Buongiorno dottore, ho 62 anni e assumo Xanax da 25 anni e ad oggi sono arrivata a prendere 15 gocce
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Buongiorno dottore, ho 62 anni e assumo Xanax da 25 anni e ad oggi sono arrivata a prendere 15 gocce x 4 volte al giorno. Ho fatto analisi per 20 anni, costante, seria, ho ottenuto risultati nel comprendere i miei meccanismi inconsci, ho migliorato notevolmente il mio modo di comunicare ma lo xanax è ormai una dipendenza molto seria e mi genera tanto malessere. Adesso dovrei intraprendere terapia, per un anno circa, con sertralina e scalare lo xanax facendomi seguire da un nuovo psichiatra perché quello precedente non ha mai tenuto conto della gestione farmacologica. Ritiene che sia una giusta strategia? Riuscirò a liberarmi dalla dipendenza da xanax?
Attendo una sua risposta perché ne ho veramente bisogno.
La ringrazio tantissimo.
Attendo una sua risposta perché ne ho veramente bisogno.
La ringrazio tantissimo.
buongiorno, ciò che mi colpisce è il lungo tempo da cui assume lo xanax e il fatto che lo psichiatra non tenesse conto della gestione farmacologica. C'è qualcuno che lo faceva? Sono convinta che l'assunzione di farmaci vada prescritta e seguita da esperti, nel suo caso psichiatra. Spero che lei voglia farsi seguire dal nuovo psichiatra sia a livello farmacologico che psicoterapeutico, altrimenti i farmaci, così, da soli e per tutto questo tempo rischiano di diventare solo veleno. Un in bocca al lupo
Claudia m.
Claudia m.
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Salve, per quanto riguarda la terapia farmacologica faccia riferimento alle indicazioni dello psichiatra; purtroppo la terapia con ansiolitici può causare dipendenza e diventare a volte un meccanismo di mantenimento del disturbo stesso. Uno psichiatra specializzato anche in psicoterapia potrebbe prendere in considerazione questo tipo di aspetti in maniera più attenta. Consideri che per le problematiche d'ansia le linee guida suggeriscono, anche in abbinamento alla farmacoterapia, la terapia cognitivo comportamentale. Cordialmente.
Gentile utente di mio dottore,
Per i trattamenti farmacologici e la loro stessa somministrazione deve fare riferimento ad uno psichiatra.
Se ritiene che che lo specialista a cui si è affidato possa aver commesso degli errori si rivolga quanto prima ad altro specialista e ne ascolti il parere.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Per i trattamenti farmacologici e la loro stessa somministrazione deve fare riferimento ad uno psichiatra.
Se ritiene che che lo specialista a cui si è affidato possa aver commesso degli errori si rivolga quanto prima ad altro specialista e ne ascolti il parere.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente, per quanto riguarda la risposta farmacologica è opportuno rivolgere la domanda allo specialista che la seguirà, e affidarsi alla cura con attenzione, evitando, quanto più possibile, l’autogestione (anche se a volte siamo convinti possa funzionare). Potrebbe trovare giovamento anche da un sostegno psicoterapeutico, volendo mirato alla questione “dipendenza”. Un cordiale saluto Dott Elisa Galantini
Buonasera, per i quesiti sui farmaci si rivolga sempre al medico che glieli ha prescritti. Mi sento di consigliarLe un nuovo percorso terapeutico, soprattutto in vista di questo importante cambiamento nello scalare lo xanax che ormai assume da moltissimi anni. Un caro saluto Dr.ssa Claudia Sposini
Salve. Ho seguito diversi clienti, anche della sua età, che avevano nella loro storia punti di contatto con la sua. Conosco bene la sua paura, il circolo vizioso nel quale si rimane impantanati con i farmaci: si prendono per stare meglio ma ci fa star male sapere di prenderli e non poter farne a meno. Posso dire che si può lavorare e uscirne, ci vuole motivazione, impegno e un nuovo sguardo. Bisogna considerare il farmaco un sostegno e un facilitatore, e a piccoli passi trovare dentro di sè la forza di prendere in mani alcune questioni e affrontarle trovando nuove letture, strategie, metodi, possibilità per stare meglio e guardare al futuro con fiducia. Buona fortuna
Buongiorno. La sertralina agisce diversamente.. Se.avete deciso questo cambio proprio oggi è bene focalizzare con il suo medico il motivo
Buongiorno, l'assunzione continuativa di un farmaco come lo xanax può causare dipendenza, non solo a livello fisico ma anche psicologico. Trovo utile e importante il suo riferimento ad uno psichiatra che possa seguire e monitorare l'andamento della terapia.
Se ritiene opportuno potrebbe affiancare un sostegno psicologico così da essere supportata in questo passaggio.
Saluti, K. Z.
Se ritiene opportuno potrebbe affiancare un sostegno psicologico così da essere supportata in questo passaggio.
Saluti, K. Z.
Buonasera. L’aspetto farmacologico va affrontato con lo psichiatra e, se lo ritiene, scelga un altro psichiatra in funzione del desiderio di essere supportato per liberarsi dalla dipendenza dalla benzodiazepine.
Ritengo però che questo processo farmacologico vada accompagnato da un ulteriore specialista, uno psicoterapeuta, che possa supportarla in merito all’insorgenza di eventuali problematiche e sarà per lei occasione per affrontare in modo più focalizzato eventuali situazioni non sufficientemente elaborate con l ‘approccio’ precedente.
Ritengo però che questo processo farmacologico vada accompagnato da un ulteriore specialista, uno psicoterapeuta, che possa supportarla in merito all’insorgenza di eventuali problematiche e sarà per lei occasione per affrontare in modo più focalizzato eventuali situazioni non sufficientemente elaborate con l ‘approccio’ precedente.
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Buonasera! Credo che sia corretto affidarsi ad uno psichiatra per un nuovo "assetto" di terapia farmacologica. Sono convinta che saprà consigliarla al meglio in merito alla sua dipendenza dallo xanax.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno, non sono medico e quindi non posso risponderle in merito ai farmaci. Consulti uno psichiatra e inizi un percorso di psicoterapia. Troverà giovamento. Auguri
buonasera, l'utilizzo di un farmaco come xanax per così tanto tempo crea sicuramente dipendenza, diventando simbolicamente come una stampella senza la quale si crede di non essere più in grado di camminare da soli. si affidi allo psichiatra per il nuovo farmaco e inizi una psicoterapia che la sostenga in questo cambiamento e la aiuti ad avere più fiducia in se stessa. molti auguri
Gentile utente, per una corretta prescrizione farmacologica è necessario che faccia una visita psichiatrica, che tenga conto di tutta la sua storia (pregressa ed attuale). Può valutare di recarsi da uno specialista differente qualora non si trovi con quello attuale. La psicoterapia è sempre consigliabile associata al farmaco, soprattutto qualora si sia creata una dipendenza da esso, come mi pare in questo caso. È bene che i due specialisti lavorino assieme o, in alternativa, che si rechi da uno specialista sia medico psichiatra che psicoterapeuta. Saluti
Gentile utente questa richiesta deve porla ad uno psichiatra , posso dirle che facendo uso da tanti anni di un farmaco questo può creare una dipendenza . Le consiglio anche di intraprendere un percorso psicoterapeutico dal quale otterrà ottimi risultati . Per qualsiasi informazione resto a sua disposizione . Cordiali saluti
Buona sera,
Le suggerirei di esporre questi dubbi al suo nuovo curante. Cordialmente Drssa Rossella Ianniello
Le suggerirei di esporre questi dubbi al suo nuovo curante. Cordialmente Drssa Rossella Ianniello
Buonasera.
Non mi esprimo sul parere farmacologico.
Se il supporto di vent'anni con la psicanalisi non ha dato definitivi risultati sarebbe opportuno affiancare una gestione della dipendenza e un supporto ad affrontare le ansie invece che a calmarle solo chimicamente. La psicoterapia cognitivo comportamentale di solito in un breve percorso di mesi e stagioni porta notevole giovamento alla gestione dell'ansia. Un caro saluto, Dr. Gianpietro Rossi
Non mi esprimo sul parere farmacologico.
Se il supporto di vent'anni con la psicanalisi non ha dato definitivi risultati sarebbe opportuno affiancare una gestione della dipendenza e un supporto ad affrontare le ansie invece che a calmarle solo chimicamente. La psicoterapia cognitivo comportamentale di solito in un breve percorso di mesi e stagioni porta notevole giovamento alla gestione dell'ansia. Un caro saluto, Dr. Gianpietro Rossi
Gentile utente,
L'approccio farmacologico può essere utile ma purtroppo crea dipendenza. Perciò le consiglierei di affrontare questa questione all'interno di una psicoterapia che può aiutarla a ritrovare il benessere e a liberarla piano piano dalla dipendenza dal farmaco.
Cari saluti
L'approccio farmacologico può essere utile ma purtroppo crea dipendenza. Perciò le consiglierei di affrontare questa questione all'interno di una psicoterapia che può aiutarla a ritrovare il benessere e a liberarla piano piano dalla dipendenza dal farmaco.
Cari saluti
Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online
si se ne puo' uscire ,con un'opportuno sostegno da parte del collega psichiatra,che scala e modifica pian piano la terapia farmacologica. Il percorso psicoterapeutico e' necessario e funzionale,anche per gestire questo passaggio .Coraggio ci faccia sapere,sono certa che puo' farcela.
buongiorno, da quello che racconta emerge un percorso lungo e impegnativo, in cui ha già fatto un lavoro importante su di sé, soprattutto sul piano della consapevolezza e della comunicazione. Questo è un elemento molto prezioso.
Quando una sostanza diventa così presente nella vita quotidiana, spesso non è solo una questione “chimica”, ma anche relazionale ed emotiva: può rappresentare una forma di regolazione dell’ansia, una sicurezza, qualcosa che ha accompagnato momenti difficili. Per questo motivo il percorso di riduzione non è solo un fatto tecnico, ma richiede uno spazio in cui poter comprendere cosa c’è sotto quel bisogno e costruire alternative più sostenibili.
L’idea di affiancare una terapia è assolutamente sensata, perché può aiutarla a lavorare proprio su questi aspetti: il senso di dipendenza, il malessere che descrive, e le modalità con cui affronta le emozioni e le situazioni che oggi la mettono in difficoltà.
Rispetto alla possibilità di “liberarsi”, più che pensarla come qualcosa da riuscire o meno, può essere utile considerarla come un processo graduale, fatto di piccoli passaggi, in cui lei non è sola ma accompagnata. Il fatto che senta il bisogno di affrontarlo è già un passo molto significativo.
Un saluto
Quando una sostanza diventa così presente nella vita quotidiana, spesso non è solo una questione “chimica”, ma anche relazionale ed emotiva: può rappresentare una forma di regolazione dell’ansia, una sicurezza, qualcosa che ha accompagnato momenti difficili. Per questo motivo il percorso di riduzione non è solo un fatto tecnico, ma richiede uno spazio in cui poter comprendere cosa c’è sotto quel bisogno e costruire alternative più sostenibili.
L’idea di affiancare una terapia è assolutamente sensata, perché può aiutarla a lavorare proprio su questi aspetti: il senso di dipendenza, il malessere che descrive, e le modalità con cui affronta le emozioni e le situazioni che oggi la mettono in difficoltà.
Rispetto alla possibilità di “liberarsi”, più che pensarla come qualcosa da riuscire o meno, può essere utile considerarla come un processo graduale, fatto di piccoli passaggi, in cui lei non è sola ma accompagnata. Il fatto che senta il bisogno di affrontarlo è già un passo molto significativo.
Un saluto
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