano gonfiore e durezza del testicolo destro. Dice che in tanti anni non si è mai trovato di fronte a un caso con tali sintomi.

Chiedo eventuale consiglio in merito, grazie.

Cordiali Saluti.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Lei è stato massacrato da una quantità industriale di antibiotici senza alcuna motivazione: non esiste una coltura positiva spermatica (in generale si deve dubitare di quelle positive per il rischio di inquinamento, ma le negative tali sono e tali rimangono) e quindi, a parte l'effetto utile collaterale antinfiammatorio quegli antibiotici a ripetizione l0hanno solo intossicata e hanno scassato il microbiota genitale, urinario e intestinale. La dimensione longtudinale dei due testicoli (suppongo che DL stia per diametro longitudinale) è assolutamente normale e in ogni caso andava calcolato il volume rilevando anche il diametro trasversaele a ntero-posteriore. La presenza di microcalcificazioni diffuse ha un sacco di significati, ma non certamente di un tumore... forse disfunzionale, forse infiammatorio... uno spermiogramma avrebbe dato adeguate indicazioni. vanno viste le immagini, ma non è che quel gonfiore sia da siero peritesticolare conseguenza di una infiamamzione sia locale che pelvico-prostatica? Peraltro uno stato di sofferenza testicolare può ben derivare da una congestione infiammatoria pelvico-prostatica che nessuno ha valutato. Inoltre quel varicocele bilaterale coem è e quale grado ha? Potrebbe essere la ragione di tutto il problema, ma anche qui totalmente trascurato. Esami de sangue quali? Facile farne di generici e scarsamente indicativi, a parte i marcatori tumorali che sono risultati negativi (ma non c'era ragione per cui fossero positivi). Credo che un buon andrologo possa riprendere in mano la situazione come si deve, ricominciando tutto daccapo, e poi possa fare diagnosi di causa per attivare la adeguata strategia terapeutica.
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