Buonasera, sono un ragazzo di 18 anni e da qualche mese ho dei problemi al pene. È iniziato tutto

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Buonasera, sono un ragazzo di 18 anni e da qualche mese ho dei problemi al pene.
È iniziato tutto con dolore al frenulo agli inizi di Marzo, i quali mi hanno portato poi ad operarmi 2 mesi fa. In corrispondenza sono partiti vari sintomi, come la perdita di dimensioni sopratutto a riposo, mentre in erezione alcune volte tornava abbastanza normale ma l’erezione avveniva con difficoltà e dolori e bruciori dalla cima del pene allo scroto. Sono stato visitato da un urologo il quale diede la colpa al frenulo, così andai avanti per un po’ , andando a peggiorare, le dimensioni cambiarono anche in erezione in modo evidente, il pene a riposo diveniva rigido, dolori lateralmente all’uretra, sia a destra che a sinistra e proprio dove si trova l’uretra per poi espandersi fino all’ano. Così mi feci visitare nuovamente dallo stesso, dandomi una cura per la prostatite, rivelandosi poco utile. Di colpo ho avuto 2/3 giorni di “pace” verso i primi di Maggio, per poi torna come prima se non peggio, arrivando all’operazione del frenulo a Giugno. Post operazione ho iniziato ad avvertire dei cambiamenti, fino a che sono arrivato nella prima settimana di Luglio che non avevo più bruciore e dolore, solo un leggero fastidio, le dimensioni erano praticamente tornate quelle di prima e l’erezione avveniva con facilità… come fece a Maggio, dopo poco si presentarono nuovamente i sintomi, così sono stato visitato da un’altro urologo raccomandato dal vecchio, il quale disse che si trattava solamente di un infiammazione e di prendere 1 pasticca al giorno per 20 giorni di Pelvilene dualact, cosa che non ha assolutamente inciso. Così sonó andato dal medico di famiglia il quale mi ha consigliato un’altra visita, dicendomi che secondo lui fosse fibrosi. Ecco io avevo già fatto un ecografia la quale risultava negativa, ma lui insistette e continua tutt’ora a dire che sia fibrosi. Così sono andato da un nuovo urologo il quale mi visitó dicendomi che si potrebbe trattare di tensione del pavimento pelvico e di una infiammazione di non ben chiara natura. Prescrivendomi Brufen. Io ho fatto anche questo ma senza grandi risultati. Sono tornato dal mio medico il quale, come ho già detto, continua a dire che sia fibrosi e di tornare nuovamente dall’ultimo urologo. Nel mentre mi ha dato cortisone in supposte, provando a vedere se fosse un nervo il problema e se dovesse essere sfiammato. Naturalmente ho fatto anche queste supposte, non vedendo miglioramenti.
In questo periodo mi sono un po’ informato, anche se forse sarebbero meglio non guardare su internet, però ho riscontrato una sindrome dal nome “flaccido duro” che rispecchia molto i sintomi che ho e che è difficile da individuare, anche perché vedendo i risultati che ho, sto iniziando a farmi qualche domanda… Che ne pensate?
Grazie per l’attenzione
Buona serata
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Una cosa è certa... nessuno dei medici consultati ha fatto una diagnosi di causa basata su dati adeguati derivati dalle dovute valutazioni... ipotesi e terapie su ipotesi che è evidente non potevano portare a nulla, cercando solo di inseguire il sintomo (cosa che non va mai fatta, anche perché si rischia di coprire i sintomi e non capire più nulla). Quindi certamente occorre rivedere con calma ed i dovuti esami la sua situazione. Quanto descrive potrebbe derivare da due fattori concorrenti: una congestione infiammatoria pelvico-prostatica e un alterato rapporto prepuzio/glande. Una fibrosi peniena mi sembra del tutto improbabile, anche perché è solo evolutivamente negativa, ovvero non torna indietro, e poi... lei riporta una ecografia (suppongo peniena) negativa. Lo so che consigliarle un a nuova valutazione potrebbe non trovarla favorevole, ma non c'è altra soluzione... a patto ovviamente che sia un andrologo che riprenda in mano le cose come si deve.
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