Buonasera. Vorrei sapere se esiste qualche terapeuta che può aiutarmi a trovare ancora una ragion

24 risposte
Buonasera.

Vorrei sapere se esiste qualche terapeuta che può aiutarmi a trovare ancora una ragione per vivere in un paese dove vige la discriminazione sociale .

Mi sentivo discriminato e diverso prima , è tutti mi dicevano che era nella mia testa e basta .

Adesso il governo mette tutto nero su bianco e credo di non valere nulla
Dott. Roberto Marchetti
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Buongiorno! Grazie per la sua domanda che sento di dire meriti di essere approfondita a tal proposito la invito a prendere un appuntamento per chiarire le ragioni del suo malessere. Saluti dott. Roberto Marchetti

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione e per le parole che scrive.
Ritengo che non ci sia legge che possa determinare il valore di una persona, elemento sacro e indissolubile tuttavia mi rendo conto che talvolta immagino che ciò che scrive sia correlato a situazioni specifiche.
Ritengo comunque importante che lei possa ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL
Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Certamente c’è qualche professionista che potrebbe aiutarla, ha mai pensato a un consulto psicologico?
Può fare una ricerca anche quo sul portale.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Salve sicuramente su questo sito può trovare un professionista a cui fare direttamente questa domanda. Forse oltre a questa risposta potrebbe avere altre informazioni che le potrebbero fornire delle diverse chiavi di lettura della situazione che sta vivendo. Ovviamente solo lei può decidere se provare o meno questa strada. Un cordiale saluto
Dott.ssa Ilaria Rasi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Buonasera, senz'altro. Anche più di una! Valuti il professionista che più le ispira fiducia e senso di sicurezza per poter condividere il suo vissuto. Le assicuro che troverà uno spazio accogliente, mai discriminante. Un caro saluto
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. Scelga un professionista per intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla ad affrontare il suo problema, concedendosi la possibilità di elaborare i vissuti emotivi collegati al suo disagio. Il percorso psicoterapeutico può aiutarla a fare chiarezza su ciò che le crea disagio e stimolando la fiducia in sé può aiutarla a trasformare un'apparente fragilità in un punto di forza. Distinti saluti
Dott.ssa Dafne Buttini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arezzo
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Dott.ssa Erika Conti
Psicologo
Celle Ligure
Gentile Utente, mi spiace molto cogliere nelle sue parole tanta sofferenza e sconforto.
Le voglio dire comunque che il suo valore, come persona, non può e non deve dipendere da nulla che non sia il fatto stesso che lei esiste.
Un professionista psicologo e/o psicoterapeuta potrà certamente darle l'aiuto di cui ha bisogno.
Dott.ssa Erika Conti
Dott. Luca Gasparetti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Corte Franca
Buongiorno, non è raro in questo periodo provare le sensazioni da lei descritte, le sto rilevando in molte persone che incontro. La situazione complessa e confusa che caratterizza questo periodo storico rischia di farci sentire soli contro il mondo e discriminati se abbiamo pensieri o atteggiamenti diversi dalla massa. Tuttavia, credo che il saper pensare ed il rendersi conto che qualcosa non va sia un pregio e non un limite. Certo che, come spesso accade, chi ha la forza di pensare rischia di soffrire molto più di chi accatta tutto preferendo non discutere su nulla. Credo che trovare uno spazio, come quello della terapia dove sentirsi ascoltato, supportato e compreso sia molto importante in questo momento. Parta comunque dal presupposto che gli unici che possono giudicare e stabilire il nostro valore siamo proprio noi. Buona giornata.
Dott.ssa Marianna Quattrocchi
Psicologo, Psicoterapeuta, Professional counselor
Palermo
Gentile utente, sento la sua sofferenza e la sua esasperazione. Sicuramente la fase storica che stiamo vivendo è fortemente destabilizzante. Leggo che sono molti i terapeuti che vorrebbero aiutarla. Le suggerisco di cercare nel sito quello più vicino a lei.
Mi permetto di aggiungere che un approccio sistemico-relazionale potrebbe aiutarla a sciogliere nodi vecchi (“mi sentivo già discriminato prima” segno di una sofferenza che ha radici lontane), per poter affrontare il mondo con uno stato d’animo e una lente diversa e potersi sentire più forte e sereno.
Resto a disposizione,
Cordialmente, Dott.ssa Pipitó (Studio associato Quattrocchi).
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
può trovare uno specialista che possa accogliere ed orientare la sua domanda anche qui sul portale mio dottore.
Cerchi uno psicoterapeuta della sua provincia, vedrà potrà aiutarla a star meglio.
Cordiali saluti
Dottor Diego Ferrara
Dott.ssa Martina Rita Malizia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, sicuramente troverà un professionista in grado di fornirle sostegno e supporto psicologico.
Provi ad effettuare delle ricerche in rete, legga i profili di presentazione ed, eventualemente, contatti il professionista in questione per ulteriori informazioni.
Un caro saluto, Dott.ssa M. R. Malizia.
Dr. Mattia Michisanti
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve. Mi dispiace molto per la situazione e il malessere che riporta.
La invito a valutare l'idea di intraprendere un percorso con uno psicologo, così da poter approfondire la sua situazione con l'obiettivo di farla stare meglio. Ritagliarsi uno spazio per poter sfogare il suo disagio confrontandosi con uno specialista la può sicuramente aiutare.
Resto a disposizione e le auguro una buona serata.
Dott. Mattia Michisanti
Gentile utente, mi dispiace tanto per il suo malessere e poi solo immaginare quanto sia difficile per lei.
Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta in modo da capire come affrontare il suo disagio, il quale merita sicuramente uno spazio di sfogo tutto suo.
Si dia la possibilità di confrontarsi e di farsi aiutare per poter stare meglio. Vedrà che insieme troverete delle strategie utili.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, anche online.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott.ssa Violeta Raileanu
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, qui si trova nel posto giusto se è alla ricerca di un bravo psicoterapeuta insieme al quale affrontare questo periodo di grandi cambiamenti per la nostra società e per i singoli individui.
Le auguro di poter stare meglio e di trovare l'aiuto che sta cercando.
Cordialmente, d.ssa Violeta Raileanu
Dott. Saber Sassi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Bologna
Buonasera. Mi trovo d'accordo con i colleghi. Di certo troverà un professionista che l'aiuterà a mettere a fuoco il suo vissuto per poi sollecitare o sviluppare delle risorse atte a fronteggiare l'ingiustizia che sta vivendo.
Purtroppo sono molte le situazioni che si fa fatica a cambiare. La cosa che possiamo fare come singoli è puntare su noi stessi per non cadere giù.
Le auguro il meglio.

Cordialmente,
dott. Sassi
Dott.ssa Vittoriana Loporcaro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Altamura
Sarebbe importante comprendere le ragioni per le quali lei si sente discriminato e in che modo lei si sente diverso dagli altri. Io proverei ad espolare più questi aspetti che lei poi sembra proiettare all'esterno, su un contesto che invece sembra non riconoscerle alcuni aspetti della sua identità, o non accoglierla. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti o per una eventuale consulenza. Buona giornata. Dott.ssa Vittoriana Loporcaro
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Ciao, mi dispiace sentire che ti senti così. In un contesto di discriminazione sociale è importante trovare un terapeuta che possa aiutarti a elaborare e affrontare i tuoi sentimenti in modo costruttivo. In ambito psicologico sistemico relazionale, il terapeuta potrebbe aiutarti a esplorare come la discriminazione sociale infligge il tuo senso di valore personale e a trovare strategie per riprendere fiducia in te stesso. Potresti anche lavorare sulla costruzione di una rete di supporto socialmente inclusiva che possa sostenerti e aiutarti a superare le sfide che stai affrontando. Spero che tu possa trovare il supporto di cui hai bisogno per affrontare questa situazione difficile. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Lavinia Sestito
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Ciao,
il governo non aiuta ed hai ragione.
Ma se ne può parlare, anche perché prima di affrontare i "massimi sistemi" io credo che sia opportuno capire cosa ci accada dentro, e soprattutto perché.
La situazione va avanti da tempo e potrebbe essere un bene andare a capire in una valida terapia cosa si possa trasformare, così da mandarlo via.
Un caro saluto
Lavinia
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Dott.ssa Valeria Laganà
Psicoterapeuta, Psicologo
Guidonia Montecelio
Buongiorno, spesso la sofferenza è invisibile agli occhi degli altri ma le assicuro che, se ne parla con un professionista, non verrà mai in alcun modo giudicata/o ma altresì accolta/o e validata/o. La sofferenza psicologica è importante tanto quanto quella fisica ed è per questo che la invito a prendere appuntamento per intraprendere un percorso di psicoterapia per la risoluzione delle sue problematiche riportate. La attendiamo a braccia aperte. Un caro saluto e Le auguro buon tutto!
Dott.ssa Ilenia Colasuonno
Psicologo, Psicologo clinico
Cerveteri
Mi dispiace davvero tanto per quello che stai vivendo. Sentirsi discriminato e diverso è una sofferenza profonda, e quando queste sensazioni sono amplificate da un contesto sociale o istituzionale che sembra non riconoscere o addirittura alimentare il senso di emarginazione, può diventare ancora più difficile mantenere un senso di speranza o di valore personale.

Prima di tutto, è importante che tu sappia che la discriminazione che stai vivendo non è una sensazione "nella testa". È una realtà che ha un impatto significativo sulla vita di chi la subisce, e non dovrebbe mai essere minimizzata o ignorata. Il fatto che tu stia cercando aiuto dimostra che non vuoi rimanere intrappolato in questo ciclo, e questo è un passo fondamentale verso il cambiamento.

Una cosa che potresti fare è cercare un terapeuta che ti permetta di lavorare non solo sui tuoi sentimenti di esclusione e dolore, ma anche su come affrontare il contesto sociale che ti fa sentire emarginato. Un approccio utile potrebbe essere la terapia cognitivo-comportamentale, che ti aiuta a esplorare e cambiare i pensieri negativi su te stesso e su ciò che ti sta accadendo. Con l'aiuto di un professionista, puoi cominciare a ristrutturare la tua visione della situazione, lavorando su come affrontare il dolore e il disagio che provi.

Un altro approccio utile potrebbe essere la terapia esistenziale. Questo tipo di terapia può aiutarti a esplorare il significato della tua vita e la tua identità, nonostante le difficoltà sociali che stai affrontando. Potresti lavorare insieme al terapeuta per scoprire nuovi significati o per riscoprire motivi per cui valga la pena andare avanti, anche quando le circostanze sembrano contro di te.

Anche il supporto di gruppo potrebbe essere utile. A volte parlare con altre persone che stanno attraversando esperienze simili può aiutarti a sentirti meno isolato e più compreso. Potresti cercare gruppi di supporto per persone che affrontano situazioni di discriminazione o esclusione sociale, sia di persona che online.

La cosa fondamentale è che tu trovi un terapeuta che non minimizzi la realtà della tua esperienza. Hai il diritto di essere ascoltato e compreso, e un buon professionista dovrebbe riconoscere l'impatto della discriminazione sul tuo benessere psicologico e lavorare con te per affrontarla.

Anche se il contesto in cui ti trovi sembra difficile, è importante ricordare che esistono sempre risorse e persone pronte ad aiutarti. Non sei solo nel tuo cammino e il fatto che tu stia cercando aiuto è già un passo significativo. Il tuo valore come persona è indipendente dalle circostanze esterne e da ciò che gli altri possono pensare di te. Continua a cercare il supporto di cui hai bisogno, e lavora per ritrovare la forza interiore di affrontare le difficoltà con il supporto di un professionista.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, la ringrazio per aver trovato la forza di scrivere queste parole, che raccontano un dolore profondo e autentico. La sua richiesta esprime con grande chiarezza quanto possa diventare difficile trovare un senso, un motivo per continuare, quando ci si sente costantemente messi ai margini, invalidati nella propria esperienza, non riconosciuti nella propria dignità. Vivere in un contesto in cui la discriminazione non solo viene percepita, ma anche legittimata pubblicamente, può generare una ferita molto profonda nel senso di identità, di appartenenza e di valore personale. È comprensibile che tutto ciò l’abbia portato a sentirsi svuotato, invisibile, forse anche inutile. Nel nostro approccio cognitivo-comportamentale, riconosciamo l’impatto che il contesto sociale ha sul benessere psicologico dell’individuo. Non è vero che “è tutto nella testa”, e non lo è mai stato. Quando l’ambiente trasmette in modo esplicito o implicito messaggi di esclusione, giudizio o svalutazione, questi finiscono per penetrare lentamente anche dentro di noi, modificando il modo in cui ci guardiamo, pensiamo e sentiamo. Le cosiddette “distorsioni cognitive” (quei pensieri negativi automatici che ci dicono che non valiamo, che non siamo abbastanza, che non abbiamo posto nel mondo) spesso non nascono dal nulla. Sono frutto di esperienze reali, vissute nel tempo, che si sono sedimentate dentro e che, con il tempo, si sono trasformate in convinzioni. La buona notizia è che queste convinzioni, per quanto radicate, non sono verità assolute, e in terapia possono essere riconosciute, messe in discussione e ristrutturate. Lei sta vivendo un momento in cui sente di non avere più motivazioni, e so quanto possa essere doloroso trovarsi in questo spazio grigio dove nulla sembra avere più significato. Ma il fatto che abbia voluto scrivere, che abbia espresso questa domanda così diretta e umana, è di per sé un atto di valore. Significa che dentro di lei esiste ancora una parte che cerca luce, una parte che desidera essere vista, aiutata, accompagnata. Sì, esistono terapeuti che possono aiutarla. Esistono spazi sicuri, privi di giudizio, dove la sua storia può essere ascoltata per ciò che è, dove il suo dolore può essere accolto con rispetto, e dove può iniziare un lavoro per riconnettersi con il suo valore, al di là delle etichette e delle imposizioni esterne. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutarla a identificare quei pensieri negativi e generalizzati che oggi le stanno oscurando la speranza, e accompagnarla nella costruzione di nuove prospettive, più vicine a ciò che lei è davvero, non a ciò che le viene detto di essere. Il cambiamento sociale richiede tempo, ma il cambiamento personale può iniziare ora. Non è facile, lo so, e non accade tutto in una volta, ma passo dopo passo è possibile tornare a sentire che la propria vita ha valore. Nonostante tutto. E non è mai una questione di “meritarlo”, perché il valore della vita, il suo valore, non dipende da quanto gli altri lo riconoscono, ma dalla possibilità di riscoprirlo e viverlo pienamente, a partire da sé. Se sente che il peso è troppo grande per portarlo da solo, la invito caldamente a cercare un supporto professionale. Anche online, esistono terapeuti che lavorano con queste tematiche e possono offrirle uno spazio sicuro per cominciare. Non ha nulla da dimostrare, e tutto il diritto di essere aiutato. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Sara Petroni
Psicologo clinico, Psicologo
Tarquinia
Gentile utente,
le sue parole trasmettono una sofferenza profonda e il senso di essere escluso o svalutato da una realtà che percepisce ingiusta. Quando ci si sente così, tutto può apparire senza senso — ma il dolore che prova non è segno di debolezza, è la reazione naturale di chi ha bisogno di essere visto e accolto per ciò che è.

Sì, esistono terapeuti che possono aiutarla a ritrovare un significato e uno spazio di valore personale, anche in un contesto che ora le sembra ostile. In terapia non si tratta di negare le ingiustizie o convincersi che “va tutto bene”, ma di ricostruire un punto di forza interiore da cui ripartire, ritrovando il contatto con ciò che la definisce oltre la discriminazione.

Può cercare uno psicologo con un orientamento umanistico o gestaltico, che ponga attenzione all’esperienza soggettiva e alla ricerca di senso. Anche un colloquio iniziale, se sente di non farcela da solo, può aiutarla a non restare intrappolato in questa sensazione di nullità e a far riemergere parti di sé che non si sentono ancora sconfitte.

Non è solo: chiedere aiuto, come sta facendo ora, è già un passo concreto per riavvicinarsi alla vita.


Dott.ssa Sara Petroni
Dott.ssa Chiara Aprile
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
la ringrazio per aver trovato la forza di scrivere parole così cariche di dolore, frustrazione e senso di ingiustizia. Quello che esprime è importante, reale, e merita di essere preso sul serio.

Sentirsi discriminati, invisibili, svalutati da un sistema più grande di sé è una ferita profonda. Quando per anni ci viene detto che “è tutto nella tua testa” e poi improvvisamente quella stessa sofferenza viene confermata da leggi, scelte politiche o dinamiche sociali ufficiali, il dolore può diventare ancora più devastante. È come se venisse messo nero su bianco che non si vale abbastanza. Ma questo non è vero.

Nel mio lavoro opero in diversi contesti sociali complessi, a contatto con povertà, marginalità e forti differenze culturali. Inoltre, ho vissuto per diverso tempo all’estero, sperimentando personalmente cosa significa sentirsi “altro”, fuori posto, non pienamente riconosciuti. Per questo comprendo quanto queste esperienze possano incidere sull’identità, sull’autostima e sul senso di appartenenza.

Quando l’ambiente intorno non rispecchia, non tutela, non valorizza, è naturale iniziare a dubitare di sé. Ma il valore di una persona non è mai determinato da un sistema, da un governo o da una narrazione sociale. Il suo valore esiste a prescindere. Esiste perché lei esiste.

Il fatto che oggi si stia chiedendo se esiste qualcuno che possa aiutarla a ritrovare una ragione per vivere è già un segno di forza. Significa che, nonostante tutto, dentro di lei c’è ancora una parte che desidera stare meglio, essere ascoltata, ritrovare dignità e speranza.

Un percorso terapeutico può offrirle uno spazio in cui:

dare voce alla rabbia, alla tristezza, alla delusione,

rielaborare le ferite legate alla discriminazione,

ricostruire un senso di valore personale,

ritrovare un senso di direzione e di appartenenza.

Non per adattarsi a un sistema ingiusto.
Ma per non permettergli di distruggerla interiormente.

Se lo desidera, sono disponibile per percorsi sia online che in presenza a Milano, in uno spazio sicuro, rispettoso e privo di giudizio, dove potrà sentirsi accolto per ciò che è, senza etichette.

Lei non è “nulla”.
È una persona che sta soffrendo in un contesto difficile.
E merita supporto, rispetto e possibilità.

Non deve affrontare tutto questo da solo.

Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Aprile

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