Buon giorno, Tre mesi fa ho avuto un attacco di prostatite acuta.. con un giorno di febbre necessit
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Buon giorno,
Tre mesi fa ho avuto un attacco di prostatite acuta.. con un giorno di febbre necessità di urinare spesso e forti dolori all’addome e al pavimento pelvico. Sono stato curato con antibiotici per 10 gg, con 20 gg di supposte a base di cortisone. Fatti i dovuti controlli non ci sono tracce di batteri, quindi si suppone sia abatterica, la frequenza/necessità di minzionare è migliorata ma il dolore ai testicoli e al pavimento pelvico è rimasto tale. Ho visto già due urologi con diverse diagnosi.. e diverse terapie. L’ultimo urologo ha rilevato tracce di calcoli ai reni, al momento sto assumendo mittoval e permixon, uriston gold, congeprost una volta al giorno e soluzione shoum due volte al di
Mi domando se è una giusta cura, se il dolore pelvico sparirà ed in quanto tempo? Se il problema può avere natura diversa.
Grazie
Tre mesi fa ho avuto un attacco di prostatite acuta.. con un giorno di febbre necessità di urinare spesso e forti dolori all’addome e al pavimento pelvico. Sono stato curato con antibiotici per 10 gg, con 20 gg di supposte a base di cortisone. Fatti i dovuti controlli non ci sono tracce di batteri, quindi si suppone sia abatterica, la frequenza/necessità di minzionare è migliorata ma il dolore ai testicoli e al pavimento pelvico è rimasto tale. Ho visto già due urologi con diverse diagnosi.. e diverse terapie. L’ultimo urologo ha rilevato tracce di calcoli ai reni, al momento sto assumendo mittoval e permixon, uriston gold, congeprost una volta al giorno e soluzione shoum due volte al di
Mi domando se è una giusta cura, se il dolore pelvico sparirà ed in quanto tempo? Se il problema può avere natura diversa.
Grazie
Non è chiaro cosa siano le tracce di calcoli renali: i calcoli o ci sono o non ci sono... certo se ne può sospettare l'esistenza in via ecografica, ma poi una attenta urotac contrastografica può chiarire efficacemente la questione. Ovvio che se sussiste una calcolosi della via urinaria parte dei problemi da questa derivino e questa va trattata. Sul fronte pelvico-prostatico è ovvio che la terapia svolta in fase acuta abbia risolto quella ma non ha potuto risolvere altro e non so quanto sia stato utiel un antibiotico se non a scopo protettivo e peraltro la presenza batterica va rilevata con la coltura del secreto prostatico estratto al meato dopo almeno 20 giorni dal termine dell'antibiotico oppure prima di esso. Infine vanno definite le ragioni della congestione infiammatoria pelvico-prostatica siano essere questioni genitali (prostata e testicoli) siano esse generali 8aspetti metabolico-ossidativi, nutrizionali, ormonali, immunitari), altrimenti si rischia solo di cercare di tacitare i sintomi ma non di risolvere la questione.
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