Domande del paziente (3)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la sua domanda è assolutamente lecita in quanto spesso si sovrappongono nell'immaginario comune; quindi proverò a darle qualche informazione per fare chiarezza a proposito. Lo psicologo è... Altro
Buongiorno, vorrei un parere.
Mio figlio ha 7 anni e da circa due settimane presenta un comportamento che mi sta preoccupando.
Prima delle vacanze di Pasqua entrava a scuola tranquillamente: lo accompagnavo fino alla classe, ci salutavamo con un abbraccio e un bacio, e poi entrava senza problemi. Sorridente e contento di andarci. (fa la prima elementare).
Dopo le vacanze (quindi inizio aprile), al rientro il primo giorno mi ha detto di non stare bene e l’ho tenuto a casa. Nei giorni successivi ho capito che probabilmente non era un malessere reale, quindi ho ripreso a portarlo regolarmente a scuola.
Da quel momento, ogni mattina davanti alla porta della classe inizia a piangere in modo intenso, dicendo che vuole stare con me. Le maestre devono intervenire per prenderlo e portarlo dentro, mentre io vado via. Questo momento è emotivamente molto forte, anche se so di star facendo la cosa giusta.
Tuttavia, dopo circa 20–30 minuti le insegnanti mi confermano sempre che si è calmato, è sereno, lavora normalmente ed è tranquillo durante tutta la mattinata.
Invece, in occasioni diverse (ad esempio una gita) è stato capace di salutarmi senza problemi e andare verso i compagni.
Quando gli chiedo il motivo del pianto, risponde semplicemente “non lo so”.
Le insegnanti mi riferiscono inoltre che questo comportamento si verifica solo quando lo accompagno io, mentre con la madre non succede. (Siamo una coppia separata e nostro figlio è prevalente a me).
Non presenta febbre, dolori o altri sintomi fisici evidenti, se non occasionali lamentele al mattino che però non sembrano avere una base reale.
Il tragitto verso la scuola è calmo, ascoltiamo la musica, parliamo di giochi e di vita quotidiana. La salita delle scale è tranquilla, ma come arriva davanti la porta della classe scatta questo meccanismo.
Vorrei capire se questo comportamento può avere una componente legata all’ansia o al distacco e se è qualcosa di fisiologico oppure se è il caso di approfondire con uno specialista.
Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, le sue perplessità sono assolutamente lecite e comprensibili, quando i bimbi fanno fatica a raccontare noi adulti ci interroghiamo e facciamo tante ipotesi per poterli supportare al meglio. Sentirsi emotivamente scossi forse ci racconta di un papà attento e coinvolto che non è mai scontato. Ho letto che lei è separato quindi a volte già questa è una condizione da approfondire....oltre a questo potrebbe essere utile un confronto con la pediatra ma da quanto Lei racconta mi sembra proprio una situazione da approfondire con un consulto da uno/a psicoterapeuta per evitare che a lungo andare si generalizzi. Questo potrebbe aiutarla a gestire adeguatamente questo momento perchè non sia troppo doloroso per suo figlio (per il quale qualunque sia il motivo scatenante sta male) nè tantomeno abbia ripercussioni a lungo termine sul vostro rapporto.
So che la mia risposta non si può considerare esaustiva ma spero possa essere per lei da spunto per valutare come agire.
Saluti
Zaffanella
Buongiorno, ho passato il peggior anno della mia vita. negli ultimi sei mesi ho perso entrambi i miei genitori e nel mezzo mi ha lasciata il mio compagno, stavamo insieme da poco più di un anno. I miei genitori sono morti entrambi a seguito di lunghe malattie, nell'ultimo anno ho accudito mio padre con un tumore metastatico. il mio ex mi ha lasciata dopo un periodo di liti, in cui ci sono stati alcuni episodi di gelosia da parte mia (mai avuti prima). La mia autostima si era abbassata anche perchè nel mentre avevo avuto un fallimento lavorativo. Lui, oltre a delle cattiverie, mi ha detto che ho sabotato la storia per le liti e la mia tristezza. nell'ultima lite gli ho detto "non me ne frega di te", ma io ero solo sopraffatta dal dolore e non ce la facevo più, voolevo che mi stringesse più forte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione che Lei ha vissuto in questo ultimo periodo meriterebbe un'attenzione e una cura ulteriore rispetto ad una semplice risposta via chat per non sembrare semplicistici e superficiali. Mi sento solo di rassicurarla sul fatto che sia naturale sentirsi abbattuti e insicuri nel momento in cui si interrompono dei legami importanti e significativi. La rassicurazione e la vicinanza emotiva di cui aveva bisogno è del tutto legittima ma a volte è difficile manifestarlo chiaramente.
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