Buon pomeriggio a tutti, da recenti analisi sono venuta a conoscenza di soffrire di disbiosi intes
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Buon pomeriggio a tutti,
da recenti analisi sono venuta a conoscenza di soffrire di disbiosi intestinale di livello 7.
sono ormai anni che ne soffro, e non ne ero nemmeno a conoscenza... tutto è nato 5 anni fa dopo un erasmus devastante fatto di eccesso di alchol, stress emotivo elevatissimo, zero sonno e una pessima alimentazione. Possibile che il mio intestino sia stato danneggiato cosi tanto?
Il mio medico allergolo mi ha prescritto villised e pentabiocel, mi ha tolto il latte in tutte le sue forme. In più, mi alleno 3 volte alla settimana con camminata quotidiana, mangio (credo) equilibrato ... ma sono sempre sempre sempre gonfia...
Vi chiedo aiuto perchè non so come trattare il mio problema, sembra che qualsiasi cosa faccia risulti sbagliata...
da recenti analisi sono venuta a conoscenza di soffrire di disbiosi intestinale di livello 7.
sono ormai anni che ne soffro, e non ne ero nemmeno a conoscenza... tutto è nato 5 anni fa dopo un erasmus devastante fatto di eccesso di alchol, stress emotivo elevatissimo, zero sonno e una pessima alimentazione. Possibile che il mio intestino sia stato danneggiato cosi tanto?
Il mio medico allergolo mi ha prescritto villised e pentabiocel, mi ha tolto il latte in tutte le sue forme. In più, mi alleno 3 volte alla settimana con camminata quotidiana, mangio (credo) equilibrato ... ma sono sempre sempre sempre gonfia...
Vi chiedo aiuto perchè non so come trattare il mio problema, sembra che qualsiasi cosa faccia risulti sbagliata...
Cara,
E' possibile che il suo intestino risulti molto danneggiato per quello che racconta, tuttavia ci potrebbero essere delle cause aggiuntive che meritano di essere analizzate.
Anche se non ci fossero cause aggiuntive, non è purtroppo sufficiente rimuovere il latte, anzi, è fondamentale seguire un'alimentazione precisa per mandare in remissione i sintomi e da lì costruire un'alimentazione sempre più varia senza che i sintomi ritornino.
Per fare questo è decisamente necessaria una supervisione, perchè da soli si rischia di fare molto peggio e sentirsi anche molto persi.
Se avesse bisogno sono a disposizione, in presenza se si trovasse a Padova, in alternativa online in cui posso seguirla comunque a 360°.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Francesca Scantamburlo, Specializzata in disturbi gastrointestinali
E' possibile che il suo intestino risulti molto danneggiato per quello che racconta, tuttavia ci potrebbero essere delle cause aggiuntive che meritano di essere analizzate.
Anche se non ci fossero cause aggiuntive, non è purtroppo sufficiente rimuovere il latte, anzi, è fondamentale seguire un'alimentazione precisa per mandare in remissione i sintomi e da lì costruire un'alimentazione sempre più varia senza che i sintomi ritornino.
Per fare questo è decisamente necessaria una supervisione, perchè da soli si rischia di fare molto peggio e sentirsi anche molto persi.
Se avesse bisogno sono a disposizione, in presenza se si trovasse a Padova, in alternativa online in cui posso seguirla comunque a 360°.
Cordiali saluti,
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Sì, è possibile che quel periodo di forte stress, alcol, poco sonno e alimentazione “a caso” abbia messo in crisi il tuo intestino e il tuo microbiota, e che lo squilibrio si sia poi mantenuto negli anni. Questo però non significa che il tuo intestino sia rovinato per sempre: può riprendersi, ma ha bisogno di un percorso mirato, non solo di “stare attenta” in generale.
• La “disbiosi di livello 7” è solo il modo in cui quel laboratorio misura quanto il microbiota è alterato: indica uno squilibrio importante, ma non è una sentenza, è una fotografia da cui ripartire.
• Villised aiuta a nutrire e proteggere la mucosa intestinale, Pentabiocel fornisce ceppi di batteri “buoni” che negli studi hanno ridotto gonfiore, dolore e irregolarità dell’alvo in chi soffre di colon irritabile e disbiosi. Sono strumenti utili, ma funzionano davvero solo se inseriti in un contesto di alimentazione e stile di vita pensati su di te.
• Il fatto che tu ti alleni, cammini, mangi “equilibrato” eppure ti senta sempre gonfia non vuol dire che stai facendo tutto sbagliato: vuol dire che hai un intestino molto sensibile, probabilmente infiammato, che reagisce anche a cibi sani se non dosati e combinati nel modo giusto per una disbiosi importante o per una possibile SIBO.
Quello che ti serve non è “un altro integratore”, ma:
• una dieta che metta l’intestino al centro (magari anche con una fase low FODMAP guidata) che riduca fermentazioni e infiammazione,
• una strategia chiara su come usare probiotici e supporti per la mucosa nel tempo,
• e un lavoro su sonno e gestione dello stress, perché il tuo intestino non è solo un tubo che digerisce, ma un vero organo sensibile a emozioni, ritmi, carichi mentali.
Capisco la frustrazione del “qualunque cosa faccia sembra sbagliata”: non è che sei tu a sbagliare, è che finora nessuno ti ha dato una guida davvero personalizzata su questo problema specifico.
• La “disbiosi di livello 7” è solo il modo in cui quel laboratorio misura quanto il microbiota è alterato: indica uno squilibrio importante, ma non è una sentenza, è una fotografia da cui ripartire.
• Villised aiuta a nutrire e proteggere la mucosa intestinale, Pentabiocel fornisce ceppi di batteri “buoni” che negli studi hanno ridotto gonfiore, dolore e irregolarità dell’alvo in chi soffre di colon irritabile e disbiosi. Sono strumenti utili, ma funzionano davvero solo se inseriti in un contesto di alimentazione e stile di vita pensati su di te.
• Il fatto che tu ti alleni, cammini, mangi “equilibrato” eppure ti senta sempre gonfia non vuol dire che stai facendo tutto sbagliato: vuol dire che hai un intestino molto sensibile, probabilmente infiammato, che reagisce anche a cibi sani se non dosati e combinati nel modo giusto per una disbiosi importante o per una possibile SIBO.
Quello che ti serve non è “un altro integratore”, ma:
• una dieta che metta l’intestino al centro (magari anche con una fase low FODMAP guidata) che riduca fermentazioni e infiammazione,
• una strategia chiara su come usare probiotici e supporti per la mucosa nel tempo,
• e un lavoro su sonno e gestione dello stress, perché il tuo intestino non è solo un tubo che digerisce, ma un vero organo sensibile a emozioni, ritmi, carichi mentali.
Capisco la frustrazione del “qualunque cosa faccia sembra sbagliata”: non è che sei tu a sbagliare, è che finora nessuno ti ha dato una guida davvero personalizzata su questo problema specifico.
Buon pomeriggio,
È assolutamente possibile che un periodo di forte stress, alcol e cattivo riposo come quello descritto abbia alterato profondamente il suo microbiota.
La disbiosi di livello 7 indica uno squilibrio marcato: non si tratta solo di "gonfiore", ma di un'alterazione funzionale dei batteri intestinali che può persistere per anni se non trattata alla radice.Oltre a togliere il latte, valuti con uno specialista una temporanea riduzione dei FODMAP (zuccheri fermentabili presenti in alcuni cereali e vegetali) per dare tregua all'intestino.
Resto disposizione per altri chiarimenti
È assolutamente possibile che un periodo di forte stress, alcol e cattivo riposo come quello descritto abbia alterato profondamente il suo microbiota.
La disbiosi di livello 7 indica uno squilibrio marcato: non si tratta solo di "gonfiore", ma di un'alterazione funzionale dei batteri intestinali che può persistere per anni se non trattata alla radice.Oltre a togliere il latte, valuti con uno specialista una temporanea riduzione dei FODMAP (zuccheri fermentabili presenti in alcuni cereali e vegetali) per dare tregua all'intestino.
Resto disposizione per altri chiarimenti
E' possibile che il suo intestino attualmente in disbiosi dal test che mi dice di avere fatto necessita di cura e attenzione. In casi di disbiosi si valuta tutta la sintomatologia ( gonfiore, crampi eventuali, alvo alterno cioè se alterna giorni con scariche e giorni in cui ha difficoltà perchè soffre di stipsi, difficoltà digestive con eccessiva produzione di gas a livello dello stomaco ecc... ) . I fattori sono molti ... Il suo attuale stile di vita che comprende dalla sua attività lavorativa a tutta la routine giornaliera. Probabilmente nel suo mangiar equilibrato manca qualcosa, anche mangiare sano ma monotono cioè sempre le stesse cose porta ad una riduzione dei batteri intestinali buoni che lavorano per la nostra digestione. In questi casi è necessario lavorare per step aiutando l'intestino a riequilibrasi.
Sì, è possibile, ma non è un “danno irreversibile” nel senso tradizionale.
Stress cronico, alcol, cattiva alimentazione e sonno scarso alterano microbiota intestinale e permeabilità intestinale (il famoso “leaky gut”).
Anche se i sintomi compaiono anni dopo, il microbiota può avere subito uno squilibrio profondo.
La buona notizia: il microbiota è plasticissimo e può migliorare con interventi mirati, anche se richiede tempo e costanza.
Stress cronico, alcol, cattiva alimentazione e sonno scarso alterano microbiota intestinale e permeabilità intestinale (il famoso “leaky gut”).
Anche se i sintomi compaiono anni dopo, il microbiota può avere subito uno squilibrio profondo.
La buona notizia: il microbiota è plasticissimo e può migliorare con interventi mirati, anche se richiede tempo e costanza.
Buona sera, purtroppo la disbiosi è dura a morire, e non va via certo togliendo solo i latticini... Le consiglierei di effettuare dei test specifici ( zonulina, indicano e escatolo e test del lattulosio sono i più usati per diagnistcarla nelle sue varie forme). Dopodichè va fatta una dietoterapia idonea.
Buon pomeriggio, periodi prolungati di stress, alcol, scarso sonno e alimentazione disordinata possono alterare in modo significativo l’equilibrio del microbiota intestinale; tuttavia la disbiosi è spesso multifattoriale e non dipende da un unico evento.
Il gonfiore persistente può essere legato non solo alla flora batterica, ma anche a sensibilità alimentari, assetto ormonale, modalità di consumo dei pasti e gestione dello stress.
L’eliminazione del latte può essere utile in alcuni casi, ma va sempre monitorata per evitare carenze o restrizioni non necessarie.
Le consiglio un percorso nutrizionale strutturato, con valutazione completa della dieta, dei sintomi e dello stile di vita, per impostare una strategia personalizzata e graduale.
Con il giusto approccio, l’intestino può ritrovare equilibrio nel tempo.
Il gonfiore persistente può essere legato non solo alla flora batterica, ma anche a sensibilità alimentari, assetto ormonale, modalità di consumo dei pasti e gestione dello stress.
L’eliminazione del latte può essere utile in alcuni casi, ma va sempre monitorata per evitare carenze o restrizioni non necessarie.
Le consiglio un percorso nutrizionale strutturato, con valutazione completa della dieta, dei sintomi e dello stile di vita, per impostare una strategia personalizzata e graduale.
Con il giusto approccio, l’intestino può ritrovare equilibrio nel tempo.
Buongiorno,
capisco la sua preoccupazione, ma la prima cosa che mi sento di dirle è che un intestino “messo male” dopo un periodo pesante non significa per forza un danno irreversibile.
Il microbiota è qualcosa di dinamico, che può essere influenzato da stress cronico, alcol, alimentazione, sonno e farmaci, quindi sì, quel periodo può aver contribuito ai suoi disturbi, ma non lo leggerei come una condanna definitiva.
Allo stesso tempo, però, starei attento a dare un significato troppo assoluto a un numero come “disbiosi livello 7”.
La disbiosi è un concetto reale, ma il suo inquadramento clinico non può basarsi soltanto su un valore isolato, perché non esiste un semplice esame standard del sangue che da solo la definisca in modo definitivo, e il risultato va sempre interpretato insieme ai sintomi e al contesto clinico.
Il gonfiore che riferisce da anni non dipende necessariamente solo dalla disbiosi.
Un quadro con gonfiore persistente può rientrare anche in problemi funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto se ci sono sintomi che peggiorano dopo i pasti, alterazioni dell’alvo, sensazione di tensione addominale o altri disturbi intestinali associati.
Prima di attribuire tutto al microbiota, in genere è importante escludere altre condizioni con una valutazione ordinata, considerando almeno emocromo e screening per celiachia, oltre ai cosiddetti campanelli d’allarme come calo di peso non voluto, sanguinamento, anemia o familiarità per patologie intestinali rilevanti.
Il fatto che lei si alleni e cammini ogni giorno è sicuramente positivo, ma non sempre basta a risolvere il gonfiore se il problema principale è legato alla tolleranza di alcuni alimenti, alla distribuzione dei pasti, all’eccesso di fibre fermentabili, alla stipsi, al ritmo intestinale o alla componente stress-corpo-intestino.
Anche togliere il latte può avere senso in alcuni casi, ma non sempre è la risposta completa, e fare esclusioni alimentari a tentativi senza una logica precisa rischia di aumentare confusione e frustrazione.
Per questo, più che pensare che qualsiasi cosa faccia sia sbagliata, le direi che probabilmente manca ancora un inquadramento davvero completo.
Per darle un parere più accurato servirebbero informazioni importanti come il tipo di alvo, la frequenza dell’evacuazione, l’eventuale presenza di dolore, il legame dei sintomi con specifici cibi, gli esami fatti finora, il test con cui è stata definita questa disbiosi di livello 7, l’eventuale storia di antibiotici, farmaci gastrici, variazioni di peso e qualità del sonno...
Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
capisco la sua preoccupazione, ma la prima cosa che mi sento di dirle è che un intestino “messo male” dopo un periodo pesante non significa per forza un danno irreversibile.
Il microbiota è qualcosa di dinamico, che può essere influenzato da stress cronico, alcol, alimentazione, sonno e farmaci, quindi sì, quel periodo può aver contribuito ai suoi disturbi, ma non lo leggerei come una condanna definitiva.
Allo stesso tempo, però, starei attento a dare un significato troppo assoluto a un numero come “disbiosi livello 7”.
La disbiosi è un concetto reale, ma il suo inquadramento clinico non può basarsi soltanto su un valore isolato, perché non esiste un semplice esame standard del sangue che da solo la definisca in modo definitivo, e il risultato va sempre interpretato insieme ai sintomi e al contesto clinico.
Il gonfiore che riferisce da anni non dipende necessariamente solo dalla disbiosi.
Un quadro con gonfiore persistente può rientrare anche in problemi funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto se ci sono sintomi che peggiorano dopo i pasti, alterazioni dell’alvo, sensazione di tensione addominale o altri disturbi intestinali associati.
Prima di attribuire tutto al microbiota, in genere è importante escludere altre condizioni con una valutazione ordinata, considerando almeno emocromo e screening per celiachia, oltre ai cosiddetti campanelli d’allarme come calo di peso non voluto, sanguinamento, anemia o familiarità per patologie intestinali rilevanti.
Il fatto che lei si alleni e cammini ogni giorno è sicuramente positivo, ma non sempre basta a risolvere il gonfiore se il problema principale è legato alla tolleranza di alcuni alimenti, alla distribuzione dei pasti, all’eccesso di fibre fermentabili, alla stipsi, al ritmo intestinale o alla componente stress-corpo-intestino.
Anche togliere il latte può avere senso in alcuni casi, ma non sempre è la risposta completa, e fare esclusioni alimentari a tentativi senza una logica precisa rischia di aumentare confusione e frustrazione.
Per questo, più che pensare che qualsiasi cosa faccia sia sbagliata, le direi che probabilmente manca ancora un inquadramento davvero completo.
Per darle un parere più accurato servirebbero informazioni importanti come il tipo di alvo, la frequenza dell’evacuazione, l’eventuale presenza di dolore, il legame dei sintomi con specifici cibi, gli esami fatti finora, il test con cui è stata definita questa disbiosi di livello 7, l’eventuale storia di antibiotici, farmaci gastrici, variazioni di peso e qualità del sonno...
Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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