Buonasera, 6 mesi fa mi è stato diagnosticato l'esofago di Barrett con ernia iatale di 6 cm. Soffri
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Buonasera,
6 mesi fa mi è stato diagnosticato l'esofago di Barrett con ernia iatale di 6 cm. Soffrivo da qualche anno di GERD, avendo anche cardias incontinente.
All'esame istologico risultava:
1) Frammenti di mucosa gastrica di tipo antrale sede di iperemia. NO HP.
2) Frammenti di mucosa rivestita da epitelio di tipo gastrico sede di moderata flogosi cronica attiva associata a iperplasia rigenerativa dell'epitelio ghiandolare, metaplasia intestinale di tipo incompleto e focale displasia epiteliale.
Qualche giorno fa ho effettuato una gastroscopia, a distanza di 6 mesi dalla prima, dopo aver fatto cura con esomeprazolo (80mg die) e Gaviscon Advance oltre che aver eliminato quasi completamente caffè, alcool, frutta acida, fritti e così via.
Ho ricevuto il referto della gastroscopia (in attesa dell'istologico) che recita:
"Esofago normale per calibro ed aspetto della mucosa. In sede pre-giunzionale, tuttavia, si rilevano due "lingule" irregolari di mucosa colora "rosa salmone", che si estendono in senso prossimale per circa 2cm, rispettivamente alle ore-2 e a ore-5 del quadrante endoscopico; giunzione esofagogastrica non definibile precisamente, verosimilmente coinvolta dalla stessa mucosa metaplasica per pochi millimetri in senso circonferenziale, e comunque a circa 37 cm dall'a.d.s.; iato diaframmatico ipocontinente a 39 cm.
Stomaco distendibile, con pliche regolari e mucosa integra, con segni di lieve flogosi cronica antrale.
Piloro pervio, superabile.
Bulbo e seconda parte del duodeno nella norma; villi ben visibili.
Conclusioni:
Esofago di Barrett C<1-M2, secondo la classificazione di Praga con istologico in corso)
Ipocontinenza cardiale
Gastrite cronica antrale di grado lieve
Tra una ventina di giorni dovrò fare ulteriore visita dal gastroenterologo.
Volevo avere un vostro cortese parere su quale potrebbe essere la strada migliore da intraprendere.
Le ipotesi che mi sono state ventilate sono l'ablazione (o crio) per il trattamento dell'esofago di Barrett e un'eventuale intervento chirurgico per l'incontinenza del cardias.
1) Cosa pensate, cosa fareste voi (entrambi gli interventi e che tipologia)?
2) C'è giurisprudenza a riguardo?
Grazie a tutti per l'attenzione.
6 mesi fa mi è stato diagnosticato l'esofago di Barrett con ernia iatale di 6 cm. Soffrivo da qualche anno di GERD, avendo anche cardias incontinente.
All'esame istologico risultava:
1) Frammenti di mucosa gastrica di tipo antrale sede di iperemia. NO HP.
2) Frammenti di mucosa rivestita da epitelio di tipo gastrico sede di moderata flogosi cronica attiva associata a iperplasia rigenerativa dell'epitelio ghiandolare, metaplasia intestinale di tipo incompleto e focale displasia epiteliale.
Qualche giorno fa ho effettuato una gastroscopia, a distanza di 6 mesi dalla prima, dopo aver fatto cura con esomeprazolo (80mg die) e Gaviscon Advance oltre che aver eliminato quasi completamente caffè, alcool, frutta acida, fritti e così via.
Ho ricevuto il referto della gastroscopia (in attesa dell'istologico) che recita:
"Esofago normale per calibro ed aspetto della mucosa. In sede pre-giunzionale, tuttavia, si rilevano due "lingule" irregolari di mucosa colora "rosa salmone", che si estendono in senso prossimale per circa 2cm, rispettivamente alle ore-2 e a ore-5 del quadrante endoscopico; giunzione esofagogastrica non definibile precisamente, verosimilmente coinvolta dalla stessa mucosa metaplasica per pochi millimetri in senso circonferenziale, e comunque a circa 37 cm dall'a.d.s.; iato diaframmatico ipocontinente a 39 cm.
Stomaco distendibile, con pliche regolari e mucosa integra, con segni di lieve flogosi cronica antrale.
Piloro pervio, superabile.
Bulbo e seconda parte del duodeno nella norma; villi ben visibili.
Conclusioni:
Esofago di Barrett C<1-M2, secondo la classificazione di Praga con istologico in corso)
Ipocontinenza cardiale
Gastrite cronica antrale di grado lieve
Tra una ventina di giorni dovrò fare ulteriore visita dal gastroenterologo.
Volevo avere un vostro cortese parere su quale potrebbe essere la strada migliore da intraprendere.
Le ipotesi che mi sono state ventilate sono l'ablazione (o crio) per il trattamento dell'esofago di Barrett e un'eventuale intervento chirurgico per l'incontinenza del cardias.
1) Cosa pensate, cosa fareste voi (entrambi gli interventi e che tipologia)?
2) C'è giurisprudenza a riguardo?
Grazie a tutti per l'attenzione.
Gentile sig.re/ra, spero proprio NON ci sia giurisprudenza al riguardo della salute altrimenti manderemo gli avvocati ad operare al posto nostro! Se, come immagino, si riferisce a linee guida scientifiche (e non a pareri di solito assolutamente incongrui blaterati da avvocati che non hanno idea di cosa dicono...), quelle ci sono ma sono piuttosto in disaccordo tra loro. Atteniamoci solo al piano scientifico. Si tratta nel suo caso di un esofago di Barrett "corto" (short Barrett) associato ad ernia jatale (il cardias è sempre incontinente in caso di ernia jatale da scivolamento). Come sa, l'esofago di Barrett è considerato una precancerosi, cioè una condizione che predispone al rischio di cancro dell'esofago. Tuttavia, recenti evidenze sembra dimostrino che un paziente con short Barrett ha lo stesso rischio di coloro che non hanno un Barrett. Per questo motivo, non si pone indicazione ad ablazione laser in questi casi. L'intervento chirurgico di plastica antireflusso, invece, può avere un senso. La maggior parte delle linee guida consigliano di continuare con la terapia e la dieta come sta facendo e sottoporsi ad una gastroscopia ogni 3 anni. Tuttavia, evidenze significative della Letteratura medica dimostrano chiaramente che un intervento di plastica antireflusso in questi casi ferma la progressione del Barrett (e in tanti casi lo fa regredire) oltre a trattare i sintomi del reflusso. Considerata la presenza di un'ernia di 6 cm, non serve fare una pHmetria dell'esofago (perche è chiaro che ci sia un reflusso). Sarebbe opportuno eseguire una manometria per capire come quest'esofago si contrae. In questi casi suggerisco anche una TAC per capire bene l'anatomia dell'ernia ed escludere malformazioni. Un eventuale intervento chirurgico, che ovviamente dovrà essere ampiamente discusso con Lei anche considerando le sue caratteristiche (sesso, età, patologie associate, eventuali cure in corso...), è a basso rischio ed è risolutivo in una altissima percentuale di casi. Il mio gruppo ed io eseguiamo questo intervento in chirurgia robotica, con ottimi risultati e recupero rapido.
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