Buonasera a tutti sono una giovane mamma di due bellissime bimbe di 3 e 6 anni . Convivo da 10 anni
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Buonasera a tutti sono una giovane mamma di due bellissime bimbe di 3 e 6 anni . Convivo da 10 anni col mio compagno e papà delle bimbe . Lavoro come operaia da 3 anni , 8 ore al giorno ultimamente anche 9 , aggiungendo il sabato ( preciso che è un lavoro duro , sempre in piedi e solitario , ultimamente mi pesa molto soprattutto l aggiunta di ore ) sono già in cura da 2 anni per ansia e attacchi di panico , tramite psichiatra e assumo ogni sera un antidepressivo . Mi sono trovata da subito bene e sono stata meglio . A parte ogni cambio stagione dove risento di sbalzi d umore e ansia . Da una settimana mi è tornata una forte ansia , sbalzi d umore e umore giù , mi è venuto il dubbio che sia stato per un errore di assunzione del farmaco che ho fatto settimana scorsa , ho assunto il giovedì normalmente , poi ho dimenticato venerdì e sabato per riprenderlo domenica e l ho dimenticato ancora lunedì . Lo sto riassumendo con regolarità ma la situazione è migliorata di poco poco . Può essere dovuto all errore del farmaco o al carico di lavoro ?
Buonasera,
Dipende da che farmaco assume. In alcuni casi la sospensione brusca di una terapia antidepressiva può dare una sindrome da sospensione, che può manifestarsi con una recrudescenza di alcuni sintomi di ansia da rimbalzo, ma l'entità dei sintomi è strettamente correlata alla tipologia di farmaco. Sicuramente è utile riprendere e mantenere un'adeguata regolarità della terapia in atto, quindi rivalutare la situazione nei giorni successivi. Nel caso in cui il quadro non migliori nonostante il ripristino della terapia come da schema regolare, utile consultare il proprio psichiatra di riferimento per rivalutare la situazione.
Dipende da che farmaco assume. In alcuni casi la sospensione brusca di una terapia antidepressiva può dare una sindrome da sospensione, che può manifestarsi con una recrudescenza di alcuni sintomi di ansia da rimbalzo, ma l'entità dei sintomi è strettamente correlata alla tipologia di farmaco. Sicuramente è utile riprendere e mantenere un'adeguata regolarità della terapia in atto, quindi rivalutare la situazione nei giorni successivi. Nel caso in cui il quadro non migliori nonostante il ripristino della terapia come da schema regolare, utile consultare il proprio psichiatra di riferimento per rivalutare la situazione.
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Gentilissima,
comprendo profondamente la stanchezza fisica e mentale che sta vivendo. Con una bimba di tre anni e mezzo e un figlio piccolo a casa, conosco in prima persona le energie totalizzanti che richiede la genitorialità quotidiana; dover sommare a questo impegno un lavoro in fabbrica così usurante e solitario per 9 ore al giorno rappresenta un carico di stress oggettivamente enorme.
Analizzando la sua situazione, la risposta al suo dubbio è che entrambi i fattori stanno probabilmente contribuendo a questo momento di crisi.
Tuttavia, l'aver saltato tre assunzioni del suo antidepressivo nell'arco di soli cinque giorni potrebbe rappresentare la causa scatenante di questa acuta riacutizzazione sintomatologica.
Gli psicofarmaci necessitano di livelli costanti nel sangue; queste interruzioni "a singhiozzo" creano dei veri e propri contraccolpi biochimici nel sistema nervoso, che potrebbero generare ansia di rimbalzo, deflessione dell'umore e sintomi da sospensione.
Il fatto che la situazione sia migliorata solo "di poco" da quando ha ripreso la terapia è del tutto fisiologico: il cervello potrebbe necessitare di un paio di settimane di assunzione rigorosamente regolare per riassestarsi e spegnere l'allarme. A questo sbalzo biochimico, naturalmente, si somma la sua oggettiva vulnerabilità dovuta allo sfinimento lavorativo.
Il mio consiglio è di riprendere la terapia con rigore assoluto così come le è stata prescritta, magari aiutandosi con una sveglia sul telefono; se però l'ansia non dovesse rientrare completamente nell'arco di quindici giorni, le raccomando di prenotare una visita psichiatrica per rivalutazione del quadro clinico.
Solo attraverso una visita diretta e accurata uno specialista psichiatra può valutare se la molecola attuale sia ancora in grado di "coprirla" adeguatamente in un periodo di stress psicofisico così elevato, oppure se sia necessario ottimizzare la terapia farmacologica ricalibrandola.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Un caro saluto.
comprendo profondamente la stanchezza fisica e mentale che sta vivendo. Con una bimba di tre anni e mezzo e un figlio piccolo a casa, conosco in prima persona le energie totalizzanti che richiede la genitorialità quotidiana; dover sommare a questo impegno un lavoro in fabbrica così usurante e solitario per 9 ore al giorno rappresenta un carico di stress oggettivamente enorme.
Analizzando la sua situazione, la risposta al suo dubbio è che entrambi i fattori stanno probabilmente contribuendo a questo momento di crisi.
Tuttavia, l'aver saltato tre assunzioni del suo antidepressivo nell'arco di soli cinque giorni potrebbe rappresentare la causa scatenante di questa acuta riacutizzazione sintomatologica.
Gli psicofarmaci necessitano di livelli costanti nel sangue; queste interruzioni "a singhiozzo" creano dei veri e propri contraccolpi biochimici nel sistema nervoso, che potrebbero generare ansia di rimbalzo, deflessione dell'umore e sintomi da sospensione.
Il fatto che la situazione sia migliorata solo "di poco" da quando ha ripreso la terapia è del tutto fisiologico: il cervello potrebbe necessitare di un paio di settimane di assunzione rigorosamente regolare per riassestarsi e spegnere l'allarme. A questo sbalzo biochimico, naturalmente, si somma la sua oggettiva vulnerabilità dovuta allo sfinimento lavorativo.
Il mio consiglio è di riprendere la terapia con rigore assoluto così come le è stata prescritta, magari aiutandosi con una sveglia sul telefono; se però l'ansia non dovesse rientrare completamente nell'arco di quindici giorni, le raccomando di prenotare una visita psichiatrica per rivalutazione del quadro clinico.
Solo attraverso una visita diretta e accurata uno specialista psichiatra può valutare se la molecola attuale sia ancora in grado di "coprirla" adeguatamente in un periodo di stress psicofisico così elevato, oppure se sia necessario ottimizzare la terapia farmacologica ricalibrandola.
Resto a disposizione per eventuali necessità, le faccio i migliori auguri per tutto.
Un caro saluto.
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