Buonasera ho 32 anni e ha da 7 mesi che cerco di curare una prostatite non batterica, ho notato che

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Buonasera ho 32 anni e ha da 7 mesi che cerco di curare una prostatite non batterica, ho notato che se eiaculo una volta a settimana i fastidì urinari aumentano un po’ ma si stabilizzano subito massimo dopo un giorno, invece se magari eccedo con una volta in più a settimana mi aumentano significativamente, ci sono delle volte che eiaculando peggiorano i sintomi e delle volte migliorano, secondo voi sarebbe opportuno tentare un po’ di astinenza tipo15 giorni dato che è proprio dall eiaculazione che avvengono i fastidì?
I sintomi che avverto sono bisogno spesso di urinare anche se ho urinato poco prima, sensazione di dover urinare sempre anche per quantità minime e un po’ di dolore al fondo schiena se sto seduto, ovviamente ho fatto diversi accertamenti e diverse cure ma senza risolvere totalmente il problema, ho effettuato uroflussometria nella norma, la vescica viene liberata in modo corretto, ho effettuato urinocoltura e spermiocoltura con esito negativo, attualmente assumo xatral ma senza grandi miglioramenti, ci sono delle volte che penso di essere guarito al quanto non avverto nulla ma non appena eiaculo i sintomi ritornano, secondo voi potrei tentare di astenermi per un po’o rischierei di peggiorare la situazione? Il tutto è nato da un rapporto protetto ma prolungato praticando il coito interrotto, dopo qualche ora ho cominciato a dover urinare tante volte con bruciore cosa che adesso da un bel po di tempo non ho più, il mio urologo mi ha prescritto di tutto, topster serenoa repens,agilev, altri integratori e Antinfiammatori ,vi prego datemi degli ottimi consigli per come uscire da questa situazione è fatemi sapere se ne vale la pena astenermi per un po’
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Chirurgo generale, Urologo
Milano
Non ha senso l'uso dell'alfa-litico visto che non ha problemi minzionali, anzi rischia solo di sostenere la congestione infiammatoria che ora ha da tempo e che 7 mesi fa presumibilmente si è solo accentuata, rimando allo stato attuale per carenza di adeguata valutazione delle ragioni e conseguente adeguata terapia. Non serve l'astensione ejaculatoria... anzi fnirebbe solo epr far congestionare di più il sistema. Ovvio che quelle terapie, non centrate su una diagnosi di causa ma solo per cercare di correggere i sintomi, non abbiano portato ad alcun esito utile (soprattutto la levofloxacina, antibiotico da usare con cautela e se strettamente necessario...cosa che non esisteva vista la negatività colturale... ma anche la serenoa, un anti-androgeno che riduce la capacità riparativa locale). Allo stato occorre rifar eil punto della situazione con un buon andrologo che riveda gli esami fatti e che presumibilmente dovrà rifare tutto daccapo: esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.

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