Buonasera vorrei chiedere un aiuto su come comportarmi in questa relazione allora vi spiego brevemen

25 risposte
Buonasera vorrei chiedere un aiuto su come comportarmi in questa relazione allora vi spiego brevemente:
Io e la mia compagna conviviamo da circa 4 anni lei ha una figlia che vive con noi io ho due figli che vivono a casa Delle rispettive madri questo è il quadro generale ora entriamo nello specifico perché a volte non so come comportarmi .
Come in tutte le coppie si litiga davvero per cose di poco conto e penso che sia cosa normale ma vi spiego lei partendo il fatto che grida e urla ed e' irruenta come persona litiga spesso su un punto cioè che a volte dimentico di avvisarla come è successo adesso che la mia ex moglie mi abbia chiesto via messaggio ma realmente solo questo di portare mia figlia dal dentista. Io un po' sbadato mi ero dimenticato di dirlo che lei mi aveva fatto questa richiesta io a lei avevo avvisato che portavo mia figlia dal dentista senza specificare chi me lo avesse chiesto e lei è andata su tutte le furie gridando sbattendo cose a destra e a sinistra dicendo che gli masco di le cose ma realmente non pensavo fosse così importante che se me ne fossi dimenticato sarebbe successo una cosa così clamorosa.lei mi appende sempre il muso perché a volte dimentico di dirle le comunicazioni sole ed esclusivamente comunicazioni che riguardano mia figlia premetto che sono separato da più di 4 anni. E lei conosce anche la mia ex moglie con la quale si scambia il favore di prendere mia figlia quando io non posso. Per me onestamente non capisco alcune cose. Gelosia ? O non so ma a volte non comprendo questa cosa me ne dice peste e corna. Considerando anche che ho chiesto di sposarla ed abbiamo acquistato casa. Poi non si può dire nulla o non si può sollevare mai un problema che lei la prende sempre come un problema e spiego l'altra sera feci un appunto in maniera ironica dicendo ( visto che con i colleghi si scambia reel sul lavoro mi aveva dato fastidio che un suo collega praticamente ogni giorno fa questa cosa ed io gli ho sollevato questa cosa dicendo davvero in maniera semplicissima di un mio fastidio e ripeto fastidio bonario veramente perché non ho motivo di dubitare nulla ed ho piena fiducia ma detto perché comunque mi i fastidi ad c'è qua do le persone nei loro comportamenti sono assidui . Lei ha fatto un macello perché lei nella.sua precedente relazio e aveva una persona accanto possessiva ma io credetemi non lo sono proprio. Ma anche li ha fatto un casino dicendo che io non mi devo permettere che sa che cosa ha passato e non permette a nessuno di dirle.cosa deve fare ma in realtà non ho mai chiesto nulla ho solosollevato la questione. Ma lei casino alza voce sempre ed io no e lei ancora di più. Sì innervosisce se rimango calmo ma dico io cosa devo fare?
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
La sua compagna è evidentemente una persona ansiosa che vuole avere il controllo su ciò che accade intorno a lei. Colgo molta insicurezza e una certa fragilità rispetto alla quale la sua compagna non sa come comportarsi. Credo sia opportuno per Lei cercare di spiegarsi sempre su qualsiasi questione La riguardi in modo da non incorrere in contrasti inutili. Penso sia meglio sempre chiarire ogni cosa in modo da prevenire comportamenti aggressivi da parte della Sua compagna. Distinti saluti dott.ssa G.Elmo

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Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile utente, capisco bene il suo senso di smarrimento. Sembra che nella vostra casa si stiano scontrando due modi diversi di vedere le cose: per lei si tratta di piccole dimenticanze o battute, mentre per la sua compagna diventano segnali di allarme che scatenano reazioni molto forti.
Questo accade spesso quando le ferite del passato (come la sua precedente relazione) tornano a galla nel presente. Il risultato è che lei si sente 'sotto accusa' e non sa più come muoversi senza far scoppiare un incendio.
Sarebbe molto utile fermarsi un momento per capire come comunicare in modo diverso, senza che ogni parola diventi un motivo di scontro. Un percorso di terapia potrebbe aiutarvi a ritrovare la calma e la complicità che servono per costruire il vostro futuro insieme. Se le va, possiamo parlarne insieme in studio. Per qualsiasi informazione non esiti a contattarmi, sono disponibile anche per terapie online ed ho aderito al programma "bonus psicologo". Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
da ciò che descrive sembra che nella vostra relazione si attivino modalità comunicative e reazioni emotive molto intense che possono generare incomprensioni, frustrazione e senso di smarrimento. Le dinamiche di coppia, soprattutto nelle famiglie ricostituite e con storie relazionali precedenti, possono essere complesse e toccare temi sensibili come fiducia, sicurezza, gelosia, bisogno di controllo o timore di essere feriti.

Più che individuare “chi ha ragione”, può essere utile comprendere insieme quali bisogni emotivi si attivano in entrambi durante i conflitti e trovare modalità di comunicazione più efficaci, che permettano di esprimere vissuti e difficoltà senza escalation o reazioni impulsive. Il fatto che lei cerchi di mantenere la calma mentre la sua compagna si attiva maggiormente può, a volte, aumentare ulteriormente la tensione se non viene accompagnato da un confronto autentico e guidato.

In questi casi può essere utile un percorso di supporto psicologico individuale o di coppia, che aiuti a leggere meglio le dinamiche relazionali, migliorare la comunicazione e costruire un equilibrio più sereno tra i partner.

Resto a disposizione qualora desiderasse un approfondimento.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologo, Sessuologo, Professional counselor
Padova
Buon pomeriggio, la ringrazio per aver descritto così minuziosamente la sua situazione, cercherò di lasciarle alcuni spunti di riflessione.
Dalla sua descrizione emerge quanto queste dinamiche, soprattutto legate alla comunicazione e ai significati attribuiti ai comportamenti reciproci, possano farla sentire disorientato e incerto dentro la relazione. Trovarsi di fronte a reazioni emotive molto intense può essere faticoso, in particolare quando ha la sensazione che le sue intenzioni non vengano comprese fino in fondo.
Sembra che nei momenti di tensione si attivino in entrambi emozioni profonde e modi diversi di reagire, che fanno fatica a incontrarsi e a creare uno spazio di comprensione reciproca. Nelle relazioni può accadere che anche episodi quotidiani tocchino aspetti sensibili, come la fiducia, il bisogno di rassicurazione o le esperienze passate, portando a leggere la stessa situazione in modi molto differenti.
Il fatto che lei continui a interrogarsi su ciò che accade tra voi restituisce l’immagine di una persona coinvolta e attenta al legame. Allo stesso tempo, il ripetersi di queste escalation può generare stanchezza emotiva, smarrimento o la sensazione di non essere visto e riconosciuto nelle sue reali intenzioni.
Quando il dialogo si carica di questa intensità e le modalità di reazione sono così diverse, può crearsi una distanza relazionale difficile da esprimere, nella quale ciascuno rischia di sentirsi solo o poco compreso. La sua domanda sembra nascere proprio da questo spazio delicato, dove il desiderio di stabilità e progettualità convive con esperienze che possono mettere alla prova il senso di sicurezza nella relazione. Dare valore a questi vissuti può rappresentare un primo passo per ascoltare con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo dentro di lei e nel legame che state costruendo.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica
Counselor relazionale
Dott. Enrico Seren Gai
Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso questa sua personale situazione. Da quello che racconta sembra che, più che i singoli episodi, a metterla in difficoltà sia il clima che si crea quando emergono incomprensioni o fastidi, soprattutto quando la comunicazione diventa accesa e lei si trova a non sapere come muoversi o cosa dire senza che la situazione si irrigidisca. In queste circostanze può venire spontaneo cercare di capire se si tratti di gelosia, di carattere o di reazioni legate a esperienze passate dell’altra persona, ma forse la domanda più utile riguarda come sta lei dentro questi scambi e quale modo di stare insieme sente sostenibile nel tempo. Non sembra tanto una questione di chi abbia ragione su un episodio specifico, quanto di come riuscite a parlarvi quando qualcosa non torna o quando uno dei due prova fastidio. Se ogni confronto rischia di trasformarsi in un’escalation, è comprensibile sentirsi disorientati o trattenersi dal dire ciò che si pensa. Può essere utile fermarsi e chiedersi che spazio c’è per esprimere i propri bisogni in modo sereno, come si sente quando prova a farlo e che tipo di comunicazione desidererebbe costruire. Portare l’attenzione su ciò che per lei è importante e su come vorrebbe sentirsi in questi momenti può aiutarla a fare chiarezza e a capire quali passi fare per tutelare il proprio equilibrio, anche attraverso un confronto più strutturato che permetta di uscire dal circolo delle reazioni immediate e trovare modalità più rispettose per entrambi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

da quello che racconta emergono alcuni aspetti importanti della vostra dinamica di coppia.

Prima di tutto: il conflitto in sé è normale. Tutte le coppie litigano. La differenza la fa come si litiga. Nel suo racconto compare una modalità comunicativa molto intensa da parte della sua compagna: urla, oggetti sbattuti, escalation emotiva, difficoltà ad accogliere un confronto. Questo non riguarda tanto il contenuto della discussione (dentista, messaggi, reel), ma il modo in cui viene gestita l’emozione.

Sul tema della “mancata comunicazione”

Per lei può sembrare un dettaglio non specificare che la richiesta del dentista sia partita dalla sua ex moglie. Per la sua compagna, invece, potrebbe rappresentare qualcosa di più simbolico:

bisogno di sentirsi inclusa

timore di essere “tenuta fuori”

insicurezza legata al ruolo dell’ex

difficoltà ad accettare che esista ancora un canale diretto tra voi (anche se solo genitoriale)

Non è necessariamente gelosia in senso stretto, ma potrebbe essere insicurezza o bisogno di controllo.

Detto questo, dimenticare una comunicazione non giustifica reazioni aggressive. La sproporzione tra evento e reazione è un elemento su cui vale la pena riflettere.

Sul secondo episodio (collega e reel)

Lei ha espresso un fastidio in modo, a suo dire, tranquillo. La sua compagna ha reagito come se fosse sotto accusa o controllata. Qui entra probabilmente in gioco la sua storia passata: se ha avuto un partner possessivo, può essere molto sensibile a qualsiasi segnale che le ricordi quella dinamica.

Questo però non significa che lei non possa esprimere un disagio. In una relazione sana entrambi devono poter dire:
“Questa cosa mi ha dato fastidio”
senza che l’altro lo viva come un attacco.

Un punto centrale: la regolazione emotiva

Lei dice una cosa molto significativa:

“Si innervosisce se rimango calmo.”

Questo spesso accade quando una persona molto attivata emotivamente percepisce la calma dell’altro come distanza, freddezza o mancata partecipazione. In realtà lei sta cercando di non alimentare il conflitto, ma per lei potrebbe sembrare una forma di disconnessione.

Qui il nodo non è “chi ha ragione”, ma la diversa gestione delle emozioni:

lei tende a mantenere il controllo

lei tende ad esplodere

Questa combinazione, se non gestita, può diventare logorante.

Cosa può fare concretamente?

Separare il contenuto dalla modalità.
Nei momenti di calma, può dirle:
“Possiamo parlare di tutto, ma quando urli o sbatti le cose io mi chiudo e mi sento attaccato.”

Validare prima di spiegare.
Prima di difendersi, può provare con:
“Capisco che per te sia importante sapere da chi parte la richiesta. Non volevo nasconderti nulla.”

Stabilire un confine sulla modalità.
La rabbia si può esprimere. L’aggressività no. È legittimo dire che non accetta urla o comportamenti distruttivi.

Chiedersi come si sente lei nel tempo.
Si sente ascoltato? Può esprimere disaccordo senza timore di una reazione esplosiva? Questo è un indicatore importante della salute della relazione.

Una riflessione importante

In una famiglia ricostituita (con figli da relazioni precedenti) le dinamiche sono più complesse. Servono ancora più comunicazione, chiarezza e sicurezza reciproca.

Se però i conflitti diventano frequenti, sproporzionati e caratterizzati da aggressività verbale, è utile non normalizzarli.

Potrebbe essere molto utile un confronto con uno specialista, anche solo per lei inizialmente, per comprendere meglio la dinamica e capire come muoversi in modo costruttivo. In alcuni casi anche un percorso di coppia può aiutare a ristrutturare le modalità comunicative.

Rimanere nel dubbio “cosa devo fare?” spesso aumenta la frustrazione. Approfondire con un professionista può darle strumenti concreti per orientarsi.

Un caro saluto,

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, rispetto al suo racconto mi viene da dire che forse per voi è necessario cercare di stabilire decidendolo bene prima un momento di confronto in cui lei può cercare di esprimere i motivi del suo disagio e ascoltare i suoi. Se questo è impossibile o difficile forse può essere utile prporle una terapia di coppia. Se lo ritiene opportuno io potrei essere disponibile anche online. Saluti Dario Martelli
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buonasera, dalla sua descrizione emerge quanto questa situazione la faccia sentire confuso, disorientato e probabilmente anche un po’ impotente. Quando in una relazione si crea un clima in cui si ha la sensazione di non sapere più come comportarsi, questo può generare molta fatica emotiva e il timore che ogni gesto o parola possa trasformarsi in un motivo di scontro. Le dinamiche che racconta sembrano ruotare attorno a un tema molto delicato che riguarda la comunicazione e il modo in cui ognuno di voi vive alcune situazioni legate alla fiducia e alla sicurezza nella relazione. Può accadere che, quando una persona ha vissuto esperienze passate dolorose o percepite come limitanti, sviluppi una particolare sensibilità verso tutto ciò che ricorda anche lontanamente quelle esperienze. In questi casi alcune reazioni possono diventare molto intense, quasi automatiche, e non sempre proporzionate alla situazione presente. Questo non significa che lei stia facendo qualcosa di sbagliato né che l’altra persona stia agendo con cattiveria, ma può indicare che entrambi state reagendo a bisogni emotivi profondi che faticano a incontrarsi. Quando lei racconta di dimenticare di comunicare alcune informazioni che riguardano sua figlia, sembra descrivere un comportamento che per lei ha un peso relativamente piccolo, mentre per la sua compagna assume un significato molto più grande. In una coppia capita spesso che lo stesso evento venga interpretato in modo molto diverso e questo genera incomprensioni. In alcune persone la mancanza di informazioni può attivare vissuti di esclusione, di perdita di controllo o di paura di essere messi da parte, anche quando non è questa l’intenzione del partner. Un altro aspetto importante che emerge è il modo in cui avvengono i conflitti. Le urla, il nervosismo e l’intensità emotiva tendono a rendere difficile qualsiasi confronto costruttivo, perché spostano l’attenzione dal problema alla reazione emotiva. Allo stesso tempo il fatto che lei mantenga la calma può essere una risorsa, ma può anche essere vissuto dall’altra persona come distanza o mancato coinvolgimento, alimentando ulteriormente la tensione. Spesso nelle coppie si creano modalità di discussione che si rinforzano a vicenda senza che nessuno dei due lo desideri davvero. Potrebbe essere utile provare a spostare il dialogo dal contenuto delle singole discussioni al modo in cui comunicate tra di voi. Esprimere come si sente quando nascono questi litigi, utilizzando parole che parlano delle proprie emozioni piuttosto che dei comportamenti dell’altro, può favorire un confronto meno difensivo. Allo stesso tempo può essere importante cercare di comprendere cosa rappresentano per lei alcune situazioni che apparentemente sembrano piccole ma che per la sua compagna assumono un significato molto forte. Il fatto che abbiate costruito un progetto di vita insieme e che ci sia un coinvolgimento familiare così complesso rende ancora più importante trovare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirvi ascoltati e rispettati. Quando i conflitti diventano ripetitivi e difficili da gestire, un percorso di supporto alla coppia può offrire uno spazio protetto in cui imparare modalità di confronto più serene e comprendersi reciprocamente con maggiore profondità. Il dubbio che lei porta, cioè capire come comportarsi, è già un segnale di attenzione verso la relazione e verso il benessere familiare. Cercare soluzioni che non significhino adattarsi per paura del conflitto ma che permettano di costruire un dialogo più equilibrato è spesso la strada che aiuta le coppie a crescere e a rafforzarsi. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno comprendo quanto queste reazioni possano diventare difficili da gestire, e forse non dipendono solo da una dimenticanza. Sarebbe opportuno per voi magari approcciarsi a una terapia di coppia
Dott.ssa Flora Bacchi
Psicologo, Psicologo clinico
Zanica
Carissimo
vivere con una persona che reagisce sempre urlando rende difficile comunicare e trovare un equilibrio, soprattutto quando ci sono figli da gestire e rapporti già strutturati con ex partner. Da quello che racconti, le sue reazioni sembrano legate anche a esperienze passate di relazioni possessive, quindi anche se tu non sei possessivo, lei associa certe situazioni a quei ricordi e reagisce in modo amplificato. La sua ansia o gelosia rispetto alle comunicazioni dei figli e al rapporto con le ex potrebbe riflettere il bisogno di sentirsi in controllo o sicura nel ruolo di partner e madre. Tu cerchi di mantenere calma e rispetto, ma questo spesso fa sì che la sua emotività prenda il sopravvento, facendoti sentire sempre in difetto. In questi casi può aiutare stabilire modi chiari e concordati di comunicare e affrontare i problemi uno alla volta, evitando di discutere mentre le emozioni sono troppo accese. A volte può essere utile anche prendere una pausa nella conversazione e riprenderla quando entrambi siete più calmi, non come resa ma come modo per proteggere la relazione. Infine, un percorso di coppia potrebbe aiutare a gestire meglio la comunicazione, i confini e la convivenza con dinamiche così complesse. Non sei tu il problema, il fatto che tu resti rispettoso e calmo dimostra che stai cercando di costruire un rapporto equilibrato, e imparare a gestire insieme le reazioni emotive può fare una grande differenza.

Se vuoi puoi contattarmi per un colloquio conoscitivo online e cercheremo insieme di capirci di più.
Un caro saluto
Dott.ssa Bacchi
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Gentile, sembra che tra voi ci sia una relazione importante, con progetti condivisi e una vita già intrecciata. Allo stesso tempo, però, ci sono momenti in cui la comunicazione si inceppa e piccoli episodi diventano discussioni molto più grandi di quanto ci si aspetterebbe. Le sue dimenticanze o i dettagli che per lei non hanno un peso particolare vengono letti dalla sua compagna come segnali di poca trasparenza. Non perché lei abbia qualcosa da nascondere, ma perché per lei quei temi toccano punti sensibili. E questo può spiegare la reazione forte, anche se è assolutamente comprensibile quanto possa essere difficile trovarsi davanti a toni così accesi quando da parte sua c’è calma e disponibilità a spiegare.
Anche l’episodio del collega sembra andare nella stessa direzione. Lei ha espresso un fastidio in modo leggero, senza intenzioni di controllo. Ma la sua compagna porta con sé un passato in cui il controllo era reale, e può aver sentito quel commento come qualcosa di più grande di ciò che lei voleva comunicare. Non è una questione di colpa, ma di sensibilità diverse che si incontrano.
In queste situazioni, più che stabilire chi abbia ragione, diventa utile capire cosa succede dentro ciascuno quando nasce un conflitto. Lei si chiude e rimane calmo, lei si accende e alza la voce. Ognuno interpreta la reazione dell’altro attraverso la propria storia, e questo rischia di far crescere ancora di più la distanza.
Parlarne in un momento tranquillo, senza l’urgenza della lite, può aiutare a chiarire che non c’è nessuna intenzione di nascondere o controllare, ma solo modi diversi di reagire e di comunicare. E se questi episodi iniziano a pesare o a ripetersi spesso, un confronto con un professionista può aiutarvi a capire come proteggere il vostro benessere di coppia e trovare un modo più equilibrato di stare nella relazione
Buonasera
Mi spiace per la situazione che stai vivendo...
Credo che sia importante in questo momento affrontare una terapia di coppia ,dato che tali modalità di stare insieme si stanno consolidando nel tempo e pregiudicando una serena relazione.
Questo vi consentirà di riprendere in mano la vostra vita come individui ,coppia e come genitori. ..mettendo anche confini più sani tra i vari membri della famiglia.
Resto a disposizione
Dott.ssa Serena M.
Dott.ssa Chiara Parodi
Psicologo, Psicologo clinico
Montechiarugolo
In una famiglia ricomposta, conflitti come quelli che descrive sono comuni. Spesso le reazioni della compagna sono legate a esperienze passate o a bisogni di rassicurazione, ma urla, sbattere oggetti e impedire il dialogo non sono modi sani di comunicare.

Rimanere calmo è una risorsa, ma è importante chiedersi se questa modalità di conflitto è sostenibile e se ci si sente rispettati.

Un percorso psicologico di coppia può fornire strumenti per comunicare senza escalation, chiarire bisogni e paure e costruire un confronto più sereno, proteggendo sia la relazione sia il benessere individuale.
Dott.ssa Federica Giudice
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Quello che descrivi mostra una dinamica abbastanza intensa e disfunzionale nella vostra comunicazione: quando le persone reagiscono con urla e gesti violenti anche a questioni relativamente piccole, la relazione rischia di diventare stressante e di farti sentire incompreso o sempre “sotto accusa”. Non è tanto questione di gelosia, quanto di come lei gestisce le emozioni e di come la sua storia passata influisce sul presente; tu non sei responsabile delle sue reazioni, ma questo non significa che debba essere tollerabile per te.

Rimanere calmo è un buon primo passo, perché mantiene la tua lucidità, ma da solo non basta: spesso serve stabilire dei confini chiari e comunicare in momenti neutri, non durante i litigi, cosa ti fa sentire a disagio e come vorresti che certe situazioni fossero gestite. Se le tue osservazioni, anche ironiche o bonarie, vengono sempre travisate come attacchi, questo segnala che la comunicazione è bloccata e che serve un aiuto esterno per imparare a parlarvi senza escalation.
In queste situazioni può essere molto utile rivolgersi a un consulto di coppia con uno psicologo o terapeuta, anche solo per avere strumenti pratici su come gestire i conflitti e migliorare la convivenza senza che tu debba sentirti sempre sotto pressione o in difesa; oppure, a mio parere ancora più funzionale, valutare percorsi differenti e poi nel caso verso la fine lavorare assieme sulle dinamiche di coppia.
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologo, Psicologo clinico
Pisa
Leggo con molta attenzione il suo racconto e comprendo il senso di smarrimento che prova. Vivere in una "famiglia ricostruita" (dove ci sono figli di unioni precedenti) è come camminare su un terreno che richiede una manutenzione costante, ma quando la reazione dell'altro diventa esplosiva per dettagli minimi, è normale sentirsi come se si camminasse sulle uova.

Ecco alcuni spunti di riflessione per aiutarla a inquadrare meglio la situazione:

1. Il "Patto di Lealtà" e la trasparenza
Nella sua mente, dimenticare di dire che il messaggio è partito dalla sua ex moglie è una distrazione banale: l'importante è il dentista, non chi l'ha chiesto. Per la sua compagna, invece, quell'omissione viene letta come una mancanza di trasparenza. Nelle famiglie allargate, spesso il nuovo partner teme di essere "escluso" o che ci siano zone d'ombra nel rapporto con l'ex. Tuttavia, la reazione di lei (urlare, sbattere oggetti) è sproporzionata rispetto al fatto in sé. Questo indica che il problema non è il dentista, ma un suo profondo bisogno di controllo per sentirsi sicura nel legame.

2. L'ombra del passato
Lei cita un punto fondamentale: la precedente relazione di lei con un uomo possessivo. È molto probabile che la sua compagna soffra di quello che potremmo definire un "riflesso post-traumatico". Quando lei solleva un dubbio (anche se in modo bonario o ironico sui reel del collega), la sua compagna non sente le sue parole attuali, ma sente la "vecchia minaccia" del controllo. Reagisce in modo aggressivo per proteggere un'autonomia che in passato le è stata tolta. In pratica, sta combattendo una guerra contro il suo ex usando lei come bersaglio.

3. La dinamica del conflitto
È interessante il fatto che lei rimanga calmo e questo la faccia innervosire ancora di più. Spesso, chi urla cerca una reazione: se lei non urla a sua volta, la sua compagna si sente "sola" nel suo caos emotivo e alza il tiro per "agganciarla".

Il muso lungo e le grida: Sono modalità infantili di gestire la rabbia. Invece di spiegare "mi sono sentita insicura quando non mi hai detto dell'ex", lei trasforma l'emozione in un attacco ("me ne dice peste e corna").

Come muoversi in questa situazione?
Disinnescare la mina del passato: In un momento di calma (non durante il litigio), provi a dirle: "Capisco che in passato sei stata controllata e non voglio assolutamente essere quel tipo di uomo. Ma quando esprimo un mio fastidio, sto parlando di me, non sto dando ordini a te. Ho bisogno che tu possa ascoltarmi senza sentirti sotto attacco".

Definire i confini della comunicazione: Per quanto riguarda la sua ex moglie, cerchi di essere ultra-trasparente per un periodo, anche se le sembra superfluo. Non per sottomettersi, ma per toglierle l'alibi del "mi nascondi le cose".

Proteggere se stesso: Il fatto che abbiate comprato casa e stiate per sposarvi sono passi importanti, ma la stabilità non la dà un tetto, la dà il modo in cui ci si parla. È importante che lei metta un limite alle urla: "Ti ascolto volentieri, ma non se gridi o sbatti le cose. Quando sarai calma, ne parleremo".

Questa irruenza sembra nascondere una grande fragilità interna della sua compagna. Se questa modalità non dovesse ammorbidirsi, potrebbe essere utile un breve percorso di coppia per imparare a "tradurre" le urla in bisogni reali, prima che il rancore logori il progetto che state costruendo.

Un caro saluto,

Dott.ssa Maria Pandolfo
Dott. Mauro De Luca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Taranto
Buonasera,

la situazione che descrive è più delicata di quanto sembri. Non stiamo parlando solo di “litigi di coppia”, ma di modalità comunicative che stanno diventando distruttive.

Provo a darle una lettura chiara.



1⃣ Il punto non è il dentista

Il problema non è che lei abbia dimenticato di dire che il messaggio veniva dalla sua ex moglie.

Il problema è che per la sua compagna:
• l’ex moglie è un tema sensibile
• le informazioni “non specificate” vengono vissute come omissioni
• l’omissione viene interpretata come mancanza di trasparenza

Qui probabilmente c’è una componente di insicurezza e gelosia, anche se mascherata da richiesta di chiarezza.

Ma attenzione:
dimenticare un dettaglio non equivale a nascondere.

La reazione sproporzionata (urla, oggetti sbattuti, scenate) non è una reazione sana.



2⃣ Il vero nodo: il modo in cui litiga

Lei descrive:
• urla
• aggressività
• escalation
• incapacità di discutere in modo calmo
• impossibilità di sollevare un disagio senza che esploda

Questo non è “carattere irruento”.
È una modalità relazionale disfunzionale.

In una relazione adulta:
• si può esprimere fastidio
• si può discutere
• si può non essere d’accordo

Ma non si dovrebbe avere paura di parlare.



3⃣ Quando lei resta calmo e lei si arrabbia di più

Questo è un punto interessante.

Alcune persone vivono la calma dell’altro come:
• mancanza di coinvolgimento
• superiorità
• invalidazione emotiva

Oppure sono abituate a un modello relazionale conflittuale, dove l’intensità equivale a interesse.

Ma il fatto che lei sia calmo non è una colpa.
È una competenza.

Non deve diventare aggressivo per rassicurarla.



4⃣ Il tema del collega e dei reel

Lei ha fatto una cosa legittima:
ha espresso un fastidio, senza accuse.

Se la risposta è stata:

“Non ti devi permettere, io ho avuto un ex possessivo”

allora sta accadendo questo:

Lei viene messo nella posizione del colpevole per qualcosa che non sta facendo.

Questo si chiama proiezione del passato sulla relazione attuale.

Lei non è il suo ex.
Ma se ogni osservazione viene letta come controllo, il dialogo diventa impossibile.



5⃣ La domanda fondamentale

Non è:
“Ha gelosia?”

È:
In questa relazione lei si sente rispettato quando esprime un bisogno?

Perché da quello che scrive sembra che:
• lei cammini sulle uova
• lei debba pesare ogni parola
• lei non possa fare appunti
• lei debba accettare le sue esplosioni

Questo crea squilibrio.



6⃣ Un punto molto serio

Quando in una relazione c’è:
• alzare la voce sistematicamente
• sbattere oggetti
• escalation emotiva

non è un semplice “litigio normale”.
È una dinamica che nel tempo può diventare logorante e, in alcuni casi, abusiva sul piano emotivo.

Non perché ci sia violenza fisica, ma perché c’è intimidazione emotiva.



7⃣ Cosa può fare concretamente

Le suggerisco tre passi chiari:

1⃣ Parli fuori dal conflitto

Non durante il litigio.
In un momento neutro dica:

“Quando alzi la voce e sbatti cose io mi sento attaccato e non riesco più a comunicare. Ho bisogno che si parli senza urlare.”

Non accusare. Parlare in prima persona.



2⃣ Metta un limite

Se inizia a urlare, dica:

“Ne parliamo quando possiamo farlo con calma.”

E si allontani fisicamente dalla discussione.

Non è fuga. È regolazione.



3⃣ Valutate un supporto di coppia

Perché qui non è il dentista.
È la gestione della conflittualità.



8⃣ La domanda che deve farsi

Se questa modalità restasse identica per i prossimi 10 anni, lei sarebbe sereno?

Avete comprato casa.
Vuole sposarla.

Ma il matrimonio non migliora ciò che è già instabile. Lo amplifica.



In sintesi
• Non sta facendo nulla di scorretto.
• Dimenticare un dettaglio non giustifica una reazione esplosiva.
• Esprimere un fastidio non è essere possessivi.
• La comunicazione attuale è squilibrata.
• Serve mettere confini chiari.

E la cosa più importante:
una relazione sana non deve farle chiedere continuamente “cosa devo fare per non farla arrabbiare”.

Se vuole, mi dica:
quando non litigate, vi sentite una squadra?
O anche nei momenti buoni c’è tensione di fondo?

Un caro saluto,
Mauro De Luca
Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale
Dott. Francesco Maria Frattolillo
Psicologo, Psicologo clinico
Benevento
Da quello che descrivi sei molto affaticato: vuoi bene alla tua compagna, avete una storia importante e progetti condivisi, ma ti trovi spesso in discussioni molto accese per episodi che a te sembrano piccoli (dimenticarti di dire chi ti ha chiesto di portare tua figlia dal dentista, o esprimere un semplice fastidio per il collega che le manda reel ogni giorno). Lei reagisce con rabbia, urla, oggetti sbattuti, accuse di non essere trasparente o di volerla controllare. È probabile che dietro queste reazioni ci siano insicurezze e ferite delle sue esperienze passate (ad esempio la relazione con una persona possessiva), che la portano a interpretare le tue dimenticanze come “nascondere qualcosa” e i tuoi fastidi come “controllo”, anche quando tu non hai queste intenzioni. Questo però non rende sane né giustificabili modalità così esplosive: la storia personale può spiegare, ma non deve autorizzare a superare certi limiti nel modo di litigare. Da parte tua puoi provare a: fare più attenzione alle comunicazioni che riguardano tua figlia e la tua ex (aiutandoti con promemoria, messaggi, agenda condivisa), scegliere momenti tranquilli per parlarle, spiegando con calma che vuoi essere chiaro ma che hai bisogno che lei gestisca diversamente la rabbia, senza urla e scenate. È importante che tu possa dirle con chiarezza che non vuoi essere possessivo, ma hai diritto di esprimere fastidi e bisogni senza essere attaccato. Può essere molto utile anche un supporto esterno: un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a imparare a comunicare meglio su temi delicati (figli, ex, confini con altre persone) e a darsi regole comuni su come discutere; un percorso individuale per te potrebbe aiutarti a capire fino a che punto puoi e vuoi adattarti e quali limiti vuoi mettere per proteggere il tuo benessere. Se senti il bisogno di mettere ordine in tutto questo, di capire meglio cosa ti fa soffrire e quali passi concreti puoi fare, possiamo approfondirlo in un colloquio online: sarebbe uno spazio protetto in cui lavorare insieme sulle dinamiche della relazione e su come muoverti in modo più sereno e rispettoso di te stesso.
Dott.ssa Marika Mangiaracina
Psicologo, Psicologo clinico
Uboldo
Ciao, sono Marika, psicologa clinica e di coppia.
Ti rispondo in modo diretto e chiaro perche' quello che racconti emergono due temi distinti:
1⃣ La sua reazione sproporzionata:
Gridare, sbattere oggetti, alzare la voce ogni volta che c’è un fastidio non è una modalità sana di gestione del conflitto. Non è “carattere”: è difficoltà nella regolazione emotiva.
Il fatto che si arrabbi di più quando tu resti calmo indica che probabilmente vive il confronto come una minaccia o una perdita di controllo.

2⃣ Il tema della trasparenza con l’ex e della gelosia
Può esserci insicurezza. Anche se razionalmente sa che sei separato da anni, emotivamente può attivarsi quando percepisce qualcosa non condiviso.
Per te dimenticare un dettaglio è irrilevante. Per lei può significare “non mi dici tutto”.
Non è tanto il dentista: è il bisogno di sentirsi inclusa e rassicurata.
Il punto più importante però è questo:
Tu dici:
> Non si può sollevare un problema perché lei la prende male.
Se in una relazione uno dei due non può esprimere un fastidio senza che l’altro esploda, si crea uno squilibrio.
E col tempo si accumula frustrazione.
Cosa puoi fare concretamente?
- Comunicare in modo ancora più trasparente sulle questioni con l’ex, anche nei dettagli (non per giustificarti, ma per prevenire attivazioni).
- Quando alza la voce, non entrare nel gioco. Puoi dire con fermezza:
“Parliamone quando siamo tranquilli, così non riesco a confrontarmi.”
- In un momento sereno, dirle:
“Io ho bisogno di poter dire un fastidio senza che diventi una guerra.”
Ultima cosa importante:
La calma non è un difetto.
Non devi diventare più irruento per farti rispettare.
Ma devi iniziare a mettere un limite chiaro alle modalità aggressive.
Una relazione adulta non è assenza di conflitti, ma capacità di affrontarli senza distruggersi.
Se vuoi parlarne, resto a disposizione.

Dott.ssa Marika
Buongiorno,
gestire una famiglia ricostituita , cioè formata da due partners che hanno figli è lavoro faticoso e complesso. Spesso sono fraintendimenti e piccoli episodi di comunicazione che possono far esplodere liti e incomprensioni che vanno chiarite.


Dr. Massimo Montanaro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Crema
Buongiorno, da quello che racconta sembra che la sua compagna debba fare i conti con alcune questioni che riguardano il passato e che non sono state ancora rielaborate; al contempo lei sembra tendere a volte, attraverso queste dimenticanze, a non essere del tutto trasparente, magari per il timore di farla arrabbiare. Potreste valutare la possibilità di aprire due percorsi psicologici individuali e/o un percorso di terapia di coppia qualora queste vicende dovessero intensificarsi e minare la tenuta della vostra relazione. Cordiali saluti, dottor Massimo Montanaro
Dott.ssa Pinella Chionna
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Mesagne
Buonasera,
dal suo racconto emerge molta fatica e anche un senso di smarrimento: sembra che qualunque cosa lei faccia – parlare, spiegare, restare calmo – finisca comunque per generare una reazione molto intensa da parte della sua compagna. È comprensibile che si chieda come comportarsi.
Parto da un punto importante: dimenticare di comunicare un’informazione non equivale automaticamente a “nascondere”. Tuttavia, per alcune persone, soprattutto quando sono presenti ex partner e figli di precedenti relazioni, il tema della trasparenza può diventare molto sensibile. Non tanto per il fatto in sé (il dentista), ma per ciò che simbolicamente rappresenta: paura di essere esclusa, timore di non avere controllo, gelosia, insicurezza.
Questo però non giustifica modalità aggressive. Gridare, sbattere oggetti, alzare la voce in modo sproporzionato non è un modo sano di gestire un conflitto. La differenza tra “essere feriti” ed “essere aggressivi” è fondamentale: si può esprimere un disagio senza attaccare.
Un altro aspetto significativo è quello che lei descrive: quando resta calmo, lei si innervosisce ancora di più. Questo spesso accade nelle dinamiche in cui uno dei due partner ha un’attivazione emotiva molto alta e percepisce la calma dell’altro come distanza, freddezza o mancata partecipazione emotiva. Non significa che lei sbagli a restare calmo, ma che probabilmente il vostro modo di regolare le emozioni è molto diverso.
Sul tema del collega e dei reel: lei dice di aver espresso un fastidio in modo leggero, ma la sua compagna ha reagito come se fosse sotto accusa o controllata. Se nella relazione precedente ha vissuto una forte possessività, può essere che qualsiasi osservazione venga letta come un tentativo di limitazione, anche quando non lo è. In questi casi la reazione è spesso difensiva, non proporzionata al contenuto reale della conversazione.
La domanda che le proporrei non è solo “cosa devo fare?”, ma anche:
Si sente rispettato quando lei alza la voce?
Si sente libero di esprimere un disagio senza temere un’esplosione?
Questa dinamica, nel tempo, la sta facendo chiudere o camminare sulle uova?
In una coppia con figli da precedenti relazioni, la comunicazione deve essere ancora più chiara e rassicurante. Potrebbe essere utile concordare insieme una regola semplice: tutte le comunicazioni riguardanti gli ex vengono condivise in modo esplicito, anche se sembrano banali. Non perché lei abbia colpe, ma per prevenire attivazioni inutili.
Allo stesso tempo, però, è importante che venga posto un limite chiaro alle modalità aggressive. Può farlo in un momento di calma, non durante il litigio, dicendo qualcosa come: “Quando alzi la voce o sbatti le cose mi sento attaccato e mi chiudo. Voglio parlare, ma non in questo modo.”
Se queste dinamiche sono frequenti e intense, una consulenza di coppia potrebbe essere uno spazio protetto dove imparare modalità di confronto più sane. Non per stabilire chi ha ragione, ma per imparare a litigare senza distruggere il legame.
Lei non deve diventare più aggressivo per farsi ascoltare. Ma non deve nemmeno accettare che il conflitto passi sempre attraverso l’esplosione.
Gentile utente,
grazie per la fiducia con cui ha raccontato la vostra situazione.
Dal modo in cui scrive si percepisce che tiene molto alla relazione e che non sta cercando di “avere ragione”, ma di capire come muoversi senza ferire e senza essere travolto dalle reazioni. Questo è già un punto importante.
Provo ad aiutarla a leggere quello che accade, perché spesso nelle coppie non è il fatto in sé a creare il conflitto… ma il significato che assume per ciascuno.
Cosa succede davvero tra voi due (oltre al dentista o ai reel)
Per lei:
“Mi sono dimenticato di dirglielo → non era una cosa importante”
Per la sua compagna invece, molto probabilmente:
“Non me lo ha detto → mi esclude → qualcosa mi sfugge → non sono al sicuro”
Quindi non state litigando sull’informazione.
State litigando sulla sicurezza nella relazione.
Il punto delicato è che nella vostra coppia convivono due storie emotive diverse:
• lei ha un passato con una persona possessiva → teme il controllo ma anche l’inganno
• lei ha un passato di separazione e figli con altre madri → teme di non avere posto stabile
Quando lei dimentica di dirle una comunicazione con la ex moglie, per il suo cervello emotivo non è una dimenticanza:
è un segnale di pericolo relazionale.
Per questo la reazione è intensa, sproporzionata e immediata (urla, accuse, scenari).
Non è logica.
È una reazione di allarme.
Perché si arrabbia ancora di più quando lei resta calmo
Questo è un punto molto importante.
Lei usa la calma per non peggiorare la situazione.
Lei invece la vive come distanza emotiva.
Dentro la sua compagna accade qualcosa del genere:
“Io sto male → mi agito → lui resta freddo → non gli importa davvero”
Quindi più lei si regola, più lei si sente sola nell’emozione.
E alza il volume.
Non è che voglia litigare:
sta cercando di essere raggiunta emotivamente.
Anche la scena dei reel col collega ha la stessa struttura
Lei ha fatto una comunicazione:
“Mi ha dato un po’ fastidio”
Lei ha sentito:
“Mi stai controllando come il mio ex”
Il passato entra nel presente e cambia il significato delle parole.
Allora cosa può fare concretamente?
Non deve scegliere tra:
• subire
• oppure discutere per farsi capire
Serve una terza strada: validare prima di spiegare.
Finché lei prova a chiarire i fatti, lei continuerà a difendersi dalle emozioni.
Quando succede qualcosa del genere
Eviti spiegazioni logiche iniziali:
“Mi sono dimenticato”
“Non era importante”
“Stai esagerando”
Prima agganci l’emozione:
“Aspetta… ho la sensazione che ti sei sentita esclusa”
Poi:
“Non volevo tenerti fuori, per me era una cosa pratica ma capisco che per te non lo è”
Solo dopo può spiegare.
Non è darle ragione.
È farle abbassare il sistema di allarme.
Un’altra cosa fondamentale
Lei non si arrabbia perché è possessiva.
Lei si arrabbia quando sente di non avere controllo sul legame.
E paradossalmente:
• se lei tace → lei pensa che nasconde
• se lei esprime un fastidio → lei teme il controllo
Questa è la classica dinamica dove entrambi cercate sicurezza ma con strategie opposte.
Lei: tranquillizzare con la normalità
Lei: controllare con l’intensità
Cosa NON funziona (anche se sembra sensato)
• essere sempre razionale
• spiegare tanto
• dimostrare che non c’è motivo
• restare impassibile
Perché lei non sta cercando chiarezza, ma connessione emotiva.
Cosa può dirle in un momento sereno (non durante la lite)
Può provare così:
“Quando ti arrabbi io cerco di restare calmo per non ferirti, ma credo che tu lo senta come distanza. In realtà sto cercando di non peggiorare le cose, non di allontanarmi da te.”
Questo spesso cambia molto perché traduce un comportamento che lei interpreta male.
Una cosa importante anche per lei
Capire non significa accettare le urla.
Può validare senza permettere escalation:
“Ti ascolto, ma se alzi la voce mi chiudo. Parliamone quando possiamo capirci.”
Questo non è rifiuto.
È mettere un confine relazionale sano.
Se vuole, mi racconti come finiscono di solito le discussioni:
chi dei due cerca il riavvicinamento e dopo quanto tempo?
Lì spesso si vede il vero bisogno affettivo della coppia.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Caterina Lo Bianco – Psicologa clinica, Psicologa ad orientamento Sistemico-Relazionale
Dott.ssa Jennifer Materazzi
Psicologo, Psicologo clinico
Bastia Umbra
Dalla descrizione emerge una relazione in cui il conflitto non riguarda tanto i singoli episodi quanto le modalità con cui vengono gestite le emozioni. Sicuramente le dimenticanze o le difficoltà comunicative possono essere affrontate e migliorate. Sarebbe utile provare a spostare il dialogo fuori dal momento del litigio, spiegando come vi sentite quando si attivano queste dinamiche e iniziare a definire dei confini relazionali più sani.
Dott.ssa Elena Dati
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Buongiorno,
Dalle sue parole emerge soprattutto un senso di confusione e di fatica: racconta di episodi che per lei hanno un peso limitato, ma che per la sua compagna assumono un significato molto più intenso, generando reazioni forti e difficili da gestire.
Nelle coppie ricostituite, dove sono presenti figli e relazioni precedenti, il tema della comunicazione con l’ex partner può diventare particolarmente delicato.
Anche informazioni che per lei sono puramente organizzative possono essere vissute dall’altra persona come segnali di esclusione, poca trasparenza o insicurezza.
Questo non significa che lei stia sbagliando intenzionalmente, ma che probabilmente state attribuendo significati diversi agli stessi eventi.
Allo stesso tempo, il modo in cui si litiga è un aspetto centrale. Gridare, sbattere oggetti o alzare costantemente il tono crea un clima che rischia di diventare logorante.
Restare calmo può essere una risorsa, ma se questo aumenta ulteriormente la tensione forse è utile provare a spostare il confronto in momenti di tranquillità, chiarendo che il punto non è “chi ha ragione”, ma trovare modalità più rispettose per entrambi.
Se queste dinamiche si ripetono e generano sofferenza, un percorso di coppia potrebbe offrire uno spazio neutro dove imparare a comunicare senza escalation e senza sentirsi attaccati.
Resto a disposizione,
un caro saluto.
Dott.ssa Elena Dati
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
Da quello che racconta si percepisce quanto questa situazione la lasci spesso confuso, da una parte lei sente di non aver fatto nulla di particolarmente grave, dall’altra si trova davanti a reazioni molto intense della sua compagna e fatica a capire come comportarsi.
Nelle relazioni di coppia, soprattutto quando si tratta di famiglie ricostituite come la vostra, alcuni temi diventano molto sensibili. Il rapporto con gli ex partner, i figli delle relazioni precedenti, le comunicazioni tra ex coniugi, sono tutti elementi che possono toccare corde profonde, anche quando apparentemente si tratta solo di informazioni pratiche. Per lei il fatto di non specificare che fosse stata la sua ex moglie a chiedere di portare sua figlia dal dentista può sembrare un dettaglio poco rilevante; per la sua compagna invece potrebbe attivare la sensazione di essere tenuta fuori o di non avere piena trasparenza su ciò che riguarda quel rapporto. Non necessariamente si tratta solo di gelosia, a volte è più una questione di sicurezza e di bisogno di sentirsi considerata dentro la relazione.
Allo stesso tempo, il modo in cui questi conflitti vengono gestiti sembra diventare il vero nodo. Lei descrive una dinamica in cui la sua compagna reagisce alzando molto i toni, mentre lei tende a restare calmo. Paradossalmente, questa differenza può alimentare ulteriormente lo scontro, dove chi alza la voce può percepire il silenzio o la calma dell’altro come distanza o indifferenza, mentre chi rimane tranquillo può sentirsi travolto da una reazione sproporzionata. Così il conflitto invece di spegnersi tende ad aumentare.
Un altro elemento che emerge è che entrambi portate nella relazione le tracce delle esperienze precedenti. Lei racconta che la sua compagna ha avuto una relazione molto possessiva in passato; quando lei esprime anche solo un piccolo fastidio, può darsi che lei lo interpreti come l’inizio di qualcosa di simile a ciò che ha già vissuto. Non significa che lei lo sia, ma che alcune ferite passate possono rendere molto sensibili a certi segnali.
Forse la domanda non è tanto “cosa devo fare quando lei si arrabbia”, ma “come possiamo costruire un modo più sicuro di parlarci quando qualcosa ci tocca”. A volte può essere utile affrontare questi temi in un momento di calma, non nel mezzo della discussione, provando a dirle come si sente lei quando la situazione degenera: ad esempio che si sente confuso o messo sotto accusa anche quando non c’era l’intenzione di nascondere nulla.
Allo stesso tempo potrebbe essere utile capire meglio cosa rappresenta per lei il tema delle comunicazioni con la sua ex moglie, cosa teme, cosa la fa sentire esclusa, di cosa avrebbe bisogno per sentirsi più tranquilla.
Quando in una coppia i conflitti diventano molto accesi e ripetitivi, a volte può essere davvero utile anche un confronto con un professionista insieme, perché permette di uscire dal meccanismo “uno accusa e l’altro si difende” e di capire cosa sta succedendo tra voi due, non solo dentro uno dei due.
La cosa importante è che lei non resti solo con la sensazione di dover “stare attento a non farla arrabbiare”. In una relazione stabile, soprattutto se state progettando il futuro insieme, è importante che entrambi possiate esprimere ciò che sentite senza paura che ogni confronto si trasformi in uno scontro. Questo è un equilibrio che si costruisce nel tempo, ma che vale la pena provare a cercare insieme.

Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.

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