Domande del paziente (4)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera! In momenti di forte stress, che generano e sono generati dall'ansia, la tendenza a non riuscire a vedere veramente ciò che accade intorno, e dentro, a noi è forte.
C'è la possibilità che...
Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera! Premesso che non penso che lei sia un "deficente" ma penso che il fatto di arrivare a consumare la sostanza, dopo due mesi di astinenza da essa, sia più per un discorso di "evasione" e, contemporaneamente,... Altro
Volevo ringraziare i Dottori che hanno fornito risposte molto giuste e sensate al problema che sto vivendo e che mi causa ansia e malessere, e angoscia. Non escludo di aver bisogno di essere aiutata poichè l'ansia mi causa anche disturbi fisici con cui ho iniziato a convivere quando ero molto giovane e che ora si riaffacciano con senso di instabilità nel camminare e difficoltà ad addormentarmi. Per lunghissimo tempo ho intrapreso una terapia di tipo cognitivo/comportamentale che, se non mi ha messa in grado di costruire una vita sentimentale per me soddisfacente mi ha tuttavia fornito una fortissima spinta verso cambiamenti che poi sono avvenuti in me, dandomi la possibilità di restare in piedi da sola. Ciò che mi è accaduto oggi e che ho raccontato, è l'esempio di come, da persona sempre ipercontrollata nel manifestare emozioni e sentimenti, io per la prima volta nella vita mi sia "lasciata andare". Non me ne pento, poichè se non l'avessi fatto, oggi, anzichè convivere con i rimorsi, mi sarei trovata a fare i conti con i rimpianti. Avevo scritto ancora per chiarire alcuni punti che a voi non sembravano più di tanto esplicitamente espressi, ma non potevo, ci sono regole da osservare nei forum, le mie considerazioni non è stato ritenuto potessero essere pubblicate ed ovviamente mi attengo alle regole dei moderatori. Ma non so come formulare diversamente le domande, le mie parole sono da qualcuno di Voi state definite perfino delicate ed io ho cercato di esprimermi rispettando l'anonimato. Sono consapevole che in qualche modo devo uscire da una situazione che mi crea disagio e malessere profondo e forse in questo riconoscerete il problema che ho esposto e che gentilmente è stato pubblicato. Ma prima di prendere una decisione al riguardo ritengo sia necessario prendermi ancora un po' di tempo, non fare passi avventati di cui potrei pentirmi in seguito, soprattutto trovare modi e parole giuste nel caso dovessi ancora comunicare con questa persona, ribadendo le mie necessità e..stare a guardare. Sono diventata una persona ancora più fragile, timorosa di rapportarsi ancor peggio che in passato, di dire la cosa sbagliata, di discutere. Vivo cioè in stato di soggezione dal punto di vista psicologico. Forse ora mi riconoscerete, siete stati tutti bravissimi nel rispondermi ma anche nella ricerca di un terapeuta continuo a privilegiare la figura maschile perchè in essa è contenuto il mio problema. Le donne hanno fornito risposte molto precise e puntuali, impeccabili, direi, dal punto di vista della competenza professionale. Non me ne vogliano dunque le dottoresse bravissime (almeno due in particolare) che mi hanno perfino ringraziato dell'opportunità che fornivo loro raccontando la mia esperienza. Sono io, a ringraziare loro. Ma anche nella scelta del terapeuta che mi seguì in passato scelsi una figura maschile. Forse ciò ha un significato. Per me, e magari sbaglio, una terapeuta ragiona da...donna e dunque non molto diversamente da me che pure lo sono. Ed io ho bisogno di confrontarmi con una figura maschile accogliente e comprensiva, per poter meglio capire. Spero che ora riconosciate il mio problema, spero di non essere ancora censurata, ma se anche lo fossi ringrazio anche i moderatori.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Car* Paziente, non è facile iniziare un percorso psicologico, glielo dico per esperienza personale! All'inizio è normale avere dei dubbi e anche avere delle "pre-impostazioni" secondo le quali può scegliere un terapeuta o una terapeuta. L'importante, e lo dico per lei in modo assoluto, è che inizi questo percorso per arrivare ad avere quante più risposte possibili per poter vivere nel modo che lei desidera... anche per ricominciare ad amare.
Salve dottori ho una bellissima famiglia con mia moglie e una piccolina di 2 anni , ho sempre pensato o meglio o sempre cercato di essere un buon padre ad oggi mi sento sereno della mia vita e della mia famiglia , da un po di tempo mi sono imbattuto con dei video di un counseling filosofico dove sostiene che inconsapevolmente tutti facciamo del male ai nostri figli se non si fa un percorso di risveglio di distruzione del ego altrimenti non ameremo mai veramente i nostri figli sinceramente queste parole mi hanno destabilizzato un po , perché sembra una persona così profonda e forse lo è , anche parlando con un mio amico psicologo le sue parole non mi hanno aiutato molto perché penso che un counseling di filosofa mistica buddista la sua parole sia superiore a quella di tutti essendo che parla di aspetti così profondi come faceva il sommo maestro il Buddha il problema che io non mi sento di fare questo tipo di percorso e adesso mi sento sbagliato forse dovrei forzarmi per raggiungere la vera libertà che pensavo di avere invece a quanto pare è falsa ed inconsapevole grazie per un vostro supporto
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve a Lei. Molto interessante il concetto della filosofia che sta citando e vorrei condividerle ciò che io penso: credo che per distruzione dell'ego, questa filosofia, intenda indicare che anche i genitori possono aver bisogno di un percorso per conoscersi e per avere poi il coraggio di lasciare che i figli prendano le proprie decisioni, senza viversi un abbandono. Riguardo il dolore che facciamo inconsapevolmente ai figli, se così vogliamo nominarlo, è lo stesso che potremmo fare a qualsiasi altra persona: finché non capiamo delle cose di noi, che la nostra storia ha un'influenza sul nostro essere di oggi, possiamo comportarci in modi che possono far soffrire qualcuno.
Per cui, a parer mio, filosoficamente non esiste una libertà "alta" esiste un percorso di conoscenza interiore che ci può portare a vivere in modo libero i rapporti, anche con i nostri figli, e farci capire che il dolore poi è inevitabile e bisogna solamente accoglierlo e comprenderlo.
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