Buongiorno dottori, Sono un ragazzo di 34 anni a marzo 2024 ho avuto fastidi al glande e dopo e v

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Buongiorno dottori,

Sono un ragazzo di 34 anni a marzo 2024 ho avuto fastidi al glande e dopo e varie situazioni ho deciso di fare tampone uretrale e sono risultato positivo alla klebsiella pneum. Ho eseguito una cura antibiotica per circa un anno con ciproxin nessun effetto, bactrim nessun effetto, levoflaxicina alla fine sono riuscito a debellare il batterio il 21 maggio 2025. Adesso pero il batterio mi ha lasciato la prostatite cronica che sto curando con proposta mono plus e sana alimentazione. E da un anno soffro di disturbi al tocco alla radice del pene. Da 30 giorni mi sto curando con ECN che e’ utile per chi ha avuto un trattamento antibiotico prolungato. Da qualche giorno ho perdite uretrali biancastre alla spremitura del pene senza conoscere il motivo, nonostante non abbia piu rapporti con mia moglie da quando sono stato infettato e quindi anche se guarito nessun rapporto, ma queste perdite sono comparse dopo una giornata in piscina ma puo essere anche coincidenza. Puo essere che sia la prostatite che porti a queste secrezioni anche senza infezione e che sia tutto normale? Oppure ce bisogno di qualche controllo come urinocoltura o spermiocultura?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Una cosa è certa lei trascina da più di un anno uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che era la ragione (magari insieme ad un prepuzio troppo coprente) dei suoi fastidi al glande. Si è intossicato per un anno con il ciproxin e la levofloxacina correndo non pochi rischi di indurre una tendinopatia, ma quel batterio poco aveva a che fare con il suo sintomo, se non che fose un contaminante locale. Ora quell'inbtegratore a base di serenoa non solo non l'aiuta ma rende più debole lo stato prostatico in ragione della azione anti-androgenica della serenoa da cui il permanere dei suoi sintomi (la piscina non centra nulla), compresa la secrezione descritta. Forse solo il probiotico può aiutarla, ma occorrerebbe capire tramite un esame del microbiota se il ECN sia quello utile. Sarebbe ora che, invece di inseguire ogni sintomo con provvedimenti discutibili ed autoterapie, cerchi un buon andrologo che svolga i dovuti esami a partire da quelli genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi nel caso decidere per le valutazioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Solo così si potrà definire la situazione e la attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica che, allo stato, potrebbe richiedere almeno un anno.

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