ad ottobre ho assunto una pillola contraccettiva, solo per 5 giorni, da lì ho sofferto di sbalzi d’u
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ad ottobre ho assunto una pillola contraccettiva, solo per 5 giorni, da lì ho sofferto di sbalzi d’umore e così per tutto il mese di novembre, tra pianti, distacco emotivo, insonnia pesante, appiattimento emotivo, fin quando i primi di dicembre ho letto una notizia tragica di un ragazzo di 22 anni, della mia stessa età e da lì sono entrata in panico sia che mi potesse accadere la stessa cosa, mi ero talmente fissata che quasi quasi mi sono immedesimata nella storia, non dormivo la notte per il terrore, saltavo nel sonno perché la mente mi dava scenari orribili, sapevo benissimo che non aveva niente a che vedere con me, però mi sono talmente terrorizzata che ho vissuto tutto come se fosse la realtà, fin quando mia mamma il 27 ha contatto un neurologo e mi ha detto che è tutto un forte stress e forte ansia ossessiva e pensieri intrusivi mi ha prescritto cipralex e lorazepam, solo che avendo letto il bugiardino del cipralex, ho avuto paura per alcune voci sia che sono come quelle persone, ma era per persone che hanno tentato di fare qualcosa o che erano propense, io invece ho vissuto nel terrore che mi potesse capitare senza nessun intento, ora non riesco a dormire, talmente lo spavento e non riesco a placarmi, la testa la notte mi propone di nuovo immagini dove cado nel vuoto, in più sono apatica e distaccata da tutti, come se non avessi nessun interesse, ma la psicologa stessa mi ha detto che devo attendere è che è normale che senta sto distacco, il cipralex deve fare effetto. Ho iniziato la cura il 29 con mezza compressa la mattina di lorazepam, di cipralex dopo pranzo e una dose intera prima di dormire, questo fino al 1gennaio, dal 2 gennaio la stessa cosa ma con mezza dose di cipralex, solo che a causa di quelle cose lette, il dottore per farmi dormire, mi ha aumentata una dose e mezza di lorazepam prima di dormire, da oggi inizio la dose intera di cipralex, rimandando con questa cura affinché non faccia effetto tutto. Io mi sento giù, voglio tornare quella di sempre, voglio rivivere le mie cose, il mio fidanzato, le mie passioni e voglio togliermi dalla testa queste voci che sembrano quasi convinzioni. Tornerò come sempre?
Gentilissima,
Sta vivendo un momento complicato di vita a causa di questi sintomi a carattere ansioso-ossessivo, che purtroppo sembrano "invadere" tanti ambiti della sua vita. I farmaci che sta assumendo e il supporto psicologico potrebbero metterci un po' di tempo prima di dare un effetto completo, ma ha fatto bene a iniziare questi percorsi di cura.
La cosa più importante è che ci sia una buona condivisione con il medico specialista che la sta seguendo in modo da essere adeguatamente informata e tranquillizzata su eventuali effetti collaterali della terapia, le sue tempistiche di azione eccetera, così che si possano fare le adeguate correzioni terapeutiche.
Magari ci vorrà un po' di tempo, ma con la terapia e il supporto giusto sicuramente riuscirà a stare meglio.
Saluti.
Sta vivendo un momento complicato di vita a causa di questi sintomi a carattere ansioso-ossessivo, che purtroppo sembrano "invadere" tanti ambiti della sua vita. I farmaci che sta assumendo e il supporto psicologico potrebbero metterci un po' di tempo prima di dare un effetto completo, ma ha fatto bene a iniziare questi percorsi di cura.
La cosa più importante è che ci sia una buona condivisione con il medico specialista che la sta seguendo in modo da essere adeguatamente informata e tranquillizzata su eventuali effetti collaterali della terapia, le sue tempistiche di azione eccetera, così che si possano fare le adeguate correzioni terapeutiche.
Magari ci vorrà un po' di tempo, ma con la terapia e il supporto giusto sicuramente riuscirà a stare meglio.
Saluti.
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Gentilissima,
Comprendo perfettamente il terrore che sta vivendo, le immagini e gli scenari che la sua mente le propone potrebbero essere ricondotti a una marcata componente ansiosa, verosimilmente di natura ossessiva.
È fondamentale che lei sappia una cosa per tranquillizzarsi, questi pensieri vengono spesso definiti in ambito clinico come intrusivi ed egodistonici.
Significa che si tratta di pensieri che lei potrebbe percepire come estranei alla sua volontà, che la spaventano proprio perché sono l'opposto di ciò che lei desidera realmente.
Il fatto che lei ne sia terrorizzata rappresenterebbe, paradossalmente, la sua garanzia, in quanto chi ha reali intenzioni autolesive solitamente non ne ha paura.
La sua sembrerebbe essere una paura della perdita di controllo, che è spesso un sintomo dell'ansia e non un desiderio reale.
Le voci e le immagini che descrive non sarebbero quindi convinzioni, ma possibili manifestazioni dell'ansia che cerca di attirare la sua attenzione spaventandola.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, ci sono alcuni aspetti tecnici da considerare per darsi il giusto tempo.
Gli antidepressivi come il Cipralex non funzionano come gli antidolorifici, ma necessitano di un tempo tecnico, che solitamente varia dalle 2 alle 4 settimane a dosaggio pieno, per modulare i recettori e iniziare a dare beneficio clinico.
In questa fase iniziale è possibile non sentire ancora miglioramenti tangibili o avvertire oscillazioni.
Inoltre l'apatia, il distacco emotivo o anche un leggero aumento dell'ansia nei primissimi giorni potrebbero essere sia sintomi del disturbo non ancora compensato, sia effetti transitori dell'inizio della cura.
Quanto letto sul foglietto illustrativo deve essere sempre contestualizzato, in quanto le avvertenze riguardano casi statistici e situazioni cliniche specifiche.
Nel suo caso, l'obiettivo della terapia è proprio quello di provare a spegnere quell'interruttore dell'ansia che le genera questi pensieri spaventosi.
In linea generale, con la giusta terapia e il tempo necessario affinché il farmaco svolga la sua azione biologica, questi sintomi tendono a rientrare permettendo il ritorno alla propria quotidianità.
È un percorso che richiede pazienza nelle prime settimane, che sono spesso le più complesse.
Continui a fare riferimento al suo specialista per monitorare l'andamento e aggiustare il tiro se necessario, ma cerchi di avere fiducia nel meccanismo d'azione della cura che ha appena iniziato.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto
Comprendo perfettamente il terrore che sta vivendo, le immagini e gli scenari che la sua mente le propone potrebbero essere ricondotti a una marcata componente ansiosa, verosimilmente di natura ossessiva.
È fondamentale che lei sappia una cosa per tranquillizzarsi, questi pensieri vengono spesso definiti in ambito clinico come intrusivi ed egodistonici.
Significa che si tratta di pensieri che lei potrebbe percepire come estranei alla sua volontà, che la spaventano proprio perché sono l'opposto di ciò che lei desidera realmente.
Il fatto che lei ne sia terrorizzata rappresenterebbe, paradossalmente, la sua garanzia, in quanto chi ha reali intenzioni autolesive solitamente non ne ha paura.
La sua sembrerebbe essere una paura della perdita di controllo, che è spesso un sintomo dell'ansia e non un desiderio reale.
Le voci e le immagini che descrive non sarebbero quindi convinzioni, ma possibili manifestazioni dell'ansia che cerca di attirare la sua attenzione spaventandola.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, ci sono alcuni aspetti tecnici da considerare per darsi il giusto tempo.
Gli antidepressivi come il Cipralex non funzionano come gli antidolorifici, ma necessitano di un tempo tecnico, che solitamente varia dalle 2 alle 4 settimane a dosaggio pieno, per modulare i recettori e iniziare a dare beneficio clinico.
In questa fase iniziale è possibile non sentire ancora miglioramenti tangibili o avvertire oscillazioni.
Inoltre l'apatia, il distacco emotivo o anche un leggero aumento dell'ansia nei primissimi giorni potrebbero essere sia sintomi del disturbo non ancora compensato, sia effetti transitori dell'inizio della cura.
Quanto letto sul foglietto illustrativo deve essere sempre contestualizzato, in quanto le avvertenze riguardano casi statistici e situazioni cliniche specifiche.
Nel suo caso, l'obiettivo della terapia è proprio quello di provare a spegnere quell'interruttore dell'ansia che le genera questi pensieri spaventosi.
In linea generale, con la giusta terapia e il tempo necessario affinché il farmaco svolga la sua azione biologica, questi sintomi tendono a rientrare permettendo il ritorno alla propria quotidianità.
È un percorso che richiede pazienza nelle prime settimane, che sono spesso le più complesse.
Continui a fare riferimento al suo specialista per monitorare l'andamento e aggiustare il tiro se necessario, ma cerchi di avere fiducia nel meccanismo d'azione della cura che ha appena iniziato.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto
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