Buona sera a tutti. Sono un ragazzo di 35 anni, ho sofferto per anni di ansia, attacchi di panico e
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risposte
Buona sera a tutti.
Sono un ragazzo di 35 anni, ho sofferto per anni di ansia, attacchi di panico e credo anche di depressione.
Negli ultimi 4 anni mi erano stati prescritti i seguenti farmaci: prazene 10mg e entact 20mg.
A gennaio 2020 sono arrivato ad assumere 5mg e 5mg al di di entrambi i farmaci.
A fine febbraio mi svegliavo con conati, inappetenza, non riuscivo a dormire.
Ho anche diverse intolleranze alimentari quindi non ho una dieta molto varia, faccio sport, non fumo, non assumo alcol ne stupefacenti.
Sono tornato dallo psichiatra che mi ha prescritto xanax 1mg RP e mirtazapina 15mg (prima di dormire), a fine agosto pur assumendo con regolarità i farmaci ho ricominciato ad avere attacchi d ansia, fare fatica a mangiare.
Ho sentito il Dottore che mi ha detto di sospendere la cura e di prendere prazene al bisogno.
La mirtazapina ho dovuto sospenderla perchè mi aveva alzato abbastanza i livelli di bilirubina.
Da agosto ad ora l ansia mi sembra sempre peggio, mi manca l aria, faccio fatica a deglutire, mi sembra difficile affrontare la vita quotidiana come lavorare, allenarmi ecc, e spesso piango.
Sono stato nuovamente dallo psichiatra che mi ha prescritto daparox gocce (7 gocce il primo giorno, 8 il secondo, fino ad arrivare a 14 goocce al giorno e mantenere) e xanax 0.5mg RP.
Non ho ancora iniziato la cura perché mi hanno trovato la creatinina a 1.50 e la velocità di filtrazione glomerurale a 53 e ho paura che questi farmaci possano peggiorare la condizione dei miei reni.
Ho fatto visita nefrologica con ecografia e tutto sembra perfetto.
Ho intrapreso anche un percorso psicoterapeutico (sono andato solo una volta per ora, martedi ho la prossima seduta).
Io nel mentre mi sento sempre peggio, non riesco a svolgere la mia vita quotidiana senza avere ansia o crisi di pianto.
Cosa mi consigliate di fare? Iniziare la terapia farmacologica? O aspettare ancora e vedere come va con lo psicoterapeuta?
Vi ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti
Sono un ragazzo di 35 anni, ho sofferto per anni di ansia, attacchi di panico e credo anche di depressione.
Negli ultimi 4 anni mi erano stati prescritti i seguenti farmaci: prazene 10mg e entact 20mg.
A gennaio 2020 sono arrivato ad assumere 5mg e 5mg al di di entrambi i farmaci.
A fine febbraio mi svegliavo con conati, inappetenza, non riuscivo a dormire.
Ho anche diverse intolleranze alimentari quindi non ho una dieta molto varia, faccio sport, non fumo, non assumo alcol ne stupefacenti.
Sono tornato dallo psichiatra che mi ha prescritto xanax 1mg RP e mirtazapina 15mg (prima di dormire), a fine agosto pur assumendo con regolarità i farmaci ho ricominciato ad avere attacchi d ansia, fare fatica a mangiare.
Ho sentito il Dottore che mi ha detto di sospendere la cura e di prendere prazene al bisogno.
La mirtazapina ho dovuto sospenderla perchè mi aveva alzato abbastanza i livelli di bilirubina.
Da agosto ad ora l ansia mi sembra sempre peggio, mi manca l aria, faccio fatica a deglutire, mi sembra difficile affrontare la vita quotidiana come lavorare, allenarmi ecc, e spesso piango.
Sono stato nuovamente dallo psichiatra che mi ha prescritto daparox gocce (7 gocce il primo giorno, 8 il secondo, fino ad arrivare a 14 goocce al giorno e mantenere) e xanax 0.5mg RP.
Non ho ancora iniziato la cura perché mi hanno trovato la creatinina a 1.50 e la velocità di filtrazione glomerurale a 53 e ho paura che questi farmaci possano peggiorare la condizione dei miei reni.
Ho fatto visita nefrologica con ecografia e tutto sembra perfetto.
Ho intrapreso anche un percorso psicoterapeutico (sono andato solo una volta per ora, martedi ho la prossima seduta).
Io nel mentre mi sento sempre peggio, non riesco a svolgere la mia vita quotidiana senza avere ansia o crisi di pianto.
Cosa mi consigliate di fare? Iniziare la terapia farmacologica? O aspettare ancora e vedere come va con lo psicoterapeuta?
Vi ringrazio anticipatamente
Cordiali saluti
Buongiorno, sta facendo tutto quello che al momento può fare perché associare il trattamento farmacologico ad un percorso psicoterapico è molto importante. Quello che le consiglio al momento è di affidarsi completamente allo psicoterapeuta che ha scelto condividendo tutto quello che sente in questo momento. Un caro in bocca al lupo
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Buongiorno. Si, come le ha già detto la collega, per ora si affidi al lavoro con lo psicoterapeuta, e dia tempo al processo terapeutico di mostrare suoi frutti.
Il suggerimento che posso darle è di chiedere al suo terapeuta di mettersi in contatto con lo psichiatra.
Per esperienza posso dirle che è molto meglio quando i due professionisti lavorano in sinergia.
Il suggerimento che posso darle è di chiedere al suo terapeuta di mettersi in contatto con lo psichiatra.
Per esperienza posso dirle che è molto meglio quando i due professionisti lavorano in sinergia.
La terapia farmacologica può agire efficacemente sulla sintomatologia ansiosa e depressiva ma non può certamente eliminare ciò che ha generato questi stati emotivi così intensi. Concordando con le risposte precedenti, abbia fiducia nel suo psicoterapeuta e dia alla terapia il tempo di dare i suoi frutti.
Non disperi esistono altri farmaci per il suo problema
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Capisco perfettamente la tua paura: quando si è già in ansia, anche un valore di laboratorio può diventare enorme. Le tue analisi non indicano una malattia renale in corso, e i farmaci prescritti sono compatibili con una funzione renale come la tua, se monitorata dal medico. La psicoterapia è preziosa, ma in questa fase i farmaci possono sostenerti per tornare a respirare e a vivere. Iniziare la cura prescritta è il passo più concreto per interrompere questo circolo di sofferenza. Meriti di ritrovarti.
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