Domande del paziente (12)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Ciao,
    accusare ansia prima di sostenere un esame è più che normale e comprensibile.
    è importante però che l'ansia che avverti non ti blocchi, se questo dovesse capitare ti consiglio di farti aiutare da... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buongiorno,
    Sicuramente affiancare un percorso psicologico ti può aiutare a capire e comprendere meglio i tuoi attacchi di panico e imparare a gestire meglio l'ansia.


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buongiorno,
    poterti dire se si tratta di ansia o meno, così è difficile.
    Ti chiederei se stai vivendo un momento difficile, un periodo di stress o di forte stress emotivo?
    Aldilà di questo, se la situazione... Altro


    Buongiorno,

    ho 38 anni, donna, e sette mesi fa mi è stata diagnosticata positività a hpv18. Ho avviato tutto l'iter di vaccini, colposcopie, pap test, fermenti e chi più ne ha. Il problema adesso resta relazionale. Ho 38 anni e sono single. Mi chiedevo come si comunica una cosa del genere (perché si deve comunicare e siamo d'accordo su questo) a un'eventuale conoscenza, sapendo che al 99 percento quella persona si rifiuterà di avere una qualsivoglia relazione sessuale e quindi relazionale, dal momento che l'hpv si trasmette anche con preservativo? Devo smettere di conoscere gente finché non mi negativizzo? La gente oggi come oggi, durante gli incontri sparisce per molto molto meno. Grazie a chiunque mi risponderà

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buon pomeriggio,
    capisco il tuo dubbio ma partiamo da una cosa importante: non è necessario smettere di frequentare qualcuno solo perchè hai l'HPV.
    è una situazione molto più comune di quanto pensi, purtroppo se ne parla poco ed è normale sentirsi in difficoltà o provare vergogna sul piano relazionale.
    Fondamentale è informare il partner prima di avere rapporti sessuali e usare sempre le precauzioni, è vero il preservativo non elimina il rischio ma lo riduce notevolmente.
    Quando vuoi comunicare questo aspetto, ti consiglio di "normalizzarlo", senza drammatizzare, puoi usare l'ironia.. perchè il modo in cui lo comunichi influisce notevolmente la ricezione del messaggio da chi lo ascolta.
    Sii diretta e tranquilla, insieme potete capire come comportarvi.


    Domande su consulenza psicologica

    Salve,
    scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.

    Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
    Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
    Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
    Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
    Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
    Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Il tuo disagio è più che lecito.
    Non è semplice ricominciare una relazione dopo un trascorso fatto di bugie e sotterfugi.
    Costruire una relazione basata sulla fiducia, soprattutto dopo anni in cui ci sono stati diversi tradimenti, non è mai semplice ma non è impossibile.
    è un lavoro che entrambi dovete fare affinchè la vostra relazione possa funzionare.
    Sicuramente in questo momento hai bisogno di dimostrazioni e comportamenti concreti, il tuo stato d'animo è più che comprensibile.
    Aspetta, osserva e prenditi il tuo tempo.


    Buongiorno da 9 mesi vivo lo stato di ansia di mio marito.
    In seguito ad un lutto e altro problemi ha incominciato ad avere forte ansia al mattino che gli provoca mancanza d'aria. E' in cura con xanax gocce al bisogno, non vuole fare un percorso psicologico e 5 mesi di escitalopram non hanno portato beneficio ma lo hanno solo fatto dormire ore ed ore di fila.
    Quindi io mi sono accorta che ogni giorno da mesi vivo la mia giornata in funzione a se lui respira, se sta benino, se sta male quindi se è in down io passo la giornata preoccupata con il magone e lo sconforto. In questi mesi ho perso anche 4 kg pur mangiando. Ho fatto collquio con psicologa ma approccio a lungo termine non va bene per me, non ho bisogno di parlare del passato. Il mio problema è la gestione del presente ed è incentrata sul fatto che non riesco a fregarmene di come lui possa stare e questo mi sta esaurendo. chiedo consigli su terapie veloci tipo tcc tbs. grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buongiorno, sicuramente da mesi vivi in uno "stato di allerta" e il tuo corpo parla per te, pagandone le conseguenze: ansia, perdita di peso, tensione continua.
    Fai attenzione però, perchè la tua non è semplicemente una reazione emotiva, ma è un meccanismo di iper-controllo che nel tempo può diventare importante quanto il problema di partenza.
    Naturalmente non puoi "staccarti di colpo" dalla condizione emotiva di tuo marito ma puoi imparare a non farti assorbire da tutto ciò. Imparando anche a distinguere la tua ansia, dalla sua.
    Ci sono diverse terapie brevi e mirate che si occupano di questo, ti consiglierei di iniziare con una terapia cognitivo-comportamentale.
    Su questo portale troverai diversi dottori con questo tipo di specializzazione.
    Complimenti a te per aver deciso di gestire questa situazione, scegliendo di andare in analisi e cercando di capire come poter aiutare tuo marito al meglio. Magari questo può aiutarlo a prendere la decisione di intraprendere lui stesso un percorso.


    Vorrei sapere che tipo di persona è una che scrive: " se vuoi fare... allora salgo"....ovviamente è un ragazzo e si riferisce al sesso...perché uno si dovrebbe porre in questo modo...?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Purtroppo non ho molte informazioni a riguardo per poterti dare una risposta esaustiva.
    Non so che tipo di relazione abbiate impostato.
    Se un tipo di relazione solo fisica tale per cui si è sentito "autorizzato" nel risponderti in questo modo.
    Indubbiamente i termini e i modi usati sono stati poco delicati ma non possiamo aspettarci la stessa accortezza da tutti.
    Prova a parargli, a dirgli come ti sei sentita


    Non so come iniziare, non so se tutto questo mi farà bene o se mi porterà solo a crollare in un abisso il cui fondo non mi farà più risalire, sono tante cose in questo periodo, sono stanca, stanca di non sapere se avrò un futuro e come sarà il mio futuro, stanca di non accettarmi, stanca di non sapere affrontare nulla di tutto questo.
    Sono al limite, non c’è un giorno in cui io non pensi che sparire sia l’unica soluzione.
    Non so lottare, non so credere nelle cose fino in fondo, non so fare nulla, non so cosa provo la maggior parte delle volte.. sento tanto ma allo stesso tempo niente mi tocca realmente.
    Voglio un amore, di quelli che ti strvolge, o forse no, forse voglio solo amore perché non ne ho mai avuto, o l’ho avuto?
    Quello con mio padre era un rapporto vero? Si comportava veramente da padre con me? Me ne pentirò di non parlagli quando morirà? Che fine farò io quando l’unico modo per parlargli sarà sotto 3 metri di terra?
    Perché non riesco a essere quella di prima? Perché non riesco a rialzarmi? Perché non riesco più a studiare e a concentrarmi? Non ho mai fatto il massimo e me lo riconosco ma perché ora non riesco a fare neanche quel minimo? Cosa sta succedendo? Perché non ho più il controllo del mio dolore? Perché gli sto permettendo di bloccarmi in questo loop continuo?
    Perché continuo a dormire quando in realtà è l’ultima cosa che vorrei fare?
    Perché continua a farmi domande a cui non avrò risposte?
    Perché continua a venirmi in mente il suicidio? Perché non riesco a vedere un futuro per me?
    Perché non ho un hobby?
    Pecche non so cosa mi piace?
    mi piace tutto o non mi piace nulla?
    Perche penso a aron ma solo se nello stesso pensiero c’è Emanuele?
    La storia di Simone che significa?
    Perché ogni menzogna che mi racconto poi finisco per reagire come se fosse vera.
    Perché quando provo a esternare cosa penso non faccio altro che farmi domande senza darmi risposte a esse?
    Perché lo sto facendo adesso?
    Che colpa ne ho io?
    Che senso ha la mia vita adesso?
    Sono stanca di dormire e svegliarmi l’indomani e sentirmi come adesso. Ma dormire è l’unico modo per non sentire il caos che provo adesso
    Lo provo sempre in realtà
    Che lezione devo imparare ancora?
    Perché l’amore non arriva?
    Cosa devo capire prima che arrivi?
    È questo no?
    Il motivo.
    Devo imparare ad amare prima di amare realmente se no finisco per ferire le persone
    E chi pensa a me?
    Tutte le volte che mi hanno ferito, che mi hanno usato.
    Non ho più voglia
    Tutto questo male
    Mi porta solo più confusione
    E scriverlo è stato peggio
    Mi sta ricordando tutte le cose brutte che provo e continuerò a provare perché non cambierò
    Sono questa da anni
    Sento che non cambierò. Grazie per qualunque punto di vista riusciate a fornirmi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Mi dispiace che tu stia vivendo tutto questo.
    Da come scrivi si sente quanto sei stanca e quanto il dolore sia continuo, quasi senza pause. Quando arrivano pensieri come “sparire è l’unica soluzione”, non è perché davvero non esista altro: è perché il livello di sofferenza è diventato troppo alto e la mente cerca un modo per farlo finire. È importante prenderli sul serio, ma anche ricordare che sono pensieri, non un destino.
    Quello che descrivi sono vissuti tipici di chi vive momenti di forte stress emotivo ma questo non significa che sei fatta così e che questa condizione sarà così per sempre. Significa che in questo momento sei sovraccarica.
    Non devi risolvere tutta la tua vita adesso ma l’obiettivo immediato è abbassare un po’ il tuo caos.
    Hai scritto che ci pensi ogni giorno. Questo è un segnale importante.
    Non devi affrontarlo da sola e ti chiedo davvero di contattare qualcuno subito.
    Ci sono molti professionisti validi che possono aiutarti.
    QUESTO E' FONDAMENTALE.
    Cerca di fare piccoli passi, poniti dei piccoli obiettivi come alzarti e fare una cosa minima, uscire anche senza voglia, cucinare qualcosa che ti piace.

    Questa non è la fotografia della tua vita, ma sappi che per cambiare questa situazione devi prenderla in mano, devi affrontarla.. non sarà facile ma è necessario per te.
    Non vedere il futuro con gli occhi di come ti senti oggi.
    Ricomincia a prenderti cura di te, non affrontare tutto da sola.
    Ti auguro davvero di poter stare meglio.



    Io stasera avverto formicolio al braccio sinistro, tremore in tutto il corpo....ho preso levopraid e una camomilla con melatonina, una prima di andare a letto e una camomilla con melatonina dopo perché nn riuscivo a prendere sonno. Da cosa potrebbe dipendere, ansia? Grazi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Potrebbe essere qualsiasi cosa ma se la situazione persiste, non attardarti e fai tutti i controlli medici


    Buongiorno Dottori, racconto brevemente la mia ultima esperienza con una persona conosciuta da poco. Ci incontriamo, ci piacciamo, decidiamo che la nostra relazione debba essere solo di natura fisica. Ci vediamo, proviamo ad avere un rapporto ma durante quest'ultimo mi rendo conto di avere molto dolore ( è un qualcosa che mi capita quando mi sento tesa ma poi si risolve) per cui gli chiedo di fermarsi. Lui lo fa ma la reazione che ne segue è del tutto inaspettata: Si innervosisce, si arrabbia, mi dice che l'ho messo in una situazione di disagio e imbarazzo che non sa come gestire perchè essendo il nostro rapporto di natura sessuale,non avrebbe saputo cosa fare con una donna in casa tutta la serata ( cito testualmente). Inoltre mi dice che sono stata egoista e scorretta a non dichiarare prima di avere talvolta dei dolori nei rapporti, perche sapendolo, lui avrebbe potuto decidere se fosse il caso di vedersi o meno.. Decisamente agghiacciata, chiamo un taxi per andar via e nel mentre lui stava gia organizzando il resto della serata con un amico..mi chiede quando ci vuole perche il taxi arrivi, gli dico una decina di minuti.. mi chiede di dargli il telefono cosi che lui potesse controllare in quanto sarebbe arrivato. Ovviamente glielo nego e lui mi dice " me lo neghi perche secondo me non hai mai chiamato il taxi"... Vado via.. non mi sono mai sentita cosi umiliata, in imbarazzo e in preda alla vergogna in tutta la mia vita. Cosa può spingere una persona a comportarsi in questo modo? Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buongiorno,
    mi spiace molto per la situazione che hai vissuto.
    Purtroppo ci sono persone che non hanno una grande delicatezza nel rapportarsi con gli altri.
    Magari per lui era solo una relazione fisica senza coinvolgimento emotivo e laddove è mancata questa, si è posto nel modo più sbagliato possibile.
    Sappi però che tu non hai fatto nulla di male, hai esternato un dolore fisico e ti aspettavi comprensione purtroppo non tutte le persone hanno lo stesso rispetto, empatia e delicatezza.


    Buongiorno.dottore scrivo per 1 consiglio,mio figlio affetto da schizzofrenia da anni. Non ha molta cognizione del tempo e del cmportamento verso altri...io vivo con mio compagno. E mio figlio con la moglie...io collaboro molto con loro sia per le cure che per altro..il problema che mio compagno non vuole capire la mia situazione...e non accetta che mio figlio venga spesso da me.. senza avvertire.dice che io l'ho abituato male..e si arrabbia anche con lui...non capisce cosa vuol dire combattere con un paziente con questa patologia.. cosa posso fare? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buongiorno,
    capisco il punto: non è solo una questione di educazione o abitudini, ma di una malattia complessa. Allo stesso tempo, il tuo compagno sta reagendo a qualcosa che per lui è destabilizzante come le visite senza preavviso o la sensazione di invasione degli spazi. Entrambi avete un pezzo di ragione, ma così com’è la situazione vi sta mettendo uno contro l’altra.
    La soluzione non è scegliere “chi ha ragione”, ma mettere regole chiare sia per tuo figlio che per i confini della tua coppia.

    Devi considerare che se tuo figlio arriva senza avvisare, sicuramente non è colpa sua
    ma non puoi aspettarti che dall'altra parte possa essere qualcosa che va sempre accettato senza limiti. Perché alla lunga può logorare la tua relazione.
    Prova ad aiutare il tuo compagno a capire ma in modo concreto. Dirgli “non capisci la malattia” spesso non funziona.
    Hai provato a mettere dei confini con tuo figlio? Facendoti aiutare anche da sua moglie.
    Puoi insegnarli che sarebbe opportuno chiamare prima di arrivare o che ci sono dei giorni e degli orari prestabiliti in cui può farti visita.
    Questo aiuterebbe tuo figlio ad orientarsi e il tuo compagno ad essere rispettato.
    Poi è chiaro, può succedere che ci siano dei giorni in cui tutto ciò potrebbe non essere rispettato perchè conosciamo l'andamento della malattia ma provaci.
    Non dimenticare che NON devi gestire tutto da sola.
    Puoi chiedere un confronto allo psichiatra che lo segue, al CSM, anche farti aiutare dalla moglie di tuo figlio, se possibile.
    Non devi scegliere tra tuo figlio e il tuo compagno ma devi poter comprendere che INSIEME potete trovare un equilibrio.
    Prova a parlare con il tuo compagno riconoscendo anche il suo disagio.


    sera sono un uomo sposata con figli ho 48 anni e sento il bisogno di fare transizzione come faccio?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Sara Cantore

    Buonasera,
    il mio consiglio è rivolgerti in un centro specializzato.
    In ogni provincia ce ne sono diversi, farai dei colloqui con dei professionisti che ti aiuteranno in questo percorso se è questo ciò di cui hai bisogno


Domande più frequenti

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