Buonasera, ho 24 anni e fine giugno 2025 ho avuto un forte attacco di panico di notte. Non gli ho d

2 risposte
Buonasera, ho 24 anni e fine giugno 2025 ho avuto un forte attacco di panico di notte.
Non gli ho dato peso, così non si è più ripresentato nulla fino ad metà agosto 2025, dove ne ho avuto un altro di sera mentre ero a cena fuori: da quel giorno ne ho avuto un altro abbastanza forte nei giorni successivi per poi avere abbastanza spesso ( direi quotidianamente) crisi di panico “minori” dove non c’era “paura di morire” ma non mi veniva il respiro oppure avevo tachicardia, formicolii, stanchezza estrema eccetera.
Tutto questo fino a metà novembre, a partire da metà novembre le crisi di panico anche minori si sono notevolmente ridotte e sono diventate più sporadiche, ma mi è rimasta costante una derealizzazione/ stranezza, che definirei comunque lieve visto che leggo certe testimonianze ben peggiori della mia e perché non mi impedisce di fare nulla, ma che è comunque fastidiosa.
Sono andato avanti così fino a metà febbraio, ma visto il permanere di questo, un umore sempre più basso e un rimuginio sempre più insistente, complice anche il fatto che sono all’ultimo anno di giurisprudenza e cio mi reca molto stress, ho deciso di rivolgermi a uno psichiatra( sono già in terapia da uno psicologo).
Mi è stato diagnosticato un disturbo di panico e mi è stata prescritto Sereupin 20mg, che ho iniziato a prendere a dosaggio pieno il 26 febbraio, insieme ad En (ora tolto): in questi due mesi è nettamente migliorato il mio umore, la mia motivazione, la mia energia, il mio sonno e il mio appetito, e direi che è calata anche l’ ansia, visto che ho avuto solo un po’ di tachicardia qualche giorno fa e il rimuginio è assolutamente diminuito.
L’unica cosa che permane è questa stranezza, ed è su questo che verte la mia domanda: mi è stato detto che per far passare questa sensazione occorre un po’ più di tempo, è vero? Devo solo avere un po’ di pazienza? Sinceramente è fastidiosa anche se quando sono immerso in attività me ne dimentico totalmente a volte, mi è stato anche detto di non testarmi e che col passare del tempo se ne andrà assolutamente.
Confermate? È vero che forse dopo due mesi a dosaggio pieno e ancora troppo presto? Grazie e buona serata!
Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissimo,

comprendo perfettamente il senso di fastidio e frustrazione che descrive; la derealizzazione, seppur lieve, è una sensazione subdola e logorante, soprattutto quando si è sotto pressione per traguardi importanti come l'ultimo anno di giurisprudenza. Voglio però aiutarla ad analizzare il suo quadro clinico.

Il dato clinico di partenza è estremamente positivo: lei sta avendo una risposta terapeutica eccellente, sulla base di ciò che descrive. Il fatto che in soli due mesi il Sereupin a 20 mg abbia ripristinato l'umore, l'energia, il sonno e abbia di fatto spento gli attacchi acuti, ci conferma che la molecola sta lavorando in modo molto corretto sul suo sistema nervoso.

Per quanto riguarda la derealizzazione residua, le confermo in modo ciò che le è stato detto: potrebbe rappresentare fisiologicamente l'ultimo sintomo a spegnersi.

La derealizzazione non è una malattia a sé stante, ma un meccanismo di difesa del nostro cervello. Dopo mesi in cui il suo sistema nervoso è stato costantemente in allarme a causa dei sintomi di panico continuo, la mente tende a creare un lieve distacco dalla realtà per "proteggersi" dall'eccesso di stimoli.

È letteralmente "il fumo che rimane dopo che l'incendio è stato domato".

Due mesi a dosaggio pieno sono un tempo corretto per spegnere l'ansia acuta, ma il sistema percettivo e cognitivo potrebbe necessitare di un tempo maggiore per "resettarsi" completamente.

Il consiglio che le hanno dato di non testarsi è clinicamente ineccepibile; la derealizzazione si nutre esclusivamente della sua stessa attenzione.

Il rimuginio e il chiedersi continuamente "mi sento ancora strano oggi?" agiscono come una lente d'ingrandimento: costringono il cervello a focalizzarsi su quella sensazione, mantenendola in vita artificialmente. La prova clinica inconfutabile di questo meccanismo è proprio il fatto che, quando lei è immerso nello studio o in altre attività, il sintomo svanisce totalmente.

Il mio consiglio è di avere pazienza, continuare ad affidarsi alla psicoterapia e cercare di "non ascoltare" questo sintomo residuo. Se nei prossimi mesi questa sensazione dovesse persistere e crearle un blocco, ne discuta apertamente con il suo specialista durante le visite di controllo.

Solo attraverso un monitoraggio medico diretto nel tempo sarà possibile capire se occorra ricalibrare la terapia farmacologica, o se si tratti solo di dare al suo cervello il tempo necessario per ritrovare la sua naturale lucidità.

Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.

Un caro saluto.

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Dott. Stefano Bonora
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, ha fatto bene ad impostare la terapia indicata. Certamente per avere un pieno effetto servono più mesi, tendenzialmente vedrà un miglioramento incrementale nel tempo

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