Buonasera vorrei chiedere un aiuto su come comportarmi in questa relazione allora vi spiego brevemen

7 risposte
Buonasera vorrei chiedere un aiuto su come comportarmi in questa relazione allora vi spiego brevemente:
Io e la mia compagna conviviamo da circa 4 anni lei ha una figlia che vive con noi io ho due figli che vivono a casa Delle rispettive madri questo è il quadro generale ora entriamo nello specifico perché a volte non so come comportarmi .
Come in tutte le coppie si litiga davvero per cose di poco conto e penso che sia cosa normale ma vi spiego lei partendo il fatto che grida e urla ed e' irruenta come persona litiga spesso su un punto cioè che a volte dimentico di avvisarla come è successo adesso che la mia ex moglie mi abbia chiesto via messaggio ma realmente solo questo di portare mia figlia dal dentista. Io un po' sbadato mi ero dimenticato di dirlo che lei mi aveva fatto questa richiesta io a lei avevo avvisato che portavo mia figlia dal dentista senza specificare chi me lo avesse chiesto e lei è andata su tutte le furie gridando sbattendo cose a destra e a sinistra dicendo che gli masco di le cose ma realmente non pensavo fosse così importante che se me ne fossi dimenticato sarebbe successo una cosa così clamorosa.lei mi appende sempre il muso perché a volte dimentico di dirle le comunicazioni sole ed esclusivamente comunicazioni che riguardano mia figlia premetto che sono separato da più di 4 anni. E lei conosce anche la mia ex moglie con la quale si scambia il favore di prendere mia figlia quando io non posso. Per me onestamente non capisco alcune cose. Gelosia ? O non so ma a volte non comprendo questa cosa me ne dice peste e corna. Considerando anche che ho chiesto di sposarla ed abbiamo acquistato casa. Poi non si può dire nulla o non si può sollevare mai un problema che lei la prende sempre come un problema e spiego l'altra sera feci un appunto in maniera ironica dicendo ( visto che con i colleghi si scambia reel sul lavoro mi aveva dato fastidio che un suo collega praticamente ogni giorno fa questa cosa ed io gli ho sollevato questa cosa dicendo davvero in maniera semplicissima di un mio fastidio e ripeto fastidio bonario veramente perché non ho motivo di dubitare nulla ed ho piena fiducia ma detto perché comunque mi i fastidi ad c'è qua do le persone nei loro comportamenti sono assidui . Lei ha fatto un macello perché lei nella.sua precedente relazio e aveva una persona accanto possessiva ma io credetemi non lo sono proprio. Ma anche li ha fatto un casino dicendo che io non mi devo permettere che sa che cosa ha passato e non permette a nessuno di dirle.cosa deve fare ma in realtà non ho mai chiesto nulla ho solosollevato la questione. Ma lei casino alza voce sempre ed io no e lei ancora di più. Sì innervosisce se rimango calmo ma dico io cosa devo fare?
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La sua compagna è evidentemente una persona ansiosa che vuole avere il controllo su ciò che accade intorno a lei. Colgo molta insicurezza e una certa fragilità rispetto alla quale la sua compagna non sa come comportarsi. Credo sia opportuno per Lei cercare di spiegarsi sempre su qualsiasi questione La riguardi in modo da non incorrere in contrasti inutili. Penso sia meglio sempre chiarire ogni cosa in modo da prevenire comportamenti aggressivi da parte della Sua compagna. Distinti saluti dott.ssa G.Elmo

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Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, capisco bene il suo senso di smarrimento. Sembra che nella vostra casa si stiano scontrando due modi diversi di vedere le cose: per lei si tratta di piccole dimenticanze o battute, mentre per la sua compagna diventano segnali di allarme che scatenano reazioni molto forti.
Questo accade spesso quando le ferite del passato (come la sua precedente relazione) tornano a galla nel presente. Il risultato è che lei si sente 'sotto accusa' e non sa più come muoversi senza far scoppiare un incendio.
Sarebbe molto utile fermarsi un momento per capire come comunicare in modo diverso, senza che ogni parola diventi un motivo di scontro. Un percorso di terapia potrebbe aiutarvi a ritrovare la calma e la complicità che servono per costruire il vostro futuro insieme. Se le va, possiamo parlarne insieme in studio. Per qualsiasi informazione non esiti a contattarmi, sono disponibile anche per terapie online ed ho aderito al programma "bonus psicologo". Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
da ciò che descrive sembra che nella vostra relazione si attivino modalità comunicative e reazioni emotive molto intense che possono generare incomprensioni, frustrazione e senso di smarrimento. Le dinamiche di coppia, soprattutto nelle famiglie ricostituite e con storie relazionali precedenti, possono essere complesse e toccare temi sensibili come fiducia, sicurezza, gelosia, bisogno di controllo o timore di essere feriti.

Più che individuare “chi ha ragione”, può essere utile comprendere insieme quali bisogni emotivi si attivano in entrambi durante i conflitti e trovare modalità di comunicazione più efficaci, che permettano di esprimere vissuti e difficoltà senza escalation o reazioni impulsive. Il fatto che lei cerchi di mantenere la calma mentre la sua compagna si attiva maggiormente può, a volte, aumentare ulteriormente la tensione se non viene accompagnato da un confronto autentico e guidato.

In questi casi può essere utile un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia, che aiuti a leggere meglio le dinamiche relazionali, migliorare la comunicazione e costruire un equilibrio più sereno tra i partner.

Resto a disposizione qualora desiderasse un approfondimento.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologo, Sessuologo, Professional counselor
Padova
Buon pomeriggio, la ringrazio per aver descritto così minuziosamente la sua situazione, cercherò di lasciarle alcuni spunti di riflessione.
Dalla sua descrizione emerge quanto queste dinamiche, soprattutto legate alla comunicazione e ai significati attribuiti ai comportamenti reciproci, possano farla sentire disorientato e incerto dentro la relazione. Trovarsi di fronte a reazioni emotive molto intense può essere faticoso, in particolare quando ha la sensazione che le sue intenzioni non vengano comprese fino in fondo.
Sembra che nei momenti di tensione si attivino in entrambi emozioni profonde e modi diversi di reagire, che fanno fatica a incontrarsi e a creare uno spazio di comprensione reciproca. Nelle relazioni può accadere che anche episodi quotidiani tocchino aspetti sensibili, come la fiducia, il bisogno di rassicurazione o le esperienze passate, portando a leggere la stessa situazione in modi molto differenti.
Il fatto che lei continui a interrogarsi su ciò che accade tra voi restituisce l’immagine di una persona coinvolta e attenta al legame. Allo stesso tempo, il ripetersi di queste escalation può generare stanchezza emotiva, smarrimento o la sensazione di non essere visto e riconosciuto nelle sue reali intenzioni.
Quando il dialogo si carica di questa intensità e le modalità di reazione sono così diverse, può crearsi una distanza relazionale difficile da esprimere, nella quale ciascuno rischia di sentirsi solo o poco compreso. La sua domanda sembra nascere proprio da questo spazio delicato, dove il desiderio di stabilità e progettualità convive con esperienze che possono mettere alla prova il senso di sicurezza nella relazione. Dare valore a questi vissuti può rappresentare un primo passo per ascoltare con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo dentro di lei e nel legame che state costruendo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica
Counselor relazionale
Dott. Enrico Seren Gai
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso questa sua personale situazione. Da quello che racconta sembra che, più che i singoli episodi, a metterla in difficoltà sia il clima che si crea quando emergono incomprensioni o fastidi, soprattutto quando la comunicazione diventa accesa e lei si trova a non sapere come muoversi o cosa dire senza che la situazione si irrigidisca. In queste circostanze può venire spontaneo cercare di capire se si tratti di gelosia, di carattere o di reazioni legate a esperienze passate dell’altra persona, ma forse la domanda più utile riguarda come sta lei dentro questi scambi e quale modo di stare insieme sente sostenibile nel tempo. Non sembra tanto una questione di chi abbia ragione su un episodio specifico, quanto di come riuscite a parlarvi quando qualcosa non torna o quando uno dei due prova fastidio. Se ogni confronto rischia di trasformarsi in un’escalation, è comprensibile sentirsi disorientati o trattenersi dal dire ciò che si pensa. Può essere utile fermarsi e chiedersi che spazio c’è per esprimere i propri bisogni in modo sereno, come si sente quando prova a farlo e che tipo di comunicazione desidererebbe costruire. Portare l’attenzione su ciò che per lei è importante e su come vorrebbe sentirsi in questi momenti può aiutarla a fare chiarezza e a capire quali passi fare per tutelare il proprio equilibrio, anche attraverso un confronto più strutturato che permetta di uscire dal circolo delle reazioni immediate e trovare modalità più rispettose per entrambi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

da quello che racconta emergono alcuni aspetti importanti della vostra dinamica di coppia.

Prima di tutto: il conflitto in sé è normale. Tutte le coppie litigano. La differenza la fa come si litiga. Nel suo racconto compare una modalità comunicativa molto intensa da parte della sua compagna: urla, oggetti sbattuti, escalation emotiva, difficoltà ad accogliere un confronto. Questo non riguarda tanto il contenuto della discussione (dentista, messaggi, reel), ma il modo in cui viene gestita l’emozione.

Sul tema della “mancata comunicazione”

Per lei può sembrare un dettaglio non specificare che la richiesta del dentista sia partita dalla sua ex moglie. Per la sua compagna, invece, potrebbe rappresentare qualcosa di più simbolico:

bisogno di sentirsi inclusa

timore di essere “tenuta fuori”

insicurezza legata al ruolo dell’ex

difficoltà ad accettare che esista ancora un canale diretto tra voi (anche se solo genitoriale)

Non è necessariamente gelosia in senso stretto, ma potrebbe essere insicurezza o bisogno di controllo.

Detto questo, dimenticare una comunicazione non giustifica reazioni aggressive. La sproporzione tra evento e reazione è un elemento su cui vale la pena riflettere.

Sul secondo episodio (collega e reel)

Lei ha espresso un fastidio in modo, a suo dire, tranquillo. La sua compagna ha reagito come se fosse sotto accusa o controllata. Qui entra probabilmente in gioco la sua storia passata: se ha avuto un partner possessivo, può essere molto sensibile a qualsiasi segnale che le ricordi quella dinamica.

Questo però non significa che lei non possa esprimere un disagio. In una relazione sana entrambi devono poter dire:
“Questa cosa mi ha dato fastidio”
senza che l’altro lo viva come un attacco.

Un punto centrale: la regolazione emotiva

Lei dice una cosa molto significativa:

“Si innervosisce se rimango calmo.”

Questo spesso accade quando una persona molto attivata emotivamente percepisce la calma dell’altro come distanza, freddezza o mancata partecipazione. In realtà lei sta cercando di non alimentare il conflitto, ma per lei potrebbe sembrare una forma di disconnessione.

Qui il nodo non è “chi ha ragione”, ma la diversa gestione delle emozioni:

lei tende a mantenere il controllo

lei tende ad esplodere

Questa combinazione, se non gestita, può diventare logorante.

Cosa può fare concretamente?

Separare il contenuto dalla modalità.
Nei momenti di calma, può dirle:
“Possiamo parlare di tutto, ma quando urli o sbatti le cose io mi chiudo e mi sento attaccato.”

Validare prima di spiegare.
Prima di difendersi, può provare con:
“Capisco che per te sia importante sapere da chi parte la richiesta. Non volevo nasconderti nulla.”

Stabilire un confine sulla modalità.
La rabbia si può esprimere. L’aggressività no. È legittimo dire che non accetta urla o comportamenti distruttivi.

Chiedersi come si sente lei nel tempo.
Si sente ascoltato? Può esprimere disaccordo senza timore di una reazione esplosiva? Questo è un indicatore importante della salute della relazione.

Una riflessione importante

In una famiglia ricostituita (con figli da relazioni precedenti) le dinamiche sono più complesse. Servono ancora più comunicazione, chiarezza e sicurezza reciproca.

Se però i conflitti diventano frequenti, sproporzionati e caratterizzati da aggressività verbale, è utile non normalizzarli.

Potrebbe essere molto utile un confronto con uno specialista, anche solo per lei inizialmente, per comprendere meglio la dinamica e capire come muoversi in modo costruttivo. In alcuni casi anche un percorso di coppia può aiutare a ristrutturare le modalità comunicative.

Rimanere nel dubbio “cosa devo fare?” spesso aumenta la frustrazione. Approfondire con un professionista può darle strumenti concreti per orientarsi.

Un caro saluto,

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, rispetto al suo racconto mi viene da dire che forse per voi è necessario cercare di stabilire decidendolo bene prima un momento di confronto in cui lei può cercare di esprimere i motivi del suo disagio e ascoltare i suoi. Se questo è impossibile o difficile forse può essere utile prporle una terapia di coppia. Se lo ritiene opportuno io potrei essere disponibile anche online. Saluti Dario Martelli

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