Buongiorno, da circa un anno ho casi di prostatite curati con Bactrim, antibiotico sensibile dopo av

2 risposte
Buongiorno, da circa un anno ho casi di prostatite curati con Bactrim, antibiotico sensibile dopo aver fatto urinocoltura e spermiocoltura. A dicembre l'ultimo episodio con necessità di urinare di frequente e urgentemente, la minzione dolorosa con bruciore e sangue nelle urine. La dottoressa di base mi ha dato 10 gg di Bactrim poi sono andato dall'urologo perchè continuavo ad avere sintomi come bruciore e urgenza e perdite post minzione. L'urologo mi ha prescritto 20 gg di Topster, 2 mesi di Xinprox, 6 mesi di ECN, regole alimentari e sessuali. L'urologo mi ha anche prescritto 15 gg di Ciproxin, ma dopo tre gg ho smesso per fastidio ai tendini d'achille e perchè antibiotico sconsigliato per la miastenia. Non ho sostituito l'antibiotico perchè l'altro sensibile era l'Augmentin, ma non adatto per la patologia. Ora dopo circa 20 gg di terapia sono migliorati alcuni sintomi, ma ho ancora lieve bruciore e alcune perdite post minzione. Cosa posso fare? Ha senso svolgere di nuovo urinocoltura e spermiocoltura o meglio aspettare? Potrebbe trattarsi di una prostatite non batterica cronica? Grazie mille
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Intanto una spermiocoltura positiva va sempre verificata con la coltura del secreto prostatico estratto, essendo facile che sia soggetta a contaminazione. La urinocoltura positiva va trattata se e solo se la concentrazione batterica sia decisamente significativa. Altrimenti non si risolve nulla, come accaduto, e si ottiene la sola intossicazione da antibiotici ch poi richiede anche sei mesi per essere risolta con l'opportuno apporto di probiotici e regolare alimentazione. Ovvio che poi debbano essere svolti i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, per definire il quadro delle ragioni, altrimenti si insegue solo il sintomo e il problema permane.... come sta accadendo. Tutto quanto detto perché la congestione infiammatoria pelvico-prostatica ch la riguarda ha spesso ragioni extragenitali che vanno identificate e poi risolte... oltre a quelle più strettamente genitali (per esempio un prepuzio troppo coprente e stretto).

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Dr. Carlo Iurato
Urologo, Andrologo, Ecografista
Ragusa
Buongiorno le consiglio di aspettare, molto probabilmente si è cronicizzata la patologia, non assuma antibiotici, prenda piuttosto dei prodotti specifici le le prostatiti croniche abatteriche per almeno tre mesi consecutivi, potrebbero darle sollievo

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