Buongiorno Assumo paroxetina da poco più di 5 mesi per depressione e ansia a causa di un forte stre

2 risposte
Buongiorno
Assumo paroxetina da poco più di 5 mesi per depressione e ansia a causa di un forte stress dovuto a ritmi di lavoro frenetici.
In questo periodo ho sicuramente visto un bel cambiamento rispetto all inizio, sto molto meglio. Continuo a lavorare sempre nello stesso posto, ma sto imparando a gestire un po’ il tutto affrontando tutto con calma. Ho quasi 34 anni e la voglia di vivere è tornata in me.
Sto con il mio compagno da 8 anni e da qualche tempo pensiamo di voler creare una famiglia e vorremmo avere un bambino.
Per poter procedere al nostro desiderio vorrei dei consigli e delucidazioni per quanto riguarda il farmaco che assumo, che penso non sia molto compatibile per una ipotetica gravidanza. Grazie.
Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissima,

La paroxetina è efficace per disturbi d'ansia e depressivi, ma in gravidanza presenta rischi, come un lieve aumento di malformazioni cardiache o sintomi di astinenza neonatale.

Tuttavia, sospendere il farmaco bruscamente può causare una ricaduta.

E' dunque fondamentale che tutto il percorso sia seguito scrupolosamente da uno psichiatra esperto nella gestione della farmacoterapia durante la gravidanza, che possa valutare il rapporto rischio/beneficio ed eventualmente consigliarle farmaci più adatti alla condizione gravidica.

Resto a disposizione per eventuali necessità, cari saluti.

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
In generale, la farmacoterapia in gravidanza deve essere limitata ai casi strettamente indicati, poiché una certa quota di rischio a danno del prodotto del concepimento, per quanto minima, non potrà mai essere esclusa. Al contempo sappiamo che stati depressivi, misti, ansiosi, disforici in gravidanza possono associarsi ad un profilo prognostico peggiore, sia per la madre che per il nascituro. In considerazione di ciò, la decisione in merito all'introduzione o prosecuzione di trattamenti farmacoterapici in gravidanza deve fondarsi su una approfondita analisi rischio-beneficio, guidata dal clinico ed estesamente discussa con i futuri genitori. Resta sempre buona norma consultare gli specialisti di riferimento ed il medico di base ben prima del concepimento, in un'ottica di medicina cosiddetta "pre-concezionale". Infatti, il primo trimestre di gravidanza è spesso quello più critico per le malformazioni indotte da farmaci (fase organogenetica), quindi è bene non trovarsi, come si suole dire, a correre ai ripari a conti fatti.

Nel caso di specie, la Food and Drug Administration (FDA) inserisce Paroxetina in categoria di rischio D (i.e., farmaci per cui esistono evidenze positive di rischio per il feto umano, ma i benefici potenziali del farmaco per la madre possono superare tali rischi in specifiche situazioni), mentre tutti gli altri antidepressivi sono inseriti in categoria C (possibile rischio ma probabilmente più sicuri rispetto ai farmaci in categoria D per assenza di evidenza di "teratogenesi" nell'uomo). Solo due antidepressivi si trovano in categoria B ("non evidenze di rischi sul feto in modelli animali"), ovvero bupropione e maprotilina, ma questi ultimi sono farmaci molto specifici, non sempre indicati nei più comuni quadri ansioso-depressivi. Antidepressivi di nuova generazione ritenuti, nella pratica, sufficientemente sicuri in gravidanza (ovviamente previa analisi rischio-beneficio di cui sopra) sono Citalopram e Sertralina. Gli antidepressivi triciclici (Clomipramina, Imipramina, Trimipramina, Nortriptilina, Amitriptilina) sono anch'essi verosimilmente piuttosto sicuri in gravidanza, ed il loro profilo di sicurezza in questo contesto clinico potrebbe essere anche migliore dei farmaci di nuova generazione succitati.

Quando possibile, è comunque buona regola interrompere qualunque farmacoterapia psicotropa durante il primo trimestre di gravidanza, per poi eventualmente riprenderla ad organogenesi conclusa (ovvero, dopo il novantesimo giorno). I farmaci con effetti sulla serotonina (specialmente Citalopram, Sertralina e Clomipramina) devono preferibilmente essere interrotti circa due settimane prima del parto, al fine di ridurre effetti di sospensione o tossicità serotoninergica nel neonato (sindromi da sospensione, sindromi da disadattamento neonatale, ipertensione polmonare neonatale persistente, enterocolite necrotizzante). A onor del vero, anche su quest'ultimo punto non tutti gli Autori ed i Clinici sono d'accordo, ritenendo taluni che sia preferibile correre il rischio dei suddetti quadri sindromici neonatali rispetto agli effetti negativi dell'ansia e dell'instabilità umorale sull'esito del travaglio. Per concludere, si ricorda che esistono in Italia tre centri specializzati nei rischi legati ai trattamenti farmacologici in gravidanza (Ospedale Niguarda di Milano, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Ospedale Careggi di Firenze), che possono essere sempre consultati telefonicamente o via mail per ottenere informazioni relative a tutti i casi specifici.

In sostanza, in questo ambito non esiste una formula universalmente giusta: le decisioni in ordine al trattamento neurofarmacologico in gravidanza si devono fondare sulle caratteristiche cliniche e sulle preferenze delle singolarità umane che il medico si trova ad assistere.

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.