Buonasera, Ho 35 anni, peso circa 68kg, alto circa 1,68, dopo circa due mesi di bruciore mentre urin

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Buonasera, Ho 35 anni, peso circa 68kg, alto circa 1,68, dopo circa due mesi di bruciore mentre urinavo, e dopo aver eseguito le analisi alle urine dove non è stato rilevato nulla di rilevante, ho fatto la mia prima visita urologica, mi è stata diagnosticata una prostatite cronica, e mi è stata data una cura con:
- Unidrox
- Topster
- Xinprox
dopo il primo mese dovevo eseguire tampone uretrale, spermiogramma, esame citologico, ecografia addome inferiore e PSA. I fastidi son continuiti si son leggermente alleviati ma il bruciore era persistente.
Nell'esame citologico è stato riscontrata negativa la ricerca di cellule neoplastiche, ma presenza di cellule infiammatorie. Nell'ecografia non è stato rilevato nulla di significativo, tutto nella norma. PSA effettuato rilevato un valore 1,60.
Nel tampone uretrale e nella spermiogramma è stata rilevata la presenza del battere: haemophilus parainflenzae, e nell'antibiogramma eseguito è stato che solo la Cefotaxima era S sensibile a regime di dosaggio standard, tutti gli principi attivi erano R resistenti.
Dopo tutti questi esami son tornato dalla specialista che mi ha detto che ero soggetto ad una prostatite cronica batterica visto che secondo lei il PSA rilevato era troppo alto per la mia età, mi ha cambiato la terapia visto che avevo ancora bruciore:
- Cefixima
- Xatral
- PeaProstil
Trascorsi i primi 14 giorni di terapia (sopratutto di antibiotico) mi sento quasi come prima anche seguendo uno stile alimentare differente rispetto a prima, non sò se è il caso di tornare nuovamente dalla specialista, o se occurre almeno 1 mese di tempo per vedere risultati, ormai sembra una storia infinita... non sò proprio quale potrebbe essere la scelta più corretta...
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Curioso fare prima una terpia relativamente pesante e poi gli esami, peraltro fortemente incompleti. Non ha fatto uno spermiogramma ma una spermiocoltura (da quanto riporta), esame che spesso si inquina e che quindi è inattendibile, così come il tampone uretrale. Non si attiva una terapia antibiotico su tali basi, soprattutto con cariche batteriche basse e multiresistenti. Nessuna di quelle terapie può risolverle lo stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica non adeguatamente valutato nelle sue ragioni. Quel PSA è, per ora, solo dovuto alla condizione infiammatoria. Una volta determinate le ragioni del problema (genitali ed extragenitali o generali) un buon andrologo, senza minimizzazioni, definirà l'adeguato percorso terapeutico che potrebbe richiedere non meno di un anno.

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