Buonasera, sono fidanzata da circa 3 anni e da circa 1 anno e mezzo abbiamo problemi legati alla sfe

Buonasera, sono fidanzata da circa 3 anni e da circa 1 anno e mezzo abbiamo problemi legati alla sfera sessuale. Passano mesi interi senza fare nulla. Ne ho parlato con il mio ragazzo e dopo varie lotte è riuscito a dirmi che gli viene l’ansia perché si sente giudicato da me. Io cerco di essere il più comprensiva possibile, cerco di non pressarlo e di non stargli addosso. Ma questo modo di fare ci sta portando solo ad una situazione peggiore, siamo sempre più distanti perché non c’è l’iniziativa. Di conseguenza viviamo questa relazione come se avessimo 70anni e fossimo sposati da 50, e a 30 anni vorrei vivere una relazione in cui il sesso è protagonista e vorrei sentirmi desiderata.

7 risposte


Da quello che racconta, sembra essersi creato un circolo difficile: lui vive il sesso con ansia e paura di sentirsi giudicato, lei per non aumentare la pressione si trattiene sempre di più, ma così l’intimità diminuisce ulteriormente e cresce la distanza tra voi. È comprensibile che a 30 anni lei senta il bisogno di vivere una relazione in cui desiderio, iniziativa e sessualità abbiano uno spazio importante, e non c’è nulla di sbagliato in questo. Allo stesso tempo, se lui associa ormai il rapporto sessuale a tensione, aspettative o timore di deludere, difficilmente il problema si risolverà solo aspettando o cercando di “non parlarne troppo”. Credo sarebbe utile affrontare la situazione con un supporto psicologico o sessuologico, individuale o di coppia, per comprendere cosa alimenta l’ansia di lui e come ricostruire un’intimità che non sia vissuta né come una prestazione né come una rinuncia. Se vuole approfondire questa situazione, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli

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Buonasera, da ciò che racconta emerge una situazione che può essere molto frustrante: da una parte il desiderio di vivere una sessualità attiva e sentirsi desiderata dal proprio partner, dall'altra la difficoltà del suo ragazzo, che riferisce di provare ansia e di sentirsi giudicato. Nel tempo, questa dinamica può creare un circolo vizioso in cui la paura di un nuovo insuccesso porta a evitare l'intimità, mentre la mancanza di rapporti aumenta la distanza e la sofferenza all'interno della coppia. È importante riconoscere che le esigenze di entrambi hanno valore. La difficoltà del suo compagno merita ascolto e comprensione, ma anche il suo bisogno di intimità, desiderio e vicinanza sessuale è legittimo. Cercare di non fare pressione può essere utile, ma non significa che debba mettere da parte indefinitamente i propri bisogni o rinunciare al confronto su un aspetto così importante della relazione. Quando l'ansia da prestazione e la paura del giudizio entrano nella sessualità, può diventare difficile interrompere questo meccanismo senza affrontare direttamente ciò che lo alimenta. Può essere utile comprendere che cosa il suo ragazzo tema concretamente, quali aspettative percepisca e come entrambi viviate i momenti di intimità, evitando che ogni avvicinamento venga interpretato come una richiesta di avere un rapporto sessuale. Un percorso di sessuologia, individuale o di coppia, potrebbe aiutarvi a esplorare queste difficoltà, migliorare la comunicazione e ritrovare gradualmente uno spazio di intimità più sereno, senza prestazioni da dimostrare né pressioni da subire. L'obiettivo non è semplicemente aumentare la frequenza dei rapporti, ma costruire una sessualità soddisfacente per entrambi, nella quale possiate sentirvi liberi di esprimere desideri e bisogni. La comprensione è importante, ma lo è anche la possibilità di affrontare insieme il problema: una difficoltà sessuale che si protrae nel tempo non deve necessariamente diventare una condizione immutabile della relazione.


credo che, se volete continuare il rapporto, dobbiate andare in analisi


Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo che possa essere una situazione faticosa. Potrebbe essere utile valutare la possibilità di intraprendere un percorso con un sessuologo clinico, che vi aiuti a comprendere meglio cosa sta accadendo e a esplorare insieme le difficoltà che si sono create intorno alla sessualità. Uno spazio di questo tipo potrebbe permettervi di affrontare il tema senza che diventi motivo di pressione o di scontro, ma cercando di comprendere i bisogni, i vissuti e le difficoltà di entrambi, per ritrovare una maggiore intimità e complicità. buona giornata Dott.ssa Chiara Borroni


È perfettamente comprensibile come ti senti: a 30 anni, dopo tre anni di relazione, è del tutto naturale desiderare passione, intimità e la sensazione di essere cercata e desiderata dal proprio partner. Sentirsi "come una coppia di settantenni" genera una frustrazione profonda, soprattutto quando hai già provato a fare un passo indietro per non pressarlo. Per non fargli salire l'ansia da prestazione o dal giudizio, tu hai smesso di prendere l'iniziativa e cerchi di non fare pressioni. Lui, sentendo l'ansia e la paura di fallire o deludere le tue aspettative, evita il contatto intimo. Risultato? Il sesso diventa un elefante nella stanza e l'inazione alimenta il distacco emotivo e fisico. Quando un uomo prova ansia da prestazione, ogni singolo tentativo (o anche il solo pensiero di farlo) viene vissuto come un "test" da superare o fallire. Anche la tua comprensione, paradossalmente, può essere percepita indirettamente come un'attesa nei suoi confronti, aumentando la pressione interna che si auto-genera. Se l'ansia da prestazione è radicata e dura da un anno e mezzo, parlarne da soli rischia spesso di girare in tondo. Un professionista specializzato offre uno spazio neutrale e non giudicante per sbloccare la situazione con strumenti concreti e senza che nessuno dei due si senta "sotto accusa".


Buongiorno, capisco la sua frustrazione e il senso di solitudine che può provare nel vivere una relazione in cui l’intimità è venuta progressivamente a mancare ed è comprensibile che oltre alla mancanza di rapporti sessuali le pesi anche non sentirsi cercata e desiderata dal suo partner. Da quello che racconta sembra essersi creato un circolo vizioso in cui lui vive l’intimità con ansia e paura del giudizio, mentre lei nel tentativo di non mettergli pressione, finisce per trattenere i propri bisogni e le proprie aspettative. Nel frattempo la distanza cresce e la sessualità diventa un argomento sempre più delicato. È importante ricordare che comprendere le difficoltà del partner non significa dover mettere da parte i propri bisogni. Lei può rispettare i suoi tempi senza rinunciare al desiderio di vivere una relazione in cui si senta amata, cercata e appagata. Allo stesso tempo per uscire da questa situazione è necessario che anche lui sia disposto a riconoscere il problema e ad affrontarlo insieme a lei senza che tutto il peso ricada su uno solo. Potrebbe essere utile un percorso di consulenza sessuologica per comprendere cosa alimenta la sua ansia e aiutarvi a ritrovare una vicinanza che non sia vissuta come un obbligo o una prestazione. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


Gentile utente, i suoi bisogni e desideri sono assolutamente legittimi e meritano di essere incontrati. Quando un elemento della coppia ha una spinta sessuale differente dal partner, a prescindere dall'eventuale presenza di disturbi sessuali, è normale che ci si possa scontrare. Purtroppo la mancanza di sesso può portare a grandi sofferenze della coppia. In presenza di problemi sessuali, inoltre, il problema può addirittura amplificarsi intrecciandosi con le delicatezze personali di entrambi. Raccomanderei un percorso sessuologico di coppia, per vedere come approcciare questa situazione. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti!

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