Buongiorno a tutti! avrei un quesito da porvi: da circa 2 anni e mezzo, dopo una schiacciata al c
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Buongiorno a tutti! avrei un quesito da porvi:
da circa 2 anni e mezzo, dopo una schiacciata al collo, ho iniziato ad avvertire sintomi alla cervicale, tendenzialmente manifestavo contratture e forti dolori (bruciori), cefalee muscolo tensive da collo fino a mandibola e bruciori da collo/scapole fino ai pollici. Ho due protusioni C3/C4 (posteriore) e C5/C6 (post circonferenziale) ed un ernia L5S1, quest'ultima trattata con molto plank e che mi da meno disturbi.
Ho eseguito ed eseguo fisioterapia, stretching ed inizialmente facevo molti pompage, ma per mia pigrizia e/o paura ho tenuto il collo molto cauto nei movimenti, evitando in questi 2 anni di flettere la testa in su o indietro, di lato ecc completamente.
Ora da circa 6 mesi, i bruciori e i mal di testa sono quasi del tutto spariti, ma mi pervade un problema con Acufeni, ronzii continui e sibilli che vanno e vengono, solitamente si alternano ai sbandamenti e credo che siano gli scaleni, dato che bruciano parecchio e nell'ultimo massaggio dal Fisioterapista il solo toccarli generava forte pizzicore e fitte.
Che voi sappiate esiste un metodo per rilasciare tensione al tratto cervicale e in particolar modo agli i Scaleni, senza cmq intaccare le protusioni?
Mi pare che stretchando e muovendo di più la testa in avanti il fastidio si riacutizzi, sopratutto i sibilli, e purtroppo faccio un lavoro al pc il che non aiuta.
Credo di aver allenato male la catena posteriore concentrandomi più sul tratto dorsale lombare e poco cervicale..
Vi ringrazio per qualsiasi delucidazione in merito e sono disponibilissimo ad un teleconsulto.
Saluti
da circa 2 anni e mezzo, dopo una schiacciata al collo, ho iniziato ad avvertire sintomi alla cervicale, tendenzialmente manifestavo contratture e forti dolori (bruciori), cefalee muscolo tensive da collo fino a mandibola e bruciori da collo/scapole fino ai pollici. Ho due protusioni C3/C4 (posteriore) e C5/C6 (post circonferenziale) ed un ernia L5S1, quest'ultima trattata con molto plank e che mi da meno disturbi.
Ho eseguito ed eseguo fisioterapia, stretching ed inizialmente facevo molti pompage, ma per mia pigrizia e/o paura ho tenuto il collo molto cauto nei movimenti, evitando in questi 2 anni di flettere la testa in su o indietro, di lato ecc completamente.
Ora da circa 6 mesi, i bruciori e i mal di testa sono quasi del tutto spariti, ma mi pervade un problema con Acufeni, ronzii continui e sibilli che vanno e vengono, solitamente si alternano ai sbandamenti e credo che siano gli scaleni, dato che bruciano parecchio e nell'ultimo massaggio dal Fisioterapista il solo toccarli generava forte pizzicore e fitte.
Che voi sappiate esiste un metodo per rilasciare tensione al tratto cervicale e in particolar modo agli i Scaleni, senza cmq intaccare le protusioni?
Mi pare che stretchando e muovendo di più la testa in avanti il fastidio si riacutizzi, sopratutto i sibilli, e purtroppo faccio un lavoro al pc il che non aiuta.
Credo di aver allenato male la catena posteriore concentrandomi più sul tratto dorsale lombare e poco cervicale..
Vi ringrazio per qualsiasi delucidazione in merito e sono disponibilissimo ad un teleconsulto.
Saluti
Buonasera
Probabilmente sono presenti delle zone che no riescono a recuperare il loro corretto movimento.
Sarebbe utile approfondire per risolvere definitivamente il problema.
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Salve. Da quanto ho potuto leggere non ha svolto correttamente un buon lavoro di riequilibrio posturale. Allungare un tratto alla volta della colonna non permette di eliminare completamente tutte le tensioni che si sono accumulate nel tempo .I ronzii e i sibili che lei sente sono dovuti agli acufeni che di solito in base all'entità vengono gestiti farmacologicamente. Se vuole posso visitarla nei miei studi facendole una valutazione posturale gratuita e impostarle un buon percorso di recupero totale(di scarico soprattutto del tratto cervico-dorsale) e non parziale. Sono anche disponibile a consulti telefonici ,ma è preferibile che io la possa valutare da vicino. Distinti saluti
Salve probabile che il movimento in avanti spinga di più il disco ad uscire aumentando la sintomatologia che le descrive.
Nei casi come i suoi Tecniche come il pompage che lei ha già effettuato e successiva ginnastica posturale possono essere le più risolutive in quanto non esercitano troppo stress a livello articolare.
Cordiali saluti.
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Salve, la sua situazione circa i ronzii e il senso di instabilità posturale, o dizziness che dir si voglia, non è strettamente correlata al quadro radiologico da lei presentato.
Piuttosto mi trovo a porre l'attenzione più su un eventuale interessamento del sistema vestibolo oculare. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o videoconsulto.
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Buonasera, visto il trauma che ha subito al collo le consiglierei di rivolgersi a un osteopata che possa completare il lavoro di riequilibrio anche dal punto di vista cranico e oculo vestibolare. Un saluto
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salve, in questa fase di ipersensibilità le consiglio la tecnica cranio sacrale per rilasciare la muscolatura e le tensioni legamentose per cui le consiglio di rivolgersi ad un osteopata di competenza.
saluti.
saluti.
Buongiorno. Corretto valutare lo stato di equilibrio attualmente presente a livello cervicale ed a livello più generale. Sulla base di tale valutazione sarà poi possibile capire se e come modificare le strategie di postura ed eventuali esercizi. Utile l’approccio osteopatico per completare il lavoro ed il trattamento degli acufeni. Cordiali Saluti.
Buongiorno. Capisco la situazione, per quanto riguarda gli acufeni ed i ronzii la fisioterapia può aiutare ma la cura è medica ed è di competenza dell'otorino. Ci tenevo poi a dirle che il fatto di non muovere il collo per due anni in alcune direzioni non è positivo, perché potrebbe aumentare la rigidità e peggiorare i sintomi dolorosi locali, sembrerebbe il suo caso. Inoltre, il movimento non peggiora affatto lo stato delle protusioni, esse infatti sono presenti anche in persone asintomatiche e sono più prevalent all'avanzare dell'età. Il non movimento però peggiora decisamente la funzionalità ed il dolore al collo, inoltre, spesso problematiche di cervicalgia (dolore al collo) sono collegate alle cefalee (infatti esiste la cefalea cervicogenica, ossia da dolore al collo), faccia caso se all'aumentare dei sintomi di dolore cervicale aumentano anche quelli delle cefalee. Inoltre se gli esercizi hanno aiutato la sua colonna lombare, perché non dovrebbero aiutare quella cervicale? Se la fisioterapia non ha funzionato finora non demorda, cambi terapista e senta un otorino. Cordiali saluti
Buongiorno, sicuramente il lavoro che sta svolgendo con il suo fisioterapista aiuta ed è bene proseguire. Da quanto ci sta riferendo, se effettivamente i muscoli in sofferenza sono gli scaleni (molto sollecitati da chi lavora al pc e tende a protrarre il capo verso il monitor durante la giornata) potrebbe, se già non lo sta facendo, iniziare un percorso basato sulla respirazione diaframmatica. Il diaframma infatti, essendo un muscolo respiratorio che molto spesso va in spasmo, se ben utilizzato aiuta a ridurre il lavoro a carico degli scaleni. un buon lavoro di controllo posturale globale poi la aiuterà a stabilizzare la situazione. Per quanto riguarda gli acufeni invece un consulto con il medico specialista la potrà aiutare
Da quello che descrivi, sembra che la tua sintomatologia sia legata a una disfunzione muscolo-tensiva cervicale che coinvolge in particolare gli scaleni e altri muscoli profondi del collo, probabilmente in risposta alle protusioni cervicali e alla postura mantenuta durante il lavoro al PC. Gli acufeni e i sibili possono essere correlati alla tensione degli scaleni e dei muscoli suboccipitali, che influenzano la circolazione e il sistema nervoso autonomo.
Cosa fare per ridurre la tensione cervicale e il coinvolgimento degli scaleni?
Mobilizzazione dolce della cervicale → Evita movimenti bruschi, ma cerca di recuperare la mobilità gradualmente con esercizi controllati, senza forzare. Es:
Retraining posturale con movimenti di estensione ed inclinazione dolce.
Nod movement (piccoli cenni di sì) per attivare i flessori profondi senza caricare gli scaleni.
Stretching degli scaleni (senza aggravare le protrusioni)
Auto-stretching passivo: Inclina lateralmente la testa senza sollevare la spalla opposta. Mantieni per 30 secondi senza tirare troppo.
Tecniche di rilascio miofasciale: Se il fisioterapista ha individuato una forte contrattura, potresti beneficiare di trattamenti manuali per ridurre la sensibilità degli scaleni.
Attivazione dei muscoli cervicali profondi
Esercizi di stabilizzazione cervicale (test della chiusura degli occhi e mantenimento della posizione neutra).
Esercizi con pallina da tennis contro il muro per rilassare la muscolatura posteriore e suboccipitale.
Potenziamento della catena posteriore cervicale
Rinforzare muscoli paravertebrali, trapezio inferiore e romboidi, perché un deficit in queste zone porta a sovraccarico degli scaleni.
Ridurre lo stress e la postura statica
Pause frequenti al PC, con esercizi di movimento cervicale ogni 30-40 minuti.
Controllare la respirazione: una respirazione alta (con uso degli scaleni) può mantenere la tensione. Allenarsi a respirare con il diaframma può aiutare.
Conclusione
L’obiettivo è riequilibrare la funzione cervicale senza sovraccaricare i dischi intervertebrali. Se dopo queste strategie il problema persiste, potresti valutare trattamenti manuali specifici con un fisioterapista esperto in terapia miofasciale e rieducazione posturale. Se vuoi, possiamo approfondire esercizi specifici per la tua situazione!
Cosa fare per ridurre la tensione cervicale e il coinvolgimento degli scaleni?
Mobilizzazione dolce della cervicale → Evita movimenti bruschi, ma cerca di recuperare la mobilità gradualmente con esercizi controllati, senza forzare. Es:
Retraining posturale con movimenti di estensione ed inclinazione dolce.
Nod movement (piccoli cenni di sì) per attivare i flessori profondi senza caricare gli scaleni.
Stretching degli scaleni (senza aggravare le protrusioni)
Auto-stretching passivo: Inclina lateralmente la testa senza sollevare la spalla opposta. Mantieni per 30 secondi senza tirare troppo.
Tecniche di rilascio miofasciale: Se il fisioterapista ha individuato una forte contrattura, potresti beneficiare di trattamenti manuali per ridurre la sensibilità degli scaleni.
Attivazione dei muscoli cervicali profondi
Esercizi di stabilizzazione cervicale (test della chiusura degli occhi e mantenimento della posizione neutra).
Esercizi con pallina da tennis contro il muro per rilassare la muscolatura posteriore e suboccipitale.
Potenziamento della catena posteriore cervicale
Rinforzare muscoli paravertebrali, trapezio inferiore e romboidi, perché un deficit in queste zone porta a sovraccarico degli scaleni.
Ridurre lo stress e la postura statica
Pause frequenti al PC, con esercizi di movimento cervicale ogni 30-40 minuti.
Controllare la respirazione: una respirazione alta (con uso degli scaleni) può mantenere la tensione. Allenarsi a respirare con il diaframma può aiutare.
Conclusione
L’obiettivo è riequilibrare la funzione cervicale senza sovraccaricare i dischi intervertebrali. Se dopo queste strategie il problema persiste, potresti valutare trattamenti manuali specifici con un fisioterapista esperto in terapia miofasciale e rieducazione posturale. Se vuoi, possiamo approfondire esercizi specifici per la tua situazione!
Da quanto descrivi, il quadro è coerente con tensione cervicale cronica e coinvolgimento dei muscoli scaleni, che possono dare dolore irradiato a spalle, braccia, mani e contribuire a sintomi come acufeni o ronzii temporanei, soprattutto se compressi nervi cervicali o arterie vertebrali. Le protusioni C3/C4 e C5/C6 aumentano la necessità di movimenti controllati, perché alcune flessioni estreme possono irritare le radici o il disco. Per rilasciare tensione agli scaleni senza mettere a rischio le protrusioni è utile fare stretch dolci e statici con il mento leggermente in avanti, mobilizzazioni attive controllate in piccoli range, rilascio miofasciale delicato con fisioterapista o pallina, rinforzo dei muscoli profondi del collo e delle scapole per migliorare il supporto della testa e ridurre la tensione degli scaleni, e curare la postura al pc con monitor all’altezza degli occhi, spalle rilassate e pause frequenti per micro-movimenti. È importante evitare allungamenti bruschi, estensioni o torsioni forzate che possono riattivare dolore e acufeni. L’approccio più sicuro ed efficace resta un percorso con fisioterapista esperto in cervicalgia e disturbi miofasciali degli scaleni, che sappia combinare stretching dolce, rilascio miofasciale e rinforzo della catena cervicale senza sovraccaricare le protusioni
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