Buonasera, A seguito di periodo in cui avvertivo (di rado) bruciori post coito mi sono sottoposto a

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Buonasera,
A seguito di periodo in cui avvertivo (di rado) bruciori post coito mi sono sottoposto ad una visita urologica dalla quale è stata riscontrato "ingrossamento prostata - 33x46x44 e vol 34" e varicocelle grado 1-2 (ecocolordoppler), tutto nella norma per vescica e altro.
Mi sottopongo, come prescritto, a spermiogramma e spermiocoltura.
Lo spermiogramma rileva tutti i valori nella norma ad eccezione dei leucociti (3,7 < 1) mentre la spermiocoltura rileva 70.000 CFU/mL di Enterococcus faecalis + 4.000 CFU/mL di Escherichia coli (Nessun altro sviluppo significativo di batteri e/o miceti ricercati).
Ora, in attesa dell'appuntamento previsto con il mio specialista tra 15 giorni, volevo chiedere se, dal momento che nell'ultimo mese ho avuto anche discreti problemi con lo stomaco (Helycobacter pylori con gastrite + duodenite cronica) e avendo effettuato una cura antibiotica molto pesante a base di Amoxicillina, Levoflaxicina e Tinidazolo, come dovrei affrontare questo risultato dell'esame? E' necessaria una nuova cura antibiotica? La presenza di Enterococcus faecalis e Escherichia coli nello sperma può essere collegata anche alla problematica gastrica a me riscontrata? Il quadro è preoccupante?

Saluti
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Una prostata da 34 ml è certamente congesta ed infiammata ma poco centrano quei batteri rilevati dalla spermiocoltura il cui esito sembra più essere frutto di un inquinamento del campione, come spesso accade con tale esame. La coltura corretta va definita con il test di Stamey ben eseguito dall'andrologo. Peraltro il bombardamento antibiotico subito (forse anche inutile e solo tossico) rende ancora più improbabile la veridicità di quella spermiocoltura. Per decidere dell'analisi spermatica occorre vedere i dati ed interpretarli adeguatamente: non basta che stiano neo valori di riferimento perché sono talmente ampi che ci sta tutto e il contrario di tutto e l'elevata presenza di leucociti rende pressoché impossibile che quella qualità spermatica sia normale. Infine il quadro intestinale va attentamente rivalutato ed integrato con la questione pelvico-prostatica perché si influenzano vicendevolmente. Se non si integrano i dati e non si definisce una corretta e non solo sintomatologica strategia terapeutica, non risolverà in fatto nulla.

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