Domande del paziente (33)

    Buongiorno, ho 36 ed a fine ottobre ho scoperto di avere le piastrine a 990,000. Il medico di base mi ha dato il cardirene e l’ematologo ha confermato il farmaco e mi ha fatto fare altri dosaggi. Le piastrine sono scese a 940,000. Ho scoperto di avere il potassio ed il sodio bassissimi, a volte la minzione è frequente. Mangio sano e bevo almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Ho il calcio e magnesio altissimi. Cosa posso fare per abbassare le piastrine? Sono molto stressata per il lavoro. Una settimana di ferie potrebbe aiutare?
    Grazie
    Anastasia

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera Anastasia,
    l'ematologo avrà certamente già valutato le possibili cause secondarie di trombocitosi, come infiammazioni in atto, carenza di ferro o altre cause più rare che, una volta identificate e trattate, possono contribuire, assieme al cardirene, a ridurre le piastrine.

    Tuttavia, dal punto di vista endocrinologico, meritano attenzione i valori elevati di calcio e magnesio che riferisce. Se confermati, andrebbero eseguiti degli esami di primo livello, tra cui sicuramente paratormone e creatinina, al fine di escludere, ad esempio, un iperparatiroidismo che, tra l'altro, può contribuire anch'esso a un rialzo piastrinico, sebbene non a questi livelli.

    Non esiti quindi a condividere gli esami già eseguiti, così da poterla indirizzare su quali ulteriori accertamenti eseguire per chiarire le cause del rialzo di calcio e magnesio e, qualora necessario, integrare la valutazione ematologica già in corso con eventuali esami aggiuntivi, definendo insieme come gestire al meglio questi rialzi.


    Buongiorno, sono un ragazzo di 21 anni. Da qualche tempo, circa un mese mezzo/due ho problemi nel sonno. Non riesco a svegliarmi la mattina, spesso dormo 10 ore e mi sento stanco poco dopo essermi svegliato e, in più, ho una sensazione di gonfiore su zigomi, guance e tutto intorno agli occhi per ore dopo che mi sono svegliato.
    C'è da dire che ho orari abbastanza irregolari causa lavoro.
    2/3 notti a settimana dormo fuori sempre per causa lavoro. L'ambiente è più fresco, letto e cuscino diversi rispetto a casa ma in questo caso non ho problemi di sonno, dormo anche 5/6 ore e riesco a svegliarmi senza problemi (anche se a volte il gonfiore resta).
    Vorrei capire se di tratta di un problema di materasso e cuscino oppure ci possono essere delle concause come stress o altro. Ciò che mi preoccupa è soprattutto la sensazione di gonfiore che mi rende occhi pesanti e la giornata difficile.
    Devo specificare che qualche tempo fa, tramite esami del sangue, mi hanno trovato dei valori della tiroide molto alti. Ho fatto l'ecografia mi hanno detto che non c'era nessuna complicazione per ora e che avrei dovuto ricontattarli solo per problemi di stanchezza. Ma io non mi sento stanco è più una sensazione di brutto riposo per il resto ho energie lavoro senza problemi, esco la sera elcc e non sono quasi mai stanco. Anzi arrivo alla sera senza sonno.
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera,
    Innanzitutto, il ritmo sonno-veglia alterato incide sicuramente sul riposo e sui sintomi riferiti. Detto ciò, per poter valutare al meglio la situazione, la invito a condividere gli esami già eseguiti, che comprendano almeno TSH, fT4, fT3 ed emocromo. In base ai valori, valuteremo insieme se sia necessario procedere con ulteriori accertamenti (valutando altre cause comuni di stanchezza cronica) e come orientarsi al meglio. In alcuni casi, qualora il TSH risultasse effettivamente elevato e confermato, si può valutare l'introduzione di una bassa dose di levotiroxina per osservarne i benefici sui sintomi.


    Salve, vorrei chiedere pareri per l'uso di finesteride per acne ormonale. Inizialmente ho usato spironalattone per 1 mese e avevo già visto i primi risultati, tuttavia ho avuto (ed ancora ho) effetti collaterali forti (brain fog, confusione, problemi di coordinamento) nonostante abbia smesso di assumerlo da una settimana.
    Quindi, mi è stato prescritto finasteride con uso concomitante di pillola (che già assumo).
    Posso chiedere la vostra opinione sia sugli effetti collaterali di spiro (per i quali mi sono recata anche in pronto soccorso per via di un fort spavento) che in generale sulla mia situazione? Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera,
    innanzitutto, lo spironolattone è un antiandrogenico e diuretico “risparmiatore di potassio”, da cui si deducono i principali effetti avversi: ipotensione e squilibri elettrolitici (iperpotassiemia e iponatriemia). Per questo motivo, durante l’assunzione è sempre indicato monitorare gli elettroliti e la pressione arteriosa.
    Se tuttavia al pronto soccorso (o successivamente) sodio, potassio e pressione risultavano nella norma, e i sintomi riferiti persistono oltre le 2 settimane dalla sospensione, è difficile attribuirli al farmaco e, pertanto, converrebbe indagare altre cause.
    Detto ciò, lo spironolattone è generalmente preferito alla finasteride in quanto meno gravato da effetti avversi. La finasteride può comunque essere assunta in sicurezza, con un monitoraggio periodico degli enzimi epatici.

    Rimango a disposizione e, se necessario, mi contatti pure per valutare insieme come procedere, anche sulla base degli esami sopracitati (comprensivi anche degli esami ormonali).

    Dott. Bressan Luca


    Domande su Timoma

    Salve dopo una visuta endocrinologica per sospetto ipertiroidismo , l’endocrinologo ha constatato con esami d sangue nulla di anomalo . All’ospedale mi dissero che c’era un nodulo sulla parte sx , rifacendo l’eco , l’endorinologo( un’altro,da privato) mi ha detto che non è vero , potrebbe essere un residuo timico .. , mi ha consigliato una rmn no contrasto .. non so cosa fare .

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera,
    il residuo timico, salvo rare eccezioni, presenta una sede tipicamente retrosternale. Detto ciò, prima di procedere con eventuali ulteriori accertamenti strumentali come la risonanza magnetica - che comunque può essere un esame plausibile per togliere ogni dubbio - la invito a condividere le immagini o fotografie dell'ecografia disponibili per una doppia valutazione. Se lo desidera, potrà inviarmi anche gli esami già eseguiti, al fine di valutarne la funzionalità tiroidea.


    Domande su acido ialuronico

    Buongiorno ho la tiroide di hashimoto,sono in cura da anni e prendo la pastiglia tutti i giorni.posso fare iniezione di intralipoterapia? O rischio problematiche? grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera,
    generalmente non ci sono controindicazioni assolute o interferenze documentate tra la terapia con Levotiroxina e l'intralipoterapia. Detto ciò, per togliere ogni dubbio, potrà ripetere gli esami di funzionalità tiroidea (TSH, fT3, fT4) ad almeno 1 mese dalla prima seduta di intralipoterapia e, se nella norma, potrà proseguire senza problemi.


    Ezateros mi puo' causare dissenteria al mattino? Cosa posso fare ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Gent.mo, tra i componenti dell'Ezateros (Rosuvastatina ed Ezetimibe), l'ezetimibe può effettivamente causare diarrea, mentre la rosuvastatina lo fa raramente. Prima di qualsiasi decisione, sarebbe utile valutare le tempistiche di comparsa del disturbo per stabilire un'eventuale associazione con il farmaco.
    Qualora questa fosse plausibile, una soluzione potrebbe essere sostituire Ezateros con la sola rosuvastatina, o valutare un farmaco alternativo — sebbene le statine rimangano i farmaci più efficaci per il controllo del colesterolo. Per procedere nel modo più appropriato, sarebbe tuttavia necessario conoscere il profilo lipidico completo (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi) e la sua storia clinica.
    Qualora lo desiderasse, può inviarmi gli esami tramite il mio profilo per una consulenza online, così da valutare insieme l'alternativa più adatta e procedere con un'eventuale prescrizione.


    Buonasera, sono una signora di 54 anni in menopausa da 3 anni . Il mio lavoro è di tipo sedentario , ma quasi tutti i giorni cammino 1h apiedi nella natura . A volte la domenica , io e mio marito facciamo delle camminate su salite abbastanza ripide . Non fumo e non bevo nulla di nulla Le analisi le ho tutte pefette , ma purtroppo oggi ho ritirato la moc e ho visto che i valori sono peggiorati rispetto al 2024 Rachide 2024 r score 2,8 oggi 3 Femore 2024 tscore 1,3 oggi 2,6 Dal 2024 assumo Binosto 1 volta alla settimana . Purtroppo solo pochi mesi fa ho letto sul bugardino che bisogna stare 30 minuti in piedi . Prima stavo semre seduta ! La vitamina d è a 41, calcio 2,23 . Assumo Dibase 1 volta alla settimana . Sono disperata perchè ho letto che la mia osteoporosi è grave :( Lunedi andrò dalla dottoressa di famiglia . Mi potete dire qualcosa ? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera,
    la rassicuro: dai dati riportati non emerge un quadro di osteoporosi grave, e la terapia in corso è appropriata come prima linea.
    Per quanto riguarda l’assunzione del farmaco, è sufficiente non distendersi per almeno 30 minuti dopo l’assunzione: può quindi rimanere anche seduta, mantenendo il busto eretto, senza necessità di stare in piedi.
    È importante inoltre mantenere adeguati livelli di vitamina D: il valore che riporta (41) è corretto se espresso in ng/mL. Utile anche un adeguato apporto di calcio con l’alimentazione.
    Nel tempo sarà opportuno eseguire un monitoraggio periodico con MOC ed esami del metabolismo osseo. In questi casi è necessario completare la valutazione anche con una Rx morfometrica.
    Se necessario, può contattarmi per una consulenza, così da impostare insieme il monitoraggio nel tempo, che potrà poi proseguire con il proprio medico curante


    Salve,
    sono un uomo di 55 anni, sportivo, alto 180 cm e con un peso di circa 61 kg. Sono affetto da osteoporosi.
    Da circa due anni assumo regolarmente vitamina D. Negli ultimi 8 mesi ho seguito la seguente terapia:
    • inizialmente colecalciferolo ogni mese (successivamente ogni 3 settimane);
    • in seguito calcifediolo (Didrogyl), (assunto quotidianamente).
    Nonostante la terapia, i valori di vitamina D sono diminuiti: attualmente risultano pari a 36 ng/mL.
    Al contrario, la calciuria è aumentata, con un valore attuale di 347 mg/24h.
    Segnalo inoltre che, all’inizio della terapia (circa 2 anni fa), assumevo un dosaggio ogni 15 giorni: in quel periodo la vitamina D aumentava di circa 4 ng/mL al mese, ma si osservava anche un incremento della calciuria.
    Successivamente, dopo circa 8 mesi, il dosaggio è stato ridotto al mese e, da allora, i valori di vitamina D hanno iniziato a diminuire di circa 4 ng/mL al mese.
    In passato, con una terapia simile, la vitamina D aumentava di circa 4 ng/mL al mese e la calciuria non mostrava incrementi.
    I restanti esami del sangue (inclusi quelli ormonali) e delle urine risultano nella norma.
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
    Cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera, innanzitutto bisognerebbe valutare con attenzione i dosaggi assunti nelle varie formulazioni nei diversi momenti — non li ha citati e sono fondamentali per interpretare correttamente l'andamento dei valori e individuare la dose più adeguata per evitare un eccessivo rialzo della calciuria.
    Va ricordato che, come già sa, una delle funzioni principali della vitamina D è favorire l'assorbimento intestinale del calcio, per cui sarebbe utile valutare anche le abitudini alimentari e l'eventuale assunzione di integratori di calcio, per capire se la calciuria elevata dipenda esclusivamente dal dosaggio di vitamina D o se contribuisca anche la dieta.
    Qualora lo desiderasse, possiamo eseguire una consulenza online per fare chiarezza una volta per tutte — le chiedo in tal caso di inviarmi i vari esami precedenti, possibilmente associando ciascun valore al dosaggio assunto in quel periodo. Per una valutazione ottimale, sarebbe ideale che agli esami recenti fossero presenti: calcemia, fosfatemia, calciuria e fosfaturia delle 24 ore, 25(OH)D3, paratormone e creatinina. Se disponibili, sarebbero utili anche l'esame urine chimico-fisico — per verificare l'eventuale presenza di cristalli precursori di calcoli — e la BALP, per una valutazione contestuale del metabolismo osseo nel contesto dell'osteoporosi.
    Le ricordo infine che in caso di osteoporosi è considerato adeguato un valore di 25(OH)D3 superiore a 30 ng/mL — valore che lei aveva già raggiunto.


    Una goccia di didrogyl a quante Ui di vitamina D corrisponde??

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera, 1 goccia di Dirogyl contiene 5 μg di calcifediolo, una forma di vitamina D già parzialmente attivata dall'organismo e quindi più "pronta all'uso" rispetto alla vitamina D classica (colecalciferolo) che si trova comunemente in prodotti come Dibase, Ditralia, Annova ecc. Per questo motivo non è possibile confrontare direttamente le dosi dei due prodotti.
    La dose consigliata di Dirogyl è di 2-3 gocce al giorno, assumibili anche in un'unica somministrazione settimanale moltiplicando la dose per 7. Per verificare che la dose sia adeguata, si doserà la 25(OH)D3 nel sangue, il cui target ottimale può variare a seconda della situazione clinica (ad esempio in presenza di osteoporosi ecc.).


    GLICEMIA e DIABETE.
    Buongiorno, ho la glicemia a 104. Da una vita (almeno 20 anni - ne ho 45) solo che prima era a 97 ed ora negli anni man mano è salita a 104.

    È da un paio di anni che mi alzo di notte, sempre tra le 3 e le 5 ma spesso alle 4, con battiti alti, a volte sudata (ma questo poche volte) ma sopratutto con un senso di buco allo stomaco, che sembra tanto fame. Eppure la sera mangio, non pesante. Poi faccio colazione e un pó passa ma dopo 1 ora devo rifarla se mi sono sbagliata a mangiare poco perché di fretta e cmq ci mette un pó a passare sto buco nello stomaco. E poi divento nervosissima finché non mangio. A volte mi capita di giorno (poche volte) ma sto male al punto tale da sentirmi svenire, cuore debole e non ragiono. Poi mangio e mi riprendo. Da 2 mesi e mezzo sono a dieta antinfiammatoria (no glutine, no latticini no zuccheri) e sto attenta agli alimenti che hanno un alto indice glicemico. Eppure ste crisi le ho ancora. Non ho sete infinita né minzione frequente (la notte faccio pipi ma una max 2 volte) Non capisco se sia un inizio di diabete, insulina resistenza o gastrite (che ebbi da ragazzina). Soffro di reflusso. Ho l'ammonio alto e l'urina a 7.5 ph da mesi (solo quello) ma ho un calcolo renale. Così so come muovermi, che esami fare e da che specialistica andare.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera. Il quadro che descrive è compatibile con un'ipoglicemia reattiva su base di insulino-resistenza. La glicemia a 104 è borderline ma non diabetica; il trend in salita negli anni, insieme ai sintomi notturni (risveglio alle 3-4, tachicardia, fame improvvisa, sudorazione) e agli episodi diurni con sensazione di svenimento e nervosismo che si risolvono mangiando, è il quadro classico di un crollo glicemico post-prandiale tardivo da ipersecrezione insulinica. La dieta a basso indice glicemico va nella direzione giusta ma non è sufficiente da sola se la quota proteica e di grassi serale è insufficiente.
    Gli esami utili da fare sono: test da carico orale di glucosio (OGTT), emoglobina glicata (HbA1c), glicemia e insulinemia a digiuno. Per questo quesito, lo specialista di riferimento è per l'appunto l'endocrinologo diabetologo. Rimango a disposizione per un'eventuale consulenza online endocrinologica/diabetologica qualora volesse un supporto nella valutazione degli esami e nella gestione terapeutica.
    Per quanto riguarda l'ammonio alto (nel sangue?), può contribuire, almeno in parte, l'aumentato apporto proteico con la dieta o una disbiosi intestinale. Va tuttavia esclusa un'eventuale disfunzione epatica iniziale, per cui le consiglio di eseguire una funzionalità epatica completa (AST, ALT, bilirubina, albumina) e, se alterata, rivolgersi all'epatologo. Il pH urinario alcalino persistente con il calcolo renale potrebbe sottendere un'eventuale infezione urinaria sottostante, da rivalutare con eventuale urinocoltura.


    Salve sono una ragazza di 29 anni e ormai da quasi un anno soffro di una forma di stitichezza grave mai avuto in precedenza dal momento che sono sempre stata regolate. Ho iniziato così ad approfondire mediante varie visite, gastroenterologo, colonscopia, calprotectina, ecografia addome da cui non è risultato nulla. Ho pensato così che potesse essere qualcosa alla tiroide, i risultati degli esami sono questi
    Tsh 1,678
    Ft3 3,50
    Ft4 1,30
    Anti tpo assenti
    Anti tireoglobulina 4,1
    Potrebbe trattarsi di tiroide di Hashimoto anche se le analisi sono nella norma?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera. I risultati della funzionalità tiroidea sono nella norma — TSH 1,678 mUI/L, fT3 3,50 pg/mL, fT4 1,30 ng/dL (ho integrato io le unità di misura, che è sempre importante specificare in quanto non univoche) — e, associati ad anticorpi anti-tiroidei negativi, escludono quasi certamente una tiroidite di Hashimoto.
    Detto ciò, esistono tiroiditi sieronegative in fase iniziale con normale funzione tiroidea, diagnosticabili solo con l'ecografia, che potrà comunque eseguire come screening. Ribadisco però che la diagnosi di tiroidite sia poco plausibile e che, in assenza di reperti ecografici suggestivi, sarebbe bene orientarsi verso altre cause della stitichezza.


    Domande su Diabete

    Ho la glicata 6.5,mi è stato prescritto rybelsus oltre alla metformina che già prendo, ho 71 anni, 1.74 cm di altezza e 86 kg, ha senso provare monjuro? ho dovuto interrompere Rybelsus per via della nausea insopportabile.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera. In relazione alla sintomatologia gastrointestinale riferita, è opportuno considerare che il Rybelsus è generalmente associato a una maggiore frequenza di effetti avversi gastrointestinali rispetto alle formulazioni iniettive della stessa classe.
    Per tale ragione, è plausibile valutare una transizione a Mounjaro (tirzepatide), partendo dalla dose minima di 2,5 mg/settimana (dati i sintomi) per il primo mese, per poi passare a 5 mg/settimana. I sintomi tendono a concentrarsi nelle fasi iniziali e dopo ogni aumento della dose, e possono essere in buona parte contenuti con alcune attenzioni nella modalità di assunzione degli alimenti.
    Rimango a disposizione per un'eventuale consulenza online, qualora necessitasse di assistenza nella gestione della transizione e dei sintomi.


    Soffro di ipotiroidismo prendo Eutirox mi sono accorta che prenderlo alla mattina siccome non ho sempre gli stessi orari non trovavo giovamento quindi lo prendo alla sera ma non avendo sempre gli stessi orari non ho un' ora precisa vorrei sapere se l importante è prenderlo sempre a stomaco vuoto quindi prima di andare a letto grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Luca Bressan

    Buonasera, in accordo con le linee guida, la prerogativa è prendere la Levotiroxina (Eutirox) a stomaco vuoto almeno 30 minuti prima di colazione, oppure in alternativa 3 ore dopo l'ultimo pasto della sera, prima di dormire. Ad ogni modo, sarà il TSH dosato dopo almeno 4-6 settimane dalla modifica della modalità di assunzione a dirci se l'assorbimento è avvenuto correttamente. Qualora lo desiderasse, possiamo valutare insieme il dosaggio e ottimizzare la modalità di assunzione.


Autore

endocrinologo, diabetologo, andrologo
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