Buongiorno a me e stata diagnostica la vasculite cutanea nel 2007 e da quel giorno prendo il cortiso

Buongiorno a me e stata diagnostica la vasculite cutanea nel 2007 e da quel giorno prendo il cortisone , ma quando comincio a ridurre il cortisone compare la vasculite quale potrebbe essere la soluzione?

2 risposte


Occorre valutare tutta la sua storia clinica per poter trovare una soluzione alternativa al cortisone.

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Buongiorno, quello che descrive è una situazione purtroppo non rara: vasculite cutanea “cortisono-dipendente”, cioè controllata dal cortisone ma che si riattiva quando si prova a scalarlo. Dopo così tanti anni (dal 2007) è importante fare una riflessione strutturata, perché il cortisone a lungo termine può dare effetti collaterali importanti (osteoporosi, diabete, ipertensione, aumento di peso, fragilità cutanea, ecc.). La strategia, in questi casi, non è aumentare di nuovo il cortisone, ma valutare una terapia di fondo “steroid-sparing”, cioè un farmaco che permetta di ridurre o sospendere il cortisone mantenendo la malattia controllata. Le opzioni dipendono dal tipo preciso di vasculite (ad esempio vasculite leucocitoclastica, orticarioide, associata a malattie autoimmuni, ecc.) e dall’eventuale coinvolgimento di organi interni. Tra le terapie che possono essere considerate (in base al caso specifico): - colchicina - dapsone - idrossiclorochina - metotrexate - azatioprina - micofenolato i- n casi selezionati farmaci biologici La scelta dipende da: estensione e gravità, esami immunologici, eventuale coinvolgimento sistemico, comorbidità. Dopo tanti anni di sola terapia cortisonica, sarebbe molto utile una rivalutazione specialistica (dermatologica o reumatologica) con esami aggiornati, eventuale biopsia di controllo (se non recente) e valutazione per impostare una terapia di mantenimento alternativa In sintesi: se la vasculite si riattiva ogni volta che scala il cortisone, la soluzione non è restare a vita solo con il cortisone, ma impostare una terapia di fondo che permetta di ridurlo in sicurezza. Le consiglio una valutazione specialistica strutturata per riorganizzare il piano terapeutico.

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